Ubuntu, Canonical e la crisi comunitaria

ubuntu phone os

Sono giornate di malumori e mal di pancia quelle che stanno trascorrendo in Canonical. Nel giro di 48 ore numerose personalità di spicco all’interno della comunità hanno esternato la propria frustrazione per quanto riguarda le politiche e l’atteggiamento che la software house mette in campo con vecchi e nuovi progetti.

Il recente annuncio di Mir, il nuovo server grafico prodotto internamente da Canonical e rilasciato a sorpresa qualche giorno fa, ha contribuito a scoperchiare il vaso di pandora. Ad aprire ufficialmente le danze è stato Martin Owens con il suo perentorio “la community di Ubuntu è morta” espresso dalle pagine del suo blog. Le motivazioni non toccano ovviamente Mir, ne tanto meno uno dei progetti precedenti, ma appare ovvio che siano l’effetto della mole di novità, nessuna di origine comunitaria, partorite da gennaio ad oggi.

Alle dichiarazioni si sono subito accodate altre manifestazioni di dissenso, ultime delle quali quelle di Philip Ballew e dello stesso Sam Spilsbury (meglio conosciuto per la sua creatura Compiz) che nei commenti al post scrive:

Quello che veramente mi ha lasciato perplesso è il livello di incertezza in cui l’intera comunità è stata lasciata. [...] Recentemente mi è stato detto che co praticamente gettato via quattro mesi di lavoro perché Ubuntu non accetterà più patch dalla comunità per Compiz. Così ho smesso di lavorare su compiz perché non so se le cose che faccio saranno prese in considerazione da Canonical. Il che è vergognoso perché le mie patch incrementavano le prestazioni sulle schede NVIDIA, erano perfettamente testate e revisionate, cosa si può chiedere di più?

La situazione non sembra migliorare e l’emorragia di contributori celebri aumenta di giorno in giorno. La situazione non è sfuggita a Shuttleworth che nel suo blog personale si lancia in un lapidario e piccato post di difesa:

Tutti quelli che tengono all’open source condividono un sogno: che il free software sia la norma, non l’eccezione. Ubuntu è l’unica via che riesco a vedere per cui questo accada. Questo è il motivo per cui spendo tutto il mio tempo in questo progetto e per cui molte persone fanno lo stesso.

Non ho nessun interesse nella folla che vuole essere differente. Che Linux debba essere difficile così che sia “esclusivo” è la cosa più stupida che una persona intelligente possa dire.

Onestamente non credo che questa risposta giovi alla situazione. Probabilmente rafforzerà le divisioni fra le comunità, ma sicuramente suona come una pugnalata a quelle persone che hanno contribuito a rendere Ubuntu quello che è e che già hanno il dubbio che la loro distribuzione abbia loro voltato le spalle.

Commenti

  1. [1]

    Morta perchè hanno deciso di sfanculare Wayland e farsi un server grafico che si appoggia alle Qt, librerie che fino a poco tempo fa, sembravano destinate a morire perchè le aveva prese digia?
    Gnome3 ha decretato la fine di Compiz, ma Canonical ha deciso di continuare ad usarlo, questo Sam Spilsbury se lo è dimenticato? Se non erro Canonical lo stipendiava Pure.
    Un ultima cose, Mark Shuttleworth, con i suoi soldi, nella sua azienda fa quello che vuole.
    La comunità ha voce, ma se non gli va bene come Mark guida la Sua azienda, può sempre forkare!

  2. [2]

    L’opensource ha bisogno di democrazia, non del protagonismo di pseudo-astronauti-dilettanti.

  3. [3]

    Mi ricordo benissimo i proclami da campagna elettorale e i commenti entusiastici di qualche settimana fa … “finalmente la lo sviluppo sarà più aperto” “coinvolgeremo membri della community” ecc. ecc. … ora invece ci si rimangia tutto “ci abbiamo provato, ma non si può proprio lavorare con loro, vogliono a tutti i costi un Linux impossibile da usare”. Balle spaziali

  4. [4]

    L’importante è che si possa sempre contare sulla cara vecchia mamma debian!

  5. [5]

    “Ubuntu è l’unica via che riesco a vedere per cui questo accada.”

    consiglio la visita da un bravo oculista allora.

    “suona come una pugnalata a quelle persone che hanno contribuito a rendere Ubuntu quello che è”

    quindi il movente è la vendetta

  6. [6]

    Le community sono troppo “aperte” se ognuni persona pensa in modo diverso non si va da nessuna parte…C’è bisogno di qualcuno che prenda le decisioni. E a me sembrano tutte buone decisioni, e cmq GNOME3 ha messo da parte COMPIZ da un po’.

  7. [7]

    Penso che Mark abbia ragione. Se vuoi contribuire ad Ubuntu puoi, punto. Se poi la Canonical (che è quella che ci mette la pecunia) prende decisioni diverse in base alle esigenze del suo business non è che puoi rompere, è giusto così.

    Il modello comunitario perfetto è quello di Debian e non può mai e poi mai essere applicato in toto ad una distro commerciale come Ubuntu.

    Se Canonical dice che gli serve un suo server grafico nuovo, non è che chi contribuiva a quello vecchio o a quello che è stato scartato può venire a lamentarsi. L’intera questione è stata presa dal lato sbagliato.

  8. [8]

    @[2]
    L’open source ha bisogno anche di uscire dalla sua nicchia e provare a imporsi come modello di sviluppo di software commercializzato dalle aziende, con una base utenti superiore all’1% del totale com’è ora. Canonical ci sta provando e quello che fa non elimina dalla faccia della terra altre distro o altri approcci, anzi potrà portare vantaggi a tutti (in termini di compatibilità hardware, driver, afflusso di nuovi utenti ecc).

  9. [9]

    Più che vendetta è delusione e rabbia per il tempo che hanno dedicato al progetto.
    Anche sul forum italiano c’è un abbandono ‘clamoroso’.

  10. [10]

    Much Ado About Nothing.
    A Canonical non ha mai interessato la comunità, solo l’utenza.

  11. [11]

    “Ubuntu è l’unica via che riesco a vedere per cui questo accada”
    WTF?

  12. [12]

    é questo il problema dell’opensource. Manca democrazia, mancano linee guida, manca un serio controllo. E il tutto finisce sempre in imbarazzanti fork di qualunque cosa. Linux è frammentato, troppo, e questo non lo rende di facile adozione. Capisco i produttori di software e di hardware: per linux devono fare 10 formati diversi di pacchetti, poi c’è il problema dei DE ect ect. Troppe cose diverse. Finchè si continuerà ad avere 20 alternative di qualunque cosa, linux rimarrà un SO di nicchia, un SO per programmatori, un SO con cui non è possibile lavorarci al di la dell’almente development! Linux purtroppo non prenderà mai la massa, mai!

  13. [13]

    Ragazzi una sola alternativa a tutto ciò… DEBIAN!
    20 anni che esiste, ha sempre camminato per i suoi binari non è una distro commerciale ma è totalmente libera.
    Io sono un fiero utente di DEBIAN 7 XFCE.

  14. [14]

    @12
    questo lo dici tu. Vuoi la democrazia..DEBIAN. Vuoi una distro lato desktop..Fedora o Ubuntu. Vuoi una distro per smanettoni..Slackware…e così via.
    Debian è piena di linee guida..ma si sa..la democrazia non porta i soldi.
    Per i formati dei pacchetti è una bella caxxata! Fondamentalmente ce ne sono 2. Idem per i DE. E cmq puoi benissimo fare come Firefox o LibreOffice e usare delle librarie esterne (vedi wxWindows) cosi tagli la testa al toro. Io non vedo tutti sti problemi che dici tu. Semplicemente come in tutte le cose..sto tizio investe dei soldi suoi..e lui impone la via. E come diceva Fabio nel suo primo commento…Non ti va bene?Ok..ci sono mille alternative..puoi sempre togliere tutto ciò che è legato a Unity e buttarti su Gnome-Shell..oppure passare direttamente a Fedora.
    E cmq..boh..tutti sti problemi non li vedo..

