Che le EULA non fossero gradite agli utenti “open” già ce ne eravamo accorti. E infatti le “End User License Agreement” sembrano avere vita breve ora che anche openSuse ha deciso di farne a meno e seguire l’esempio di Fedora (e di Mozilla) nell’adozione di una licenza di tipo informativo. I vincoli della licenza restano, mentre si elimina l’inutile giogo del pulsante da cliccare per esprimere il proprio consenso.
Una mossa che adegua, finalmente, openSUSE a quella che è la filosofia del software libero, che difatti è sempre accompagnato da una copia della licenza ma che non richiede all’utente alcuna forma di accettazione, esattamente come succede quando, ad esempio, acquistiamo un libro in una qualsiasi libreria.
Scendendo un po’ più nel dettaglio del caso openSuse, vediamo che per adottare appieno la nuova “formula” sono stati esclusi tutti i software “non” liberi dal DVD principale, in modo da rendere openSUSE ancora più liberamente distribuibile e a prova di “avvocato”.
Ci sono stati anche dei cambiamenti riguardo la licenza del “lavoro di assemblaggio”, ovvero di come i vari componenti sono aggregati per formare la distribuzione, ora rilasciato sotto la licenza GPLv2 (niente versione 3).
Una tendenza che andrebbe estesa seduta stante a tutti i software FLOSS e da cui anche i produttori di software proprietario avrebbero qualcosa da imparare.
