La Free Software Foundation (quella del progetto Gnu, per intenderci) è da sempre intransigente quando si parla di software libero. Così intransigente da avere da ridire anche su alcuni componenti del kernel Linux che sarebbero non del tutto liberi, o quanto meno di dubbia licenza.
Ad essere sotto accusa sono quei firmware proprietari che vengono distribuiti assieme al kernel per permettere il corretto funzionamento di alcune periferiche. Secondo la FSF c’è un’unica soluzione: smettere di usare tali firmware e usare nelle distribuzioni Linux solo componenti approvati dalla FSF stessa, come nel caso di gNewSense.
Il dibattito è alquanto acceso e vede contrapposti i puristi del free software a quegli utenti che invece preferiscono avere un parco hardware più ampio. Dalla parte di questi ultimi si schierano la maggior parte delle distribuzioni che fanno notare come questi componenti non siano utilizzati dalla CPU e pertanto possano essere considerati ammissibili. La FSF non ci sta e considera questa motivazione una scusa senza fondamento.
Difficilmente le distribuzioni accetteranno di fare un passo indietro sul fronte dell’usabilità e della facilità, su cui Linux ha negli ultimi anni fatto passi da gigante. È altrettanto certo che gli utenti gradirebbero molto una maggiore apertura da parte dei costruttori di hardware.
Ai nostri lettori chiediamo: siete ancora schiavi del software proprietario sulle vostre Linux Box?

per quel che mi riguarda,io non uso mai software proprietario.ho solo software libero.l’unica cosa che ho di proprietario è il bios,ma vabbè…sarei tentato ad usare i driver video nvidia (intendo i proprietari) per l’accellerazione 3d,ma sapendo che la xf86-video-* continua a fare passi da gigante,io attendo
di learc - 3 dicembre 2008 - 13:48
Senza offesa per nessuno..
La FSF ha un pò rotto.. Open si.. ma senza esagerare. Non si può pensare di combattere contro i mulini a vento.
Prima ci lamentiamo che i produttori hardware non ci considerano.. se ci considerano, ci lamentiamo perchè i loro firmware non ci piacciono. :S
di DominiK - 3 dicembre 2008 - 14:20
Dominik scusa, ma che c’entra?
La FSF mica vuole impedire che nvidia rilasci i driver closed, certo li preferirebbe open e suggerirà di non usarli.
Ma qui si sta dicendo qualcosa di diverso.
Semplicemente la fsf (a torto o a ragione) sta suggerendo che il kernel linux, peraltro in adempimento alla gpl, non distribuisca firmware chiusi così come non viene distribuito con driver video chiusi (vedi caso kororaa).
Ciò che tu dici, mi spiace segnalartelo, non c’entra alcunchè. Visto che il pieno del contendere è altro.
di Shaitan - 3 dicembre 2008 - 15:09
Basta con questi estremismi (che fanno sempre e solo danni!!) la cosa fondamentale è che funzionino bene! Io quando ho il wireless funzionante anche se con firmware non liberi pazienza, basta che funzioni perchè se non funziona mi arrabbio e son obbligato a ritornare a sistemi che fanno funzionare il device che non son liberi!
In conclusione se un azieda mi passa un software suo chiso e che funziona alla grande benissimo, subito… poi se me lo da aperto tanto meglio, ma l’imprtante è 1 che ci sia 2 che funzioni 3 che sia libero (in questo ordine)!
di Andrea - 3 dicembre 2008 - 16:28
ragazzi non capite di base una cosa: anche se sti firmware venissero ‘scorporati’ dal kernel, le distro quali ubuntu etc li continueranno a includere come prima (dovranno essere impacchettati separatamente dal kernel ma va beh). Detto questo, io ritengo che la FSF abbia ragione. perchè includere cose non free nel kernel visto che così facendo il kernel viola la GPL?
di Fale - 3 dicembre 2008 - 19:09
Forse occorre fare qualche chiarimento.
Qui non si parla di driver in generale, ma di firmware destinati ad essere caricati sui dispositivi. Difatti questi firmware non sono qualche che viene fatto funzionare dal kernel. E se da un lato la FSF dice che non sono accettabili, molti “distributori” li paragonano più alle immagini che noi trattiamo con Gimp, le quali immagini non devono per forza essere GPL solo perché le ritocchiamo con un software open source.
E comunque: i driver NVidia violano la GPL.
di Michele C. Soccio - 4 dicembre 2008 - 03:08
Chiarimenti.
@dominik
Lo scopo per cui e’ nato il sistema operativo libero GNU e la FSF e’ quello di dare la liberta’ agli utenti di computer. Stop.
Per questo motivo non si parla di “open” ma di liberta’ che sono due cose molto diverse: l’open source e’ una metodologia di sviluppo, il software libero un movimento per la liberta’ digitale.
Come e’ possibile raggiungere la liberta’ digitale che ci da’ il completo controllo sui nostri dispositivi se parte del codice necessario al loro funzionamento (il firmware) e’ proprietario?
Non rilasciando il firmware, i produttori hardware non ci stanno affatto considerando ma prendendo in giro. Vogliono mantenere ancora il controllo, pur fingendo di darti liberta’.
di Graziano - 7 dicembre 2008 - 11:54
@shaitan
I firmware contenuti nel kernel Linux non devono adeguarsi alla gpl perche’ non vengono sviluppati dai programmatori del kernel che assegnano il loro copyright a Torvalds (e quindi riaslciano il loro lavoro in maniera consensuale sotto gpl 2) ma vengono forniti dalle varie aziende hardware sotto licenze restrittive.
di Graziano - 7 dicembre 2008 - 11:57
@andrea
E’ una tua liberissima scelta ma non e’ la nostra.
Se quello che ti interessa e’ la liberta’ e il controllo dei dispositivi che compri con i tuoi soldi, allora dovresti supportare il movimento del software libero.
