Archivio mensile: luglio 2010

Rilasciata Clonezilla Live stable 1.2.5-35

Clonezilla Live, la distribuzione avviabile da CD-ROM o Flash USB contenente Clonezilla, software di creazione di immagini dell’intero hard-disk o di sue partizioni, è giunta alla release stabile 1.2.5-35.

Il programma Clonezilla rappresenta, in sintesi, l’omologo open source di Norton Ghost Corporate Edition; salva e ripristina solamente i blocchi usati dell’hard-disk (internamente utilizza dd) e, nella sua versione SE, Server Edition, può esser usato per clonare più computer simultaneamente.

Clonezilla Live è una distribuzione live basata su Debian che contiene, come detto, Clonezilla, nella sua sola versione standard, ovvero semplifica (di molto) la creazione e il ripristino di immagini da e verso un solo computer alla volta; i filesystem supportati sono: ext2, ext3, ext4, reiserfs, reiser4, xfs, jfs (Linux), FAT, NTFS (Windows), HFS+ (MacOS), UFS (*BSD) e VMFS (VMWare ESX).

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Oracle spegne i server di test per PostgreSQL

Stando a quanto riportato da ITNews, Oracle avrebbe spento i server di test che Sun metteva a disposizione degli sviluppatori di PostgreSQL, al fine di testare il comportamento del database open source su Solaris e OpenSolaris. E, molto elegantemente, senza preavviso alcuno.

Tali server erano adibiti alla build automation dei sorgenti di PostgreSQL, ovvero servivano per monitorare il comportamento (build failure) del software a seguito di modifiche nel suo codice, secondo la pratica della continuos integration.

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Scontro tra titani: ZFS (BSD) vs. EXT4 e Btrfs (Linux)

ZFS è il filesystem open sviluppato per Solaris (e OpenSolaris) da Sun (e mai incluso ufficialmente in Linux), avente caratteristiche di integrity checking, deduplicazione, creazione di snapshot (quindi possibilità di rollback) e altro.

Btrfs (B-tree filesystem, dal nome della struttura dati impiegata), filesystem nato diverso tempo fa in casa Oracle quale risposta a ZFS, anch’esso con possibilità di creazione di snapshot, è già approdato in Ubuntu (alternate install), sebbene non come possibile filesystem di avvio.

I due filesystem più lo standard attuale Linux, ovvero EXT4, vengono ora confrontati da Phoronix quanto a prestazioni. ZFS sul neonato PC-BSD 8.1 e i filesystem Linux su Ubuntu 10.10 development snapshot (kernel 2.6.35).

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Firefox 4 Beta 2: arrivano le animazioni CSS3

Nuova beta per il Firefox che verrà con abbastanza novità per farci esclamare “ma perché sto ancora usando Firefox 3.6?”. In Firefox 4 Beta 2 si parla soprattutto di performance: seppure sia ancora un work-in-progress e nulla è ancora deciso, possiamo essere abbastanza sicuri che Firefox 4 userà i Retained Layers.

Le pagine Web verranno scomposte in livelli che potranno essere combinati e spostati successivamente. L’intento è quello di ridurre il lavoro a carico del motore di rendering durante lo scrolling o nel caso qualcosa all’interno della pagina decida di cambiare (ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, no?).

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ATI Catalyst 10.7 disponibili, molte novità in serbo

È stato rilasciato da pochi giorni il binario dei driver AMD/ATI Catalyst 10.7, che porta con sé numerose novità, oltre che dal punto di vista prestazionale anche dal lato del supporto all’ultima release stabile del kernel Linux e di Xorg.

Nonostante si sia lavorato alacremente sulla compatibilità con Linux 2.6.34 e Xserver 1.8, i driver sono garantiti come funzionanti questi solo in caso d’uso con un kernel un po’ più datato e un rilascio del server X inferiore ad 1.8. L’utilizzo dei driver dovrebbe risultare ottimale in combinazione con l’ultimo rilascio stabile di Ubuntu, in virtù della partnership tra ATI e Canonical.

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Notebook e batterie: un disastro chiamato Ubuntu Lucid Lynx

Oltre a portare tanti miglioramenti, Ubuntu Lucid Lynx ha purtroppo fatto qualche passo indietro. È infatti confermato, e a quanto pare piuttosto diffuso, un baco nel kernel che sveglia il processore più del dovuto (“powertop” mi sia da testimone), facendo così alzare la temperatura dei nostri già troppo caldi computer e accorciando l’autonomia della batteria sui portatili.

Come detto il baco è confermato, ha una priorità (bassa, ma quanto meno qualcosa si muove) ed è presente anche in Debian, da cui Ubuntu deriva e attinge per la maggior parte dei software, kernel compreso. Per il momento in casa Canonical si stanno aspettando novità e soluzioni direttamente da quanti il kernel lo sviluppano e visto che la soluzione difficilmente troverebbe posto in Linux 2.6.32, gli ingegneri al soldo di Shuttleworth potrebbero decidere di rimandare il tutto a Ubuntu 10.10.

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Android di ritorno dall’esilio?

Il cartellino rosso estratto dagli sviluppatori del kernel Linux a danno di Android, a seguito del quale il codice della distribuzione di BigG è stato rimosso dai sorgenti di Linux, sembra poter rientrare.

Da allora, infatti, le trattative si sono fatte sempre più fitte, sino a esser giunti ad una probabile e vicina riammissione.

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Rilasciato FreeBSD 8.1

L’uscita di PC-BSD 8.1 l’aveva implicitamente sancito, e ora l’annuncio del team di sviluppo ufficializza il rilascio della release 8.1 del più famoso esponente open source della famiglia BSD, a distanza di otto mesi esatti dal suo predecessore, FreeBSD 8.0.

La versione 8.1 rappresenta un rilascio di mantenimento piuttosto che porre l’accento su nuove funzionalità, come invece era avvenuto in occasione del passaggio dalla major release 7 alla 8.0, tuttavia, accanto agli aggiornamenti prevedibili (aggiornamenti a BIND, sendmail, SSH; GNOME 2.30.1, KDE 4.4.5) sono presenti alcune novità di rilievo, quali l’aggiornamento del celeberrimo ZFS, l’introduzione al supporto per zfsloader e il supporto SMP per PowerPC G5.

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Firefox 3.6.7, anzi 3.6.8, storia della versione durata solo tre giorni

È durata solo tre giorni la versione 3.6.7 di Firefox, soppiantata a tempo di record dalla release 3.6.8 a causa di un bug che rendeva il browser instabile in particolari combinazioni di siti Web e plugin.

E di vero record si tratta, anche se Mozilla non è nuova a questi rilasci lampo. Due mesi fa il browser open source aveva impiegato quattro giorni per ammazzare la versione 3.6.4. In quell’occasione Mozilla aveva addirittura scelto di saltare il numero “5″ e passare direttamente alla 3.6.6.

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WordPress, temi come software derivato, quindi GPL

Da poco si è pronunciato Matt Mullenweg, il creatore di WordPress, sui temi per la sua fulgida creatura, più precisamente sulla questione legale che ha coinvolto in particolare un tema, Thesis, e i suoi sviluppatori, e il team del famoso blogging engine.

Thesis infatti era stato sviluppato con due opzioni di vendita, una senza possibilità di modifiche, a una cifra modica, e una con possibilità di modifica da parte dell’utente finale a un prezzo un bel po’ più alto.

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