Canonical si appresta ad allargare l’offerta di servizi a pagamento legati al suo Ubuntu One: è stata infatti avviata la beta dell’Ubuntu One Music Streaming.
La nuova applicazione per dispositivi mobili basati su Android e, nella versione finale, per iPhone consente la riproduzione in streaming dei brani musicali memorizzati sull’account Ubuntu One dell’utente.
Dalle FAQ sul servizio emerge che lo streaming non farà distinzione tra i brani acquistati tramite Ubuntu One Music Store e quelli sincronizzati manualmente ma che, almeno all’inizio, verrà supportato il solo formato MP3 (nonostante Canonical intenda estendere il supporto anche a OGG, AAC e FLAC).
Per tutta la durata della beta, il servizio di streaming sarà gratuito e successivamente sarà utilizzabile, previo pagamento, da tutti gli utenti in possesso di un account Ubuntu One (anche quello gratuito); i dettagli sulle tariffe devono ancora essere resi pubblici.
Per quanto riguarda le altre funzionalità segnaliamo l’assenza del supporto alle playlist (sarebbe bello poter sincronizzare quelle di Rhythmbox) ed il fatto che lo streaming dei brani avvenga allo stesso bitrate di quelli originali (non viene effettuata nessuna ricodifica).
Istruzioni per l’iscrizione alla beta e FAQ sono disponibili sul wiki di Ubuntu.

sta cagata se la potevano amche un po’ risparmiare. Non vedo chi si metterebbe ad ascoltare in streaming la musica che ha comprato quando la può mettere sulla memoria del telefono. Si potesse ascoltare tutta la musica dello store in streaming previo pagamento di un abbonamento, in un mondo senza pirateria, avrebbe anche senso, ma così é solo un mero spreco di risorse.
Si decidesse ad attivare uno store online che rivende PC assemblati 100% ubuntu compatibili farebbe molto meglio
di Rocker Rabbit - 4 ottobre 2010 - 10:45
@rocker Rabbit. Quoto.
di Alessandro - 4 ottobre 2010 - 11:10
Servizio interessante che però non mi convince… mantenere una connessione attiva se si deve ascoltare musica in streaming gambizza la durata della povera batteria.
Per uno come me che usa internet solo quando serve è bocciato.
di kyoku - 4 ottobre 2010 - 11:52
Purtroppo credo che il target non sia il mercato “italiano” visto lo stato della connettivita’ qui.
Del resto se tutti avessero ritagliato l’offerta di servizi sulla base dello situazione italiana saremmo fermi al medioevo informatico…
di grick - 4 ottobre 2010 - 12:05