  15. [15]

    @rope
    veramente le ditte potrebbero guadagnare sul supporto e rilasciare il codice open e lasciare alle distribuzioni il compito di fare i pacchetti, ma anche semplicemente rilasciare un tar.gz e un binario compilato statico se è software commerciale con tutta la ram che c’è oggi se ci sono 2-3 software proprietari linkati staticamente non muore nessuno.
    Ma anche fare un tier 1 con supporto a deb e rpm (ubuntu e opensuse) e un tier 2 statico, i modi ci sono, se valve sta puntando seriamente ai linux user con steam è segno che le cose stanno decisamente cambiando e riconosciamo ad ubuntu il merito di avere incrementato la diffusione di linux, che poi m.s. punti più alle masse che alla community mi sembra assodato, ma è una scelta legittima e non mi pare nemmeno ne abbia mai fatto mistero, ubuntu è diventato sinonimo di linux presso il grande pubblico riconosciamo a canonical i propri meriti.
    L’utente esperto o lo sviluppatore sono liberissimi di usare altre distribuzioni più comunitarie e non preoccuparsi minimamente di fare un deb se il software interessa qualcun altro farà il pacchetto.

  16. [16]

    Shuttleworth vince il premio della risposta più meschina dell’anno. E siamo solo a marzo.
    Se gli utenti linux/foss non fossero stati “differenti”, oggi lui non avrebbe granché su cui lavorare(?) o su cui sproloquiare di comunità.
    Essere differenti non vuol dire darsi delle arie, ma essere padroni di non pensare come gli altri. E di non avere capetti che ti vengano a dire di loro iniziativa cosa ti serve.
    Inutile millantatore.

  17. [17]

    Se Mark Shuttleworth abbia torto o ragione per alcune scelte tecniche è difficile dirlo (specialmente per un enduser come me). Lui è molto lungimirante, anche troppo a volte, ma non è uno stupido, sa quello che fa e di solito raggiunge i suoi obiettivi… Secondo me la comunità è scontenta che Ubuntu sia un po’ pesante, poco personalizzabile, che cambino cose che vanno bene anche “antiche”; la comunità può essere scontenta di tutto, però Shuttleworth della sua distro può fare quello che vuole fino a quando il codice viene rilasciato opensource e tutti ne posso usufruire. Io personalmente sto usando Kubuntu perché Kde al momento è mille volte avanti a Gnome e 10 volte avanti a Unity, ma Ubuntu come SO in se (senza considerare gli ambienti desktop) è il meglio per l’utente finale (Linux Mint ne è la prova!). Chi ha la fortuna di essere esperto di linux non dovrebbe assolutamente usare Ubuntu, piuttosto dovrebbe viaggiare con Gentoo o con Arch o con tutte le altre distro altamente personalizzabili che come ha detto Shuttleworth sono tutte buone! Sono convinto che, se faranno test di Mir già dalla 13.10 per la 14.04 ne verrà fuori una buona distro magarì con tante applicazioni disponibili proprio per la compatibilità con phone e tablet… Come dice sempre Kimi Raikkonen (pilota di F1): Wait and See!

  18. [18]

    >>Che Linux debba essere difficile così che sia “esclusivo” è la cosa più stupida che una persona intelligente possa dire.
    Questa da dedicare a molti caz*oni.

  19. [19]

    io davvero non capisco: questo qua ci mette i soldi da 10 anni, rilascia praticamente tutto il codice come open source, abbiamo i sorgenti di un OS mobile mesi prima che sia commercializzato, sempre per l’OS mobile vuole aprire una collaborazione ufficiale con la community (xda)…ma che ca.zzo volete ancora??? che faccia di tutto per perdere soldi??? cioè ma prima di rompere co.glioni guardate come si comportano le altre aziende…google viene spesso portata (anche da me) come esempio di azienda che si comporta “piuttosto bene” rispetto alle altre e comunque non c’è paragone con Canonical che è mooooooolto più legata alla community e alla difesa della libertà (basta guardare quali licenze usa una e quali l’altra)…
    io non so veramente…in generale le critiche sono più che giuste in un ambiente open però qua si sta veramente esagerando…sembra che sia sbagliato e scorretto guadagnare soldi col software libero, quando invece a mio avviso è una delle più grandi vittorie della GPL

  20. [20]

    Qua si evince l’ennesima ipocrisia e ignoranza di certi utenti GNU/Linux. Non capite una sega di cosa sia la democrazia. La democrazia non significa comunità. Quello è comunismo. La democrazia significa libertà, che vuol dire anche metterlo nel c*lo alla comunità in certi casi, tuttavia senza togliere la possibilità a quest’ultima di alzare i tacchi. Se vi sta bene è così, altrimenti inventatevi una licenza che sia esclusivamente comunitaria. Però poi non lamentatevi se mancano i driver grafici prestanti. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
    Per quanto mi riguarda? Non mi interessa di cosa fa Canonical, mi basta che offra una distribuzione open source che sia semplice, e se devo contribuire il mio codice va comunque a beneficio di tutti prima che a Canonical, quindi poco c’è di cui sentirsi traditi.

  21. [21]

    Lasciatemelo dire la comunità non dovrebbe essere un peso, ma un qualcosa in più.Era chiaro da tempo che canonical puntava ad suo ecosistema su tutti i dispositivi e nei vari progetti non mi sembra che la comunità sia stata esclusa, ma se la comunità crede che debba essere interpellata per scegliere la strada e la politica da adottare a mio parere questo sarebbe solo un problema.Per la prima volta c’è un barlume di luce per Ubuntu e l’open source. Chiaro che fare convivere un’azienda con le sue esigenze e la comunità non è semplice, ma occorre andare tutti nella stessa direzione se si vogliono portare a casa i risultati, altrimenti andiamo avanti con 1% di utenti Linux e distribuzioni al limite del ridicolo, ma a quel punto credo che mark shuttleworth non ci butterà più un soldo !
    Cosa ha fatto così scalpore ? Il server grafico ? L’abbandono di compiz ? (come se non si sapeva già), ad ogni scelta di canonical arrivano puntuali le solite critiche da bar,se la comunità non sempre è al corrente di alcuni progetti è perché esiste una logica commerciale, non ci vuole tanto a capirlo.
    Per inciso, seguo il blog di Sam Spilsbury che da tempo non si occupa più di compiz e ha scritto un bel post sull’argomento esigenze di canonical-esigenze della comunità, ma non mi sembra che abbia criticato Canonical, anzi, dopo l’annuncio di Mir ha pubblicato un post di complimenti a Canonical.

  22. [22]

    Ho l’impressione che da un pò di tempo canonical stia facendo il passo più lungo della gamba.

  23. [23]

    “Non ho nessun interesse nella folla che vuole essere differente. Che Linux debba essere difficile così che sia “esclusivo” è la cosa più stupida che una persona intelligente possa dire.”

    Mi pare una fotografia realistica di gran parte dell’utenza linux.

