Business Desktop Remix: arriva Ubuntu per le aziende

BusinessDesktopRemix

A pochi giorni dall’abbandono di Kubuntu da parte di Canonical, l’attivissimo Mark Shuttelworth ha annunciato nel suo blog la prima release sperimentale di Ubuntu Business Remix.

Ubuntu Business Remix è semplicemente una derivata di Ubuntu 11.10 che offre un diverso parco software iniziale. Nulla di più, nulla di meno. È lo stesso Shuttleworth a dirlo:

Everything in the remix is available from the standard Software Centre.

Non troverete nulla in questo rilascio che non sia già possibile scaricare semplicemente dal Software Center. L’intento di Canonical con questa remix, spiega Mark, è quello di semplificare l’installazione del sistema in ambito professionale, rimuovendo tutto il software accessorio (come Gwibber, giochi e programmi di file sharing) e aggiungendo di default programmi come VMware View, Adobe Flash e OpenJDK. Tutto questo per evitare alle aziende di dover disinstallare e installare troppo software in fase di installazione e messa a punto.

Fin qui sarebbe la solita notizia sull’ennesima scelta commerciale di Shuttleworth se non fosse per il download dell’ISO, disponibile alla pagina ufficiale. La presenza di alcuni software per cui è necessario sottoscrivere un EULA (come VMWare) fa si che sia possibile scaricare l’immagine di Ubuntu Business Remix solo tramite registrazione e accettazione preventiva della licenza. Una cosa che ai puristi dell’Open Source non può non far venire la pelle d’oca.

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Commenti

  1. [1]

    Ubuntu per il business? Cominciamo dall’inizio, e cioè dall’autenticazione. Fare diventare ubuntu un client in un dominio windows active directory (parecchio diffuso) è da mal di testa. E’ l’inizio di parecchi mal di testa, che ahimè porta quasi sempre a ripiegare su client win …

  2. [2]

    l’idea di creare una versione dedicata al mondo business è sicuramente interessante, assurdo però che per scaricarla debba farti “schedare” e accettare una EULA.

    sono passato al free software proprio per evitare questo tipo di cose ed essere libero di fare quello che mi pare con il MIO software.

  3. [3]

    Vabbè… quanto ci metterà a finire su Torrent? E se non ci arriva è proprio perché non gliene frega a nessuno di scaricarla!

  4. [4]

    Ditegli di dedicarsi ad Ubuntu vero e proprio invece di pensare alle aziende…

    Ma cosa ne sa lui se un azienda vuole usare un software o un altro??
    E se un azienda lavora su facebook? XD

    Ma non capisco perchè si mette ad impazzire su distro che non avranno MAI SUCCESSO..
    Come Kubuntu..Business.. Edubuntu.. e tutte queste cose strane..

    3 devono essere le distribuzioni..
    Ubuntu
    Xbuntu
    Lubuntu..

    STOP.. solo così si può crescere.. Mark.. non mi stai piacendo + -.-
    E pensa ad Ubuntu che e’ un sistema pieno di GUAI

  5. [5]

    @Salvatore:
    Ok tutto ma qui le risorse necessarie a questa versione sono state tipo 1 giorno di lavoro per creare il form con l’Eula da accettare e customizzare la versione base di Ubuntu. Così però possono dire di aver creato una versione che è orientata all’uso industriale.
    Ci vedo più che altro marketing ma onestamente Ubuntu non ci ha perso niente.

    @Luca:
    L’Eula è perché alcuni software inclusi la richiedono, è l’unico modo che hanno per poter rilasciare una versione già con VMWare tanto per fare un esempio

  6. [6]

    WOW chissà quali livelli di produttività si raggiungeranno con Unity! già fastidiosa in ambito home.. click triplicati, una dash incomprensibile e confusionaria, un launcher che appare quando non dovrebbe, bug vari… in ambito aziendale diverrebbe a dir poco frustrante.

  7. [7]

    @pippo:
    si la questione dei software come vmware l’avevo capita, ma perchè però prendere giù i dati degli utenti? è questo che non mi è chiaro.
    ovvio che non avendo nulla da nascondere uno li può mettere benissimo, ma cosi facendo vai contro uno dei principi che è sempre stato alla base del free software (software accessibile a tutti senza se e senza ma), si stanno tirando dietro tutta la comunità.