Noi mettiamo al primo posto la liberta’ e poi la convenienza tecnica.
Solo lottando in questo modo e’ possibile riuscre a cambiare le cose.
Se ogni utente dice “io uso il wireless anche se si appoggia a firmware/driver proprietari”, l’azienda che produce quella scheda non avra’ MAI interesse a cambiare rotta e rilasciare driver/firmware liberi.
Diversa e’ la cosa se una grande quantita’ di utenti sceglie di non usare quella scheda facendo sapere il motivo alla casa produttrice.
di Graziano - 7 dicembre 2008 - 12:02
Un esempio per tutti: lo smartphone Openmoko: dato che non esistono modem GSM/GPRS con firmware completamente open non potrebbe esistere uno smartphone con Linux sopra…
L’estremismo non ha mai fatto bene a nessuno…
di Dario - 9 dicembre 2008 - 10:33
@graziano:”Come e’ possibile raggiungere la liberta’ digitale che ci da’ il completo controllo sui nostri dispositivi se parte del codice necessario al loro funzionamento (il firmware) e’ proprietario?”
Beh allora che facciamo? Usiamo schede video di 20 anni fa senza accelerazione 3D, oppure non usiamo smartphone con Linux o che altro?
Certo sarebbe più facile creare nuovo hardware, ma penso che di tutta la comunità che ruota attorno a Linux forse l’1% è in grado di creare hardware (sempre che ne abbia i mezzi) e di certo non allo stesso livello di aziende quali nVidia…
Sono sempre stato un fautore dell’open e del free (as in speech) ma, come detto nel post precedente, l’estremismo non giova mai…
di Dario - 9 dicembre 2008 - 10:39
Si fa l’esempio dei driver nVidia, ma si dimentica di dire che questi, ovviamente, non sono distribuiti con il kernel (oltre a collocarsi in una zona grigia di “legalità” tout court).
Ripeto, qualora qualcuno non l’avesse afferrato, il problema sollevato in questo caso _non_ è relativo all’apertura o meno dei driver o dei firmware che l’utente _sceglie_ di installarsi, ma alle componenti che sono _distribuite_ con il kernel licenziato gpl.
di shaitan - 9 dicembre 2008 - 10:44
Ok ma quali sarebbero i “componenti” che non possono essere resi esterni al kernel? Anche i driver nVidia, nella loro procedura di installazione, richiedono la compilazione di un modulo del kernel (nvidia.ko se non ricordo male) e quindi diventano “componenti” del kernel…perché non si può fare lo stesso con altri firmware ed evitare di alzare un polverone a mio parere assolutamente inutile?
)
E poi vorrei capire meglio che significa “zona grigia di legalità”…non possiamo certo pretendere che un’azienda regali il proprio know-how solo per la bella faccia dell’open source…chi non è d’accordo non installa driver nVidia né compra le sue schede…a me sta bene avere un hardware performante con il compromesso che parti del firmware non siano open source purchè le prestazioni valgano la candela (e per favore niente flames su problemi di sicurezza, palladium, TC e menate varie perché sono tutt’altro discorso, grazie
di Dario - 9 dicembre 2008 - 10:53
Quali componenti non possano essere resi esterni al kernel è una domanda che dovresti fare non alla fsf, ma a chi rilascia il kernel (e che non vuole “esternalizzarli”)… visto che la richiesta è proprio quella di rimuovere questi firmware dal kernel e non distribuirli (che è la parola chiave, in termini di gpl) con il kernel
Zona grigia è una definizione di Torvalds, si veda (ma immagino che molti di voi la conoscano) http://lkml.org/lkml/2003/12/3/228 , caso parallelo (non uguale, ma con le stesse problematiche) è quello di ndiswrapper, che ha prosperato nella zona grigia (che in quel caso era nera o rossa)e dal kernel 2.6.24 è molto meno tollerato.
Non ho citato palladium per cui non vedo il motivo di tirarlo fuori, peraltro in maniera preventiva e aggressiva, ma ho parlato esclusivamente di licenze che, una volta scelte, vanno, ovviamente, rispettate.
di shaitan - 9 dicembre 2008 - 11:14
Grazie per il link per la zona grigia, non ne ero a conoscenza
di Dario - 9 dicembre 2008 - 11:21
non c’è uno di voi che si salvato, dicendo stupidaggini una dietro l’altra. la Free Software Foundation vuole che i produttori di hardware
se devono prendere in considerazione GNU/linux, debbono rilasciare le specifiche hardware e software.
per quanto riguarda i drivers, firmwares… richiede che siano rilasciati con la GNU General Public License e la GNU General Public License non è software Open, ma solo ed esclusivamente SOFTWARE LIBERO. sia ben chiaro una volta per sempre allo stesso tempo ha pienamente ragione dicendo che il kernel non è totalmente libero e mi meraviglio di voi che dopo aver tanto smanettato con i computers, non
vediate sotto la stessa ottica la situazione.
Non è solo una questione di LIBERTA’ che è fondamentale, quanto avere l’hardware svincolato dal software non libero e che questo software non libero non sia parte integrante del nostro kernel linux.
