George Hotz con il suo jailbreak ha incrinato le difese della PS3, permettendo la proliferazione di custom firmware, ma il team Gitbrew verrà ricordato per aver portato nuovamente Linux sulla console Sony. Il gruppo ha rilasciato dei custom firmware che consentono di riportare su PS3 la funzione OtherOS che consentiva in passato di installare il pinguino
Il nuovo firmware non può essere utilizzato su tutti i modelli della console, solo sulle PS3 Slim, ma i fortunati possessori di un modello supportato potranno utilizzare tutte le caratteristiche hardware, senza le limitazione originariamente imposte da Sony a OtherOS:
- Il bootloader di OtherOS viene chiamato direttamente dall’hypervisor, senza alcun passaggio intermedio che coinvolga GameOS;
- Avvio del bootloader di OtherOS molto simile al metodo del firmware 3.15;
- L’avvio di Linux a partire da memorie di massa o dalla rete avviene con gli stessi privilegi di GameOS, ed è possibile accedere ai servizi di Dispatcher e System Manager senza limitazioni;
- Si possono creare, modificare e rimuovere dalla partizione logica 1 i repository node ad esempio con ps3dm-utils o ps3hvc-utils: ciò da un controllo quasi totale sul sistema, dal momento che i repository node vengono usati per lo scambio di informazioni tra le componenti della console;
- QA mode abilitato nello Update Manager;
- Downgrade possibile senza dongle USB o Service Mode;
- Possibilità di gestire la cifratura dell’hard disk e della VFLASH (ad esempio con ps3stor-utils);
- Supporto a ps3-utils. È possibile, ad esempio, effettuare il flashing di un nuovo bootloader OtherOS direttamente da Linux.
La procedura per installare Linux sulla PS3 è descritta sul sito Gitbrew.org ed è visibile anche attraverso un video rilasciato dal gruppo di hacker

Io direi che lo ricorderemo come colui che ha dato il via al crollo del psn e all’illegalità di massa su ps3.
Giocare online è una giungla ormai, e sony e le software house spendono più tempo e soldi nelle contromisure di sicurezza piuttosto che nello sfornare buoni prodotti per gli utenti onesti.
Grazie tante geohot….
di MasterPJ - 9 maggio 2011 - 22:27
@MasterPJ se invece di prendere misure contro GeoHot che aveva solo pubblicato delle chiavi hardware Sony avesse prestato attenzione al patching dei propri server Apache nessun attacco avrebbe avuto luogo.
Inoltre George ha precisato come nè lui nè Anonymous siano coinvolti in questo tipo di attacco.
di Alessio Biancalana - 9 maggio 2011 - 22:32
@MaserPJ
Io direi che Sony e compagnia bella farebbero molta più bella figura a spendere soldi e attenzione sui propri server e sulla loro protezione. La causa contro GeoHot? L’accusa agli Anonymous? Solo capri espiatori per far spostare l’attenzione dal vero scandalo. Sony vuole nascondere il fatto che qualcuno è riuscito a penetrare e rubare milioni di dati sensibili proprio sotto il suo naso. Vuole nascondere il fatto che i suoi esperti in sicurezza informatica, pagati con cifre a 5 zeri, alla fine tanto esperti non sono. E tu hai ancora il coraggio di prendertela contro GeoHot?? Si, effettivamente è grave che adesso puoi installare linux sulla tua ps3, mentre è una bazzecola il fatto che adesso i dati della tua carta di credito siano in mani di sconosciuti. Se mi presti la tua macchina e me la faccio rubare perché l’ho lasciata in pieno centro a Roma con le chiavi sopra, dai la colpa ai ladri o te la prendi con me?
Prima di rispondere conta fino a 10 e prova a usare quell’unico neurone che ti è rimasto in funzione.
di MeRcUS - 9 maggio 2011 - 23:00
Ciao ragazzi, ma una guida sulla procedura completa esiste? io amo molto sia GNU/Linux che ps3 e fonderli insieme sarebbe il massimo.
di linuxiano85 - 9 maggio 2011 - 23:21
Articolo veramente interessante (la maggior parte non indicano i link dove è possibile scaricare il sofwware)anche se putroppo ho installato il firmware 3.60..non c’è niente da fare vero?
di ptrac3 - 10 maggio 2011 - 00:47
Intanto stavo parlando dell’hack alla ps3, non all’attuale problema del PSN. Sony ha colpe gravissima perché sono dei cioccolatai e non capiscono una cippa di sicurezza informatica, o almeno se ne fregano.