  24. [24]

    Non si può nemmeno essere troppo utonti, la gente che sa usare window è gente che viene dal dos, l’utonto comune non riesce nemmeno a distinguere un file da una directory e usa fondamentalmente solo il dekstop e la directory documenti, su 100 che sbandierano la facilità di osx o windows forse in 2 riescono ad installarlo.
    Chi guida la macchina non necessariamente sa cambiare la cinghia al motore ma è obbligato almeno a conoscere la segnaletica stradale e la differenze tra un divieto d’accesso e un senso unico, non si dovrebbero vendere ne fare usare computer a chi non ha la patente europea del software questo mi sembra il minimo.
    Ovviamente sto scherzando, ma la vision di Canonical è lampante, l’utente prima di tutto, noi seguiamo la nostra via, chi vuole contribuire è ben accetto ma SOLO SE la pensa come noi.
    Questa sembra una stonatura nel mondo linux ma sotto freebsd sarebbe già la più la norma, per dire che quello che può sembrare assurdo a qualcuno può sembrare giusto ad altri, canonical ho molti meriti in primis ha permesso a linux desktop di uscire dalle cantine e di fare bella mostra di se anche nei centri commerciali e nelle scuole medie e superiori (nelle università no, c’era già slack e redhat almeno almeno dal 1998, quantomeno in diverse facoltà informatiche), ubuntu sta seguendo la propria strada senza farne mistero, chi vuole salti a bordo chi non vuole migri a qualcos’altro le alternative ci sono. (chi ha detto slack forever? io. slack, wmaker, seamonkey e nedit)

  25. [25]

    “Shuttleworth della sua distro può fare quello che vuole”
    .
    appunto della sua DISTRIBUZIONE, non la “Nostra” e lbnl “non un sistema operativo” ma una distribuzione di software di cui il merito al 90% è di “ALTRI”.
    Facesse il c4zz0 che vuole, la smettesse solo di equiparare la “sua distribuzione” a GNU/Linux in toto.
    Mint dimostra che usando le stesse tecnologie di Ubuntu, senza le tecnologie di canonical e senza i soldi fai BENE (meglio?) lo stesso.
    Amen.

    • [26]

      Che Mint non usi tecnologia sviluppata da Canonical è una pura falsità. Ubuntu core non è proprio una sottigliezza…

  26. [27]

    @marco
    “La democrazia significa libertà, che vuol dire anche metterlo nel c*lo alla comunità in certi casi, tuttavia senza togliere la possibilità a quest’ultima di alzare i tacchi”

    ..finché la comunità non decide di restituire il favore…@a va sans dire…

    e un po’ più seriamente:
    “Io ritengo che per dare una definizione minima di democrazia bisogna dare una definizione puramente e semplicemente procedurale: vale a dire definire la democrazia come un metodo per prendere decisioni collettive. Si chiama gruppo democratico quel gruppo in cui valgono almeno queste due regole per prendere decisioni collettive: 1) tutti partecipano alla decisione direttamente o indirettamente; 2) la decisione viene presa dopo una libera discussione a maggioranza. ”
    Norberto Bobbio

  27. [28]

    “appunto della sua DISTRIBUZIONE, non la “Nostra” e lbnl “non un sistema operativo” ma una distribuzione di software di cui il merito al 90% è di “ALTRI”.
    Facesse il c4zz0 che vuole, la smettesse solo di equiparare la “sua distribuzione” a GNU/Linux in toto.”
    .

    Leggendo commenti così mi rendo conto di come Shuttleworth abbia ragione…
    La “nostra”, “altri”…
    Linux è distribuito con una licenza, la rispetti e sei a posto.
    Se non vi piace cosa fa Canonical, cambiate licenza!
    Oppure accettate di buon grado cosa la VOSTRA licenza permette.

  28. [29]

    Il formato unico per GNU-Linux c’è : ed è il codice sorgente.
    Punto.

    Sta alle distribuzioni impacchettarsi il tutto come vogliono loro.
    .deb ed .rpm non credo possono essere definiti “standard” . sono ,molto diffusi ma per definirli “standard” e di addoz<ione comune ce ne passa ancora.
    La storia insegna che "standard" non è sinonimo di più diffuso.

  29. [30]

    Le cose sono due: o avete la memoria corta oppure non siete mai usciti dall’orticello.
    E mi sto riferendo a tutti coloro che pensano che l’atteggiamento di Canonical sia giusto.
    .
    OGNI progetto open source per restare in vita ha bisogno di DUE cose:
    1) Una community di utenti
    2) Una community di contributor
    .
    Canonical sta puntando ad avere la prima, segando la seconda.
    Questo atteggiamento è IDENTICO a quello che la Sun ebbe nei suoi ultimi periodi di vita nei confronti della comunità OpenSolaris.
    Dire “Qua si fa come dico io. A chi non piace cambi aria” è il metodo migliore per far morire un prodotto.
    Perché? È semplice. Perché Canonical non ci sarà per sempre e se non si ha una community di contributor forte che possa proseguirne lo sviluppo a prescindere dallo stato di salute dell’azienda, il prodotto va pu**ane non appena quest’ultima chiude i battenti.
    È stato così per OpenSolaris ed, in particolar modo, Indiana che non sono sopravvissuti alla cannibalizzazione di Sun da parte di Oracle, proprio perché l’eccessivo autoritarismo dell’azienda ha fatto sì che l’OGB non avesse il coltello dalla parte del manico e non avesse l’autorità necessaria a mandare a quel paese Oracle, che ha fatto morire il progetto, rendendo la OS/Net nuovamente closed source.

  30. [31]

    Smettiamola di sproloquiare sulla libertà. Shuttleworth vuole avere la libertà di dire tutto quel che vuole? Bene, me ne rallegro. Allora se ne assuma la responsabilità e dimostri di avere le spalle abbastanza larghe per farlo.

    Eppure finora non ha dimostrato un accidente (o forse servono altri 10 anni di prove per convincervi?), tranne il fatto che è sempre pronto a sputare su progetti *liberi* che si sono guadagnati il rispetto che hanno, se questo gli dà una maggiore visibilità. Per poi dimostrare di non essere all’altezza del confronto.

    E’ inutile scandalizzarsi se poi arriva qualcuno che si sente *libero* di rinfacciargli quel che vuole. Così va il mondo.

    Ci mette i soldi? E’ una sua scelta. Nessuna persona davvero libera si mette a piagnucolare se le cose non vanno per il verso giusto. Piuttosto si fa il mazzo finché non arriva dove vuole, senza ciance.

    PS. basta con questa cantilena che vorrebbe ubuntu diffondere linux a destra e manca. La differenza tra ieri e oggi è solo di qualche power user. E comunuque il processo di diffusione era già iniziato prima dell’arrivo di Shuttleworth.

  31. [32]

    …e quoto sia telperion che atomix600.

  32. [33]

    @telperion
    “Mint dimostra che usando le stesse tecnologie di Ubuntu, senza le tecnologie di canonical e senza i soldi fai BENE (meglio?) lo stesso.”
    Dev’essere per questo che Cinnamon è l’unico desktop più pesante e più lento di Unity (nonostante sia forkato da GNOME Shell e quindi la maggior parte del lavoro sia GIÀ FATTO) e Nemo, che è comunque preferibile all’ultimo Nautilus, sia tradotto sì e no a metà. Bella qualità, davvero…

  33. [34]

    @SeaStorm
    “E comunuque il processo di diffusione era già iniziato prima dell’arrivo di Shuttleworth.”
    Sì, con Mandrake che non se le mai cacata nessuno :D

  34. [35]

    @Shiba
    sei serio? Mandrake attirava la stragrande maggioranza degli utenti linux, insieme alla vecchia suse. E senza l’odierna diffusione del web. Le loro distro non erano né più né meno usabili di ubuntu di oggi.