Per l’appunto LINUX = KERNEL ; GNU/linux = SISTEMA OPERATIVO
due cose ben distinte fra loro, sinceramente credo che sia venuto il momento di documentarvi e di vedere il distinguo che passa fra il software libero ed il software non liberoo.
sulla questione software non libero e open source ho scritto alla Linux Foundation dicendogli per filo e per segno che con questa scusa del termine open source hanno sinceramente stancato.
definiscono open source anche quel software che non lo è affatto.
se si dovesse tradurre open vuol dire aperto source sorgente
ebbene Tivoli; Oracle…. sono softwares che vengono definiti open source, ma il sorgente dove sta ?
dunque col termine open source vorrebbero far passare per open anche ciò che non lo è e previlegiando le aziende per l’uso di software non libero su un sistema operativo che è nato libero e che non si capisce per quale motivo debba ospitare del software non libero, tanto vale prendersi un FreeBSD; NetBSD; OpenBSD; Mac Os X o windows se ci si deve installare del software non libero.
ma open source non vuol dire gratuito e tantopiù nella logica di mercato del 2008, ha perso la sua connotazione di 10-11 anni fa con cui si voleva proporre qualcosa di open e con un sorgente disponibile,
è chiarissimo il fallimento avvenuto in 10-11 anni di open source.
non lo è invece per il software libero, che antepone la libertà dell’individuo all’uso indiscriminato di qualsiasi tipo di software sopprimendo le libertà dell’individuo.
per dirla in breve, mentre Richard Matthew Stallman dice:
Free Software Refers non Price But Freedom, So Think Free Speech, Not Free Beer
il vostro Eric S. Raymond nell’intervista che potete trovare su Revolution Os, dice chiaramente che si è ispirato alla GNU General Public License, e che si può rinunciare alla libertà, pur di avere del software da poter usare indipendentemente dal tipo di licenza.
Sinceramente non perchè ha fatto un programma morto e sepolto, ciò gli da il diritto di sputare nel piatto in cui mangia, dunque se vuoi GNU/linux a mio avviso si dovrebbe installare solo software libero ed evitare di installare add ons per i supporti dei browsers che altrimenti non fanno vedere le pagine.
Invece di inserire add ons che è software non libero, dovreste invitare gli sviluppatori di quei web sites a sviluppare solo con software libero e ciò vorrebbe dire che non dovremmo inserire codice non libero nel nostro sistema operativo che è software libero.
Vi comunico che proprio in questi giorni ho deciso di prendere a cuore la situazione di chi produce hardware libero e rilascia i sorgenti, se siete a conoscenza di alcuni produttori scrivete a
free.hardware.software@gmail.com e rendete noto i produttori; dispositivi; chipest; softwares; drivers e licenze usate
di paolo del bene - 9 dicembre 2008 - 12:47
Ho letto e comprendo il ragionamento fatto da Dario. Rispondo.
Non e’ piu’ facile creare hardware da zero, e’ piu’ facile liberare quello esistente.
Questo e’ praticamente impossibile se non si esercitano pressioni sulle aziende.
Se uno continua a comprare i loro prodotti (nel caso in cui ci siano alternative piu’ libere), quelle aziende il codice non lo libereranno mai.
Faccio un esempio.
Ubuntu e Debian non sono libere:
http://www.gnewsense.org/index.php?n=FAQ.FAQ#toc3
La nascita di gNewSense e la sua politica di eliminare il codice proprietario, se trovato, ha portato i suoi sviluppatori a eliminare la parte della grafica 3D sviluppata da SGI e rilasciata sotto licenze restrittive.
Questo ha avuto come conseguenza il rilascio di tale codice sotto licenze libere (non ancora avvenuto per intero).
E’ stato corretto un bug che Debian si e’ portata dietro per anni, senza curarsene troppo.
Non e’ questione di essere estremisti, e’ questione di essere coerenti.
gNewSense stessa non e’ ancora completamente libera (vedi bug n.1 sul nostro sito) ma ci stiamo lavorando.
Resta molto piu’ libera di altre distribuzioni, il che la rende la scelta migliore per ora.
Come tollerare bios non liberi e’ stata l’unica scelta possibile fino all’arrivo del progetto coreboot.
di Graziano - 9 dicembre 2008 - 13:02
chi vuole venga su irc.freenode.net #gnewsense e #gnewsense-it
di paolo del bene - 9 dicembre 2008 - 13:34
Rispondo a Graziano (non rispondo a chi, senza essere informato delle attività e delle competenze altrui marca le opinioni come “stupidaggini”).
Il punto non è creare/rilasciare hardware libero o il relativo firmware…i costi di ricerca e sviluppo sull’hardware sono enormemente maggiori rispetto a quelli del software…quanti ragazzini 15enni trovi in giro che per 100 euro (anche meno) sono in grado di rifarti un sito internet, o un’applicazione di qualunque genere?
Per fare hardware ci vuole gente specializzata, che sia competente e che sappia integrare componenti che spesso tra loro non sono compatibili (prova, sempre per tornare all’esempio di Openmoko, a seguire per qualche giorno la mailinglist sullo sviluppo del kernel e dell’hardware)…tutto questo, il know how, le persone, i segreti industriali sulle tecnologie hanno un costo (e per le società quotate in borsa anche un’importanza n termini di valore delle azioni) che non sono minimamente paragonabili al software.
Su tutto quello che scrivi concordo e ritengo che è importante portare avanti queste “battaglie”, ma è pur vero che se una persona minimamente competente dal punto di vista sistemistico è in grado di assemblarsi da sé un PC, è anche vero che non può di certo costruirsi una scheda video o una wifi ma comprare quelle che trova in commercio
GNU/Linux gira anche sui 386 (cosa che altri sistemi più blasonati non sarebbero in grado di fare) ma anche l’occhio vuole la sua parte e compiz/fusion non ce la fanno proprio se non hai una scheda video decente
di Dario - 9 dicembre 2008 - 14:21
non cambierei la mia posizione di 1 millimetro su quanto ho scritto, esiste hardware libero, tanto vale crearne dell’altro perchè creare un ostacolo alla libertà degli utenti ?
secondo te chi crea non viene remunerato comunque che sia hardware libero o no ? anzi sarà magggiormente felice che qualcuno gli faccia del bug fixing.
