Siamo abituati a sostenere che il software libero/aperto sia più sicuro delle controparti proprietarie in virtù del fatto che un maggior numero di persone può analizzarne i sorgenti ed, eventualmente, individuarne bug.
Nessuno si scandalizzerà quindi scoprendo che nel 2008 sono state riportate ben 115 vulnerabilità di Firefox, mentre la concorrenza (rappresentata da Internet Explorer, Safari e Opera) rimane attestata attorno alla trentina.
Dovremmo perciò supporre che la mamma del panda rosso non sia interessata alla sicurezza del suo browser? Se lo facessimo sbaglieremmo, visto che Mozilla Corporation è risultata essere la più celere nel correggere vulnerabilità di tipo 0-day.
Nel passato anno Firefox è risultato vulnerabile a soli tre 0-day (due “not critical” e un “less critical”), corretti in un arco temporale che va dai 15 agli 80 giorni.
Internet Explorer, al contrario, è risultato vulnerabile a sei 0-day, tre dei quali non ancora corretti; la severità varia da “not critical”/”less critical” (uno/tre bug) a “moderate”/”high” (uno/uno), con tempi di correzione variabili tra 78 e 294 giorni.
I dati sono stati raccolti da Secunia e inclusi nel suo “2008 report“.

Deh hi hi ho ho Internet Explorer, al contrario, è risultato vulnerabile a sei 0-day, tre dei quali non ancora corretti… ma robe da pazzi
di xo1100 - 10 marzo 2009 - 13:57
Paaaaandaaaa??? Maaaa non era una vooolpe???
hahaahahaha…
di UM - 10 marzo 2009 - 17:44
no, è un panda rosso in inglese firefox…
di luimors - 10 marzo 2009 - 19:18
hihihihihihi…
di UM - 11 marzo 2009 - 09:28
Eh, UM! E’ un panda rosso!
di xo1100 - 11 marzo 2009 - 10:39
Finiscila tu! hahahahahahaaha…
di UM - 11 marzo 2009 - 17:02