I frutti (un po’ amari) del Month of PHP Bugs

Lo scorso marzo è stato the Month of PHP Bugs, letteralmente il Mese dei Bachi in PHP, un’iniziativa nata dall’idea di tre ricercatori tedeschi di migliorare la sicurezza di PHP e delle applicazioni scritte nel famoso linguaggio per il web, partendo dal basso e migliorando lo Zend Engine (il motore su cui PHP funziona), il PHP Core e le estensioni già incluse nel linguaggio.

Come sperato l’iniziativa ha dato i suoi frutti: numerose vulnerabilità sono state scoperte e sistemate sia per la versione 4 che per la 5, ma resta da capire se questi risultati debbano essere considerati un successo o un insuccesso. Infatti, se da un lato sono stati sistemate delle vulnerabilità (la maggior parte del tipo Code Injection), d’altra parte queste vulnerabilità dimostrano delle gravi carenze da parte di PHP.

Questa dualità di vedute è ancora più accentuata se si considera che a scoprire tutti i problemi più gravi è stato Stefan Esser che abbandonò il PHP Security Team a causa del clima interno a PHP, dove il suo lavoro veniva visto più come un danno d’immagine che come un contributo alla sicurezza al linguaggio.

Polemiche a parte, agli amministratori dei server web che usano PHP non resta che installare le versioni 4.4.7 o 5.2.2 aggiornate e scaricabili dal sito ufficiale di PHP, queste versioni risolvono numerose vulnerabilità e ben dieci sono quelle scoperte dal solo Esser.

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Commenti

  1. [1]

    Come si evince dalla parole amare di Stafn Esser, finchè non si risolve la contraddizione tra la natura free ed opensource di PHP, e il fatto che i due padri del linguaggio sono a capo di ZEND company, i difetti intrinseci del linguaggio, non saranno mai risolti

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