Niente più computer con Windows per i dipendenti di Google. Questa la decisione presa dai vertici di Mountain View dopo aver subito un duro attacco da parte di cracker cinesi lo scorso gennaio. I sistemi di Redmond si sono dimostrati sul campo una scelta decisamente troppo insicura per proseguire.
Tutti i nuovi dipendenti dovranno scegliere tra due alternative per i computer desktop usati al lavoro: Mac o Linux. La nuova policy di sicurezza non sarà estesa invece ai notebook dei dipendenti, che potranno continuare ad avere come sistema Windows.
Non si tratta, è bene precisarlo, di dichiarazioni fatte pubblicamente dai vertici di Google, quanto di informazioni raccolte dal Financial Times intervistando alcuni dipendenti di Mountain View.
La cosa comunque non sorprende affatto, è noto infatti come molti dipendenti di Google utilizzino Ubuntu come sistema operativo per i propri PC desktop. Matt Cutts, capo del team che si occupa dello spam presso BiG, non ha mai nascosto la sua predilezione per il sistema di Canonical, ed è solo uno dei tanti “googler” ad usare il pinguino.
C’è da giurare che con l’arrivo di Chrome OS in forma stabile, per gli oltre 10.000 dipendenti di Google i sistemi operativi di Redmond sembreranno soltanto un (brutto) ricordo.

beh….io sono felicissimo che molti dipendenti Google utilizzino Ubuntu!…..anche se stento a crederci!ahahahahahha
di Claudio - 1 giugno 2010 - 10:17
giusta decisione!
di guiodic - 1 giugno 2010 - 10:46
@ Claudio
nn ho capito a cosa è riferita la risata
di andy - 1 giugno 2010 - 11:04
Non ci credo… magari fosse vero… vorrebbe dire che penserebbero ad una versione linux di sketchup o ad una versione nativa per linux di picasa.
di Nicola Biscardi - 1 giugno 2010 - 11:19
Era ora che qualcuno vietasse Windows: quanto ci vorrà perché si faccia lo stesso con tutta la PA italiana?
di Paolo - 1 giugno 2010 - 11:26
Finalmente! Saggia decisione. Il lento ma costante declino di Microzozz continua…
di Gildo - 1 giugno 2010 - 11:34
bene, cavolo, io sono estremamente felice!
piano piano stiamo risolvendo il bug numero uno.
piano piano le aziende rilasceranno drivers, piano piano sempre piu programmi professionali saranno portati su linux, piano piano..
di iutub - 1 giugno 2010 - 12:08
@Paolo, la PA Italiana, tanto per fare un esempio, usa e fa usare a decine di migliaia di utenti un software per gestire la liquidazione delle spese scritto in Java, ma non quello della SUN, bensì quello di Microsoft, che Microsoft stessa ha deprecato nel 2003 e ha bannato da Vista e Seven, e che chiaramente gira solo su IE, ma non IE8
Ora, a fronte di situazioni come queste, come lo vedi un passaggio a Linux ? Imminente ?
A cambiare SO ci vuole un attimo, il problema sono tutti i software legacy, spesso e volentieri in DOS, che richiederebbero milioni di euro e anni di lavoro per essere riscritti. E senza soldi non si fa nulla.
di mmorselli - 1 giugno 2010 - 13:30
Al di là delle guerre di religione, considerando che Google in un imminente futuro userà ChromeOS per i suoi desktop aziendali, questa mi sembra la scelta più coerente e razionale.
di aytin - 1 giugno 2010 - 13:32
Non credo che Chrome OS verrà mai usato in ambito aziendale da Google, poiché, molto probabilmente, non sarebbe versatile come una normale distribuzione linux per lo sviluppo. Un sistema cloud-based sarebbe troppo limitante per uno sviluppatore. Meglio Ubuntu,Fedora o Gentoo.
di RG - 1 giugno 2010 - 14:08
A livello aziendale forse sarebbe meglio parlare di Red Hat o Suse…
di Raziel - 1 giugno 2010 - 14:28
Raizer a livello a aziendale le Ubuntu LTS vanno benissmo, Google utilizza Ubuntu anche su server.
di Paguro - 1 giugno 2010 - 14:48
Hai ragione, in realtà mi riferivo a RG che aveva messo fedora e gentoo (gentoo è una rolling, non so quanto possa essere adatta), in realtà quello che conta è il supporto della azienda che ti fornisce l’OS, se Ubuntu sarà canonical. So che Red Hat e Novell ci guadagnano abbastanza…
di Raziel - 1 giugno 2010 - 15:12
@Raziel
Penso sia come dice Paguro, avrebbero pure meno problemi con l’interoperabilità dei sistemi operativi.
Nessuno poi trova strano che questo passaggio non è stato comunicato poco dopo l’attacco cinese, ma SOLO dopo un mese dall’uscita di Ubu 10.04 LTS?
Io sì, e non penso sia una coincidenza.
di abba - 1 giugno 2010 - 15:15
Gran calma a dire che Ubuntu può andare bene come desktop aziendale. Provate a farlo lavorare in reti miste linux-windows. Auguri.
di Ernesto - 1 giugno 2010 - 15:29
@Ernesto
Hai colto nel segno!
A me pareva di ricordare che SUSE fosse molto più adatta di altre nell’interfacciarsi con sistemi Microsoft (frutto di un accordo molto discusso…)
A parte questo, all’interno della mia università non ho trovato ancora nessun PC con Ubuntu dentro, dei 3 cluster che ho visto, uno ha debian, uno openSuse e uno Fedora. In ambito aziendale penso che la stabilità sia una priorità, cosa in cui una LTS rispetto a debian non è ancora paragonabile… Solo un mio prof usa Ubuntu, ma sul proprio notebook.
di Raziel - 1 giugno 2010 - 17:25
Beh, tra Microsoft Apple e Google è risaputo che l’unica che ragiona con la testa prima che col portafoglio è Google.