free.hardware.software@gmail.com
hardware libero: http://www.lemote.com/english/yeeloong9c.html
di paolo del bene - 9 dicembre 2008 - 14:39
petizione della fsf per i drivers liberi
http://www.petitiononline.com/mod_perl/signed.cgi?zxcv7nm
di paolo del bene - 9 dicembre 2008 - 14:59
@ paolo del bene
Siamo felici che tu ci porti la verità a noi stupidi ignoranti che sperechiamo tempo a dire “stupidaggini” in questo povero blog. Grazie di averci illuminato sulle tue confuse teorie su Open, Free e compagnia. Continua sulla tua utopica rincorsa all’Hardware Libero. Io, dato che credo di essere un uomo LIBERO, uso LIBERAMENTE il mio sistema operativo OPEN SOURCE, integrandolo con quei driver “closed” che mi servono per farlo interagire correttamente con la mia macchina; senza che nessuno, tantomeno uno che si erige a paladino della LIBERTA’ come te, mi dica cosa DEVO o cosa non DEVO usare nel mio sistema operativo.
di DominiK - 9 dicembre 2008 - 16:31
http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html
The Free Software Definition
We maintain this free software definition to show clearly what must be true about a particular software program for it to be considered free software. From time to time we revise this definition to clarify it. If you would like to review the changes we’ve made, please see the History section below for more information.
“Free software” is a matter of liberty, not price. To understand the concept, you should think of “free” as in “free speech,” not as in “free beer.”
Free software is a matter of the users’ freedom to run, copy, distribute, study, change and improve the software. More precisely, it refers to four kinds of freedom, for the users of the software:
* The freedom to run the program, for any purpose (freedom 0).
* The freedom to study how the program works, and adapt it to your needs (freedom 1). Access to the source code is a precondition for this.
* The freedom to redistribute copies so you can help your neighbor (freedom 2).
* The freedom to improve the program, and release your improvements (and modified versions in general) to the public, so that the whole community benefits (freedom 3). Access to the source code is a precondition for this.
A program is free software if users have all of these freedoms. Thus, you should be free to redistribute copies, either with or without modifications, either gratis or charging a fee for distribution, to anyone anywhere. Being free to do these things means (among other things) that you do not have to ask or pay for permission.
You should also have the freedom to make modifications and use them privately in your own work or play, without even mentioning that they exist. If you do publish your changes, you should not be required to notify anyone in particular, or in any particular way.
The freedom to run the program means the freedom for any kind of person or organization to use it on any kind of computer system, for any kind of overall job and purpose, without being required to communicate about it with the developer or any other specific entity. In this freedom, it is the user’s purpose that matters, not the developer’s purpose; you as a user are free to run a program for your purposes, and if you distribute it to someone else, she is then free to run it for her purposes, but you are not entitled to impose your purposes on her.
The freedom to redistribute copies must include binary or executable forms of the program, as well as source code, for both modified and unmodified versions. (Distributing programs in runnable form is necessary for conveniently installable free operating systems.) It is ok if there is no way to produce a binary or executable form for a certain program (since some languages don’t support that feature), but you must have the freedom to redistribute such forms should you find or develop a way to make them.
In order for the freedoms to make changes, and to publish improved versions, to be meaningful, you must have access to the source code of the program. Therefore, accessibility of source code is a necessary condition for free software.
One important way to modify a program is by merging in available free subroutines and modules. If the program’s license says that you cannot merge in a suitably-licensed existing module, such as if it requires you to be the copyright holder of any code you add, then the license is too restrictive to qualify as free.
In order for these freedoms to be real, they must be irrevocable as long as you do nothing wrong; if the developer of the software has the power to revoke the license, or replace it with a different license (since this implies revoking the old license), without your doing anything wrong to give cause, the software is not free.
However, certain kinds of rules about the manner of distributing free software are acceptable, when they don’t conflict with the central freedoms. For example, copyleft (very simply stated) is the rule that when redistributing the program, you cannot add restrictions to deny other people the central freedoms. This rule does not conflict with the central freedoms; rather it protects them.
“Free software” does not mean “non-commercial.” A free program must be available for commercial use, commercial development, and commercial distribution. Commercial development of free software is no longer unusual; such free commercial software is very important. You may have paid money to get copies of free software, or you may have obtained copies at no charge. But regardless of how you got your copies, you always have the freedom to copy and change the software, even to sell copies.
Whether a change constitutes an improvement is a subjective matter. If your modifications are limited, in substance, to changes that someone else considers an improvement, that is not freedom.
However, rules about how to package a modified version are acceptable, if they don’t substantively limit your freedom to release modified versions, or your freedom to make and use modified versions privately. Rules that “if you make your version available in this way, you must make it available in that way also” can be acceptable too, on the same condition. (Note that such a rule still leaves you the choice of whether to publish your version at all.) Rules that require release of source code to the users for versions that you put into public use are also acceptable. It is also acceptable for the license to require that, if you have distributed a modified version and a previous developer asks for a copy of it, you must send one, or that you identify yourself on your modifications.
In the GNU project, we use “copyleft” to protect these freedoms legally for everyone. But non-copylefted free software also exists. We believe there are important reasons why it is better to use copyleft, but if your program is non-copylefted free software, it is still basically ethical.
See Categories of Free Software for a description of how “free software,” “copylefted software” and other categories of software relate to each other.
Sometimes government export control regulations and trade sanctions can constrain your freedom to distribute copies of programs internationally. Software developers do not have the power to eliminate or override these restrictions, but what they can and must do is refuse to impose them as conditions of use of the program. In this way, the restrictions will not affect activities and people outside the jurisdictions of these governments. Thus, free software licenses must not require obedience to any export regulations a condition of any of the essential freedoms.
Most free software licenses are based on copyright, and there are limits on what kinds of requirements can be imposed through copyright. If a copyright-based license respects freedom in the ways described above, it is unlikely to have some other sort of problem that we never anticipated (though this does happen occasionally). However, some free software licenses are based on contracts, and contracts can impose a much larger range of possible restrictions. That means there are many possible ways such a license could be unacceptably restrictive and non-free.
We can’t possibly list all the ways that might happen. If a contract-based license restricts the user in an unusual way that copyright-based licenses cannot, and which isn’t mentioned here as legitimate, we will have to think about it, and we will probably conclude it is non-free.
