Ubuntu semplifica la riga di comando con Screen-profiles

Ubuntu Screen-profiles

Chiunque abbia amministrato una macchina Linux sprovvista di server X avrà sicuramente avuto modo di apprezzare l’utilità e le potenzialità di GNU Screen, un emulatore di terminale che anche in assenza di un ambiente grafico offre il supporto a sessioni multiple, permettendo inoltre di sganciarsi da una di esse e ricollegarvisi successivamente.

La potenza di Screen ha però un costo, rappresentato dall’alto numero di opzioni e possibili configurazioni: molti utenti (tra i quali figuro anch’io) si limitano a gestirne il minor numero possibile, sfruttando al minimo le potenzialità di questo software.

Per agevolare il lavoro degli amministratori di sistema e aumentare il numero di utilizzatori di Screen, alcuni sviluppatori Ubuntu hanno quindi assemblato e introdotto in Ubuntu Jaunty Jackalope (9.04) Screen-profiles, una serie di configurazioni che rendono più semplice e proficuo l’utilizzo di questo strumento.

A differenza dello Screen “liscio”, quello targato Ubuntu mostra nella parte inferiore della finestra alcune statistiche sul sistema e un elenco delle sessioni aperte, realizzando una sorta di gnome-panel testuale.

Tra le informazioni visualizzate per default troviamo il carico del processore, la quantità di memoria utilizzata, il numero di utenti attivi, l’uptime della macchina, la versione di Ubuntu, la carica residua della batteria, il segnale WiFi e il carico di rete. Nel caso alcune di esse risultassero superflue è comunque possibile disattivarle tramite un apposito menù testuale. Anche le scorciatoie da tastiera sono state modificate per sfruttare i tasti Fn.

Screen-profiles è già disponibile in Ubuntu Jaunty Jackalope ma è probabile che nelle prossime settimane trovi spazio anche nei repository di altre distribuzioni: gli sviluppatori Debian, per esempio, ne stanno già considerando l’adozione.

Commenti

  1. [1]

    Ottimo, grazie per la info……………

  2. [2]

    io non sono un purista e non disdegno una semplice interfaccia grafica. Meglio se sviluppa appositamente per la versione server.

    A mio avviso aiuterebbe la diffusione di server Linux.

  3. [3]

    @stefano
    nessuno ti vieta di farlo…tieni però conto che in molti casi, comunque, un ambiente X comporta:
    - maggior numero pacchetti da gestire/maggior superficie di attacco
    - inutilità (se centralizzi la gestione dei file di configurazione)
    - scomodità (se la macchina viene gestita da remoto, avere una sessione X incanalata in SSH non è il massimo)

  4. [4]

    sono d’accordo con l’ultimo commento… Su un server SCEGLI TU l’interfaccia che più si addice a gestire i servizi che fa quel server, perchè dover imporre una generica interfaccia grafica alla windows?
    E poi c’è il superbo WEBMIN e ora su Ubuntu c’è eBOX
    Stefano ne hai mai sentito parlare?

Inserisci il tuo commento

Aumenta l'altezza della textarea Riduci l'altezza della textarea