Prima l’apertura del codec vp8, ora questa. Ottimi passi in avanti alla faccia degli altri 2 che studiano la notte come arricchirsi sulla nostra pelle.
di MasterPJ - 1 giugno 2010 - 19:13
“A livello aziendale forse sarebbe meglio parlare di Red Hat o Suse”
…anche CentOS (clone RHEL) e Debian. RHEL e SUSE sono migliori per l’assistenza, ma pare che anche CentOS si stia attrezzando.
di eriprando - 1 giugno 2010 - 20:31
…mmmm cosi’ ora i cracker cinesi cominceranno a concentrarsi anche su linux e addio alla pace. La notorieta’ ha il suo prezzo.
di drake762001 - 1 giugno 2010 - 20:42
Guarda caso due piattaforme che Google stava perdendo… Ubuntu che voleva passare a Yahoo e Apple che stava ammiccando a Bing.
Proprio una scelta legata alla sicurezza, sempre considerando che ad essere bucato è stato un windows xp (neanche aggiornato) con IE6 e voglio proprio sapere chi in Google usa Xp con IE6… queste sparate sono solo per guadagnare qualche soldino in più, ma naturalmente per molti non è così siccome Google lavora per la gloria…
di Andrea - 1 giugno 2010 - 21:47
Prova a far lavorare Windows e Windows in una rete aziendale … non è facile come credi. Sai quante volte capita che non si vedano le risorse di rete? a bizzeffe.
Ti pareva male. Suse ha samba e likewise come ce l’ha ubuntu, non cambia nulla.
questa barzelletta dei virus che non ci sono per Linux causa scarsa diffusione non finisce più? allora come mai Mac Os X che ha quote 7-8 volte maggiori di Linux pure quello non ha virus? magia?
di guiodic - 1 giugno 2010 - 21:48
Premetto sono favorevole a tutti i sistemi GNU/Linux e uso openSUSE per diversi motivi.
Non stavo dicendo che Ubuntu non possa, stavo dicendo che su Suse sia più facile, io ho un icona da clikkare con scritto “configurare appartenenza a dominio windows”, non mi sembra che ci sia su Ubuntu, tutto qua… Comunque ripeto, questo poco importa, quello che conta é l’assistenza dell’azienda che ti fornisce il software, punto. E’ il modello su cui si basano Novell, Red Hat e Canonical.
“questa barzelletta dei virus che non ci sono per Linux causa scarsa diffusione non finisce più? allora come mai Mac Os X che ha quote 7-8 volte maggiori di Linux pure quello non ha virus? magia?”
Confermo sulla presenza di malware anche per Linux, ma il tuo sistema di riferimento è sbagliato, non puoi scrivere Mac 7-8 volte Linux per fare confronti di popolarità (Come se linux fosse l’unità di misura)… Devi contare che Windows occupa il 90%, il Mac il 6% (circa e non mi interessa che in USA sia al 13%) e linux poco più dell’1%.
E comunque anche per Mac ci sono, ma sono pochi e safari li blocca in anticipo, avevo letto un articolo poco tempo fa.
di Raziel - 2 giugno 2010 - 09:28
“Non si tratta, è bene precisarlo, di dichiarazioni fatte pubblicamente dai vertici di Google, quanto di informazioni raccolte dal Financial Times intervistando alcuni dipendenti di Mountain View.”
di Ricky - 2 giugno 2010 - 13:12
sì ma è il 6% più ricco della popolazione, visto che i mac costano di più. Quindi molto appetibili. Senza contare che esistono malware per sistemi ben meno diffusi, ad esempio certi sistemi proprietari per cellulari.
Per Mac non ci sono virus, al limite ci sono un paio di trojan, che è tutta un’altra storia perché richiedono un intervento ativo dell’utente che deve installarli volontariamente. Di trojan ce ne sono pure per Linux.
http://guiodic.wordpress.com/2008/07/12/perche-non-serve-quasi-mai-un-antivirus-su-gnulinux-parte-1/
di guiodic - 2 giugno 2010 - 13:25
Affermazione sbagliata. Nessun OS può dirsi sicuro al 100%, così come non si può dire che il Mac sia immune da Malware. Semplicemente quell’OS viene creato per un parco macchine molto molto limitato… Ci mancherebbe che fosse anche pieno di bachi. Più stringi il campo e meno devi adattare. C’è l’abitudine di dire che il Mac è Oro… è un buon OS ma finiamola di sommergerlo di elogi gratuiti… A me piace sentirmi libero di fare quello che voglio con il mio Hardware e Software… col Mac sei castrato (IMHO). Linux giara con processori ARM, intel, amd, IA64, motorola… Ti pare poco?
di banana - 3 giugno 2010 - 12:41
Cito “No, il Mac non è invulnerabile: occhio a salvaschermo e applicazioni scaricate”
http://attivissimo.blogspot.com/2010/06/mac-girano-salvaschermo-e-applicazioni.html
di Lix - 7 giugno 2010 - 14:58
Questo non ha assolutamente nulla a che fare con i virus.
di guiodic - 8 giugno 2010 - 15:50
Sì appunto: devi scaricarlo e installarlo volontariamente. Non è come con Windows che basta navigare o inserire una pennetta o un floppy e ti becchi un virus. C’è una bella differenza no?
di guiodic - 8 giugno 2010 - 15:52