  35. [36]

    Incredibile coincidenza, mi sono appena imbattuto in un post di Adam Williamson che ribadisce quel che ho appena scritto, ma con numeri alla mano (
    http://www.happyassassin.net/2013/03/07/some-sad-numbers-on-how-linux-desktop-adoption-is-going/ ):

    According to the numbers we have, Ubuntu has not been the raging success some of its supporters would like to see it as. It hasn’t done much (if at all) better in increasing Linux usage than its predecessors as the pre-eminent desktop distribution, despite maintaining pre-eminent status for rather longer.

  36. [37]

    @SeaStorm
    Per forza, quando non c’era di meglio ti accontentavi. Hai mai usato il centro di controllo di Mandrake o Yast nel 2003 per configurare X? E questo tu lo chiami “né più né meno usabili di ubuntu di oggi”?

  37. [38]

    @Shiba
    Beh, se vuoi metterla sulla configurazione del sistema, è chiaro che col passare degli anni ci sono stati dei miglioramenti sostanziali. Oggi X non lo configuri affatto, ma di certo non grazie a ubuntu.

  38. [39]

    La conclusione è che Ubuntu orami sta a gnu/linux come “fabrizio corona” sta all’informazione, campa solo su marketing annunci polemiche flamewar eccetera, codice poco e male.
    @ugo 25
    la “nostra” intesa come per noi. a cui piace gnu/linux con tutte le sue montagne di difetti e a cui non piace allo stesso modo l’atteggiamento “faso tutto mi” di canonical con ubuntu e di redhat con gnome3 e altre cose.

  39. [40]

    Se il signor mark fasotuttomi vuole, può fare come osx, si prende il codice BSD, si scrive i driver, server grafico e framework di sviluppo e si fa il suo unix closed che può vendere a chi gli pare al prezzo che vuole.
    Se invece vuole il supporto della comunità di dev per sviluppare e di user per fare da betatester, allora meglio se cambia registro, altrimenti ubuntu non sopravviverà alla fine di canonical, che se non guadagna quattrini alla svelta, non è cosi remota.

  40. [41]

    “non si può pensare che Linux debba essere complesso, né che tale caratteristica lo renda la scelta prediletta di un’ipotetica élite culturale”
    .
    Probabilmente linux è la scelta prediletta di un’ipotetica élite, perchè è la stessa “elite” che lo crea, ne trova i bug, ne suggerisce le feature, lo sa usare per le potenzialità, per l’ESTREMA PERSONALIZZAZIONE eccetera.
    Probabilmente che non è interessato a questo usa altri SO che sono “pronto per l’uso” e con montagne di documentazione guide tool e software.
    Probabilmente perchè è più facile correggere bug con segnalazioni precise che non con un semplice “il mio pc non va più”.
    Insomma perchè gnu/linux non è osx ne Windows, ne credo voglia esserlo, fanboy calcistici, senza altro dio a parte.
    Capittttto caro mark?!

  41. [42]

    Più che di elite, parlerei di gente che vuole essere libera e fa lo sforzo necessario per diventarlo. Come nella vita, dove spesso lo sforzo viene chiamato “un c*lo così”.
    Qui scinderei un po’ il discorso da quanto sia più o meno facile usare linux. E’ più una serie di atteggiamenti disgustosi. E’ che nessuno ti può offrire la libertà su un piatto d’argento, perché è un paradosso.

  42. [43]

    Libertà? Ma di che parlate? Ragazzi, è un PC! O vogliamo continuare a fare i discorsi dei massimi sistemi su ogni cosa? DI FATTO, al di là della teoria, quale vostra libertà un PC non linux ha mai infranto? Installare icone nel desktop non volute? Non poter smanettare nella personalizzazione come si vorrebbe? O, di fatto, non essere liberi di fare realmente qualcosa perché il software “libero”, per la sua scarsa qualità (è un dato di fatto) non ti permette di farlo?
    Personalmente sono molto più libero di agire, FARE, raggiungere i miei obiettivi con software PROPRIETARI. Chi dice il contrario non ha mai usato scribus, OpenOffice Calc, ecc.
    Libertà è anche avere la possibilità di fare ciò che si vuole, linux è trasparente e personalizzabile, ma ben lontano da permettere di raggiungere l’obiettivo. È un dato di fatto. Certo, bisogna averlo l’obiettivo. E spesso mi pare l’obiettivo sia una infinita pippa mentale su comunità, libertà ecc invece che creare ciò per cui il PC serve: è uno strumento, mica un fine!
    Non uso (più) ubuntu perché è un mattone pesantissimo, al pari di tutte le grandi distro (uso puppy!), e non uso più linux per produzione, ma apprezzo il tentativo di canonical di tirarlo fuori dalla nicchia in cui è relegato.
    Opinione come tante, uguale alle altre.

  43. [44]

    “vogliamo continuare a fare i discorsi dei massimi sistemi su ogni cosa?”

    mi pare che si stia cercando di _non_ fare discorsi sui massimi sistemi di cui spesso gli utenti ubuntu si riempiono la bocca, comunità e stupidate varie

    “apprezzo il tentativo di canonical di tirarlo fuori dalla nicchia in cui è relegato.”

    scusa ugo, ma perche’ non leggi??? è tutta fuffa, ti sono stati portati anche i numeri

  44. [45]

    @Ugo
    Ammesso per assurdo che il software libero sia di scarsa qualità, opinione che non condivido, rimane da vedere quanta ne aggiunga o ne abbia aggiunta canonical. A mio avviso nessuna.
    Sui discorsi sui massimi sistemi, ti faccio notare che non ho mai menzionato la parola “comunità”. Ed è semplicemente assurdo aspettarsi la libertà da canonical, dato che si stava facendo un uso improprio del termine.
    Sul discorso della nicchia(?) mi pare di aver già detto abbastanza, e ho dato un link a una buona lettura che evidentemente non hai seguito.

  45. [46]

    chè da capire che “le comunità” perchè sono 2, quella dei programmatori che lavorano gratis, e quella di tutti gli utenti (power) che fanno segnalazione bug e richiesta caratteristiche, traduzione eccetera, sono parti essenziali di gnu/linux, visto che fanno tutta quella enorme mole di lavoro che negli o.s. commerciali viene fatta da gente pagata.
    Alienati “le comunità” e i tuoi costi aumenteranno di molto o il tuo soft sarà di qualità inferiore.

  46. [47]

    @seastorm
    No, ho seguito, solo che non condivido, tutto qui. Molte cose sono opinioni, condivisibili o meno, altre sono fatti.
    Per esempio:
    Canonical fa la sua distro, segue correttamente la licenza. Ti può piacere o meno, ma ha creato il suo tavolo da gioco: se ti vuoi sedere giochi con le sue regole (che poi sono quelle della licenza), altrimenti fatti la tua distro o siediti ad altro tavolo (come molti fanno). Tutto questo, bada bene, è implicito nella licenza e nel sistema linux. È un sistema adattivo, se hai ragione tu canonical chiuderà il suo progetto, altrimenti no. Però, continuare a mettere in discussione le regole da gioco chiaramente espresse a quel tavolo mi pare ‘na str…tra! (molto italiana) Oltrettutto seguendo principi “morali” assolutamente personali.

