Siccome sto per comprare un portatile per varie necessità personali, mi sono interessato al fatto di poterlo acquistare detraendo gli onerosi, tanti e inutili, soldi della licenza Windows. Purtroppo i rivenditori che vendono portatili “vergini” sono pochi ma… c’è un ma.
La licenza di Windows recita infatti così:
By using the software, you accept these terms. If you do not accept them, do not use the software. Instead, return it to the retailer for a refund or credit. If you cannot obtain a refund there, contact Microsoft or the Microsoft affiliate serving your country for information about Microsoft’s refund policies.
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Se da un lato Richard Stallman rappresenta la filosofia del movimento opensource, Eric Raymond, con la sua capacità di riuscire a stupire e le peculiarità del suo carattere, rappresenta la faccia più controversa e discussa del mondo opensource.
Eric Raymond è, tra le altre cose, l’autore de La Cattedrale e il Bazaar, testo che analizza, da un punto di vista personale, la modalità di sviluppo opensource, attuale maintainer del Jargon file, autore di porzioni di fetchmail, Ncurses e Emacs.
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Richard Stallman, durante gli anni dell’Università lavora nel laboratorio di intelligenza artificiale del MIT, focalizzando la sua attenzione sullo sviluppo di sistemi operativi.
Risale a questo periodo lo sviluppo di Emacs, il noto editor di testi.
Nel 1983 Stallman inizia a lavorare al progetto GNU, con lo scopo di creare un sistema operativo completamente opensource. Abbandona definitivamente il MIT nel gennaio del 1984, in polemica con la piega che stavano prendendo i rapporti tra sviluppatori, condizionati dalla nuova (per allora) “moda” di non condividere più i sorgenti dei propri programmi. Ha elaborato, in conseguenza di questo, il Manifesto GNU e fondato, nel 1985, la Free Software Foundation. Nel 1989 ha sviluppato il concetto di copyleft.
Questa in breve la biografia di uno dei personaggi più rappresentativi del mondo opensource, colui senza il quale, probabilmente, ad oggi il concetto di opensource non esisterebbe neppure. La particolarità del personaggio ha certamente contribuito al diffondersi delle sue idee, che sono diventate appannaggio di migliaia di sviluppatori che, in tutto il mondo, rilasciano i propri programmi sotto licenze che si ispirano ai concetti elaborati da R.Stallman.
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I programmatori tendono a dividersi in due categorie: chi si accontenta di un semplice editor CLI oppure chi cerca ambienti di sviluppo completi, che permettano di gestire progetti complessi in maniera facile e veloce.
Per questi ultimi, sicuramente una buona scelta potrebbe essere Eclipse, un IDE opensource, sviluppato in Java (e so che molti storceranno il naso, me compreso), che ha il grande pregio, però, di avere una struttura a plugin che gli permettono di supportare un gran numero tra i più diffusi linguaggi di programmazione.
Eclipse standard, infatti, è un completo IDE per Java (JDT, “Java Development Tools”) ma si trasforma rapidamente, ad esempio, in un ambiente di sviluppo per il linguaggio C e C++ (CDT, “C/C++ Development Tools”), PHP, Cobol e arriva anche a mettere a disposizione tool per la progettazione di una GUI per una applicazione JAVA (Eclipse VE, “Visual Editor”), rendendosi di fatto un ambiente RAD.
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Circa un anno fa si era parlato di introdurre nel kernel Linux un’interfaccia per poter creare dei driver che girassero in userspace. La relativa patch è finalmente arrivata anche nel ramo ufficiale del kernel e potrà essere utilizzata dalla versione 2.6.23, che già di novità ne ha tante.
Riguardo i driver Linux, il problema (se di problema si tratta) riguarda la necessità di scrivere codice che si vada ad interfacciare direttamente con il kernel, e da qui la necessità di far girare i moduli dei driver in kernel space. Linux è un kernel monolitico: un kernel monolitico integra tutti (o quasi) i suoi moduli nel cuore centrale del sistema (il kernel, appunto), mentre un Microkernel delega la maggior parte dei compiti a moduli che girano come fossero dei normali programmi. Linux, che dell’evoluzione ha fatto un’arte, seppure conservando un’anima monolitica ha numerosi componenti che girano in userspace (cioè come un normale processo utente) e l’introduzione di driver in userspace questo numero è destinato ad aumentare.
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Emulare una qualsiasi distribuzione Linux su Windows è possibile. Vediamo un esempio virtualizzando Linux su Windows XP.
La distribuzione linux che utilizziamo sarà Ubuntu 7.04 per comodità ma vediamo come creare un ambiente nel quale possiamo inserire anche più distribuzioni in base alle nostre esigenze.
Per fare ciò utilizziamo dei software e dei siti, solo per comodità, che andremo a vedere. Naturalmente questi non sono unici nel loro genere, quindi se ne conoscete altri che fanno la stessa cosa poco male.
Iniziamo dal player di virtual machine, utilizziamo VMwarePlayer, che si può scaricare da vmware.com, la versione sarà la 2.0.
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Sto provando Compiz Fusion sulla mia Ubuntu, visto che ci sono già i pacchetti compilati forniti dal nostro attivissimo Trevino. Potrei anche finire qua il post e lasciare ogni commento all’immagine di fianco
.
Fino all’ultimo ho sperato che il plugin che permetteva di scrivere col fuoco sul desktop fosse solo uno scherzo, purtroppo non lo era.
Rispetto a Beryl sembra molto più stabile (grazie Compiz), però al momento i plugin non sono così efficaci come sul berillo (ad esempio quello che brucia le finestre quando si riducono a icona, indispensabile
) e per ora Compiz Fusion carica non poco il nostro povero sistema quando riproduce certi effetti. È comunque ancora una versione di sviluppo.
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Giocare con Linux è, ingiustamente, considerata una cosa complessa da fare e un’occasione per sfatare questa idea la offre l’ultimo Dvd sfornato da SuperGamer.
SuperGamer-VL è un DVD live basato su VectorLinux (distribuzione che è sviluppata su Slackware) con Xfce4 come desktop che, oltre ad avere tutte le normali applicazioni necessarie ad un sistema completo, ha una serie di giochi installati che comprendono, oltre a quelli opensource, alcune demo di giochi commerciali.
Ottima la scelta “VectorLinux – Xfce4″ che assicura un estrema leggerezza alla live per garantire il massimo delle risorse ai giochi e ottimo anche il lavoro fatto dagli sviluppatori che hanno ottimizzato il tutto per garantirci, in poco più di un minuto, una “live” perfettamente funzionante con driver proprietari installati pronta per farci navigare, scrivere, masterizzare, etc o solo per farci giocare, in maniera estremamente fluida, con i giochi preinstallati.
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