Archivio di Agosto 2009

Rilasciata Slackware 13.0

Slackware

Sarà stata una estate lunga e faticosa per Patrick Volkerding e i suoi, ma ne è valsa la pena. Slackware 13.0 è stata rilasciata in questi ultimi giorni di agosto, carica di tantissime novità.

Da dove partire? Le note di rilascio pubblicate sul sito ufficiale sono davvero lunghe e ricche di novità.

Slackware 13.0 è la prima release ufficiale a supportare le architetture a 64-bit. Oltre all’usuale ISO per i sistemi a 32-bit è possibile scaricare quella per le architetture x86_64.

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Come abilitare preload su Ubuntu 9.04

Moduli di memoria RAM

Preload è un servizio, un demone Linux per intenderci, che si occupa di pre-caricare in memoria i file degli applicativi che vengono eseguiti più di frequente, comprese eventuali librerie e dipendenze. In questo modo l’avvio dell’applicativo da parte dell’utente risulterà più veloce in quanto tutti i dati saranno già disponibili in memoria.

Per capire come funziona preload bisogna leggere il file “preload/doc/proposal.txt” che si trova nell’albero dei sorgenti (scaricabili dalla pagina del progetto ospitata su SourceForge).

Si comprende che il demone, eseguito all’avvio del sistema grazie ad uno script SysV (System V), è composto principalmente da tre componenti: profeta, database, e modulo di readahead.

Il “profeta” (file prophet.c, spy.c, state.c e proc.c) ha il compito di capire quali saranno i file da pre-caricare in memoria. Utilizzando alcune euristiche basate sull’osservazione dei processi in esecuzione esso costruiste il “database” delle applicazioni e degli stati di esecuzioni. Una volta capita quale sarà l’applicazione che con molta probabilità sta per eseguita il profeta incarica il modulo di “readehead” (file readehead.c) di effettuare la lettura anticipata dei file.

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FOSS-Inside: come sviluppare applicativi per Moblin

Questo post vi guiderà nell’installazione dell’immagine di sviluppo per Moblin. Vi proponiamo la versione di ambiente basato su VMware in quanto accessibile a tutti, anche a chi non ha un sistema Intel Atom. La guida è molto introduttiva e vi aiuterà nei primi passi. Il resto, la fantasia, il talento dovrete mettercelo voi.

Ambiente di sviluppo. Per chi di voi lavora su un sistema embedded non troverà strano il fatto che lo sviluppo di un applicativo per Moblin non può avvenire solo e direttamente usando il proprio PC. Moblin comprende un insieme di librerie e tool che non potrebbero essere presenti sul vostro PC, e nel caso lo siano non è detto che abbiano la stessa versione.

Facciamo un esempio pratico, quello forse più semplice e scontato. Tutti gli applicativi usano la libreria C e questo vuol dire che linkano le librerie dinamiche localizzate sotto /lib; ad esempio, nel caso di Ubuntu 9.04 la versione di libreria C installata è la 2.9 (file /lib/libc-2.9.so). Ora anche Moblin ha a bordo la libreria C, ma questa potrebbe essere quasi sicuramente una versione diversa da quella che avete sul vostro PC. Se compilate un applicativo sul vostro PC non è detto che questo esegua su Moblin e che funzioni allo stesso modo. Perché? Le cause possono essere molteplici e vanno da errori di linking, ad errori dovuti a funzioni deprecate o con diversa interfaccia (tipo del valore di ritorno, ed elenco dei parametri), o addirittura a problemi dovuti a bug o diversi comportamenti del codice.

Morale della favola? Avere un buon ambiente di sviluppo è la prima cosa che bisogna fare.

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FOSS-Inside: Cosa ci riserva Gnome 3.0?

Gnome 3.0

Gnome 3.0! Di tanto in tanto se ne parla, se ne discute si da qualche anticipazione. Tutti ad aspettare che gli avanzamenti si facciano sempre più evidenti di release in release. Anche Mark Shuttleworth il patron di Canonical ne ha parlato di recente, e questo significa che il cerchio si sta chiudendo, lentamente, molto lentamente, ma si sta chiudendo. Quando bisognerà attendere? Secondo le pianificazioni più o meno ufficiose si potrebbe avere Gnome 3.0 per la primavera 2010, ma certezza non v’è.

Gnome 3.0 alla maniera di Gnome. Da dove si inizia? Difficile orientarsi. Di Gnome 3.0 se ne parla più o meno apertamente fin dalla GNOME User and Developer European Conference (GUADEC) 2008 tenutasi a metà luglio di un anno fa, ma fino ad ora grandi annunci o dimostrazioni non ve ne sono state.

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Approx: velocizzare gli aggiornamenti di Debian/Ubuntu con una cache APT

Debian logo

Il sistema di installazione/aggiornamento utilizzato da molte distribuzioni è indubbiamente una tecnologia utile: permette di risparmiare tempo nella ricerca delle versioni più aggiornate dei nostri pacchetti e si occupa di fare il lavoro sporco per noi.

