Il governo britannico spinge nuovamente verso l’open source

britain-flag.jpg

Bandiera Regno Unito

A distanza di alcuni anni, dopo una prima presa di posizione a favore dell’utilizzo di strumenti open source nella pubblica amministrazione, il governo britannico ha recentemente aggiornato la propria politica in relazione all’uso e alla promozione di software libero e standard aperti. La notizia è stata riportata da The H ed è stata poi ampliata con un approfondimento da parte di Computer World.

Dal 2004 ad oggi, nel Regno Unito questa scelta ha portato all’utilizzo di strumenti open source in diversi settori della pubblica amministrazione, in modo particolare per quanto riguarda i servizi Web, con una diffusione notevole del Web server Apache, e nel servizio sanitario nazionale (NHS, National Health Service).

Con questa revisione nel piano di adozione di software open source, non si vuole valorizzare solo l’aspetto economico, ma si ha una nuova notevole spinta verso l’utilizzo di formati aperti (viene citato ad esempio ODF, Open Document Format) e soprattutto verso il riutilizzo di soluzioni software già studiate in passato. Da questo punto di vista, anche i fornitori di software proprietario dovranno adeguarsi ad una nuova politica che prevede di considerare l’intera pubblica amministrazione come un unico cliente: questo significa, ad esempio, che una licenza acquistata da un particolare dipartimento può essere trasferita ad un altro.

La strategia per mettere in atto questo piano è stata sintetizzata in 10 passaggi che vanno a descrivere le azioni chiave che il governo si impegna ad intraprendere.

Tag: ,

Inserisci il tuo commento