Adobe ha rilasciato l’applicazione Photoshop Mobile per Android. È a tutti gli effetti una versione di Photoshop (per quanto minimale e destinata al mondo mobile) e gira su un kernel Linux, che è alla base del sistema Android di Google.
Si tratta della stessa versione rilasciata circa un mese fa per iPhone, anche se rispetto alla versione per il telefono Apple mancano alcuni effetti e la possibilità di scarabocchiare sull’immagine.
A questo punto potreste chiedervi cosa c’entri tutto questo con questo blog, e visto che questa applicazione non è open source un po’ avreste ragione. Quello di Adobe è però un esempio molto significativo. Il tema “Photoshop su Linux” è sempre stato molto discusso, con un fronte che vede in Gimp una più che valida alternativa, e un altro che invece vorrebbe una versione nativa di Photoshop per Linux e nel frattempo si accontenta di usare Wine.
Adobe non ha perso tempo a buttarsi su Android, una piattaforma commercialmente già più solida delle distribuzioni Linux per il desktop. Solo che Android nella sua completezza e non limitatamente al kernel è open source ma non può essere considerato anche Free Software.
Potremmo quindi pensare che sia il momento per Linux di lasciare un attimo da parte la conquista di desktop e notebook, e concentrarsi sul fronte mobile, dove (per ora) la frammentazione è ridotta al minimo. Sempre di essere disposti a dimenticare un bel pezzo della filosofia Gnu che ha animato finora le migliori menti dell’universo open.

Se molte aziende che utilizzano photoshop passassero ad una distro Linux forse Adobe avrebbe interesse a proporre una versione per Linux tanto più ora che il 50% del lavoro è fatto…
di alessandro - 9 novembre 2009 - 10:47
Certo che il titolo è volutamente “misleading” !!
Cosa non si fa per attirare l’attenzione…
Voi non avete idea di quante persone gia pronte con le bottiglie di champagne quando “Photoshop ufficialmente su Linux”. Intere aziende che non vedono l’ora di buttare al macero windows…
di rizlox - 9 novembre 2009 - 12:19
se lo possono tenere il loro Photoshop
gimp è una validissima alternativa
secondo me Android è solo una trovata commerciale , tra qualche hanno sui telefonini si potra installare un bistro completa , e per android sara la fine , a meno che non la trasformino in qualcosa di piu’ ..
di roberto - 9 novembre 2009 - 12:22
@Roberto
C’è già e si chiamo Maemo! l’unico vero GNU/Linux per il momento.
di alessandro - 9 novembre 2009 - 12:31
@roberto: non preoccuparti la distribuzione linux completa di cui parli sarà ChromeOS XD
di ilcaduceo - 9 novembre 2009 - 12:40
Anche per me Photoshop è inutile, ma avete un’idea di quello che cambierebbe nel mercato mondiale dell’informatica se fosse disponibile per Linux ufficialmente supportato da Adobe? Probabilmente non ce l’avete…
di rizlo@fastwebnet.it - 9 novembre 2009 - 12:50
Anche per me Photoshop è inutile, ma avete un’idea di quello che cambierebbe nel mercato mondiale dell’informatica se fosse disponibile per Linux ufficialmente supportato da Adobe? Chi minimizza non ha idea della portata di una cosa del genere… Ben poca cosa invece quel giochino per android.
di rizlo@fastwebnet.it - 9 novembre 2009 - 12:52
I professionisti usano Mac, o al limite Windows.
Dubito che ci sarebbero file di utenti che, avendo Photoshop, passerebbero a Linux.
Qui molti parlano da informatici; là ci sono persone per cui Linux o Windows è uguale, che difficilmente passerebbero a Linux.
A chi dice che basta GIMP… si si tranquillo eh. Se ci credi tu, a posto siamo.
(chi vi parla è un utente linux non ideologizzato però)
di Fabio - 9 novembre 2009 - 13:11
@roberto
Gimp è validissimo ma non abbastanza per i professionisti, purtroppo. Magari se si potesse salvare in quadricromia… poi ci sarebbe solo da convincere i grafici ad abbandonare il loro amatissimo mac
di Lix - 9 novembre 2009 - 13:13
I professionisti usano Mac, o al limite Windows.
Dubito che ci sarebbero file di utenti che, avendo Photoshop, passerebbero a Linux.