When talking about free software, it is best to avoid using terms like “give away” or “for free,” because those terms imply that the issue is about price, not freedom. Some common terms such as “piracy” embody opinions we hope you won’t endorse. See Confusing Words and Phrases that are Worth Avoiding for a discussion of these terms. We also have a list of translations of “free software” into various languages.
Finally, note that criteria such as those stated in this free software definition require careful thought for their interpretation. To decide whether a specific software license qualifies as a free software license, we judge it based on these criteria to determine whether it fits their spirit as well as the precise words. If a license includes unconscionable restrictions, we reject it, even if we did not anticipate the issue in these criteria. Sometimes a license requirement raises an issue that calls for extensive thought, including discussions with a lawyer, before we can decide if the requirement is acceptable. When we reach a conclusion about a new issue, we often update these criteria to make it easier to see why certain licenses do or don’t qualify.
If you are interested in whether a specific license qualifies as a free software license, see our list of licenses. If the license you are concerned with is not listed there, you can ask us about it by sending us email at .
If you are contemplating writing a new license, please contact the FSF by writing to that address. The proliferation of different free software licenses means increased work for users in understanding the licenses; we may be able to help you find an existing Free Software license that meets your needs.
If that isn’t possible, if you really need a new license, with our help you can ensure that the license really is a Free Software license and avoid various practical problems.
Beyond Software
Software manuals must be free, for the same reasons that software must be free, and because the manuals are in effect part of the software.
The same arguments also make sense for other kinds of works of practical use ? that is to say, works that embody useful knowledge, such as educational works and reference works. Wikipedia is the best known example.
Any kind of work can be free, and the definition of free software has been extended to a definition of free cultural works applicable to any kind of works.
Open Source?
Another group has started using the term “open source” to mean something close (but not identical) to “free software.” We prefer the term “free software” because, once you have heard that it refers to freedom rather than price, it calls to mind freedom. The word “open” never refers to freedom.
History
From time to time we revise this Free Software Definition to clarify it. Here we provide a list of those modifications, along with links to illustrate exactly what changed, so that others can review them if they like.
* Version 1.74: Four clarifications of points not explicit enough, or stated in some places but not reflected everywhere:
o “Improvements” does not mean the license can substantively limit what kinds of modified versions you can release. Freedom 3 includes distributing modified versions, not just changes.
o The right to merge in existing modules refers to those that are suitably licensed.
o Explicitly state the conclusion of the point about export controls.
o Imposing a license change constitutes revoking the old license.
* Version 1.57: Add “Beyond Software” section.
* Version 1.46: Clarify whose purpose is significant in the freedom to run the program for any purpose.
* Version 1.41: Clarify wording about contract-based licenses.
* Version 1.40: Explain that a free license must allow to you use other available free software to create your modifications.
* Version 1.39: Note that it is acceptable for a license to require you to provide source for versions of the software you put into public use.
* Version 1.31: Note that it is acceptable for a license to require you to identify yourself as the author of modifications. Other minor clarifications throughout the text.
* Version 1.23: Address potential problems related to contract-based licenses.
* Version 1.16: Explain why distribution of binaries is important.
* Version 1.11: Note that a free license may require you to send a copy of versions you distribute to the author.
There are gaps in the version numbers because there are many other changes that do not affect the substance of the definition at all. Instead, they fix links, add translations, and so on. If you would like to review the complete list of changes, you can do so on our cvsweb interface.
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di paolo del bene - 9 dicembre 2008 - 21:55
Michele Costantino Soccio
di paolo del bene - 9 dicembre 2008 - 22:43
Michele Costantino Soccio michele.soccio AT TILAB.COM
di paolo del bene - 9 dicembre 2008 - 22:46
rompi tanto le scatole con i tuo articoli del cavolo Michele C. Soccio e non sei nemmeno capace a metter mano ad una Debian Sarge ?
continua a fare il calciatore
di paolo del bene - 9 dicembre 2008 - 22:50
dato che sono stanco di leggere cavolate ho preso un ottimo traduttore, ho tradotto in inglese il tuo articolo e l’ho spedito a Richard Matthew Stallman, dicendogli di scrivere qualche riga su questo sito, spero tanto che vi risponda.
di paolo del bene - 9 dicembre 2008 - 22:59
@Paolo Del Bene,
rispondo ai tuoi commenti dato che mi sono visto chiamato direttamente in causa.
Restando sul tema della discussione, che mi pare sia stata portata avanti molto costruttivamente almeno dalla maggior parte dei nostri affezionati lettori (grazie!), puntualizzo e sintetizzo la mia posizione, che è “È bene che funzioni, è anche meglio se è open”. Che non è una verità assoluta o supposta. È solo una mia opinione personale su una questione che, da sostenitore del software libero e dell’open source, riconosco e ritengo sia particolarmente importante e delicata. Nell’articolo, poi, non ho parlato del mio punto di vista ma ho cercato di presentare e riassumere le posizioni delle due parti. Nulla di più.
Anche presentando le proprie idee è bene restare nel seminato, se non altro per non annoiare gli altri utenti del blog che sono abbastanza intelligenti per seguire un link e che non necessitano che qualcuno copi e incolli chilometriche pagine prese da altri siti. E neanche giova alla discussione questionare e mettere in dubbio le capacità o abilità mie o di altri. Tanto meno pubblicare indirizzi email, cosa che ha un leggero retrogusto di minaccia e la strana forma di una delazione mal riuscita.