Non è questo il punto.
La mia critica a geohot resta perché cmq ha fatto una cosa illegale, punto e basta. E’ un atteggiamento tipicamente italiano trovare delle scappatoie o scuse di fronte a cose del genere, quindi complimenti a voi che lo difendete. Il suo lavoro è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso dei cheater sul psn e ha creato disagio a milioni di onesti utenti nelle sessioni multiplayer.
Geohot ha violato la legge e per me se l’è cavata ancora troppo bene. Chi se la prende soltanto con sony dovrebbe pensare a una cosa: è mai uscito un software/sistema operativo/console che non sia stato possibile crackare? No, quindi prendersela con sony in particolare è un ipocrisia, bisogna prendersela primo con il geohot del momento, secondo con tutti coloro che usano la cosa o che appoggiano il suo operato.
di MasterPJ - 10 maggio 2011 - 13:05
Probabilmente per molti di voi è giusto che al mondo esista il crimine. Delinquere è un’attività dovuta e indispensabile nella vita quotidiana.
Secondo voi è più giusto che le società debbano spendere ingenti cifre alla continua ricerca dell’ultimo ritrovato in fatto di sicurezza, piuttosto che impegnarsi nel loro reale campo di lavoro perchè è giusto, dovuto e necessario che al mondo ci sia qualcuno che debba violare le protezioni per far vedere quanto è bravo.
Geohot può pararsi il sedere dietro ai nobili propositi come quello di voler riportare l’otheros su console, peccato che sia stato tolto dopo i suoi test per bucare la console.
Si dice che in realtà la sony l’avrebbe tolto comunque per motivi economici. Tecnicamente era un loro diritto visto che nel contratto dicono di poter aggiungere, togliere o modificare le funzioni della console a loro piacimento. OK, avrebbe scontentato un numero considerato considerevole di persone ma un contratto è un contratto. Loro si sono riservati quel diritto pertanto hanno agito nel pieno rispetto della legge. Non ti piace l’idea? E’ un mercato libero, rivolgiti alla concorrenza. Non è la prima società che chiude un servizio troppo costoso per i loro interessi. Del resto credo sia una società a scopo di lucro, da nessuna parte ho mai letto la scritta “ente a scopo benefico/umanitario”.
Geohot voleva permettere l’avvio di homebrew sulla console.
Lui vive in america hanno le loro leggi, a noi in italia è permesso modificare la console come vogliano solo ad uso personale e all’interno delle proprie mura domestiche, l’uso online o la divulgazione consiste già in una violazione. Poter usare programmi per aumentare le funzionalità della console è sicuramente una cosa positiva, ma bisogna tenere conto del quadro più ampio ovvero cosa stai facendo e dove. Stai dando libertà di accesso alla console anche a programmatori/bimbiminkia che creeranno software atto a danneggiare tutte le utenze.
Bambini che ancora non sanno pulirsi il naso ma che si sentono grandi perché, grazie a nessuna propria capacità, riescono a fare tutto quello che vogliono online usando aimbot, supervelocità, volo, invincibilità e altro. Per non parlare poi dei pecoroni idioti che gli danno credito su youtube. Ma che volete, noi dinosauri con valori e amici reali siamo dinosauri, oggi gli unici valori che contano sono i numeri di contatti su facebook e youtube, non importa se non li hai mai visti, non ci esci insieme o non li contatterai mai direttamente; sono lì a far numero e solo questo conta.
Enrico fermi si sentì colpevole perché i suoi studi sull’energia nucleare sono stati usati per costruire la bomba atomica. I suoi studi sono fondamentali, ma la sua colpa nell’uso bellico è minima, cionostante si sentì responsabile tanto quanto il pilota che sganciò l’ordigno.