Per la mia esperienza professionale non è così. Conosco intere aziende che che non vedono l’ora di poter fare a meno di windows (soprattutto) ma anche di mac se fosse disponibile Photoshop su Linux. Posso anche elencarti il numero di postazioni che verrebbero migrate. Quando dico che hanno pronto lo champagne non scherzo…
di rizlox - 9 novembre 2009 - 13:18
Beh, non è Photoshop l’unico problema… c’è Autocad, tutti i gestionali, i videogiochi e chi più ne ha più ne metta. Photoshop o non Photoshop non me ne frega niente, tanto il 95% della gente continua ad usare il PC per navigare e guardare la posta; quando una buona fetta di questi useranno Linux allora apparirà anche Photoshop per Linux, Autocad e compagnia bella.
di Diego - 9 novembre 2009 - 14:34
E con Photoshop il crack per Photoshop e i virus per Linux… E Linux passerà per sistema insicuro solo perché usato da dementi. Purtroppo l’andazzo è quello.
di Nedanfor - 9 novembre 2009 - 14:54
GIMP è una valida alternativa a Photoshop come Blocco Note è una valida alternativa a Word qualora tutto quello che si voglia fare è una lista della spesa da stampare sulla laser.
Purtroppo non esistono vere alternative a Photoshop nemmeno in ambito commerciale. Chiaro che l’utente medio, non professionista, che al massimo disegna un logo per il sito web, non percepisce la differenza, perchè le differenze importanti sono proprio quelle cose aliene, orientate al mercato professionale, che lui nemmeno mai sentirà nominare.
Dal momento che Photoshop è già un software multipiattaforma (Win e Mac, che è uno *nix )dubito che sarebbe complesso per Adobe farne una versione per Linux, ma non avrebbe mercato, perchè l’utente tipo di Linux vuole software free ed open, e il professionista che non vuole Windows, passa a Mac, così può attingere anche all’enorme parco software di contorno per la gestione delle macchine da tipografia.
di mmorselli - 9 novembre 2009 - 20:04
Ripeto, secondo me Photoshop il suo bel mercato su Linux lo avrebbe, infatti sempre econdo me Adobe ci sta pensando, chi lo sa magari tramite il software center di ubuntu, dove c’è garanzia che il software si paghi e non contenga porcherie, altro che crack e virus!
di rizlox - 9 novembre 2009 - 22:57
toh, ma guarda… l’immagine di esempio è una hdr (doppia esposizione)
non sapevo si potessero mettere i cellulari sui trippiedi e fare fotoritocco a questi livelli…
di toh... - 10 novembre 2009 - 09:48
Perché sempre la solita caterva di luoghi comuni?
A che serve la quadricromia nel fotoritocco? a nulla. Le foto sono RGB.
Quindi non è certo questa la mancanza di Gimp nei confronti di Photoshop.
di guiodic - 10 novembre 2009 - 15:34
Le foto sono RGB, ma se vanno stampate su un catalogo cartaceo in cui la fedeltà del colore è importante, devi lavorare in quadricromia.
di mmorselli - 10 novembre 2009 - 15:42
sì, ma a che punto del work flow accade questo? all’ultimo. E all’ultimo voul dire che poi usare qualsiasi programma che supporta la quadricromia per importare la foto, applicare il profilo icc della stampante e stampare. Ad esempio puoi farlo con scribus che peraltro ti serve comunque se vuoi impaginare il tuo catalogo.
Se poi vuoi stampare in 4 colori su una stampante inkjet per fare dei provini, questo puoi farlo direttamente da gimp grazie a gimp-gutenprint.
Ergo, il problema non si pone.
di guiodic - 10 novembre 2009 - 15:58
credo che Adobe su Linux provocherebbe un bello scossone, conosco moltissimi utenti Mac (per i costi alti) e Win (per la qualità scarsa) che sono legati al loro sistema proprio per la suite di Adobe, o per qualche software specifico (si pensi ad AutoCAD o i vari software di montaggio video).
capisco comunque che il più grosso problema, attualmente, non è tanto la *maturità* dei desktop linux, quanto la frammentazione di tutto l’ecosistema.
non esistono punti di riferimento: librerie, pacchettizzazioni, drivers, etc…
se Adobe vende un prodotto a qualche migliaio di euro, DEVE garantire la sua stabilità, supporto, etc… e magari durante lo sviluppo vorrebbe avere una piattaforma di riferimento stabile e coerente. questo è possibile con Mac e Win, ma non con Linux. e poi finchè gli utenti usano gli altri sistemi, perchè investire su una piattaforma fin troppo di nicchia come diffusione desktop?
sul fronte mobile, linux è decisamente più promettente, anche perchè molte aziende stanno creando alleanze e terreni di lavoro comuni: il famoso ecosistema che sui desktop non c’è.
infine, nota per l’articolo: ma avete mai provato Photoshop (ma anche Dreamweaver) su WINE? a girare, funziona, ma personalmente trovo che sia abbastanza penoso come usabilità (a meno che vi piaccia un software che reagisce a scatti).
