Linux & Multimedia: Audio

Al giorno d’oggi Linux è in grado di riprodurre praticamente qualunque formato di file audio.

Ogni desktop environment ha i suoi lettori con relative capacità, come Amarok e Totem (rispettivamente per KDE e GNOME).

Ho notato che nell’ultima release di Ubuntu, Feisty Fawn, è stato introdotto un sistema che permette all’utente di scaricare da internet in automatico i codec mancanti per un determinato formato che si sta tentando di riprodurre, un po’ quello che fa Windows Media Player. E, se non vogliamo dipendere dai codec, c’è sempre l’ottimo VLC, che è in grado di leggere un’infinità di formati diversi.

Non sono tutte rose e fiori però, infatti, le cose cambiano quando si parla di Windows Media Audio. Nonostante ci sia il modo di riprodurre questo formato in Linux, le licenze la fanno da padrona e rendono l’installazione dei codec parecchio difficile per l’utente medio.

Ma sicuramente possiamo goderci in tranquillità la nostra collezione di cd e mp3 su linux.

Se invece (come me) siete fanatici della produzione di musica, ci sono parecchie cose da scoprire.

Primo tra tutti il server audio Jack che permette di far letteralmente “rimbalzare” i segnali audio tra applicazioni e hardware, rendendoci gli scambi di tracce audio tra i vari programmi una vera passeggiata.

Se siete fanatici di musica elettronica amerete Hydrogen, una drum machine davvero ben studiata e molto funzionale.

Se riuscite a non farvi ingannare dall’impronunciabile nome di ZynAddSubFX, scoprirete un ottimo software synthetizer.

Se cercate un’alternativa a FL Studio, potreste trovare quello che cercate in LMMS. Mancano ancora parecchie funzionalità e ci sono a oggi parecchi bug, vedremo se il tempo darà ragione ai suoi sviluppatori.

Se, invece, volete registrare le vostre irripetibili e superlative performance, avete ben due possibilità: la prima è RoseGarden, principalmente un sequencer MIDI, che funziona anche da HD recorder, ben integrato con il programma di notazione Lilypond, si integra alla grande in un sistema KDE; la seconda è Ardour, di cui ho parlato in un mio precedente post. Non ha ancora il supporto per il MIDI, ma è estremamente stabile, e al momento è il massimo per quanto riguarda l’HD recording in Linux. Si trova più a suo agio in GNOME, dato che è programmato sulle librerie GTK.

Ma non è finita qui: per produrre musica al meglio, ci sono tantissime distribuzioni “multimediali” provviste di un kernel a bassa latenza per tirare fuori il meglio dalla vostra scheda audio.

Il grosso ostacolo che si frappone tra Linux e la produzione audio è l’hardware. La lista delle schede audio supportate dal progetto ALSA è abbastanza scarna, benché vi si trovino parecchie delle interfacce professionali più comuni. Per quanto riguarda le schede firewire, il progetto FreeBob sta facendo del suo meglio per supportarne il più possibile.

Tirando le somme, se volete mettere su uno studio in casa, considerate linux, può farvi risparmiare parecchi soldi e, come nel mio caso, funzionare meglio di Windows. Se volete mettere su uno studio professionale, pensateci bene, anche se provare non costa nulla.

Se questo rapido viaggio nel mondo dell’Audio per linux vi ha incuriosito, su Linux-Sound trovate una lista di (quasi) tutti i programmi e distribuzioni incentrati sulla produzione musicale.

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Commenti

  1. [1]

    Amarok non ha rivali!

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