Il sig. Pietro Beretta non si sente responsabile dell’enorme numero di morti che la sua fabbrica di armi crea. Lui costruisce solo armi, l’uso che la gente ne fa non è un suo problema e non lo riguarda.
Questi sono due casi estremi, la responsabilità delle proprie azioni dipende solo dalla propria coscienza morale, geohot non si sente responsabile di quello che ha scatenato pur sapendo a cosa apriva le porte. Io ti armo la mano, ma poi sei tu a sparare, a me che mi frega?
Come del resto a tutti i bimbiminkia cosa frega se rovinano l’online a tutte le altre persone? Se poi lo rovinano a un loro pari, questi si vendica sugli altri quindi gli unici idioti a questo mondo sono sempre i corretti e gli onesti.
@Mercus
mi fai vedere la tua fonte sugli stipendi dei dipendenti sony? Sarei curioso di sapere dove prendi i tuoi dati.
p.s. l’affidabilissimo amico del fratello del nipote di un cugino acquisito da un amico con cui non ho mai parlato non è una fonte!
Se un giorno qualcuno ti dovesse derubare in casa (completamente chiusa) o ti dovesse pugnalare durante una rissa del sabato sera, ricordati che sarà colpa tua perché ti sei lasciato derubare/pugnalare. La legge dovrà punire te e non il criminale perché la colpa di quanto è successo, sarà solamente tua dato che non vivi in un bunker con livelli di sicurezza paragonabili a quelli del pentagono e che non vai in giro con una scorta armata 24h su 24.
di Sanzo - 10 maggio 2011 - 14:05
Ma sarebbe come se quando compri un jeans la casa produttrice ti dicesse che non puoi metterlo abbinato a scarpe verdi! Io l’ho comprato e, dal momento che è diventato di mia proprietà, ci faccio quello che voglio. Così come metto le scarpe verdi sotto il jeans, metto linux sulla mia console. La giungla degli hacker e dei cheater nel gaming online si vince con server dedicati, amministratori di server e pannelli di controllo decenti, come avviene su pc da anni.
di MeRcUS - 10 maggio 2011 - 17:00
La modifica di una console come la modifica di uno smartphone (tipo iPhone) negli USA non è più illegale a meno che in questo non sia direttamente ed esplicitamente collegato un modo per bypassare il Copyright di giochi o applicazioni a sbafo degli sviluppatori.Ricordiamoci che Sony ha rimosso illegalmente la funzione OtherOs sulla PS3 ma nessuno, poiché non convenie ha mosso un dito. Putroppo in questo mondo non vince chi segue la legalità ma semplicemente il confine della legalità si sposta dove fa più comodo e dove arrivano più soldi, GeoHot per me rimane un grande hacker che ha voluto portare al pubblico un modo per realizzare custom firmwares e non per piratare i giochi. Saluti
di ptrac3 - 10 maggio 2011 - 17:28
A mio modo di vedere MasterPJ ha le sue buone ragioni quando dice che geohot ha violato la legge e non doveva farlo. Però anche sony non trovo che si sia comportata bene con chi aveva acquistato la ps3 “linuxizzabile” e se la è ritrovata inservibile per lo scopo per il quale l’aveva acquistata (cioè utilizzarla anche con linux), perché dubito che prima dell’aggiornamento l’utente sia stato avvisato “ATTENTO SE EFFETTUI QUESTO AGGIORNAMENTO PERDERAI LA FUNZIONALITA’ DI POTER UTILIZZARE ALTRI S.O.”.
Per quanto riguarda poi il casino su PSN dubito sia dovuto a ciò, e comunque la responsabilità non si può far risalire a geohot ma a chi ha compiuto l’attacco (sarebbe come dare responsabilità alla Fiat se una persona alla guida di una Punto investe qualcuno).
Ciao
di Fabio - 10 maggio 2011 - 19:38
Il punto è che nel contratto che accetti quando ti registri al psn sony si riserva il diritto di fare quello che vuole con la console e il servizio. Non ti sta bene? Compra la Wii. Se accetti hai legalmente sottoscritto un contratto e se lo violi per qualsiasi ragione commetti un reato. Dal punto di vista umano sony può avere tutte le colpe e le cattive strategie del mondo, ma geohot ha commesso un reato. Punto. E come lui tutti coloro che hackano la ps3 e vanno online.
