Ci siamo: nonostante l’homepage riporti ancora l’invito a scaricarne la versione beta, Canonical ha reso disponibili le immagini ISO di Ubuntu 10.10 Release Candidate.
Come al solito sono disponibili quattro diversi tipi di installazione: desktop, server, alternate (quella con installer testuale) e netbook; per tutte le edizioni di Ubuntu 10.10 RC sono presenti sia le immagini a 32 bit che quelle a 64.
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La nascita di LibreOffice, sostenuta anche dai big del settore quali Google, Novell, Red Hat e Free Software Foundation, non poteva non accendere l’entusiasmo del padre e padrone di Canonical, Mr. Shuttleworth.
Tra i sostenitori del progetto LibreOffice, appunto, annoveriamo anche Canonical, che per voce del suo fondatore fa sapere che, come prontamente annotato da un nostro lettore, le future versioni di Ubuntu saranno equipaggiate con il fork-non-fork della suite da ufficio più famosa al mondo.
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È stata rilasciata la versione 5.4 di Sabayon Linux, distribuzione live italiana basata su Gentoo che permette di utilizzare pacchetti precompilati, oltre alle consuete compilazioni a partire dei sorgenti che caratterizzano la distribuzione da cui discende.
Sono, infatti, stati risolti tutti i bug individuati dagli sviluppatori per questo rilascio.
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Mulve è una piccola applicazione per Windows che sta spopolando in questi giorni. Alcuni dicono si tratti del nuovo Napster per la semplicità con cui permette di scaricare musica gratuitamente. Il funzionamento è di una semplicità disarmante, basta avviare l’eseguibile, cercare la canzone che ci piace e cliccare su “Save”. Attraverso una connessione HTTP si riesce a scaricare con ottime velocità qualsiasi file MP3. Lo scaricamento diretto di file ha attirato subito le attenzioni delle case discografiche che nei giorni scorsi hanno subito provveduto a mettere offline il sito. Il down è durato davvero poco e Mulve è di nuovo disponibile da oggi.
Mulve ,come dicevamo, funziona su Windows, ma gli utenti Linux non devono disperare, infatti l’applicazione è facilmente utilizzabile con Wine. Abbiamo provato a lanciare Mulve su Ubuntu 10.10 e il risultato è stato quello sperato: Mulve funziona su Linux senza problemi.
Dopo il continua descriveremo gli step necessari per usare Mulve su Ubuntu.
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In orario rispetto la tabella di marcia, è stata rilasciata la versione 2.32 di GNOME, il popolare desktop environment alla base di Ubuntu e molte altre distribuzioni.
Come già anticipato in passato, GNOME 2.32 rappresenta l’ultima versione del ramo 2.x del desktop environment: gli sviluppatori sono infatti al lavoro per il grande debutto di GNOME 3.0, prevista per aprile 2011.
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Eccoci a parlare dell’ennesima figura di rilievo di Sun che abbandona l’azienda in seguito all’acquisizione da parte Oracle; dopo James Gosling (papà di Java) questa volta è toccato a Jeff Bonwick, considerato come la mente dietro lo sviluppo del filesystem ZFS.
A darne l’annuncio è stato lui stesso sul suo blog, spiegando che la decisione, seppur dura, è stata motivata dalla possibilità di avviare una startup, sogno da lui sempre accarezzato.
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Al giorno d’oggi l’interoperabilità è un pregio al quale non si può rinunciare: la libertà di poter portare facilmente un’applicazione da un contesto, o da un OS, all’altro, a volte può fare la differenza in caso di scelte riguardo politiche aziendali e software per il proprio business; principi di questo sono stati i primi siti che hanno cominciato anni fa ad offrire applicazioni fruibili direttamente dal browser. È per questo che l’Unione Europea ha avviato un progetto di standardizzazione delle applicazioni per facilitarne la distribuzione e la fruizione.
Il progetto è chiamato Webinos, ed essenzialmente ha il compito di spingere all’utilizzo e alla creazione di applicazioni Web anziché di programmi radicati fortemente sul sistema operativo, e di realizzare una innovativa piattaforma grazie alla quale verranno in gran parte abbattuti i limiti dei diversi dispositivi, rendendo le applicazioni utilizzabili da una fetta molto maggiore di utenza.
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Stando a quanto riferito da Aldo Liguori, un portavoce della società per metà svedese e per l’altra metà nipponica (ma con sede a Londra), Sony Ericsson non è intenzionata a costruire alcun nuovo prodotto con il sistema operativo Symbian.
Queste poche parole scandiscono così il divorzio tra la società e lo storico sistema operativo che l’ha accompagnata per lunghissimo tempo.
Symbian risulta essere ancora, a livello mondiale, il principale sistema operativo installato sui dispositivi mobili, tuttavia esso equipaggia i dispositivi low-end, il cui margine di ricavo è basso, e inoltre la sua popolarità è in deciso calo; ad esempio in Europa, secondo fonte StatCounter, la percentuale della sua diffusione si è drasticamente ridotta ad un 15%.
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A meno di un mese dalla data di rilascio prevista, gli sviluppatori hanno reso disponibile la beta di Fedora 14 Laughlin; per gli utenti più impazienti segnaliamo direttamente la pagina dei download, da cui è possibile scaricare le immagini ISO anche tramite protocollo BitTorrent.
Probabilmente a causa dell’imminente arrivo di Red Hat Enterprise Linux 6, Fedora 14 non porta con sé il consueto numero di nuove funzionalità; questo non è necessariamente un male, soprattutto dal punto di vista della stabilità/maturità dell’intero sistema.
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L’attesa è durata parecchio tempo, durante il quale Canonical ha portato avanti i lavori solamente attraverso un’operazione di closed beta alla quale hanno partecipato pochi utenti selezionati accuratamente. L’idea è stata quella di creare un font completo per il desktop di Ubuntu, concentrando le forze sull’usabilità e la leggibilità, che rendesse al massimo su ogni tipo di monitor, non stancasse la vista e desse un tocco caratteristico e identitario al desktop degli utenti della distribuzione.
Da pochissimo tempo tutto ciò è diventato realtà, e lo è per tutti: il carattere è stato rilasciato pubblicamente sotto la Ubuntu Font License 1.0, e chiunque può usarlo sulla propria installazione del sistema operativo di Canonical semplicemente installando il pacchetto ttf-ubuntu-font-family dalla riga di comando o tramite Synaptic. Adesso il font non è più chiamato UbuntuBeta, ma semplicemente Ubuntu, e pare che sarà inserito come carattere di default appena in tempo per il rilascio di Ubuntu 10.10.
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