Riguardo la benvenuta, ma improbabile, risposta di Mr Stallman, che pure ho avuto il piacere di incontrare alcuni anni fa, non ho ben capito cosa intendi quando dici “ho preso un ottimo traduttore”. Intendi forse che per strada stava passando un traduttore di fama mondiale e dopo avergli messo un sacco in testa lo hai costretto a seguirti? Oppure parli di un traduttore automatico? In quest’ultimo caso faresti un torto a me e agli altri autori di questo blog. Ci meritiamo qualcosa di meglio che essere conosciuti per demerito di parole appiccicate più o meno a caso.
di Michele C. Soccio - 10 dicembre 2008 - 03:20
@Paolo Del Bene
non mi sono piaciuti molto i tuoi interventi.
C’e’ modo e modo di parlare di questi argomenti e il tuo purtroppo non e’ di aiuto.
So che ci tieni molto, come me, a discutere di queste cose e diffondere la liberta’ digitale ma il modo in cui lo stai facendo e’ sbagliato.
Ognuno e’ libero di avere le sue opinioni che vanno RISPETTATE per quelle che sono e non etichettate come stupidaggini.
Ci tengo anche a dire che stiamo entrambi parlando con persone tecnicamente preparate, di certo piu’ di me.
Gli interventi di Dario e Michele sono molto precisi e corretti.
Io di stupidaggini finora non ne ho letta nemmeno una.
Ho avuto modo invece di imparare qualcosa in piu’ che non sapevo e spero di aver passato qualcosa di quel poco che so agli altri.
Ti chiedo per favore inoltre di non scrivere a Richard per ogni minima discussione o problema. Riceve gia’ troppe email cosi’ com’e’.
Ti invito gentilmente a cambiare tono e contribuire alla discussione in modo costruttivo.
Grazie mille.
di Graziano - 10 dicembre 2008 - 14:24
Sono libero di scrivere a chi voglio e con qualsiasi tipo di tono, può piacere o no, ma le cose non cambiano certo, quelli sono i fatti e non è libera interpretazione.
Mi sembra che un documento scritto almeno da Sir. Richard Matthew Stallman, abbia una sua valenza per lo sviluppo software.
Non vedo perchè ciò che una persona ha fatto e lo ha identificato col termine free software che tradotto in italiano vuol dire software libero, debba essere interpretato come open source che vuol dire sorgente aperto.
In altri casi il software libero oltre ad essere identificato erroneamente come software open source, viene definito gratuito.
Spero che qualcuno vi faccia pagare un programma con licenza GNU General Public License, per vedere se ancora continuate a definirlo gratuito.
Lo stesso Richard Matthew Stallman ha venduto i nastri di GNU/EMACS per 184 $$ USD pur essendo software libero e GNU General Public License e proprio nel dvd Revoltion Os, ha dichiarato che per lui uno dei tanti motivi per cui è stato sviluppato il software libero è perchè possa esser venduto.
Chiedetegli se corrisponde al vero e poi sicuramente dovrete fare mea culpa per l’insistenza.
Ve ne ho parlato io e va bene può essere che non mi spieghi altrettanto bene, ma il voler storpiare e dare interpretazioni che altre persone non hanno mai detto, mi sembra troppo.
Sicuramente mandereste in carcere anche il Vostro migliore amico, perchè dice una cosa e voi gli mettete in bocca parole che non ha mai pronunciato.
Ed ora voglio proprio vedere che vi inventate come risposta !!!!
di paolo del bene - 11 dicembre 2008 - 04:54
Sono libero di scrivere a chi voglio e con qualsiasi tipo di tono, può piacere o no, ma le cose non cambiano certo, quelli sono i fatti e non è libera interpretazione.
Mi sembra che un documento scritto almeno da Sir. Richard Matthew Stallman, abbia una sua valenza per lo sviluppo software.
Non vedo perchè ciò che una persona ha fatto e lo ha identificato col termine free software che tradotto in italiano vuol dire software libero, debba essere interpretato come open source che vuol dire sorgente aperto.
In altri casi il software libero oltre ad essere identificato erroneamente come software open source, viene definito gratuito.
Spero che qualcuno vi faccia pagare un programma con licenza GNU General Public License, per vedere se ancora continuate a definirlo gratuito.
Lo stesso Richard Matthew Stallman ha venduto i nastri di GNU/EMACS per 184 $$ USD pur essendo software libero e GNU General Public License e proprio nel dvd Revoltion Os, ha dichiarato che per lui uno dei tanti motivi per cui è stato sviluppato il software libero è perchè possa esser venduto.
Chiedetegli se corrisponde al vero e poi sicuramente dovrete fare mea culpa per l’insistenza.
Ve ne ho parlato io e va bene può essere che non mi spieghi altrettanto bene, ma il voler storpiare e dare interpretazioni che altre persone non hanno mai detto, mi sembra troppo.
Sicuramente mandereste in carcere anche il Vostro migliore amico, perchè dice una cosa e voi gli mettete in bocca parole che non ha mai pronunciato.
Ed ora voglio proprio vedere che vi inventate come risposta !!!!
di natsukao - 11 dicembre 2008 - 04:55
@dario
grazie per la discussione molto interessante.
@Michele
Complimenti per l’articolo.
Ne ho mandati un paio di prova a Orazio Tassone per scrivere qui ma mi sa non gli sono piaciuti.
Invito entrambi a visitare il mio sito e darmi qualche opinione sul layout, quando avete un poco di tempo e se avete voglia ovviamente.
@paolo del bene
E’ ovvio che sei libero di scrivere a chi vuoi e come vuoi. Il mio era soltanto un consiglio.
Nessuno in questa discussione mi sembra abbia dubitato dell’autorevolezza di RMS nel campo del software libero.
Tutti qui sanno benissimo che il software libero si puo’ anche vendere cosi’ come sanno che il software libero e l’open source sono due movimenti differenti, ognuno con la sua filosofia e i suoi gruppi di licenze Alcune di esse sono simili, altre molto diverse.
Ti ricordo comunque che si stava parlando di un’altra cosa.
Io e Dario stavamo discutendo TRANQUILLAMENTE senza bisogno di darci dello stupido, sulla questione dei firmware proprietari, cosa che tu non sei interessato a fare.