    Sulla qualità…
    Beh, non mischiamo le cose. Il software libero è bello e tutto, ma la qualità del risultato, a parte ambito server ecc è ben lontana da ciò che offre il mondo closed. Il pacchetto adobe è semplicemente non confrontabile. Se si dice il contrario è perché o si mente o non si lavora. Altrettanto per il pacchetto office: solo writer è buono, il resto dimentichiamocelo a livello di lavoro. E posso continuare. Che poi questo vada bene per il 90% delle persone che usa photoshop per correggere gli occhi rossi, sono anche d’accordo, ma la qualità è altra cosa.
    Io sono perché ciascuno riconosca il suo posto: il mondo closed non si faccia piratare e quindi se lo vuoi lo paghi e punto, il mondo open non si paragoni con chi è infinitamente meglio (in molti campi) di lui, distribuendo software semplicemente terribili infarciti di libertà e menate varie.

  47. [48]

    @seastorm
    No, ho seguito, solo che non condivido, tutto qui. Molte cose sono opinioni, condivisibili o meno, altre sono fatti.
    Per esempio:
    Canonical fa la sua distro, segue correttamente la licenza. Ti può piacere o meno, ma ha creato il suo tavolo da gioco: se ti vuoi sedere giochi con le sue regole (che poi sono quelle della licenza), altrimenti fatti la tua distro o siediti ad altro tavolo (come molti fanno). Tutto questo, bada bene, è implicito nella licenza e nel sistema linux. È un sistema adattivo, se hai ragione tu canonical chiuderà il suo progetto, altrimenti no. Però, continuare a mettere in discussione le regole da gioco chiaramente espresse a quel tavolo mi pare ‘na str…ta! (molto italiana) Oltrettutto seguendo principi “morali” assolutamente personali.

    Sulla qualità…
    Beh, non mischiamo le cose. Il software libero è bello e tutto, ma la qualità del risultato, a parte ambito server ecc è ben lontana da ciò che offre il mondo closed. Il pacchetto adobe è semplicemente non confrontabile. Se si dice il contrario è perché o si mente o non si lavora. Altrettanto per il pacchetto office: solo writer è buono, il resto dimentichiamocelo a livello di lavoro. E posso continuare. Che poi questo vada bene per il 90% delle persone che usa photoshop per correggere gli occhi rossi, sono anche d’accordo, ma la qualità è altra cosa.
    Io sono perché ciascuno riconosca il suo posto: il mondo closed non si faccia piratare e quindi se lo vuoi lo paghi e punto, il mondo open non si paragoni con chi è infinitamente meglio (in molti campi) di lui, distribuendo software semplicemente terribili infarciti di libertà e menate varie.

  48. [49]

    Scusate il post multiplo, il server mi ha risposto che non ha pubblicato il commento e invece lo aveva pubblicato. Sarà un apache sicuro… :P (dai scherzo eh)

  49. [50]

    @ugo
    scusa ma non ti seguo. Cosa c’entra il seguire una licenza con il fare un’opera di persuasione di massa che sostiene cose assolutamente opposte alla realtà e che incoraggia a sputare sui progetti degli altri? Cosa ho sostenuto che dovrebbe far chiudere canonical? Perché non dovrei contestare le regole del “tavolo” di canonical quando non mi ci sono mai seduto né mai lo farò? Qual è la relazione logica che dice che siccome il software proprietario è migliore in ambiti professionali specializzati, allora ciò dovrebbe implicare che il software libero è di scarsa qualità? Boh…

  50. [51]

    mah… alternative su base ubuntu ve ne sono, in primis mint.
    mi sembra che vi sia più apertura ad accogliere le esigenze della comunità!

  51. [52]

    “Cosa c’entra il seguire una licenza con il fare un’opera di persuasione di massa che sostiene cose assolutamente opposte alla realtà e che incoraggia a sputare sui progetti degli altri?”

    Questa è una opinione tua, io vedo altre cose nella realtà. Nessuno mi pare sputi, al limite ho letto critiche (spesso condivisibili) e scelte che vanno contro certe “intoccabilità”. Da qui il problema di lesa maestà.

    “Cosa ho sostenuto che dovrebbe far chiudere canonical?”
    No, ho detto chiudere il progetto, non canonical.

    “Perché non dovrei contestare le regole del “tavolo” di canonical quando non mi ci sono mai seduto né mai lo farò?”
    Si possono contestare, siamo in un mondo libero, ma più che pretendere (e non faccio riferimento specifico a quanto tu ha detto) che qualcuno cambi le regole del SUO tavolo, mi parrebbe più logico non sedersi al tavolo o aprirne uno proprio. Invece leggo molto di ciò che, a parere dei super-esperti, canonical dovrebbe fare. Addirittura è la rovina di Linux! Ma per favore… Io vedo che ha fatto un gran lavoro. Nel momento in cui non mi è più andato, sono andato altrove. Tutto qui. E se non ci lavoro più, il problema è di Linux e del software libero, non di canonical.

    “Qual è la relazione logica che dice che siccome il software proprietario è migliore in ambiti professionali specializzati, allora ciò dovrebbe implicare che il software libero è di scarsa qualità?”
    Nessun ambito professionale specializzato, attento. Parliamo di ambito professionale e basta. Usare un foglio excel non è proprio solo della NASA. Purtroppo il software libero non è adatto ad un ambito professionale ove questo richieda un uso affidabile e funzionale del software (al di là di email e browser). Prova ne sia che anche amministrazioni pubbliche hanno fatto retromarcia. Non ha una qualità sufficiente, non ha una produttività sufficiente. Il che non vuol dire che sia cacca, ma solo che ci sono dei limiti intrinsechi. Nel momento in cui potrò usare un CAD libero degno di tal nome, altro esempio, ne riparleremo.
    Non c’è da prendersela, non è una lotta personale, è solo che molto lavoro resta da fare per colmare un gap. Canonical ci prova (maluccio a volte), ma viene regolarmente impallinato da chi gli va bene stare nella sua gabbia dorata, usare la sua riga di comando e perdere un’ora per fare il suo lavoro di tre minuti.
    E comunque, al di là del SO, la grande mancanza di Linux sono gli applicativi! Quelli che ci sono, a parte pochi esempi, sono di bassa qualità e impossibili da usare seriamente.

  52. [53]

    @ ugo
    ti cito:
    il software “libero”, per la sua scarsa qualità (è un dato di fatto)
    ….
    ma non direi proprio. tu citi libreoffice e scribus io ci metto pure blender, gimp e inkscape non mi è mai capitato che non riuscissi a raggiungerci gli obiettivi che mi ero posto forse ci vuoi fare cose senza conoscere il giusto modo di usarli perchè viziato dal software proprietario.
    ti sembra che prodotti come: apache (il web server n1), nginx, eclipse (il miglior ide cross linguaggio esistente), netbeans, grass (che è un prodotto leader nel settore nonostante le costose alternative commerciali), firefox, chrome, filezilla , gcc, ruby, python, llvm…. (potrei continuare un altra ora) ti sembrano software di scarsa qualità?
    Nei prossimi anni oltretutto vedremo sempre più applicativi per la pmi e l’user comune girare nel browser quindi un sistema operativo estremamente personalizzabile come linux avendo a disposizione i migliori browser sulla piazza avrà sempre più piede.

  53. [54]

    Beh, blender è intanto un software proprietario che è stato aperto, poi è eccezionale a parte di riuscire a usarlo, perché l’interfaccia è disumana, il che non è una cosa trascurabile nella valutazione di un software. A parte che quando lo avevo provato era un crash continuo e continua bestemmia per il lavoro perso. Ma diciamo che è buono visto che tutti lo dicono.
    GIMP è ottimo, concordo, una delle cose migliori del software libero per il settore desktop.
    Inkscape anche. OK per browser e e-mail (li avevo citati) cosi come per filezilla. Il resto sono cose strettamente tecniche. L’ambito server non fa di linux un buon so, fa di linux forse il migliore server.
    Io parlo di cose normali, anche solo una stampa di un testo. Mai vista la differenza? Scrivi una pagina, stesso carattere, stesso testo, stessa stampante. Poi scrivila su linux e software libero e stampala. Fai altrettanto su win e mac con i rispettivi pacchetti. E poi dimmi.
    Alcuni software sono buoni, la maggior parte no. È il sistema nel complesso ne ha di strada da fare per diventare realmente e comodamente utilizzabile, a cominciare che se uso 10 programmi non vedo perché debba studiarmi 10 interfacce!
    Però ecco, il software di qualità mi pare giri altrove, a parte qualche esempio di valore che è fenomeno a sé. Ma dal particolare a fare di linux un reale sistema alternativo… ce ne vuole!

