Torvalds: no ad un Linux generalista

Linus Torvalds

Secondo le ultime dichiarazioni di Linus Torvalds, “distribuzioni multiple non solo sono una cosa buona, ma sono assolutamente necessarie”.

Così l’autore del kernel Linux risponde alle provocazioni di chi chiede agli sviluppatori di focalizzare lo sviluppo del sistema Linux su un’unica distribuzione, in modo da guadagnare considerevoli fette di mercato e poter sfidare “alla pari” Windows 7.

Sempre secondo Linus, proprio nella molteplicità delle distribuzioni attuali di Linux sta la forza di questo sistema operativo, è grazie ad esse infatti che si riesce a servire diverse fasce di mercato, con esigenze e caratteristiche differenti. La convinzione di Torvalds inoltre consiste nella sicurezza che la concorrenza delle distribuzioni non potrà che migliorare sempre di più gli standard di sicurezza e operatività del sistema Linux.

Molti utenti del pinguino però non la pensano come Torvalds, infatti sempre più persone si auspicano un’organizzazione delle distribuzioni più snella (ad esempio Server, standard ed enterprise), magari con un unico ambiente grafico e la creazione di uno standard del formato di pacchettizzazione. Voi che ne pensate?

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Commenti

  1. [1]

    da un lato è buono soprattutto per lo standard del formato di pacchettizzazione però ci pesate ad una distribuzione unica? poi diveneterebbe più vulneravile ad attacchi in quanto si effttuerà uno studio più focalizzato su quella distro…e sulle sue vulnerbilità…quindi straquoto Torlvads

  2. [2]

    Pienamente concorde con il Sig. Torvalds, da due anni in ufficio abbiamo migrato totalmente a gnu/linux ed è grazie alla varietà delle distribuzioni disponibili che si è reso possibile questo per noi fruttuoso cambiamento. Ubuntu , SME server, Backup pc. La mia è una piccola azienda, siamo solo in 3 persone, se penso ai miei primi timidi approci con Suse circa 4 anni fa… mi sento piuttosto orgoglioso per questo cambiamento.

  3. [3]

    Tranne che per l’organizzazione dei pacchetti, per la quale le varie distro dovrebbero mettersi d’accordo, per il resto trovo pienamente positiva la visione del Sig. Torvalds.

  4. [4]

    bhe…c’è anche da dire che le distribuzioni sono veramente troppe e dispersive…
    magfari non un’unica distribuzione…
    ma limitarne il numero sarebbe davvero positivo….
    oltretutto piùsono più le risorse fisiche ed economiche per svilupparle vengono disperse…
    se verrebbero ridotte si potrebbe inoltre contare su una maggiore conoscenza delle poche esistenti, derebbe meno timore e una maggiore comprensione del mondo di linux a chi si avvicina ad esso e migliorerebbe l’esisperienza d’uso.
    farebbe anche più comodo alle aziende che puntano ad esso:
    si perchè maggiormente appoggiate e quindi seguite, sia perchè se sono di meno e più facile che il dipendente conosca quella da te usata.

  5. [5]

    sono pienamente daccordo con Andreabont credoche lo standardizzare la pacchettizzazione (.deb) sia un bene collettivo ma la miriade di scelta di distribuzioni penso sia fondamentale.

  6. [6]

    @andreabont > quotone

    @zed > il tuo ragionamento fila però considera che le distribuzione che “vanno” per la maggiore sono solo 4/5, …tutto il rimanente è passione e (positiva) sperimentazione e comunque, non c’è obbligo ad usarle, basta scegliere quella più adatta… appunto tra le cinque più mature e stabili.

  7. [7]

    si, comprendo la passione, ma c’è anche da dire che se tutti usassero il loro tempo e la loro passione per lo sviluppo e il miglioramento delle principali sarebbe di guadagnato per tutti anche perchè alla fine sono quelle a determinare l’immagine e la presa globale che ha il mondo di linux sugli utenti finali.
    certo che non c’è obbligo ad usarle, ma appunto, mettendosi nei panni di un’utonto che si approccia a linux per la prima volta e si trova davanti a centinai di distro…..il primo pensiero dell’utonto è: “che casino…. magari ci penserò quando ho più tempo”
    Se a queste aggiugiamo le molte distro nascono da semplici modifiche delle principali….magari dei programmi di base….
    ma piuttosto scrivi un post che spieghi le modifiche per ottenerla da quella principale al posto di aprire nuoe distro con nuovi nomi e aspetto modificato

  8. [8]

    @zed

    …mmh, hai ragione! :-|

    …e che come si fà a convincere questi programmatori di talento a focalizzarsi sulle principali?

    …guarda cosa devo fare per dare due banali dritte su skype ad un paio di frequentatori di ossblog:

    > http://www.dorianorossi.com/00.ciapa/skype.php

    …ho creato quella pagina in fretta e furia per dare sostegno e riempire un buco che ormai quasi si può toccare: manca un blog, che ne sò, oneubuntu.it?, che dia notizie e tip&ticks in maniera semplice ed intuitiva per le perone che volgliono fare il passo ma senza traumi..