    Vero che anche red hat ti da accesso al suo sistema solo previo pagamento (anche se c’è centos che è red hat linux ricompilato), ma red hat mi pare si comporti in maniera totalmente diversa nei confronti della comunità (vedi fedora, o comunque tutti i software da loro sviluppati che vengono rimandati in upstream).
    Canonical ce la sta mettendo tutta per tirarsi dietro tutto il mondo foss! Non puoi gestire una distro linux nello stesso modo in cui la apple gestisce mac os X!
    Per una distro linux la comunità è fondamentale.

  8. [8]

    Ernesto, R7:
    Ubuntu per il business? Cominciamo dall’inizio, e cioè dall’autenticazione. Fare diventare ubuntu un client in un dominio windows active directory (parecchio diffuso) è da mal di testa. E’ l’inizio di parecchi mal di testa, che ahimè porta quasi sempre a ripiegare su client win …
    .
    WOW chissà quali livelli di produttività si raggiungeranno con Unity! già fastidiosa in ambito home.. click triplicati, una dash incomprensibile e confusionaria, un launcher che appare quando non dovrebbe, bug vari… in ambito aziendale diverrebbe a dir poco frustrante.
    .
    Due fotografie perfette dello status quo.
    .
    Da Linuxiano piuttosto convinto (in realtà ultimamente deluso da un po’ tutte le scelte desktop) posso solo dire: CHE SCHIFO.
    .
    Un sistema operativo per uso professionale??? Ma stiamo parlando di quello stesso Ubuntu (con quell’interfaccia diarroica), con due pacchetti in meno e due in più??
    .
    No, no, mi dispiace, non ci siamo. Ma una realtà (davvero) professionale fatta di migliaia di client in rete l’hanno mai vista?
    .
    Ubuntu è stata una speranza per il desktop Linux, home e professionale.
    Purtroppo credo che tra diec’anni di questo passo Canonical non esisterà più.
    .
    Mi ripeto: che schifo.

  9. [9]

    @Luca:
    Se devo dire la mia sul perché chiedano i dati è per il semplice fatto che VMWare Player per scaricarlo ti chiede di registrarsi e accettare l’Eula e quindi Ubuntu per poterlo rilasciare deve fare altrettanto passando poi i dati a VMWare. Altrimenti non penso che mai avrebbe avuto l’autorizzazione a preinstallarlo sul sistema.

  10. [10]

    Ma se della versione businness non ve ne frega un cazzo perché commentate? Tanto non toglie comunque “tempo” agli sviluppatori perché se si tratta di una semplice Ubuntu, con sostituiti alcuni pacchetti, DUBITO FORTEMENTE che ci abbiano messo a lavorare qualcuno per farla (forse il più scarso degli sviluppatori Canonical, e forse è un bene). Per il resto finché Canonical consentirà di SCEGLIERE quale versione installare e non includerà sw proprietario DI DEFAULT, nella normale versione di Ubuntu, non ci sarà alcun problema.

    Sarebbe bello vedere la faccia di chi critica tale scelta se le aziende dovessero davvero apprezzare una mossa del genere. XD Mah…quanta presunzione!

  11. [11]

    Remix? Mi pare di averlo già sentito usare per un’altra distro.

    Comunque, caro Mark, se vuoi creare una versione per le aziende (idea buona in sè) perchè non fai una bella “Spin” con dentro tutto software open source? Senza l’avvilente necessità di sottoscrivere un EULA?

  12. [12]

    @marco:
    guarda che nessuno sta dicendo che siano dei cretini eh! anzi l’idea in se non è neanche male, si critica il fatto che il download non sia “libero” se non dopo aver sottoscritto una EULA e aver lasciato i tuoi dati.

    E poi scusa esiste un’alternativa open a vmware: virtualbox ose.
    Adesso possiamo discutere sul fatto che vmware sia migliore di virtualbox, probabile e non lo metto in dubbio, ma se la tua azienda promuove e distribuisce software open source/free software perchè tu vuoi a tutti i costi dare una soluzione proprietaria? Aziende o no, se fai una scelta dovresti portarla avanti sempre e non solo quando ti fa comodo.