  54. [55]

    @ ugo
    se hai tutti questi problemi usa mac o win.
    io quando scrivo una pagina me la stampa come la vedo sullo schermo sinceramente anche quando scarico fonts particolari dal web, quindi boh.
    ho usato staroffice dalla versione 5, poi openoffice e infine libreoffice e mai avuto mezzo problema.

  55. [56]

    @ugo
    Prendo atto che il FUD è “lesa maestà” nei confronti di gente che si crede intoccabile. E che l’autorevolezza degli interessati non conta nulla contro l’autoreferenzialità di Shuttleworth.

    Allora Hoegsberg (“don’t piss on wayland”) e Graesslin (“I have to ask you to keep KWin out of the pro-Mir campaign. I didn’t ask for Mir, I don’t want Mir [...]“) sono dei pazzi con manie di persecuzione. Solo per parlare di pazzi recenti.
    Ma vogliamo veramente stare a riesumare la valanga di FUD su tutto quel che Shuttleworth è riuscito a toccare? Di chi aizza contro chi e per cosa? Spero di no, anche perché provo schifo solo a pensarci.

    Poi sul fatto che canonical sia la rovina di linux non lo credo neanch’io. Per il semplice fatto che questa ha impatto zero sul mondo linux.

    Sul gap in campo professionale, che mi sembra tirato fuori apposta per giustificare atteggiamenti denigratori su progetti vari, ti dico che io stampo benissimo; i fogli di calcolo si fanno bene anche in LO e gnumeric nei rispettivi formati nativi (contributi canonical: zero); gli stessi effetti di flash ce li hai anche su FF con html5 (contributi canonical: zero); e il cad *è* software professionale specializzato.
    Il gap ce l’hai quando vuoi per forza la compatibilità con formati proprietari, altrimenti no. Quando vuoi per forza un flash o un .net o un ms office. Mi dici che canonical prova a colmare questo gap? Esempi, please.

    • [57]

      Non facciamo disinformazione please, che i contributi di canonical su LO siano zero è falso tanto in termini economici e di finanziamenti, quanto in termini di sviluppo dato che ci sono persone pagate per lavorare solo su quello (che poi non usino email @canonical.com o @ubuntu.com e quindi non appaia, non significa niente. I contributi upstream ci sono).

  56. [58]

    si sta realizzando quello che ho sempre pensato su ubuntu….il caro mark di sicuro non fa beneficienza.
    iniziamo una distribuzione con il supporto degli utenti, facciamogli spaccare il culo per farla crescere e maturare e poi…..gli togliamo il giocattolo e la rendiamo commerciale.
    siamo giunti vicino all’ultimo passo della storiella

  57. [59]

    “se hai tutti questi problemi usa mac o win.”

    Infatti, uso entrambi, il problema non sta qui. Sta che la qualità di stampa non è confrontabile, non so perché. Parlo di qualità, di margini, nitidezza, spaziatura, regolarità, quantità d’inchiostro. Certo che con OO la leggi uguale una lettera, ma prova a stamparti una brochurina o cose che richiedono qualità. Io fino a che non l’ho visto non ci credevo. Anche da pdf eh. Questo per dire che non si sta parlando d’utenza di settore, ma di cose comuni, alla base di un SO.

    Onestamente il gap esiste ed è tanto. Il non ammetterlo significa ritenere che l’1% che usa linux esista perché 4 gatti hanno capito tutto e il 99% sono degli utonti, ubonti, fanboy, etc etc. Tutti discorsi che qui leggo a piene pagine. Invece linux è all’1% perché non merita (ancora) di più, perché è difficile, non pienamente funzionale, installare una periferica può essere un calvario, non ha applicativi e quelli che ha non offrono (ancora) qualità sufficiente. Ciò che funziona veramente (firefox, thunderibird, chrome…) ha surclassato il software proprietario. In questo caso sono diventati tutti intelligenti? Siamo onesti, dai.
    Canonical non ha colmato il gap, ma sinceramente qualcosa ha fatto. Io mi ricordo qui di rabbiose prese di posizione quando Shuttleworth parlava di unitarietà di interfaccia: persone che difendevano la “libertà” di fare il programma come gli pareva. Maddai… Tutti a difendere la libertà, ma intanto la pagina viene stampata male, e questo è un fatto.
    Non difendo canonical perché mi piace ciò che fa, anzi, però riconosco che smontare certi argomenti “sacri” sia un passo necessario se si vuole andare avanti. Sempre che realmente lo si voglia, perché davvero c’è chi preferisce la sua nicchia e odia il numero e la gente (se vuoi ti faccio i nomi).

    @Jackladen
    Non preoccuparti, ubuntu non potrà mai essere commerciale. Funziona solo perché è gratuita. Se diventa commerciale chiude entro subito.

  58. [60]

    @SeaStorm
    E a proposito di LibreOffice, registro che in ogni discussione di questo tipo, viene sempre fuori che il grosso punto di debole di LO (Calc) nei confronti di MS Excel sarebbe il non essere in grado di gestire fogli di calcolo con decine se non centinaia di migliaia di righe.
    Non ho problemi ad ammettere questo però l’uso di un foglio di calcolo per decine di migliaia di record è semplicemente una follia perché in questi casi il vero strumento a cui bisognerebbe ricorrere è un database.
    E chi sosteneva l’eccellenza di Excel in questo caso, era poi costretto ad ammettere che il suo utilizzo dipendeva da una scelta imposta dall’alto o da un modus operandi che non si voleva cambiare.
    Una cosa di cui non sento mai parlare e che è molto interessante, invece di tirare in ballo Calc ogni volta, è che LO sia un client CMIS, che lo renderà un front-end per gli ECMS che faranno uso di questo standard, che non è una cosa per niente banale.

  59. [61]

    @ SeaStorm
    in merito al link da te postato per provare come ubuntu non abbia in realtà aumentato granchè la diffusione di linux vorrei far notare che i dati dal 2003 vengono presi dal w3schools che, come afferma lo stesso autore dell’articolo in un commento sotto, “w3schools is basically counting user agents that hit their pages, and there’d be an obvious desktop skew there: people read w3schools as a reference when designing web pages” quindi possiamo affermare secondo me che la diffusione di linux tra i web designers non è aumentata grazie ad ubuntu (e su questo onestamente non ho dubbi).in ambito utente normale del desktop (che non lo usa cioè per creare pagine web ma per lo più per consultarle, sentire musica, giocare, scrivere documenti ecc ecc) e che rappresenta la stragrande maggioranza dei casi di utilizzo del pc, questi dati potrebbero non indicare granchè . non c’è da qualche parte un conteggio degli user agend da siti visitati da masse più rilevanti e rappresentanti meglio la popolazione degli utilizzatori di un pc? onestamente questi dati possono dire tutto e nulla.
    i dati di netmarketshare sono più adatti, purtroppo partono dal 2008…cioè con ubuntu già in circolazione da 4 anni! quindi non il massimo per un confronto prima/dopo.
    mi spiace ma quell’articolo non mi ha convinto…

  60. [62]

    @Jackladen: fork e chi si è visto si è visto come si è sempre fatto?
    il fatto di rendere commerciale ubuntu lo stai affermando tu, non ci sono prove al riguardo e l’unica cosa che è stata richiesta al momento è la donazione volontaria al progetto. di che stai parlando?

