No, non siamo impazziti: non vogliamo parlare di uova di Pasqua in pieno agosto! Gli Easter Eggs sono dei simpatici scherzi che gli sviluppatori di tanto in tanto inseriscono all’interno delle loro applicazioni per stuzzicare la fantasia degli utenti, e a volte riescono a diventare dei veri e propri passatempo.
Gli utenti Debian e Ubuntu avranno avuto a che fare con una curiosa mucca che, a comando, compare sul terminale: digitando infatti “apt-get moo” all’interno del terminale verrà mostrata una mucca disegnata in ASCII Art, con tanto di scritta “Have you mooed today?”. Questo non è l’unico Easter Egg di Ubuntu, né tanto meno del mondo Linux.
Sempre da terminale, infatti, provate a lanciare il comando:
$ aptitute -v moo
Credete davvero che non ci siano sorprese? Non demordete, e aggiungete una “v” al parametro -v: ancora una volta, vi verrà fatto credere che non c’è nulla. Continuate, e alla quarta v l’applicazione inizierà a cedere. Un’altra lettera v aggiunta, e un disegno comparirà sul terminale: cos’è? La spiegazione è disponibile aggiungendo, tanto per cambiare, un’altra v al comando. Per chi non l’avesse colto, si tratta di un riferimento al libro “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry.
Gli utenti Ubuntu che hanno deciso di aggiornare a Lucid Lynx potranno gustare un ulteriore Easter Egg: installate infatti il pacchetto sl, tramite il comando
$ sudo apt-get install sl
e digitate “sl”. Un simpatico trenino invaderà il terminale, scorrendolo da destra verso sinistra, per poi lasciare il posto alla tradizionale riga di comando.
Alzi la mano chi non ha mai giocato a Space Invaders: intere generazioni hanno passato molto del proprio tempo libero a difendere il pianeta Terra dall’invasione di mostruosi alieni, a colpi di razzi e raggi laser. Nostalgici del gioco, è giunto il vostro momento: aprite il foglio di calcolo di OpenOffice (Calc), e digitate in una cella la stringa “=GAME(“StarWars”)”. Ecco che potrete finalmente rivivere le emozioni di quando, da bambini, credevate di essere i salvatori del pianeta.
Gli sviluppatori del Kernel Linux, oltre ad essere tremendamente occupati nella scrittura delle migliaia e migliaia di righe di codice che andranno poi a comporre la base delle nostre distribuzioni Linux, hanno anche il tempo di aggiungere interessanti commenti al proprio codice. A volte, però, non risparmiano imprecazioni e parolacce: digitate infatti il comando
$ grep -r fuck /usr/src/linux[TAB]
dove al posto di [TAB] va premuto il tasto di tabulazione della propria tastiera per avere subito a disposizione i vari file e cartelle presenti nella directory. Il risultato? Ogni volta che uno sviluppatore ha scritto la parola “fuck” verrà mostrata a terminale. Divertitevi a cambiare chiave di ricerca, scegliendo ad esempio shit, damn e altre parole non proprio eleganti in lingua inglese.
Curiosi di conoscere altri Easter Eggs? Restate sintonizzati, nei prossimi giorni seguiranno altri simpatici scherzetti che gli sviluppatori hanno deciso di regalarci.

Volevo segnalare che il comando il primo easter egg è sbagliato:
$ aptitude -v moo
Sicuramente è una svista!
Ciao!!!
di bonimba - 10 agosto 2010 - 10:02
Immagino che in Ubuntu Christian Edition (ubuntuce.com) abbiano tolto le bestemmie…
di Lix - 10 agosto 2010 - 11:48
Gli Easter Eggs, nella maggior parte dei casi, non sono solo dei “simpatici scherzi” degli sviluppatori, ma vengono utilizzati come Watermark per certificare la paternità del codice e/o programma in questione.
Ad esempio, se qualcuno vuole creare un nuovo foglio di calcolo commerciale e close source ma non fa altro che copiare brutalmente il codice di Calc allora la Sun, pardon la Oracle, per dimostrare la paternità dell’opera e quindi il plagio chiede al giudice l’esecuzione della propria procedura (che teoricamente dovrebbe essere segreta) e nel caso di comparsa dell’Easter Eggs vi è la conferma del plagio.
di cleropaleis - 10 agosto 2010 - 12:39
se almeno si vedesse un’immagine..
di robuol - 10 agosto 2010 - 15:18
@Lix
Però ci hanno aggiunto i rosari
di abba - 10 agosto 2010 - 19:52
Ci aggiungo io, dopo i rosari mettiamo un po di ostia così possiamo finire a tarallucci e vino!
Si vede proprio che siamo in un periodo di ferie!
di @rchie - 11 agosto 2010 - 11:58
di @rchie: “Si vede proprio che siamo in un periodo di ferie”
Io dire che Ubuntu e alla frutta non propone niente di nuovo
di cicciomix - 12 agosto 2010 - 01:08
c’è un errore nel codice per il piccolo principe,
è aptitude -v moo
e non aptitute -v moo
di Andrea - 13 agosto 2010 - 00:25