OwnCloud 3: disponibile la nuova release

ownCloud

Il cloud computing è la perenne nuova frontiera dell’informatica. In realtà si è visto come il cloud possa effettivamente semplificare molto la vita ma senza mai riuscire a sostituire la solidità e affidabilità di uno storage locale. I motivi sono due: la possibilità di accedere sempre ai dati anche senza connessione disponibile e la privacy che si indebolisce nel momento in cui li carichiamo su dei server terzi.

Mentre il primo è un problema strutturale del cloud computing, il secondo è risolvibile creando personalmente il proprio server dedicato. A questo proposito nasce nel panorama open ownCloud, un’implementazione open source di una piattaforma per il cloud storage. ownCloud è giunto ormai alla versione 3 ed ha raggiunto un livello di maturità invidiabile. Oltre alla ovvia sincronizzazione dei file, ownCloud permette di mettere nellla nuvola anche musica (ascoltabile in streaming), calendari, contatti e segnalibri.

La nuova versione inoltre aggiunge tre nuove funzionalità interessanti. Innanzitutto fornisce un lettore PDF integrato in modo da poter visualizzare i nostri file PDF senza dover fisicamente scaricare il documento e anche da piattaforme in cui non è disponibile un PDF reader. Viene aggiunta poi la possibilità di editare file di testo direttamente tramite il client online, una buona notizia per i programmatori; l’editor integrato infatti supporta ben 35 linguaggi, il drag and drop, l’indentamento automatico ed altre caratteristiche comuni.

Per ultimo ownCloud 3 introduce uno store online grazie al quale sarà possibile integrare la già ben fornita piattaforma base con plugin di terze parti in modo da soddisfare ogni nostro perverso desiderio.

Come al solito però, ownCloud non offre nessuno spazio di archiviazione di dafault e spetta all’utente installare e configurare il proprio server.

Tag:

Commenti

  1. [1]

    Riguardo al cloud concordo con Stallman: ‘Affidereste le vostre cose più importanti a qualcuno che non avete nemmeno mai visto?’
    Dopo Windows Vista i pc touch è la più grande ca***ta informatica dal ’70 ad oggi….auguri..

  2. [2]

    @Xenomorph ma le leggi le cose prima di commentare? :P
    Stallman è un pazzo. Cloud non significa Dropbox, non significa iCloud, quelle sono cose per l’utente medio che deve backuppare 4 file.

    Quello di cui si parla come vero Cloud è una soluzione messa su da *te* per *te*, quindi nessuno legge le tue cose se non tu. ;)

  3. [3]

    Che dire… interessante, soprattutto se sei un provider e vuoi offrire il cloud ai tuoi clienti.
    Per “l’uso personale” su proprio server, non so se vale la pena di sacrificare l’affidabilità e l’assenza di manutenzione tipici del cloud sull’altare della privacy.
    Se lo installi poi su uno spazio hosting non ha davvero senso!!!
    Mah… ‘sto cloud non mi convince in nessuna delle sue incarnazioni.

  4. [4]

    Riguardo all’affermazione di Stallman sul cloud computing, mi piacerebbe sapere se ha un server di posta elettronica in casa e se mette i suoi risparmi sotto il mattone… :-)

  5. [5]

    Beh, hai ragione! Il server di posta in casa non ce l’ho anche se con linux ci vuole poco a metterlo in piedi però i soldi preferisco tenerli nel pouf (Poggiolini insegna) così se devo fare un prelievo non rischio che nessuno mi cloni niente e non devo rendere conto a nessuno di come uso i miei soldi. :)

  6. [6]

    Atra soluzione alternativa:
    http://sparkleshare.org

Inserisci il tuo commento