Il tuo intervento di chiarire la terminologia usata e’ lodevole ma, come ti ho gia’ detto, fatto nel modo sbagliato.
Insistere in quel modo, sparando giudizi su persone di cui non sai niente e’ offensivo.
Ammesso e non concesso che qui (su un blog chiamato one open source) nessuno sapesse la differenza tra sw libero e open source, il modo in cui sei intervenuto non convincera’ mai nessuno a usare una terminologia corretta e quindi hai fallito in ogni caso.
Penso che ci sia modo e modo di dire le cose. Il tuo, oltre essere poco educato, per niente attinente alla discussione in oggetto (si parlava di firmware), usa dei toni che non convincono nessuno.
Certo, sei libero di usarli, ma a che servono se poi la gente non ti ascolta?
Questo e’ l’ultimo messaggio che riceverai da me.
di Graziano - 11 dicembre 2008 - 09:52
il fatto caro Graziano, che non metto benchè minimamente in discussione la Vostra autorevolezza in questione di firmware, anche perchè solo a sentir tale parole mi viene l’orticaria.
se sono adirato sino a tal punto è perchè si insiste a definire le cose con termini che non corrispondono al vero, che sono una distorsione di una realtà di comodo per la Linux Foundation e per le aziende, fra le tante cose con cognizione di causa.
Questa volta mi faccio pubblicità, vi prego di visitare
http://www.gnu-linux.it/16/Ibm.html
non è affatto vero che non sono interessato ad hardware libero, tanto che vengano forniti datasheets, schemi a blocchi, schema elettrico, rilascio di bios in versione software libero, drivers con licenza
GNU General Public Licesne
io ho anche altre cose da portar avanti, e non posso rimanere indietro,
non ho certo tempi di consegna dei miei lavori, ma prima inizio e prima inizierà a funzionare quanto sto facendo da solo e comunque richiede molto tempo, così come anche te stai dedicando molto tempo alla questione hardware, ma tu pensi che non piacerebbe avere hardware libero ? su cui lavorare senza dover sapere se posso usarlo come ritengo opportuno ? però nemmeno nel notebook da 8,9 inches c’è hardware libero, ci sono nelle specifiche tecniche case che costruiscono hardware trusted ed invito a guardarvi
http://del-bene-paolo.blogspot.com
quindi una coscienza a riguardo dell’hardware e del software libero io la ho !!!
io intendevo solo puntualizzare cose inesatte e niente altro, non debbo convincere nessuno, ho deciso di documentare solo quello che è la realtà delle cose, le altre sono parti di mente che hanno fatto persone ben consapevoli di scatenare una tale discussione, altrimenti si sarebbero attenutinuti a quanto è stato fissato dal 1998 in poi con la Free Software Foundation da una parte e la Linux Foundation con
E S. Raymond, Linus Torvalds Benedict dall’altra che pensa soloo al quattrino e della Libertà dell’Etica, della Filosofia, del Pragmatismo che sono parti del Software Libero, non gli interessano, il termoine pragmatismo viene usato solo con il connubbio open source e facciamo un pò come cazzo ci pare (come nella parodia di Corrado Guzzanti nel partito della CDL di S. Berlusconi).
Nanni Moretti invece vi direbbe : ” COME PARLATE, COME PARLATE, LE PAROLE SONO IMPORTANTI” come nel film Paolombella Rossa quando ad una giornalista la prende a schiaffi.
Nella Casa Delle Libertà, Facciamo tutti un pò come cazzo ci pare, questo in fin dei conti è la realtà e per fortuna che dovrebbe essere delle libertà.
Vedrete quando inizieranno a metter mano ai Blogs, siti, forums….
allora li si che me la diverto perchè fino ad oggi della libertà non vene è fregata nulla, bisognava solo far cassa, ora non potrete nemmeno far più cassa perchè il dittatore Silvio Berlusconi dice cosa possiamo scrivere o non scrivere.
E non pensate a me, perchè io desidero solo che vengano scritte cose corrette, poi liberi di scrivere quello che volete, tanto che av
endo dei canali su irc non ho mai bannato nessuno.
Però una mela ha un suo sapore ed un arancio un’altro e tante altre caratteristiche non elencate, ma non si può dire che solo perchè sono tondi sono uguali, sarebbe come dire che il software libero è uguale all’open source, provate a dirgli GNU/KFreeBSD in FreeBSD ed in NetBSD provate a dirgli GNU/NetBSD, vi dicono immediatamente che coraggio, suona come una bestemmia in chiesa.
di natsukao - 11 dicembre 2008 - 10:44
Ad essere sotto accusa sono quei firmware proprietari che vengono distribuiti assieme al kernel per permettere il corretto funzionamento di alcune periferiche. Secondo la FSF c’è un’unica soluzione: smettere di usare tali firmware e usare nelle distribuzioni Linux solo componenti approvati dalla FSF stessa, come nel caso di gNewSense.
casomai si dice ed usare e non si dice e usare nelle distribuzioni Linux, come detto in precedenza da voi stessi: Così intransigente da avere da ridire anche su alcuni componenti del kernel Linux che sarebbero non del tutto liberi, o quanto meno di dubbia licenza.
Appunto Linux non è un sistema operativo ma un kernel, ma a vostro piacimento cambiate i termini come ad esempio nelle distribuzioni Linux, visto che non state distribuendo solo un kernel, ma un sistema operativo, state distribuendo GNU/linux.