  9. [9]

    ps: in neanche 5 ore ha avuto 67 visualizzazioni…. e valuta che io NON sono un network di blog ne un blogger

  10. [10]

    Ora un mio cliente si vuole avvicinare a linux e cerca linux in internet…si trova davanti a centinaia di sistemi diversi con interfaccie diverse e subito mi chiama per chiedermi “ma qual’è linux?”
    Il punto e che tutta questa prosperità di distro spaventa i nuovi utenti che si avvicinano a linux, non sempre esperti conoscitori di computer/informatica o disponibili a “perdere” il loro tempo per comprendere qualcosa di nuovo se si presenta troppo complesso. Utenti del genere desiderano andare a colpo sicuro, piuttosto che immettere la loro azienda in una situazione a loro non chiara.
    Senza contare che molte distro minori si spengono o non vengono seguite e supportate in modo adeguato. Se uno si trova a montare una di queste, che magari gli da pure problemi, che esperienzà farà con linux? lo sceglierà comunque in un futuro?
    Hanno comunità minori e se necessita di un aiuto in internet e facile trovarlo se però si ha l’accortezza di cercare interventi o scritti che parlano dell tuo problema nella tua distro e non in altre (le interfaccie simili spesso a utenti nuovi creano il problema), che magari deriva da altre e con gli aiuti delle seconde il problema sarebbe facilmente risolvibile, ma l’utente lo sa?

    – in generale: meno distro = meno dispersione delle risorse = più sostegni, più comuniti, più sviluppatori (quindi più sviluppo e soluzioni più veloci ai problemi), più semplicità, approccio migliore, = MIGLIORE ESPERIENZA D’USO anche per chi non è un esperto di computer, più utenti, più interessi per l’azienda e il cerchio si chiude ripartendo da più sostegni…

  11. [11]

    beh, magari sarebbe opportuno si seguisse maggiormente la strada di derivare una distribuzione da una più famosa, come si fa con Ubuntu e le derivate ufficiali; così da accumunare una parte dell’assistenza e concentrare (nella distibuzione madre) il lavoro di sviluppo.

  12. [12]

    Concordo perfettamente, sai perchè non è come dovrebbe essere logico che sia?

    perchè ci sono dei talebani di unix a cui non và e non andrà mai, loro sono l elite, la crema della crema dell informatica casalinga, se linux fosse come dici tu….loro cosa conterebbero, chi sarebbero?
    perchè alle aziende interessa fare affari principalmente con i server, loro puntano al profitto e a una minore spesa per cui…. viva i server e gli uffici!

  13. [13]

    ? in generale: meno distro = meno dispersione delle risorse = più sostegni, più comuniti, più sviluppatori (quindi più sviluppo e soluzioni più veloci ai problemi), più semplicità, approccio migliore, = MIGLIORE ESPERIENZA D’USO anche per chi non è un esperto di computer, più utenti, più interessi per l’azienda e il cerchio si chiude ripartendo da più sostegni?

    e quindi se ho voglia non posso farmi la mia distro e distribuirla??

    mapperfavore..

    è un equilibrio dettato dal fatto che il codice è libero.. e si regola da solo (ottimamente direi).. in quanto le ditro grosse sono circa 5 non mi paiono un infinità..

    e cmq le stesse grosse distro cercano di attrarre sviluppatori.. chi si dedica ad altro è perchè ritiene che quello che già cè non vada bene epr lui..

    e poi il nuovo utente.. perso?? gli si dice il nome di un grossa ditro ed è finito questo insuperabile problema di “infinità di distro..

    ma dai..

  14. [14]

    Penso che tra l`avere 500 distribuzioni e l`averne una sola, si possa trovare una via intermedia, che dia da una parte un maggior apporto di sviluppatori ad ogni progetto, ma allo stesso crei un`offerta piuttosto diversificata di distro linux.
    Il numero di distro oggi su piazza credo sia eccessivo e dispersivo… IMO

  15. [15]

    I formato dei pacchetti dovrebbe essere unificato ma la pluralità di distribuzioni è un bene!! Concordo pienamente con Torvalds :D

  16. [16]

    Ma quali interfacce diverse Zed? I Desktop Environment sono pochi e le scrivanie ancora meno, non è che tra una distro e l’altra ci sia poi tutta questa differenza, anzi, sono più o meno uguali.
    Vuoi proporre una distro ai tuoi clienti, bene, proponigliela tu e non lasciarli in balia di una scelta che non sanno fare.
    Le persone anche con una sola scelta, prima o poi le difficoltà se le creano.
    Invece così hai tu la possibilità di far scegliere quella giusta per il tuo cliente. Pensaci.

  17. [17]

    Torvalds dice solo cio’ che e’ logico. Chi dice di “limitare” il numero di distro non si e’ fatto due conticini.

    Perche’ il problema non e’ se a me, te, Torvalds o Enrico VIII piacciono molte, poche o una sola distribuzione.

    La questione e’:

    “”"Mi spiegate cortesemente come limitare il numero di Distribuzioni?”"”

    ( E dopo che me lo avete spiegato, spiegatemi pure come tornare indietro nel tempo che volevo vincere un paio di lotterie… )

  18. [18]

    Uno dei motivi per cui sono passato a Linux è proprio la libertà di scelta della distribuzione, del software e del desktop environment che più ti piace.

    Sarebbe una follia limitare la libertà di scelta, soprattutto nel mondo open source!

  19. [19]

    Vedo con piacere che l’articolo ha suscitato un’accesa discussione, e noto che in molti sono d’accordo con Linus. Sicuramente le osservazioni fatte da Andreabont sono da tenere in considerazione. Sarebbe interessande magari creare una distribuzione standard gli utenti “baby linux” semplice e con pacchettizzazione banale e standard e magari lasciare le diverse distribuzione per le faccende più serie…. ad esempio web server, nas ecc.

  20. [20]

    sono d’accordo con torvalds e non voglio una distribuzione unica, piuttosto implementazioni diverse di standard condivisi come posix, anzichè un unico ambiente grafico un protocollo e una api condivisa tra desktop, anzichè un unico formato di pacchettizzazione uno standard per la distribuzione dei pacchetti etc.

  21. [21]

    Per me che sono un comune mortale avere una versione standard di Linux sarebbe l’ideale,magari una versione standard uguale per tutti, così da far avvicinare le persone a Linux sarebbe cosa buona e giusta, come avere diverse distribuzioni per i professionisti.

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