  61. [63]

    @ugo
    Sono d’accordo con te, e se ciò che dici non fosse vero non staremmo neanche qui a discutere o a tirar fuori esempi. Spesso si confonde la competitività con le esigenze personali. Le mie esigenze, come quelle degli utenti qui sopra, portano ad essere soddisfatti di Gimp, ma ciò non vuol dire che esso sia all’altezza di Photoshop.

  62. [64]

    “Onestamente il gap esiste ed è tanto. Il non ammetterlo significa ritenere che l’1% che usa linux esista perché 4 gatti hanno capito tutto e il 99% sono degli utonti, ubonti, fanboy, etc etc.”
    Beh, per me non c’è alcuna implicazione diretta tra queste due asserzioni. Se per qualcuno è così, sono affari suoi.

    Comunque, tralasciando il fatto che neanche su windows le interfacce su omogenee, le motivazioni della battaglia di Shuttleworth con queste erano due: prima le difficoltà di far comparire il menu di un’applicazione generica sulla barra di unity; poi il passaggio a qt in quanto si sente perseguitato dagli sviluppatori gtk/gnome. Basta. Nessuna rivoluzione, nessun cambiamento, nessun miglioramento. La rivoluzione è l’ennesima interfaccia in più: unity.

    @paprika
    totalmente daccordo, fogli di calcolo così grandi non hanno senso e lì in realtà anche excel dei limiti. Io li visti provando a fare dei report (senza senso) esportandoci sopra pezzi di db oracle: limiti di riga e di caratteri per cella. Perché i report si devono (sigh!) fare in excel (o come dice il capo “i documenti qui si sono sempre fatti così, perché cambiare?” e poi parte col pippone sui processi di produzione.)
    Poi dico la verità, le funzionalità CMIS non le ho ancora provate, ma se funzionano allora sono 100 punti in più :-D

  63. [65]

    @Marco
    guarda che nessuno ha asserito che gimp sia migliore di photoshop. Semplicemente photoshop, essendo uno strumento per professionisti, possiede delle funzionalità specifiche in più. Il che non significa che gimp faccia schifo.

  64. [66]

    È anche vero però che se la maggior parte degli utenti che “abbondano” usando ad esempio Photoshop o 3D Studio Max (perchè crackare i programmi oggi è troppo facile) piuttosto che Gimp o Blender si ponesse il problema di non installare m*rda sul proprio computer, probabilmente la comunità di questi software liberi sarebbe più grande e ne gioverebbe non poco, visto che se ci pensi uno dei punti più forti dei software diciamo “creativi” sono la quantità di tutorial creati proprio da tanti piccoli appassionati. Gimp avrà a mala pena l’1% dei tutorial che ci sono per Photoshop.

  65. [67]

    @ugo: strano, la stampante di casa mia (una Epson DX4450) collegata al computer di mio fratello (w7 64bit) tramite usb e al mio tramite samba (che si connette al pc di mio fratello su un workgroup) con me funziona benissimo (nonostante usi un ubuntu 12.04 e la stampa la avvii da evince o LO) , con mio fratello stampa una riga si e l’altra ni…può darsi che sia un problema di driver il tuo caso (come la maggior parte dei casi) e non di qualità del software. ma hai provato LO su windows o su distro linux? come hai fatto il confronto?
    “blender è intanto un software proprietario che è stato aperto, poi è eccezionale a parte di riuscire a usarlo, perché l’interfaccia è disumana”
    e no, un software complesso adatto all’uso professionale non ti puoi lamentare se l’interfaccia è disumana, l’interfaccia è progettata per permettere l’utilizzo del programma il più efficacemente possibile (tanto è vero che gli esperti,quelli che ci lavorano, la usano pochissimo, la maggioranza delle volte usano le short keys)non per essere semplice. inoltre il riferimento allo sviluppo iniziale proprietario vorrei far notare che da allora è passato talmente tanto tempo e sono state aggiunte talmente tante features che dubito ci siano più tutte queste somiglianze tra blender di adesso e di allora; quindi il merito della qualità dell’attuale blender è per la stragrande maggioranza della blender foundation non della NAN.
    poi fammi capire, tu dici “GIMP è ottimo, Inkscape anche. OK per browser e e-mail cosi come per filezilla” e prima affermi che il” writer è buono” e poi te ne esci con una frase”il mondo open non si paragoni con chi è infinitamente meglio (in molti campi) di lui, distribuendo software semplicemente terribili” nonostante questo essere peggiore sei riuscito comunque a tirare fuori una lista non indifferente di software che funziona benissimo (quindi non così terribile) e che spesso non si riescono a sfruttare per fare i lavori “professionali” solo per questioni di abitudine più che per reali mancanze del software.
    quale sarebbe il software che così tanto fa cagare a confronto delle controparti proprietarie (a parte i soliti excel powerpoint e cad)?
    in oltre perchè non hai aggiunto anche che questi software cosi infinitamente migliori vengono venduti a costi spesso spropositati mentre progetti come gimp riescono a raggiungere i livelli attuali con 2,5 programmatori e le donazioni degli utenti? diciamo pure che è il software proprietario che, nonostante il suo costo e le risorse profuse, fa cagare! ok che il fatto di essere gratis non autorizza i programmatori ad accontentarsi di sviluppare mediocremente, ma che questi programmi facciano cagare è un termine che non sta né in cielo né in terra ed è lontanissimo dalla realtà.
    per quanto riguarda la tua frase “linux è all’1% perché non merita di più” vorrei portare il mio caso: usavo windows e con questo ci facevo le cose che ci fa la maggior parte degli utenti windows: navigavo, ascoltavo musica, ci scrivevo, ci facevo i fogli di calcolo, ci guardavo film….
    ad un certo punto mi accorgo di linux (la mia prima opensuse) e ho cominciato ad utilizzarlo per navigare, ascoltare musica, scrivere, fare i fogli di calcolo, guardare film… sono passato dall’essere tra il 99% al 1% senza rinunciare a nulla e trovandomi particolarmente meglio (meno problemi, non dovevo più curarmi di virus, deframmentazioni o cercare i programmi online ecc ecc per la facilità di utilizzo ho più problemi ad usare il windows di mio fratello, quindi è tutta una questione di abitudine) diciamo la verità: quel 99% per una parte non indifferente non usa altro o perchè non conosce altro, o perchè ha paura del cambiamento o perchè ha un idea distorta di ciò che c’è in giro (ancora c’è gente che crede che su linux si faccia tutto tramite linea di comando),o per abitudine, o perchè non gli interessa è tra un prodotto di “marca” “rubato” ed uno gratis preferisce il primo (tanto così fan tutti…meglio omologarsi)
    per la pubblica amministrazione non parliamone: intanto sono molte quelle che stanno passando da software proprietario all’open inoltre già da tempo il problema più grave sono i formati dei documenti e non l’editor utilizzato in se. senza parlare del personale quasi del tutto analfabeta dal punto di vista informatico (sopratutto i più anziani) e che entra nel panico se si trovano un simbolo con una volpe infuocata la dove prima c’era una E azzurra o se il foglio di calcono ad un certo punto non si chiama più excel ma calc!