la soluzione che ho trovato io, stranamente, regge meglio: winxp su virtualbox (con ram dedicata > 1GB) in seamless mode. sembra di avere dreamweaver nativo, ed è abbastanza responsivo
di apeacox - 10 novembre 2009 - 16:59
A me risulta che googleearth, skype e diversi altri programmi proprietari funzionano su tutte le versioni di GNU/Linux che non siano proprio antidiluviane. Peraltro in certi casi vengono incluse le librerie che potrebbero creare problemi in caso di aggiornamento.
di guiodic - 10 novembre 2009 - 17:09
e magari durante lo sviluppo vorrebbe avere una piattaforma di riferimento stabile e coerente. questo è possibile con Mac e Win, ma non con Linux
Sarebbe possiible se una distribuzione venisse presa come riferimento e questo sappiamo che è possible (è quello che fanno molti vendor commerciali di app per linux) e magari anche un modello di distribuzione unico e sicuro nei profitti (software center di ubuntu come quello di android)
di rizlox - 10 novembre 2009 - 17:14
@guidoc: hai citato software scaricabile gratuitamente, che ha interesse nella diffusione del proprio client, per es. skype monetizza con le telefonate, non con il software in sè, quindi rientrerebbe nell’investimento mirato ad aumentare i potenziali clienti.
se parliamo di Adobe, AutoCAD etc…, c’è di mezzo software che viene venduto a qualche migliaio di euro, e con una utenza molto esigente (se ho speso soldi, vuol dire che mi serve, e deve funzionare!). in questo caso, l’azienda deve impegnarsi a sviluppare una versione linux che *funzioni bene*, con le stesse performance (o migliori). quant’è il rientro dai potenziali utenti linux per questo software? linux ha raggiunto il livello di *desktop concreto per le masse* solo negli ultimi 2-3 anni. se ci aggiungiamo un ecosistema *ancora* incoerente, non credo che per loro valga la spesa, non per ora.
@rizlox: si hai ragione, ultimamente sono nate delle piattaforme che *agevolerebbero* la vendita di software commerciale, puntando a specifiche distro linux (almeno redhat, suse e ubuntu). sono delle novità su questo panorama, staremo a vedere nei prossimi 2-3 anni
Android è frutto di un consorzio di produttori di dispositivi mobili, cosa se sul mondo desktop non c’è. al massimo si potrà/dovrà decidere qualche distro di riferimento sulla quale rilasciare versioni. la vedo un po’ dura, ma benvenga
di apeacox - 10 novembre 2009 - 18:12
Questo ad esempio? http://www.mathworks.it/support/sysreq/current_release/linux.html
Questa è un’altra questione.
bla bla bla….
di guiodic - 10 novembre 2009 - 18:20
hai citato 1 caso, ne esistono molti altri eclatanti. ma qui si parla di altro genere di software, con tutto il rispetto per mathlab, che comunque ha un’audience abbastanza tecnica e che magari linux lo usa già per altre necessità, visto che gli va alla grande per i loro task.
la questione dei margini di guadagno rientra nel contesto, è ovvio che ci sia uno studio a riguardo.
poi vabbè, senza scadere sul “bla bla bla”, è solo uno scambio di opinioni, non una competizione all’ultima parola. se non hai una visione chiara del discorso che stai affrontando, puoi anche accettare la mancanza di argomenti.
personalmente non mi ritengo il solito troll che spara fango su linux, anche perchè lo uso con profitto quotidianamente da 11 anni. in ogni caso, obiettivamente, posso capire le riserve nella sua adozione da parte di molti (aziende comprese).
saluti,
a.
di apeacox - 10 novembre 2009 - 18:49
La tua argomentazione sui margini di guadagno è corretta, il resto è solo bla bla bla.
Se uno vuol fare un programma che funziona su qualsiasi distro nei prossimi 10 anni, può farlo. Hai paura che si rompano le ABI? includi le librerie nel pacchetto di installazione, come del resto si fa anche con Windows e Mac quando ad esempio installi un programma gtk o qt multipiattaforma.
di guiodic - 10 novembre 2009 - 19:50
Se Adobe entrasse nell’arena linux la portata di una simile scelta avrebbe effetti rilevanti per il OS del pinguino e segnerebbe una svolta epocale.
quello che infatti secondo me blocca lo sviluppo linux è proprio l’impossibilità di utilizzare software potenti e di largo uso come Photoshop o AutoCAD.
basta che sia una grande software house ad iniziare e poi ci sarebbe l’effetto domino. e sicuramente l’ingresso di un player delle dimensioni di Google, che ha l’interesse a sparigliare le carte a microsoft, che verrà supportata dai produttori hardware per Chromium OS e che sicuramente ha un modello di business definito e di colore verde, veocizzerà questo processo.
Linux secondo me è sulla buona strada per diventare mainstream come dicono gli americani. sul fronte mobile ha concquistato una fetta importante del mercato, su quello server è leader indiscusso, manca il desktop ma ci siamo quasi. era ora.
di caravaggio - 23 novembre 2009 - 18:02