Google Chrome OS: il sistema operativo open source di Google
di Matteo Campofiorito - Mercoledì 8 Luglio 2009 alle 09:54
Se ne è sempre parlato come di un rumor, ma finalmente Google ha tolto il velo dal suo sistema operativo: Google Chrome OS. Si tratta di un sistema che rappresenta una naturale estensione di Chrome, grazie alla sua propensione al Web. L’obiettivo iniziale è di realizzare un OS che funzioni al meglio sui netbook, quindi estremamente leggero e veloce.
Ma il Google Chrome Operating System sarà solo inizialmente un privilegio dei netbook, per espandersi velocemente anche ai “normali” PC. Le architetture su cui Chrome OS funzionerà sono x86 e ARM.
Stando a quanto dichiarato da Google, il sistema equipaggerà molti dei netbook che usciranno sul mercato nel 2010. In questo senso, BiG ha già preso accordi con molti dei produttori OEM.
Il bello di Google Chrome OS è che sarà interamente open source e basato sul kernel Linux. Come windowing system, Google ha in lavorazione un nuovo sistema che assicurerà velocità e performance. Inoltre il tutto sarà Web based: le applicazioni che gireranno all’interno del sistema saranno tutte Web application.
Questo significa che gli sviluppatori non dovranno imparare nuovi linguaggi per realizzare delle applicazioni funzionanti su Google Chrome OS. Inoltre, tutti i programmi non gireranno soltanto su Chrome OS ma potranno funzionare anche come applicazioni “stand-alone”, eseguibili con qualsiasi browser Web su Windows, Mac e Linux.
Per ora, non sono stati indicati repository che permettano di scaricare delle versioni preliminare del Google OS, ma il team di Google assicura che entro il 2009 il codice sorgente sarà rilasciato e la comunità open source potrà contribuire al progetto.
Inoltre, Google assicura che il sistema non andrà in conflitto con Android, si tratta infatti di due sistemi operativi pensati per differenti utilizzi. Android continuerà ad equipaggiare smartphone e cellulari di ultima generazione, mentre Google Chrome OS sarà dedicato agli utenti che vogliano un sistema operativo veloce, stabile e sicuro che in pochi secondi permetta di utilizzare i servizi Web.

Però il fatto che Android giri anche su x86 sui netbook e questo Google Chrome OS giri anche su ARM, mi fa pensare che non siano poi così distanti…
di rizlox - 08 Luglio 2009 - 11:22
Non è che mi esalti l’idea che siano tutte Web Application… vuoi mettere un’applicazione Win32 contro una Web Application in quanto a potenzialità dell’interfaccia?! non c’è paragone…
Il codice sarà open source… ma con quale licenza?? GPL (o derivate) dappertutto o verranno fatte delle distinzioni? staremo a vedere…
di druido77 - 08 Luglio 2009 - 11:36
@Druido
Penso che Google abbia dimostrato abbondantemente con Gmail, un pò meno con Document che le web application possono essere molto flessibili e complete nonchè avere funzionalità equiparabili a quelle di applicazioni desktop. Gmail è spettacolare e dall’introduzione del drag&drop è diventato talmente usabile da non far sentire la mancanza di thunderbird (Ovviamente il mio account è farcito di addon dei labs in modo consistente). Document non supporta tutte le funzioni di OOo o di Office 2007 ma, nel caso tu abbia installato windows e Office 2007 e abbia un account google ti consiglio di provare Offisync ( http://www.offisync.com/ ) o almeno di guardare il filmato in homepage. E’ un tootl che permette l’integrazione tra Office 2007 e Document… certo, la conversione non è compatibile con tutto ma io ormai mi sono abituato e salvo tutto online… e ciò mi ha salvato ultimamente da un format che ho dovuto fare a causa di un’infezione virale… ovviamente la mia bella partizione con Linux Mint 7 è sempre funzionante
di Diego - 08 Luglio 2009 - 11:49
Solo webapps? Ok che con google gears sarebbero in tutto e per tutto applicazioni desktop, ma lo vedo abbastanza limitante per un desktop domestico.
di stefano - 08 Luglio 2009 - 13:05
Immaginate un programma di codifica video che gira su una web application? Che faccio? prima l’upload del video originale (devo fare attenzione al video che sto caricando), poi c’è l’elaborazione remota (e questo mi starebbe anche bene per evitare di far lavorare il PC) e infine c’è poi il downlaod del video prodotto…mah! Non saprei!