Se però con gli eseguibili di Windows risulta più facile fare la copia di un software ed effettuarne l’installazione su un altro PC senza ripetere il download, con Linux il discorso si fa un po’ più complesso: quasi ogni package manager ha un sistema di cache ma condividerla tra più PC può essere un’operazione non banale.

Per gli utilizzatori di Debian/Ubuntu, fortunatamente, c’è una soluzione molto semplice: Approx.

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FOSS-Inside: Kernel Mode Settings e oltre

Architettura grafica DRI

In questo post si cercherà di approfondire il Kernel Mode Setting di Linux. Negli ultimi mesi si è sempre più parlato di questa funzionalità e delle potenzialità che essa offre. Sembra doveroso, quindi, approfondire l’argomento e capire cosa è realmente il mode-setting.

Cosa è il Kernel Mode Setting. “Il Kernel Mode Setting è una funzionalità che consente di impostare la risoluzione dello schermo e la profondità del colore (il numero di bit utilizzati per rappresentare un singolo pixel grafico), così come altri parametri che hanno a che fare con l’inizializzazione della parte grafica.” Implementare il KMS nel Kernel Linux significa configurare all’avvio della macchina la scheda grafica secondo le impostazioni indicate dai parametri di boot.

Sebbene il KMS sia concettualmente immediato da capire esso nella pratica richiede una riorganizzazione non banale dei moduli e del codice. Basti pensare al fatto che lo stack grafico Linux/FOSS utilizzato per anni è frammentato su più livelli, e non tutti interni al kernel: vga driver (kernel), framebuffer driver (kernel), DRM driver (kernel), X drivers (userspace), DRI e DDX driver (userspace), e altre librerie di gestione (userspace). Il Kernel Mode Setting implica lo spostare funzionalità dal layer userspace dell’X Server in quello interno al Kernel Linux.

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Installare KDE 4.3 su Ubuntu 9.04

KDE 4.3 Screenshot

KDE 4.3 era appena stato rilasciato che già circolavano i primi post su come installarlo su Ubuntu 9.04 Jaunty. Ubuntu 9.04 e KDE 4.3 una combinazione esplosiva che porta il Desktop ad un livello di utilizzo davvero all’avanguardia.

Non che Gnome, il desktop environment di default di Ubuntu, sia così cattivo, anzi ha i suoi punti di forza. E proprio in attesa di Gnome 3.0, promesso di recente anche da Mark Shuttleworth, si può usare Ubuntu 9.04 con KDE 4.3.

Ecco come installare con tre semplici passi KDE 4.3 su Ubuntu 9.04:

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Trasformare Firefox 3 e 3.5 in Firefox 3.7

Firefox 3.7 Mockup

I mockup del futuro Firefox 3.7 hanno suscitato pareri non unanimi. Certamente la tendenza attuale delle interfacce dei browser è quella di ridurre gli elementi presenti, soprattutto le barre dei menu, quelle dei segnalibri, e tutte quelle diverse dalla barra di navigazione. L’idea di un browser che assomiglia sempre di più ad un Desktop fa gola a tutti.

Per gli impazienti, per gli amanti delle sperimentazioni, per chi vuole provare un Firefox con una interfaccia utente diversa, è già possibile fin da oggi simulare i mockup presentati dalla Mozilla Foundation. La procedura, però, è applicabile solo alla versione Windows, sugli altri sistemi operativi il risultato è parziale. Le versioni interessate sono la 3.0.x e la 3.5.

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Rilasciato KDE 4.3.0

KDE Logo

È arrivato KDE 4.3.0 dopo circa sette mesi dal rilascio dell’ultima versione 4.2.0. Il nome in codice scelto è Caizen e segue quello “The Answer” usato per la precedente versione. KDE 4.2.0 è stato inteso come il rilascio che doveva porre fine alle tante polemiche nate nel corso del 2008. KDE 4.3.0 invece punta a consolidare la piattaforma KDE 4.x e ad evolvere la “user experience” al successivo livello.

Leggendo la release note ci si accorge che il lavoro dietro KDE 4.3.0 è stato immane. D’altra parte anche i numeri parlano chiaro: sono stati corretti circa 10000 bug, implementate 2000 nuove funzionalità, 700 sviluppatori coinvolti e 63000 cambiamenti nel codice. Numeri davvero impressionanti che dimostrano come la comunità di KDE sia davvero in fermento e determinata a migliorare costantemente questo desktop environment.

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Rilasciati Firefox 3.5.2 e Firefox 3.0.13

Firefox Buggy

Mozilla Foundation ha provveduto ad un doppio rilascio: Firefox 3.5.2 e Firefox 3.0.13. Entrambe le versioni di questo browser erano infatti affette da problemi di sicurezza abbastanza gravi e comuni a entrambe le versioni.

Sia Firefox 3.5.x che 3.0.x infatti presentano un problema legato ad una particolare combinazione di utilizzo dei metodi Windows.open() e document.write(). Questi, se utilizzati secondo lo schema indicato nel bug-post segnalato da Juan Pablo Lopez Yacubian, consentirebbero l’iniezione di codice e contenuti Web “spoofati”, e non provenienti quindi dalla sorgente (URL) in uso. Situazione che diventa ancor più grave nel contesto HTTPS/SSL.

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