Joe Brockmeier di ArsTechnica si è preso la briga di mettere alla prova dei fatti PiTiVi e Kdenlive, due dei principali software di montaggio video disponibili per gli utenti Linux.
PiTiVi è il software di riferimento per gli utenti Gnome. È scritto in GTK+ e si appoggia sulle fondamenta di GStreamer per praticamente tutte le operazioni. Durante le prove effettuate da ArsTechnica si è dimostrato stabile ma mancante di molte (troppe) funzioni. In parole povere, PiTiVi al momento non permette altro che il taglio e riordino delle scene, lasciando a bocca asciutta quando si tratta di effetti di transizione o titolazione.
Kdenlive sembra invece essere l’esatto opposto di PiTiVi: dove quest’ultimo è intuitivo e semplicistico, Kdenlive è più disordinato (una caratteristica comune, ahimè!, a molte applicazione Kde) ma decisamente più ricco di funzioni. Sono presenti più di trenta tra transizioni ed effetti da applicare al video.
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«Gli utilizzatori di software open source sono una minaccia per la nazione». Questo è quello che pensa la IIPA (International Intellectual Property Alliance) che in un documento indirizzato al ministero del commercio americano ha consigliato l’inserimento in una speciale lista di sospetti violatori di copyright (la Special 301) alcuni stati, come il Brasile e l’India, poiché usano software open source.
La richiesta, riportata dal giornale britannico The Guardian, è a dir poco fuori luogo e fuori dai tempi e parte dall’assurdo che l’utilizzo di software free e open source si indice di violazione del copyright di software proprietario.
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Come regalo di fine mese (e fine settimana), gli sviluppatori di Canonical hanno reso disponibili le immagini ISO di Ubuntu Lucid Lynx 10.04 alpha 3. Le novità di questo rilascio non sono limitate ai soli aggiornamenti di pacchetti ma vedono anche l’introduzione di nuove funzionalità, molte delle quali segnalate nelle scorse settimane.
La novità più importante è sicuramente rappresentata dalla sostituzione del driver nv con Nouveau: come avevamo anticipato, questa alpha di Lucid Lynx utilizza per default il nuovo driver libero, offrendo l’accelerazione 2D e il supporto al kernel mode setting (KMS).
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Stali sta per Static Linux. È una nuova distribuzione Linux che lentamente sta uscendo dal guscio. Un manifesto, quello di Stali che ha quasi dell’incredibile:
Stali (sta[tic] li[nux]) è una nuovissima distribuzione che include una selezione manuale di tutti i migliori tool e ciascun tool è linkato staticamente (incluso diversi clienti X come xterm, surf, dwm, dmenu, mplayer).
Stali si pone l’obiettivo di non usare le librerie dinamiche e di linkare staticamente ciascun applicativo. Obiettivo questo che per essere raggiunto ha richiesto l’adozione della uClib e non della usuale Glibc (GNU C Library). Anche il Kernel Linux incluso in Stali è un unico “pezzo” monolitico del tipo “all in one”, quindi niente supporto al caricamento dinamico dei moduli.
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Il nuovo kernel Linux 2.6.33 è arrivato e mai come questa volta le novità sono davvero rilevanti. La prima è più importante, per gli utenti desktop, è l’inclusione di Nouveau, il driver open source per schede video nVidia. L’utilizzo di Nouveau non permetterà le stesse performance consentite dai driver proprietari nVidia ma è un deciso passo avanti per poter utilizzare le schede video senza ricorrere a “codice chiuso”.
Come ricorda puntualmente Kernel Newbies, Nouveau consente al momento di sfruttare il modesetting (KMS), il suspend/resume, Dual Head (RandR 1.2), operazioni 2D (EXA, Xrender, Xv video) mentre per il supporto 3D la strada è ancora lunga.
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Il completamento dell’acquisizione di On2 da parte di Google ha spinto la Free Software Foundation a scrivere una lettera al colosso di Mountain View, chiedendo la liberazione del prodotto principale della società acquisita: il codec video VP8.
L’obiettivo auspicato dalla FSF (e non solo da lei) è quello di liberare il Web dal dominio dei filmati Flash e dalla minaccia di quelli in formato H.264 grazie alla disponibilità di un codec video avanzato e libero da brevetti, come sarebbe VP8 se Google optasse per la sua liberazione.
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A tre mesi di distanza dal suo fratello maggiore FreeBSD, gli sviluppatori finanziati da iXsystems hanno rilasciato PC-BSD 8.0, il loro sistema operativo BSD espressamente dedicato ai desktop.
Essendo basato su FreeBSD e sul desktop environment KDE, le novità principali di PC-BSD 8.0 sono ovviamente rappresentate dal passaggio al codice di FreeBSD 8.0-RELEASE-P2 e dall’aggiornamento a KDE SC 4.3.5. Hubble introduce però anche un nuovo installer, miglioramenti al gestore grafico dei pacchetti (Software Manager) e la possibilità di eseguire il sistema operativo direttamente da DVD.
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Sin dai primi giorni successivi all’acquisizione di Sun da parte di Oracle si era temuto il peggio per in umerosi progetti a codice aperto, soprattutto per quelli più “incerti” come OpenSolaris.
Ora ci troviamo a meno di un mese dalla data di rilascio prevista per la versione 2010.3 di questo sistema operativo ma tutto tace: non sono state rese disponibili beta (o alpha) e nessuno parla delle novità che dovrebbero caratterizzare questa nuova versione di OpenSolaris.
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Ritardi nel freeze di Squeeze a parte, lo sviluppo del Debian Installer procede verso la meta prevista, tanto che durante l’ultimo fine settimana gli sviluppatori ne hanno rilasciato la prima versione alpha.
Partiamo subito con il dire che in questa versione del D-I, a causa di problemi nel backend DirectFB delle librerie GTK+, è stata disabilitato il setup grafico: questo tornerà nelle prossime versioni e sarà sicuramente presente in quella finale.
Premesso questo, il Debian Installer 6 alpha 1 introduce numerose novità, prima fra tutte il supporto ad ext4 e la semplificazione della creazione di configurazioni RAID, LVM e crypto.
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Quello dei decoder per lo streaming Web è un campo minato. Firefox e Opera hanno scelto di aderire alle specifiche HTML5 e supportano nativamente il tag video e il formato Ogg Theora. Google Chrome e Apple Safari hanno aderito in parte, supportano il tag video ma preferiscono usare il formato H.264. Internet Explorer? Resta a guardare.
Nuanti, una azienda londinese specializzata in prodotti per WebKit, ha sviluppato una interessante estensione per Internet Explorer, Google Chrome e Safari in grado di supportare il formato Ogg Theora e il tag video dello standard HTML5. Ancor di più, il prodotto sviluppato da Nuanti potrà essere integrato nei player basati su Silverlight, quindi aggiungere il supporto al formato Ogg Theora.
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