Non si può fra l’altro paragonare una console o del software a un paio di jeans, la questione è troppo più complessa.
di MasterPJ - 10 maggio 2011 - 21:00
MasterPJ, non diciamo fesserie, quella è la tipica clausola capestro. Secondo te se in un contratto la sony avesse scritto: “con un aggiornamento possiamo ucciderti” sarebbe stato legale solo perché hai sottoscritto le condizioni di vendita?
di guiodic - 15 maggio 2011 - 22:15
Non estremizziamo come al solito a cose banali o a cose di vita e di morte. Restiamo nel concreto: Sony fa i suoi interessi dando un prodotto e un servizio secondo precise condizioni, e facendoti accettare un contratto per pararsi le chiappe e riservarsi diritti moralmente discutibili. Su questo non ci piove no? Quindi perché io utente se non sono d’accordo con qualche anello di questa catena commerciale, devo ostinarmi a fare di testa mia, commettere un reato e lamentarmi pure che i miei diritti vengono calpestati? Come ho già detto, se non mi sta bene compro un’altra console o non compro nulla. E’ inutile frignare per diritti che non si hanno, bisogna piuttosto muoversi in altro modo e in massa se si vuole avere dei diritti, sempre per vie legali. Da una parte c’è sony che fa il suo lavoro, dall’altra 2 categorie di utenti: i disonesti che portano all’hacking e gli onesti che in massa accettano ciò che offre sony, che di fatto danno a sony il potere che ha. Se alla prox PS4 anziché fiondarsi come pecoroni a comprarla la gente la boicottasse finché il prodotto non risponde a giusti criteri, allora si sony dovrebbe cambiare suonata e tutti staremmo meglio. E quei pochissimi pirati ancora in giro verrebbero inchiodati al muro da tutti. In un modo utopistico. Nel nostro la legge è legge e i contratti sono vincolanti. Se li violi commetti un reato. Punto e stop.
di MasterPJ - 15 maggio 2011 - 23:57
Ma cos’è questa crociata mossa nei confronti di sony?
Non è l’unica azienda che offre dei servizi con la possibilità di deciderne vita, morte e miracoli.Tutte le società lavorano così, ti offrono un servizio che risponde a determinati criteri ma in qualsiasi momento può non funzionare, funzionare male o dare problemi e possono chiuderlo.
Cavolo ci sono arrivato solo ora, sparlare di sony è la moda del momento.
Beeeee. e chi vuol capire capisca.
P.S. anche nel mondo open source capita molto spesso che alcuni progetti vengano abbandonati perché infruttuosi, la differenza è che essendo open qualcun altro li può riprendere.
Cos’è, se nell’open si abbandona va bene, mentre se lo fa una società con un contratto a favore no?
La coerenza questa sconosciuta
di Sanzo - 16 maggio 2011 - 18:27
si da il caso che per utilizzare un software open io non devo stipulare nessun contratto e quindi non pago nulla.
Tornando al discorso dei jeans il paragone giusto non è che non posso indossarli con le scarpe verdi ma che la ditta che li produce di colpo si presentasse a casa mia e cominciasse a modificare i miei pantaloni a piacere suo (senza curarsi che io li ho comprati perchè mi piacevano così) magari lasciando una sola tasca in mezzo alle chiappe,ù xchè la loro politica aziendale ha deciso così.
Io sono un cultore della sperimentazione e quindi dell’hacking purche non arrechi danno a nessuno.
è che si fa un gran parlare di hacker che entrano, distruggono ecc.. a parte che queste persone si chiamano cracker, ma forse non sapete che la vostra amata rete (internet) è stata creata proprio da hacker con lo scopo di consentire lo scambio di dati (in maniera totalmente anarchica) a chiunque.
Detto ciò meditate….
PS: la suddivisione dell’utenza non è onesti o non onesti, ma tra capaci o incapaci, e se fai parte della seconda categoria haime … ti attaccati al tram e prendi quello che ti danno.
di pippolo - 10 dicembre 2011 - 02:27