Il famoso tablet con WebOS di HP, denominato TouchPad, ha fatto molto parlare di sé negli ultimi tempi: annunciata la fine della sua missione e la resa per quanto riguarda il mercato di WebOS, la casa produttrice ha cominciato un’operazione di giveaway che vede coinvolto il tablet al modico prezzo di 99 dollari. Attorno a questo potente apparato a un prezzo così basso si è quindi creata una piccola comunità, ed è proprio per merito di questo appeal se il team di CyanogenMod, famosa ROM Android, ha cominciato l’operazione di porting del sistema operativo anche sul tablet di HP.
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Oltre a essere impegnata sul fronte desktop e su quello mobile, Mozilla è intenzionata a dire la sua anche nel campo dei tablet: il suo prototipo di Firefox per Android Honeycomb non mancherà infatti di suscitare discussioni.
Il lavoro del Mozilla Mobile Team si è concentrato sull’ottimizzazione dell’interfaccia del browser: rimossi tutti gli elementi superflui, Firefox for Tablets vanta una veste minimale e tanti piccoli accorgimenti per sfruttare al massimo lo spazio disponibile.
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Nel pieno dei festeggiamenti per i vent’anni di Linux torna a farsi sentire Jim Zemlin, il direttore esecutivo della Linux Foundation, che in un’intervista parla dei contributi mai resi a Linux, parlando in termini non proprio amichevoli:
Non è la cosa giusta da fare per questioni morali o perché diciamo che dovrebbe essere fatto. È perché siete idioti se non lo fate. Siete idioti perché il motivo principale per cui state usando l’open source è condividere collettivamente lo sviluppo e allo stesso tempo mantenere il software. Lasciate che ve lo dica, mantenere la propria versione di Linux non è economico, né facile.
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È Otto Greenslade, il designer dei wallpaper delle ultime tre release di Ubuntu, a svelare il probabile design dello sfondo di default in Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot.
In linea con le ultime due precedenti release i cambiamenti apportati saranno pressoché invisibili agli occhi dei più. La scelta (più o meno condivisibile) di Canonical è quella di creare una linea di continuità con le precedenti release, cercando di rendere la nuova il più familiare possibile, considerando anche i cambiamenti sostanziali apportati di recente a Unity.
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Cattive notizie per gli utenti che necessitano dalla versione non-free di Java: Oracle ha infatti annunciato la chiusura del progetto Distributor License for Java (DLJ), tramite il quale offriva alle distribuzioni la possibilità di includere l’incarnazione closed source della popolare piattaforma.
Sollecitato dal maintainer di Java in Debian, il responsabile Oracle del progetto ha spiegato che il grado di sviluppo di OpenJDK 7 e il sempre più ridotto interesse nella versione closed source hanno determinato questa decisione.
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È stata rilasciata la release 2011 di Mandriva, una delle più antiche distribuzioni ancora in sviluppo e un tempo una delle più utilizzate in ambito desktop. Il rilascio è avvenuto con diversi mesi di ritardo, e a più di otto settimane da quello della distribuzione fork Mageia.
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Molti, a partire da Linus Torvalds, non sono troppo contenti di GNOME 3; che si tratti di Unity, di GNOME Shell o di qualche altra caratteristica della terza incarnazione del desktop environment, le insoddisfazioni sembrano numerose.
Come già anticipato dallo stesso Torvalds, alcuni utenti stanno prendendo strade diverse: adesso però a XFCE e altri desktop alternativi potrebbe affiancarsi a un fork di GNOME 2: The Mate Desktop.
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Indifferenti alla pausa estiva, gli sviluppatori di Fedora hanno reso disponibile l’alpha della versione 16, futura major release della distribuzione.
Fedora 16 Verne porta con sé un buon numero di novità, molte delle quali rappresentate da aggiornamenti di pacchetti: spulciando l’elenco delle note di rilascio troviamo Linux-3.0, GRUB2, KDE 4.7 e GNOME 3.1; quest’ultimo, in particolare, verrà aggiornato alla versione 3.2 prima del rilascio finale.
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