di Gianpiero - 08 Luglio 2009 - 15:32
Non è questo sinceramente che mi preoccupa di più. Pensateci: Google è un colosso della tecnologia che da motore di ricerca, con la sua fresca filosofia e le sue innovazioni, ha fatto moltissima strada e bei soldoni grazie ai suoi servizi online. Naturalmente si è configurato sempre di più come una “grande potenza” e inevitabilmente si è trovata a scontrarsi con quello che per tanti anni è stato il colosso dell’informatica: casa Microsoft. Quest’ultima non poteva tollerare di restare esclusa dai servizi web (si vedano i suoi ultimi tentativi, Bing, Social Network, cloud computing), Google invece da un lato si vede spazio rubato dal re degli OS, dall’altro teme per il suo predominio sul web. E cosa ha insegnato in tanti anni MS? Che sull’utenza media, distratta e pigra, vince chi offre il pacchetto già pronto, quindi per spadroneggiare sul web Google ha bisogno di offrire i suoi servizi anche all’utente meno accorto, come tanti anni fa è stato fatto da IE per battere Netscape. Questo scontro è naturale e prevedibile: sono due colossi monopolisti, che divorano quando possono qualsiasi forma di libera concorrenza. E da un po’ di tempo era facile capire che lo scontro finale sarebbe arrivato: quelle che abbiamo considerato guerre (il tentativo di MS di acquistare Yahoo!, l’ingresso di Chrome nella browser war) altro non erano che l’avvisaglia di quest’ultima mossa da parte di Google. Fin qui tutto normale: è il mercato, così va il mondo. Quel che mi preoccupa è come tanti utenti, convinti sostenitori dell’open source e della libertà informatica, si siano tanto facilmente fatti entusiasmare da Google. Certo, ha il fascino del nuovo, coronato da quest’aria da gigante buono così attento all’open source, ma a ben vedere sembra più una strategia di immagine che altro, e un colosso, un gigante, non può essere buono, perché schiaccia tutto ciò che ha intorno. Per me la funzionalità di un SO web-based viene dopo: il primo nodo è la correttezza, la privacy, la sicurezza, l’attenzione a che un’azienda non fagogiti le altre e la concorrenza. Google non mi sembra ne sia l’alfiere, chiediamoci magari invece tutte quelle web apps quanto accesso hanno ai nostri dati, pensiamo alle polemiche su Gmail, a quelle sul contratto d’uso di Google Docs, al tracking che Google fa sul traffico web, ai cookies, a Chrome che è uno spyware ambulante. E’ questo, la sicurezza degli utenti e i rischi di un nuovo monopolio, che mi fanno paura. Ogni tanto noi sostenitori del software libero ripensiamo anche a quello che Stallman dice delle webapps, rIcordiamoci di “The dark side of Google”. E a voi, amanti della libertà e dell’open source, chiedo di pensarci un po’ su.
di David - 08 Luglio 2009 - 16:18
Non c’è molto monopolio nel free software. Se lo vuoi usare usalo, se non lo vuoi usare ci sono sempre Xandros e le altre menate. Ricorda che su un eeePc si possono installare anche le distribuzioni Linux o Windows XP.
Inoltre non ha senso installare Google Chrome OS su un Core i7 con 8GB di RAM, non è nato per questo, non sfrutterebbe delle macchine così vaste. GCOS è ottimizzato per netbook e palmari. Il pregio che ha è che è free software, come Android.
di Walter - 08 Luglio 2009 - 20:24
Concordo con David…
Google è da sempre un motore di ricerca importantissimo che ha più volte messo a disposizione di tutti Ottimi strumenti Web-based…
Ma ha sempre avuto un cavillo: La Privacy
Infatti ogni volta che scegliamo di usare i servizi di BigG Accettiamo un contratto: In questo contratto (al punto 9 mi sembra)accettiamo che i nostri dati possano essere distribuiti, regalati, modificati o cancellati in qualsiasi momento da Google…
Pensiamo addirittura ad un OS su cui ci basiamo per lavorare… sarebbe come se una specie di hacker ci controllasse ogni giorno su cio che facciamo sul pc (login, password, carte di credito…)
La faccenda puzza un po’, io starei a vedere se tutto ciò sarà sicuro per la nostra privacy…
di lippol - 09 Luglio 2009 - 07:59
La diffusione di (parti di) software libero è SEMPRE una buona notizia, MA:
- quanti Sistemi Operativi è in grado di supportare la comunità, anche con l’aiuto di bigG?
- quanto tempo passerà prima che i principii del software libero entrino in conflitto con le politiche di Google? Date un’occhiata a quello che (non) sta succedendo con il rilascio di Google Gears per Firefox 3.5!
- quanto un sistema web-based è utilizzabile in nazioni come la nostra, afflitte da un pauroso digital-divide?
di Carlo Vaccari - 09 Luglio 2009 - 08:14
Come sempre in questi casi, l’idea è buona.Vediamo cosa succede.
Vale per la Google per le cose che sta tirando fuori come per la Microsoft che si è decisa, finalmente, a fare cose à la Bing.
Vale per la casata Mozzilla (spero di averlo scritto giusto) con i suoi Labs (anche quelli di Google, naturalmente) o per Opera cone le sue poroposte.
Infine vale pure per chiunque ha da proporre qualcosa di novo e di valido.
di Ratamusa - 09 Luglio 2009 - 08:53
L’idea è buona, anche se un po’ vecchia, ad occhio e croce è un idea del 1984 : http://it.wikipedia.org/wiki/1.....984_(romanzo)
Ovviamente sono sarcastico, sono più contro che i pro, e non ne vedo il motivo, e non ditemi per avere i documenti a portata di mano da qualunque computer, e se si sputtana la connessione ad internet il computer diventa fermacarte? (magari non del tutto, ma l’idea è quella, ammesso che di cloud-computing si tratti)
Inoltre è una bella pugnalata al nostro amato GNU/Linux, il kernel verrà USATO (OK, è lecito) e tutto il resto cestinato, e ovviamente NON sarà una distribuzione GNU/Linux ma “il sistema operativo di Google”.
Queste sono le mie previsioni non troppo rosee, ma a predirre si sbaglia (speriamo!).
di Aldo "xoen" Giambelluca - 09 Luglio 2009 - 21:05
IMHO vedo due problemi:
1 - la connettività ad Internet non è ancora così universalmente raggiungibile e quindi, senza applicazioni installabili, il device risulterebbe inutilizzabile fuori rete;
2 - rispetto ad Android che gira sugli smart-phone ed quindi in un contesto nel quale gli utenti sono meno legati a schemi, questo OS dovrebbe girare su un netbook e l’impatto culturale sarà più sconcertante: forse molti vorranno tornare alla vecchia ciofeca di windows :)
di gabriele - 10 Luglio 2009 - 23:53