Poi un’altra così intransigente da avere da = aver da ridire anche su alcuni componenti del kernel linux, l’unica cosa scritta correttamente
che sarebbero non del tutto liberi = che sarebbero semi liberi o quanto meno di dubbia licenza.
ma secondo voi GNU/linux è nato per essere un potpurri di drivers e componenti del kernel linux semi liberi…. ? oppure è nato per essere totalmente libero e quindi capace di integrare solo software libero, se non vi va bene usate FreeBSD; NetBSD; OpenBSD… quelli si che sono sistemi operativi che integrano porcherie di terze parti, oppure usate winzozz o maccozz.
anzi ancor meglio usate il Multics !!!! quello si che è totalmente libero
, libero di non esistere più come Unix !!! la Apple ancora si appoggia su specifiche Posix del vecchio File system V.
mi dispiace di non avere tempo a sufficenza, altrimenti vi avrei caricato gli ultimi lavori fatti in 3 mesi a riguardo dei kernels e microkernels, arco storico che va dal 1974 al 1994.
di natsukao - 11 dicembre 2008 - 11:33
Ringraziamo il Signore che non hai tempo allora!! ghghgh
Guarda, come Graziano, anchio non rispondo più.
Dico solo che continuerò ad usare Gnu-Linux con drivers – firmware e tutto ciò che mi serve, lo chiamerò Linux quando vorrò abbreviare pur sapendo che Linux è un kernel e Gnu-Linux il sistema operativo, e farò tutto ciò anche se un giorno andrò all’inferno per questo. Ti ripeto che ognuno è libero di usare ciò che vuole, finche in GNU-Linux si potrà utilizzare software proprietario (anche Nero Linux per esempio o Matlab) se qualcuno vuole farlo può farlo, tu puoi ritenerlo non giusto, ma non puoi impedirlo. Parli tanto di dittatori, ma dire che uno non può usare quel ke cavolo vuole sul proprio PC non è una forma dittatoriale??
Ti dico infine che tutto sto parapiglia che hai creato, invece di farmi avvicinare al Software Libero è riuscito a farmici allontanare un pokettino, facendomene mal sopportare alcuni estremismi. L’obiettivo di un mondo con software libero non si raggiunge mettendosi contro tutti, ma pian piano, step by step (non rapire un altro traduttore per tradurre questo difficile inglese please!!), coinvolgendo le persone, proponendogli alternative ma senza mai aggredire e criticare le opinioni altrui.
PS: Non so cosa centrava in tutto il discorso, ma la legge “antiblog” nasce, innanzitutto, con il precedente governo e dico questo, non per difendere il “tuo dittatore”, che ha anche i suoi problemi, ma per farti capire che la politica italiana purtroppo è tutta così e che, osservando le cose (sia che sia politica, sia che parliamo di software) con un solo punto di vista, si commettono tanti errori.
Ciao
di DominiK - 11 dicembre 2008 - 12:43
I apologize for writing in English, and for the fact that I can’t
read the other comments written in Italian. But someone forwarded me
an English translation of the article and I thought I should
respond.
The choice presented in this article is false. It is not a choice
between using only free software and being able to use your
computer. The Free Software Foundation wants people to be able to
use free software on any computer. That’s in fact our mission — to
make sure that all jobs that people want to be done with a general
purpose computer can be done using free software. We regularly make
and endorse compromises that get us closer to that goal. The
question here is whether making certain compromises — to continue
using proprietary software for some jobs like communicating with
hardware — gets us closer to that goal or puts it further away.
Hardware support in (fully) free software operating systems has
progressed in leaps and bounds over the last couple of years. This
progress has happened because people have made an issue out of the
areas where support was lacking. So now we have multiple fully free
wireless drivers (rt2500, ath5k, ath9k), a free BIOS that works on
more and more platforms (coreboot), fully free 3D-capable video
drivers supported by the official vendors… If more people would
join us and others in highlighting the issue, and rejecting the
proprietary compromises, progress would happen even faster.
Compromises should be made when they are necessary to get us closer
to the goal — but as it stands, this particular compromise is not
necessary and actually hurts our ability to reach the goal. We
should be doing all we can to reward the vendors that are making
steps to support free software, and to reject vendors that continue
trying to fight against users having freedom.
gNewSense has proved that a distribution can work and gain users
while sticking to principles. Fedora has also made great progress in
this area, segregating the proprietary firmware from its kernel. We
have a growing resource at http://fsf.org/resources/hw that lists
hardware that is known to work with free software. Please help us
continue to expand that area so that people can know which hardware
to buy to have their computer working the way they want it to
without sacrificing their freedom.
di John Sullivan - 12 dicembre 2008 - 23:02
che discorsi vi mettete a fare?! ma siete seri?
siete un branco di malati di mente voi linuxari
di che storie - 13 dicembre 2008 - 13:13
[commento cancellato dalla redazione poiché violava qualsiasi licenza e regola del presente blog, in compenso inseriamo il link originale del testo cancellato]
http://www.gnug.it/linux/la-fsf-accusa-il-kernel-linux-non-e-del-tutto-libero/
[testo originale del commento lasciato]
vogliamo leggerlo in Inglese !!!! e non predigerito da oneopensource che ha già fatto il commento alla notizia.
un pò come Emilio Fede quando parla di Berlusconi, informazioni o notizie che potrebbe aver travisato o che le fa piacere fornire in questo modo, dopotutto non v’è modo di controllare l’originalità dellla fonte, non mi sembra un lavoro fatto da professionisti e questo succede sul 90% dei blogs, forums?..
mi aspetto che metta nel testo che ha scritto la fonte da cui ha attinto la notizia il lingua inglese proveniente dalla Free Software Foundation.Inc inoltre chi l’avrebbe detta ? perchè dentro alla FSF non è che ci sia solo Richard Matthew Stallman, anzi non c’è mai nella FSF, basta vedere il calendario degli eventi.
di paolo del bene - 14 dicembre 2008 - 11:16
La fonte in inglese è tratta da
http://itmanagement.earthweb.com/osrc/article.php/3787736/Proprietary+Firmware+and+the+Pursuit+of+a+Free+Kernel.htm
che è anche linkato dall’interno dell’articolo (caso mai fosse sfuggito).
di Michele C. Soccio - 15 dicembre 2008 - 11:09