    E comunque per il fatto delle critiche, se permetti sono libero di commentare la notizia dando il mio parere e soprattutto sono libero di farlo nel momento in cui il mio commento cerca di essere una critica costruttiva e non un semplice “che idea del c***o! spero muoiano tutti!”. Se vuoi saperlo non uso neanche più ubuntu da un pezzo ;)

  13. [13]

    > Adesso possiamo discutere sul fatto che vmware sia migliore di virtualbox, probabile e non lo metto in dubbio
    .
    Assolutamente no, imo.
    Sono passato da VMware a Virtualbox anche per le installazioni di vm di produzione presso alcuni miei clienti.
    Non dà poblemi e ne risolve pure altri che si sono venuti a creare. Eccellente.

  14. [14]

    @Marco Buratto:
    allora motivo in più per essere perplessi della scelta di canonical ;)

  15. [15]

    il problema che Virtualbox è gratis solo per uso personale, se lo usi con le estensioni (PUEL) in azienda mi pare devi pagare la licenza, mentre il player di VMware no.

  16. [16]

    @telperion con le estensioni si. Ovviamente se usi la OSE in azienda c’è qualcosa che devi rivedere nel piano d’impresa :D

  17. [17]

    anni fa a li avrebbero riso in faccia se proponevano una cosa così. Forse ora, a forza di calare la corda, hanno qualcuno che dice: “massì dai, l’EULA chissenefrega”…
    sottoscrivo il commento di Marco Buratto. Che schifo.

  18. [18]

    @Santiago (keteremillpario):
    Se hanno fatto l’Eula per Ubuntu sì, ma se l’Eula è per un programma installato di default in questo particolare caso no.

  19. [19]

    Scommetto che l’età media dei commentatori è di 15 anni e che le competenze in ambito Business è pari a zero!
    Per tutti i detrattori di Ubuntu, immaginate cosa sarebbe il mondo del software senza Canonical… per parlare di Linux, APPLICATO con successo nel mercato di massa, dovremmo riferirci ad Android. E vorrei ricordare ai puristi del non_so_cosa la fine che ha fatto Mandriva/Mandrake, OpenSuse, OpenSolaris e di come la stessa Red Hat abbia deciso di cancellare il progetto Free della propria distro ripiegando su Fedora.
    Invece che criticare Unity che e’ una scelta in piu’ vi invito a dare il vostro contributo con azioni concrete come debugging o da sviluppatori nell’autentico spirito del Free Software invece che criticare sempre tutto o tutti.
    Io, semplicemente perchè mi ha dato un altra alternativa, ringrazio Canonical ed Ubuntu.

  20. [20]

    @botero
    Per quanto riguarda Unity:
    Ma se non usassero Unity o Ubuntu e basta… il problema è che ogni occasione è buona per provocare e sfrangiare le balle.

  21. [21]

    “Io, semplicemente perchè mi ha dato un altra alternativa, ringrazio Canonical ed Ubuntu”
    .
    Ma questa è una grande presa per i fondelli, Canonical non sviluppa QUASI NULLA, prende tutto da altri e fa SOLO UN GROSSO CANCAN mediatico e poco altro, spendendo pure una quantità di soldi (buttati), con farcitura di concetti social-umano-open-stacippa, degni del più becero politicante.
    Prendi openSuse, pclinux, debian, e altre 10 distro e spiegami che ca55o cambia dalla “greandissima ubbbbuntuuuu”. Non cambia una emerita minquia.
    Mo basta co sta storia che cannonical e ubbbuntu abbiamo fattp chissà che cosa per gnu/linux, l’hanno solo spremuto come un limone per i proprio interessi, e se non ve ne rendete conteo peggio per voi.
    Fate debugging per archlinux o debian che è meglio, almeno dietro non c’è nessuno che vuol guadagnarci e basta.
    Mapperfavore và, SVEGLIA!!!!!!
    ecchekkkkkk….
    Proprio pirla fino al buco del cul!

  22. [22]

    Canonical ha fatto incrementare l’attenzione verso Gnu/Linux…se non ci fosse stata lei invece che nel medioevo saremmo nel paleolitico.
    Se non piace basta non usarla.

    @botero
    quoto al 100%

  23. [23]

    @telpeiron Amen!