  66. [68]

    @ Aury88
    strano, la stampante di casa mia (una Epson DX4450) collegata al computer di mio fratello (w7 64bit) tramite usb e al mio tramite samba (che si connette al pc di mio fratello su un workgroup) con me funziona benissimo”
    Ma LOL, così stampi con driver windows! :D
    Collegati direttamente via USB e stampa una pagina con LO o altro da linux, fai lo stesso dal PC di tuo fratello con una pagina da word, poi dimmi. Prova caratteri piccoli e leggeri, helvetica neue 35 o 45 da 7/8 punti.

    Dai mi fermo, solo faccio notare che asserire che il 99% degli utenti è stupido o ignorante o sprovveduto o pigro è pura arroganza. Mediamente detta da chi non usa il PC per lavoro, dove una interoperabilità di un solo foglio excel è fondamentale!
    Che a casa molti possano passare a linux sono d’accordo. Certo, fino a quando cercheranno di videochiamare con skype e la telecamera nuova presa al supermercato e guarda caso non funzionerà! Chiameranno il sottoscritto che dopo una bella ricerca su google gli dirà che non è ancora supportata dal kernel. Magari tra qualche mese… E loro: eehhhh??? Eh si, sono proprio degli utonti! :D

  67. [69]

    @ugo
    e se invece compri su ebay uno scanner di qualche anno fa magari hai il problema inverso che non hai modo di farlo girare su windows vista,7,8 e su linux lo colleghi e va alla prima.
    Prima di comprare hardware devi controllare che esista la compatibilità con il tuo sistema operativo a prescindere da quale usi.
    Io non ho problemi di stampa, forse hai solo sbagliato i driver, o hai comprato una stampante senza accertarti che fosse compatibile al 100%, io dal menù di stampa della mia samsung vedo tutte le opzioni, la qualità, i settaggi pagina etc, e non vedo perdita di qualità ha stampare anche con font molto piccoli, quindi magari è solo un tuo problema.
    Oltretutto il sistema di stampa cups viene usato da osx e mi risulta che chi fa stampa di professione usi i mac quindi non vedo proprio possibile quello che dici.
    Non puoi dire che gimp è lacunoso rispetto a photoshop o non è un software di qualità, puoi dire che è un software diverso da photoshop, il problema è proprio l’impunità della pirateria è proprio uno dei mali che frena la diffusione di linux, ti ricordo che craccare il software equivale a rubare e tutti gli utenti di software proprietario craccato stanno commettendo un furto e se ci fossero pene veramente dure verso questo tipo di reato la percentuale di utenti del software libero sarebbe molto più alta.

  68. [70]

    Boh, sarà come dici, io ho riscontrato differenze di stampa sostanziali, con stampanti hp (più d’una) compatibili al 100%, usando i driver del sistema o installando anche hplip. Su win andava bene e passato a mac è impressionante. Si parla di carta buona e stampa o di default o alta qualità, testo e anche foto. Sarà stato un mio problema, anche se ne dubito, ma non ho più modo di verificare, purtroppo.
    Comunque mai criticato GIMP (leggi sopra) che uso ancora e totalmente d’accordo sul software a pagamento. Ma non è con le pene che si risolve, quanto a non volersi far piratare. La pirateria fa anche un gran comodo alle case.
    Ma non è per questo che linux è all’1%…

  69. [71]

    “Oltretutto il sistema di stampa cups viene usato da osx e mi risulta che chi fa stampa di professione usi i mac quindi non vedo proprio possibile quello che dici.”
    .
    certo come se chi fa “stampa di professione” poi stampa con le inkjet e il mac …
    Ma LOL

  70. [72]

    Va bene ragazzi, io chiudo qui, mi pare di capire che la discussione si è spostata su altro.

  71. [73]

    Come al solito trollperion dimostra di non aver capito una cippa…
    Chiudo anche io.

  72. [74]

    Idem con patate.

  73. [75]

    @ugo
    a parte che l’1% è troppo poco secondo le statistiche del w3schools qua riportate:
    http://www.w3schools.com/browsers/browsers_os.asp
    siamo quasi al 5% e il mac appena al doppi, se conti quanto spende apple in pubblicità e quanto invece che vuole linux se lo vada a cercare direi che è un grande vittoria, specialmente considerando anche gli accordi criminali di miscrosoft con gli oem e che se vuoi una macchina con linux al 99% ti tocca beccarti un pc con licenza oem di windows.
    Anche riuscire ad arrivare a “solo” al 5% con queste premesse sarebbe una grande conquista.
    Non ho dato tutta la colpa al software pirata, ma di certo l’impunità della pirateria è una causa, gli accordi criminali con gli oem sono un’altra grande causa, non certo la difficoltà d’uso, non mi puoi dire che gnome o kde siano più difficili da usare di windows o mac, al massimo potrà essere più difficile installarlo linux, ma molti non sarebbero nemmeno in grado di installare windows.

  74. [76]

    @ugo se vogliamo discutere discutiamo, ma non alterare quello che dico: ho detto che una parte non indifferente di quel 99% lo fa per le ragioni che ho elencato. quindi non è da parte mia che c’è stata arroganza
    per la parte driver windows: perchè?… windows quando stampa non usa i propri driver? come mai io con linux usando i driver windows stampa benissimo mentre windows usando i propri driver stampa malissimo?questo a prescindere dal programma usato visto che anche le stampe avviate dall’acrobat reader su windows 7 fanno schifo. come vedi non sempre è una questione di software proprietario/opensource.
    ps: ho collegato la stampante tramite usb al mio portatile continuo a stampare ancora molto meglio di mio fratello :)

  75. [77]

    Comunque per chi volesse continuare ad usare Ubuntu (i gusti son gusti) senza le “pupazzate soft” canonical, ma solo con le “urende patch”:
    http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&px=MTMyMzg
    Ubuntu GNOME Is Now An Official Ubuntu Flavor, quindi la pessima gnome-ashella e il nuovo gnome3 “non ti faccio più toccare nulla” è tutto vostro …

  76. [78]

    “Our first release for 12.10 showed that there was a strong demand for a great GNOME experience on Ubuntu and we are now working towards our second release based on Ubuntu 13.04.”
    Come dire le novità canonical son piaciute un sacco…
    Certo che da unity a shell è come dalla padella alla brace, a piacere quale è la padella a quale la brace …

  77. [79]

    telpe’ me cominci a fa’ pena

  78. [80]

    Now, says DeRose, open-source software like Blender can do almost everything Pixar’s software can do. Last summer, Pixar even open-sourced its subdivision surface code library. “We had a competitive advantage for ten years,” DeRose says, “but now we get more value by letting everyone contribute.”

    http://www.blendernation.com/2013/03/08/pixar-on-blender-and-the-importance-of-open-source/#utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Blendernation+%28BlenderNation%29

  79. [81]

    Nooooooooooooooooo, 74 commenti e io arrivo alla fine della festa???
    Che peccato… Ce ne sarebbero state di cose da dire. :(

  80. [82]

    maaaa telpirlon …….. non ti vergogni ? non ce l ‘ hai un briciolo di dignita ‘ ?

  81. [83]

    @danielsan. Belle parole e speriamo venga mantenuto l’impegno… ma il tizio usa un mac :)

  82. [84]

    @Michele
    chiediti perché… ;-)

  83. [85]

    Avrà installato Fedora?

  84. [86]

    no, ha sognato shuttleworth in perizoma.

  85. [87]

    @ Michele

    Era solo per sottolineare che ci sono programmi opensource apprezzati anche dagli sviluppatori di software più blasonati.

    E poi Blender è multipiattaforma senza considerare che probabilmente le renderfarm dove Pixar renderizza saranno sicuramente basate su Linux.

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