Il famigerato accordo Nokia-Microsoft ha fatto nascere, sin dalla prima ora, perplessità e domande principalmente al riguardo di due progetti di casa Nokia che tanto stanno a cuore alla comunità del libero software: MeeGo e Qt.
Circa questa seconda tecnologia, un primo segnale del desiderio di Nokia di disfarsi di Qt è chiaramente rappresentato dall’odierna vendita del comparto inerente le licenze commerciali e il relativo supporto commerciale.
L’acquirente è rappresentato da Digia, altra azienda finlandese, ma i termini esatti della svendita non sono ancora stati resi noti.
Secondo il già citato comunicato Nokia, la società investirà comunque su Qt, continuerà lo sviluppo delle librerie (a vantaggio di tutti i suoi clienti, Commercial e LGPL) e manterrà il copyright su di esse.
Tuttavia, il fatto sembra a tutti gli effetti il primo capitolo della lunga fine del rapporto Nokia/open source; per tutti, fortunatamente, una tra le due licenze con cui Qt viene rilasciato si chiama per l’appunto LGPL (in caso “di pericolo”, quindi, sono possibili fork a salvaguardia della tecnologia).
Ad ennesima dimostrazione che le licenze libere rendono libera l’informatica.

Circa l’accordo Nokia-Microsoft, guardate cosa ne pensa tuttora la Borsa: http://www.google.com/finance?q=nok (zoom sui 3 mesi).
di Marco Buratto - 8 marzo 2011 - 10:10
Che licenza hanno le QT nei progetti Meego ed Android?
di Cesoia - 8 marzo 2011 - 10:40
Peccato. Il fatto che le QT avessero un gigante commerciale alle spalle non mi dispiaceva. Come non mi dispiaceva la serie NXXX (N770, N800, N900) dei tablet Nokia, gran bei dispositivi. Peccato.
di JaKaiser - 8 marzo 2011 - 10:52
Dispiace anche a me vedere Nokia ridursi così, ma la verità è che le aziende come le persone passano, il software invece se libero rimane e può evolvere e migliorare.
Quindi, lunga vita alle QT, o a come si chiameranno in caso di un eventuale prossimo fork
di ilPestifero - 8 marzo 2011 - 13:07
Si evolve se qualcuno paga.
Il problema è questo.
Per ora le Qt sono le migliori librerie sul mercato e un domani potrebbero non esserlo più, se non sviluppate o sviluppate solo da qualche appassionato.
Ora come ora, hanno piu’ futuro le gtk che le qt.
di Furlan - Moro - 8 marzo 2011 - 13:37
@Cesoia: quella open
di darkat - 8 marzo 2011 - 15:06
A me vien da ridere.. Le aziende proprio quando fanno affermazioni del tipo incrementare gli investimenti o l’ interesse per un determinato tecnologia/progetto (http://blog.qt.nokia.com/2011/02/12/nokia-new-strategic-direction-what-is-the-future-for-qt/)ecco che inmancabilmente arriva la realtà.
di @rchie - 8 marzo 2011 - 22:43
Chiedo venia per l’inconveniente nel link.
http://blog.qt.nokia.com/2011/02/12/nokia-new-strategic-direction-what-is-the-future-for-qt/
di @rchie - 8 marzo 2011 - 22:45
Questo vuol dire che Nokia pian piano si avvia al tramonto.
Come tutti, iniziano nel disfarsi di progetti redditizi e/o ben vendibili, mettono insieme nuovi progetti che costano poco e valgono poco (tanto per vivacchiare sui clienti fedeli) e poi ZAC il fallimento!
Non comperate Nokia rischiereste di trovarvi orfani della garanzia!
NDR: Le librerie QT non centrano per ora niente con Meebo e Android.
Ciao
di ziomaul - 9 marzo 2011 - 04:44
Due considerazioni.
@ziomaul: personalmente concordo con quello che dici. Non sono uno stratega ne un manager, ma secondo me quando un azienda inizia a disfarsi di certi asset, è sinonimo di una fase di declino.
Per crescere bisogna acquistare, non vendere. Prima Nokia comprava, ora svende e smonta la sua R&D.
Gli altri big comprano, da Google a Oracle.
Affidarsi poi ad un’azienda esterna per l’OS dei suoi device è per me un ulteriore sintomo di debolezza che, o nel breve o nel lungo, avrà grandi ripercussioni negative su Nokia.
@Furlan – Moro: spesso noto che quando si parla di Open Source la gente pensa a tizi che sviluppano in cantine buie, accanto ai topi. Open Source è anche un modello di sviluppo che permette di farci business.
E’ ovvio che se nessuno investe tempo e risorse in un progetto, questo si ridimensiona. Nel caso dell’Open Source però un progetto *può* continuare se qualche azienda lo desidera, viceversa con il software proprietario muore assieme all’azienda.
A titolo di esempio, segnalo l’ottimo blog di Galoppini riguardo Commercial Open Source: http://robertogaloppini.net/
di ilPestifero - 9 marzo 2011 - 09:07
un domani potrebbero non esserlo più, se non sviluppate o sviluppate solo da qualche appassionato.
Ora come ora, hanno piu’ futuro le gtk che le qt.
Le gtk sono sviluppate senza grandi marchi alle spalle.
di guiodic - 9 marzo 2011 - 10:49
Le gtk sono sviluppate senza grandi marchi alle spalle.
Beh, se canonical, red hat, novell o chiunque ha un so basato su gnome… quello che intendevo era comunque un’altra cosa.
Non ho detto che le Qt moriranno, solo che non avranno più quello sviluppo intenso che hanno avuto nell’ultimo anno. Poi lieto di essere smentito.
Per quanto riguarda “spesso noto che quando si parla di Open Source la gente pensa a tizi che sviluppano in cantine buie” non ho mai detto questo:Red Hat, Novell e presto Canonical (spero anche se non uso Ubuntu ma OpenSUSE – parlo anche da usufruitore di Kde, quindi lontano da ogni sospetto) ci guadagnano con l’open source.
Detto questo, non si vive di aria.
E fin tanto che non vivremo in un mondo che ‘ripudia il denaro’ (non ho niente contro il denaro sia ben inteso) ci sarà bisogno di guadagnare. I benefattori ahimè sono ben pochi.
Quindi se nessuno sponsorizzerà le Qt credo proprio che succederà quello scritto prima.
Ripeto ancora una volta, spero di sbagliarmi.
di Furlan - Moro - 9 marzo 2011 - 19:31