    Paleolitico? Altro pirla

  24. [24]

    Scusate il trasporto, ma installando il primo linux, credo mandrake ai tempi di win 95, e non trovandoci particolari difficolta nel farlo all’epoca (Ubuntu ancora doveva essere concepito) sia con ambiente gnome che con kde, e tanto di connessione internet con modem seriale 16k, non mi pare proprio che Ubuntu sia una specie di miracolo divino, prendete una qualsiasi distro attuale e non mi pare ci siano grosse difficoltà ad installarla, come che senza ubuntu gli installer non si fossero comunque evoluti in 20 anni …
    Secondo me prevae ignoranza e pigrizia di utenti abituati ad apt, che non riescono a vedere altro che la distro più inutilmente “strombazzata” a destra e a manca, in questo si ubuntu detiene il primato assoluto senza contribuire ad un cavolo di codice, spesso invece presa in giro dalle altre comunità per le “patch” più fantasiose e per soft perennemente bacati da versione a versione, prendete brasero ad esempio, sono anni che non funziona.

  25. [25]

    @telperion

    Riguardo al discorso codice concordo però è innegabile che abbia altri meriti, meriti di marketing perchè se non ci fosse stata canonical dubito che lo sviluppo lato desktop avrebbe portato dove siamo adesso perchè gli utenti sarebbero stati mooolto meno e quindi anche l’interesse di alcuni produttori (vedi ATI ad esempio).

    Da li la mia battuta tra medioevo (parlando di ATI ad esempio..la situazione è buona ma siamo lontanissimi dalla controparte windows) e paleolitico (dove forse qualcuno qui sopra avrebbe trovato più facile comunicazione con i proprio simili…LOL )

    Certo, se guardi lato codice sono d’accordo ;)

  26. [26]

    Di solito difendo Canonical, ma in questo caso dico: ottima idea (pensarci prima?), brutta realizzazione.
    Innanzitutto perché la 11.10? Le aziende vogliono stabilità, quindi è obbligatoria la scelta della LTS.
    Poi, il SW: l’integrazione con i domini Windows è qualcosa di necessario.
    L’impressione è quella di un’idea improvvisata: non si lavora così.

  27. [27]

    @sphinx
    meriti e marketing è un bel ossimoro, un concetto puramente consumistico.
    Qui bisogna capire se il marketing è un concetto positivo o no, per lo è molto poco, marketing = fuffa per ribecillire.
    Lo stesso marketing che fa credere alla gente che Jobs ha inventato pc telefoni eccetera, che fa supporre che Ubuntu = Linux, mentre più passa il tempo e ubuntu è sempre meno linux e sempre più stronzate.

  28. [28]

    @telperion

    Capisco il tuo punto di vista ma non lo condivido. Indipendentemnte da fattore positivo o meno del marketing non puoi negare che man mano che ubuntu prende piede i produttori iniziano a muoversi (lentamente ma quantomeno iniziano).
    Poi il bello è che ognuno può usare quello che gli pare e sfruttare questa maggiore attenzione per la propria distro.

    Il marketing è anche un merito, poi possiamo stare settimane intere a discutere sull’etica ma il risultato rimane:Canonical fa tanto pe Linux, o meglio lo fa per se stessa (e lo ritengo giusto) e di riflesso ci guadagnamo tutti

  29. [29]

    Ho qualche dubbio che l’aumento dei dispositivi supportati dal kernel, abbiano qualche legame con la diffussione di ubuntu, che in generale resta ridicola.
    Ecco appunto il merketing ti suggerisce subdolamente questa relazione tutt’altro che provata.
    Ubuntu ha appunto la fastiodisa abitudine di insinuarsi in tutte queste zone grigrie e cannibalizzarsi meriti che son tutti da dimostrare.
    Questo vrea un enorme circolo “vizioso” che spinge il tutto verso il basso, come ad esempio, se la letteratura fossero solo i libri di vespa, dei comici di zelig o le ricette di cucina, visto che sono i più venduti, e il resto fosse monnezza, mentre magari è esattamente il contrario.
    Bello il marketing, una vera benedizione per l’umanità …

  30. [30]

    Sono d’accordo con Botero.
    A mio parere i detrattori di Ubuntu sono veterani di Linux infastiditi dall’idea che esso possa diventare accessibile anche agli utenti inesperti (popolare, commerciale, mainstream, e sinonimi), in quanto fino ad ora riservato alla nicchia di esperti dando loro questo “valore aggiunto” di possedere Linux, che verrebbe meno nel caso in cui il sistema diventasse popolare.
     
    Una motivazione di carattere obiettivo e ragionato non la trovo, visto che molti di questi neanche usano Ubuntu, e quest’ultima con le sue scelte non influenza ciò che è Linux.
     
