Niente Linux per il comune di Napoli

Napoli - Maschio Angioino

Forse non tutti sanno che (almeno io non lo sapevo) a Napoli il consiglio comunale aveva approvato un ordine del giorno in cui si impegnava ad avviare una sperimentazione di software Open Source, Linux in particolare.

Purtroppo, a quanto riportano siti e giornali, la cosa pare essere saltata in seguito ad una delibera della giunta comunale per l’acquisto di licenze di software Microsoft per circa un milione di euro.

Il Mattino di Napoli ha intervistato l’assessore ai Servizi interni con delega alle Reti telematiche Donata Rizzo D’Abundo, la quale ha dichiarato che l’Open Source è ancora tra gli obiettivi del consiglio comunale, ma che deve far parte di un percorso graduale.

Inoltre, sempre a detta di D’Abundo, non è possibile di punto in bianco buttare a mare tutto il parco informatico preesistente e bisogna anche tener conto dei costi per la formazione che il passaggio a Linux avrebbe comportato.

Queste argomentazioni però non sembrano convincere più di tanto alcuni consiglieri comunali, che hanno presentato un’interrogazione a tal riguardo. Inoltre, qualcuno ha anche fatto notare che le licenze acquistate includono anche il Microsoft Office, quando si sarebbe potuto usare Openoffice, la suite aperta che funziona anche su Windows. Questo sì che sarebbe stato un passaggio graduale.

sponsor

Commenti

  1. [1]

    “e iiioo pagh!”

  2. [2]

    … e che c’è da stupirsi? Se non siamo ancora maturi per l’OpenSource, se non siamo ancora in grado di usare OpenOffice al posto di MS Office, siamo pur sempre all’avanguardia per il divieto di fumo nei parchi, per essere l’unica metropoli del vecchio continente ad essere decorata da montagne di rifiuti e per avere un popolo di automobilisti tanto maturo da non bloccare la circolazione in assenza totale di Vigili.

  3. [3]

    Anche se avessero fatto il passaggio graduale, ci sarebbero state troppe poltrone in percolo, troppe posizioni di potere che si sbriciolavano…..
    Tipico della burocrazia italiana che è atterrita anche dal minimo cambiamento in qualunque cosa che non sanno gestire e che non vogliono gestire per timore che venga strumentalizzato dagli avversari per scalzarli e sostituirli.

  4. [4]

    beh il consiglio comunale ha cambiato idea, acquistando le licenze della microsoft tutto qui,non c’è niente di male,probabilmente non si sentono pronti per la sperimentazione del software Open Source e l’hanno rimandata

  5. [5]

    E te pareva!!!
    Tanto fossero soldi loro …
    Come se per leggere la posta o navigare in internet avessero bisogno di chissà che cosa!
    … e lo spreco dei nostri soldi continua inesorabilmente, costantemente, specularmente, omidirezionale, tacitamente, …

  6. [6]

    …se conoscete qualcuno del “meetup” di napoli facciamoglielo sapere….. così possono decidere sul da farsi….. ;-)

  7. [7]

    Credo che se le licenze di LINUX fossero costate 2 milioni di euro tutto sarebbe andato in porto senza nessuna problematica legata al brusco cambiamento.Una cosa è certa se le licenze Microsoft fosse state pagate dai politicanti forse…..anche in questo caso tutti quei problemi sarebbero rientrati,non c’è da stupirsi per tutto questo c’è solo da pensar male.

  8. [8]

    e di ke c stupiamo?… passando all’opensource kissà qnti pezzi da 90 c’avrebbero perso il prp contentino ma purtroppo cosa vogliamo farci se oggigiorno Napoli e nn sl è capeggiata da, come si dice a Napoli, “magnafrank” ke nn finiscono mai d abboffarsi e preferiscono il male della propria regione o del prp paese pur d “mangiarci” anke loro all’infinito, sperperando denaro pubblico come l’acqua fresca…

Inserisci il tuo commento

Aumenta l'altezza della textarea Riduci l'altezza della textarea