    Purtroppo è per colpa di questa gente che Linux fa fatica a crescere
    Provi a fargli capire che gli utenti non sono tenuti ad imparare un sistema operativo, e ti rispondo dicendo “SE NE TORNASSERO A WINZOZ/OSX!!!”…
    Come se non voler imparare un sistema significasse dover essere obbligati a dare soldi a Microsoft o Apple…

  31. [31]

    @telperion

    Mo basta co sta storia che cannonical e ubbbuntu abbiamo fattp chissà che cosa per gnu/linux, l’hanno solo spremuto come un limone per i proprio interessi, e se non ve ne rendete conteo peggio per voi.
    Fate debugging per archlinux o debian che è meglio, almeno dietro non c’è nessuno che vuol guadagnarci e basta.

    A me basta questo per capire che tu NON HAI CAPITO NULLA DI FLOSS!
    Guadagnare è sempre stata una possibilita’ contemplata da RMS e l’unica cosa che si chiede e quella di rispettare la licenza, meglio quando e’ GPL perche’ garantisce evoluzione al ecosistema.
    Una volta che ti sei messo bene in testa questo concetto cerca di vivere nel mondo reale e chiediti perche’ la Apple vende… se per te il marketing non significa nulla spero tu non faccia mai il CEO in qualche società, la faresti fallire il giorno dopo!
    Android e’ Linux, e’ promosso bene e rende alla comunita’ perche’ un botto di sviluppatori si stanno skillando sulle competenze necessarie. Certo, lo sviluppo non avviene a livello kernel ma questo ti fa capire che la diffusione e’ importante. Piu’ utenti = piu’ interesse = piu’ sviluppatori! E’ tanto difficile?
    E come si fa ad attirare nuovi utenti?? Dicendo ai niubbi di usare la shell… ma per favore… non farmi ridere e ringrazia Ubuntu. Se si parla ancora di GNU/Linux che nel settore Desktop dopo il megaflop di KDE 4 le cose vanno sempre peggio…

  32. [32]

    ERRATA CORRIGE
    (potreste implementare almeno la modifica dei messaggi)

    @telperion

    “Mo basta co sta storia che cannonical e ubbbuntu abbiamo fattp chissà che cosa per gnu/linux, l’hanno solo spremuto come un limone per i proprio interessi, e se non ve ne rendete conteo peggio per voi.
    Fate debugging per archlinux o debian che è meglio, almeno dietro non c’è nessuno che vuol guadagnarci e basta.”

    A me basta questo per capire che tu NON HAI CAPITO NULLA DI FLOSS!
    Guadagnare è sempre stata una possibilita’ contemplata da RMS e l’unica cosa che si chiede e quella di rispettare la licenza, meglio quando e’ GPL perche’ garantisce evoluzione al ecosistema.
    Una volta che ti sei messo bene in testa questo concetto cerca di vivere nel mondo reale e chiediti perche’ la Apple vende… se per te il marketing non significa nulla spero tu non faccia mai il CEO in qualche società, la faresti fallire il giorno dopo!
    Android e’ Linux, e’ promosso bene e rende alla comunita’ perche’ un botto di sviluppatori si stanno skillando sulle competenze necessarie. Certo, lo sviluppo non avviene a livello kernel ma questo ti fa capire che la diffusione e’ importante. Piu’ utenti = piu’ interesse = piu’ sviluppatori! E’ tanto difficile?
    E come si fa ad attirare nuovi utenti?? Dicendo ai niubbi di usare la shell… ma per favore… non farmi ridere e ringrazia Ubuntu se si parla ancora di GNU/Linux che nel settore Desktop dopo il megaflop di KDE 4 le cose vanno sempre peggio…

  33. [33]

    Shuttleworth ha finalmente capito che l’unico mercato che paga, realmente, è il mercato aziendale (RedHat insegna).
    Se vuoi farti pagare il sistema operativo da un utente consumer l’unica strada è la preinstallazione ma GNU/Linux non ha ancora molta voce in capitolo a riguardo anche se dietro c’è Shuttleworth.

  34. [34]

    La mia idea è che Ubuntu abbia fatto per Linux più di quello che molti power user sono disposti ad ammettere.

    Poi però a volte se ne esce con scelte discutibili (se non dire deplorevoli) che mi fanno cadere le braccia :D Ma questa è un’altra storia. :D

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