Android vs Linux: i dissensi continuano

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Quello tra Android e il Kernel Linux non è mai stato un rapporto tutto “rose e fiori”, come invece potrebbe sembrare andando a considerare il fatto che alla base del sistema operativo mobile di Google c’è proprio il software che ha reso famoso anni fa Linus Torvalds. Gli sviluppatori Android, del resto, hanno sempre preferito seguire una strada propria, per certi versi completamente diversa da quella sulla quale viaggia da circa 20 anni Linux.

Nemmeno il tentativo di assumere nuovi sviluppatori con lo scopo di riavvicinare un po’ il cammino dei due progetti è servito a qualcosa, come analizza anche Steven Vaughan-Nichols per Computer World.

Uno dei punti di dissenso tra le due parti è anche la presenza di software considerato non opportuno da parte degli sviluppatori del Kernel Linux, tra i quali figura anche WakeLocks, uno strumento per la gestione dell’energia residua presente nella batteria dei dispositivi.

In casa Google, del resto, non capiscono come soluzioni come WakeLocks possano aver portato Torvalds e soci ad una posizione così restia nei confronti di Android, quando, come evidenzia anche Ted Ts’o, “è difficile pensare ad una distribuzione Linux che non contenga pacchetti “out-of-tree”.

Alla questione si è unito anche James Bottomley, ingegnere Novell, il quale ha tenuto a sottolineare che per tornare in sintonia con il Kernel Linux, gli sviluppatori Android dovranno fare un grosso sforzo, ma ciò sarà sicuramente un bene per l’intera comunità. Sforzo che, secondo Ted Ts’o, dovrebbe essere fatto anche dagli sviluppatori di Linux, che non devono attendere il team Android, ma invece dovrebbero iniziare ad operare da soli per risolvere il problema.

La questione Android vs Linux, dunque, è sempre aperta, e nonostante la soluzione migliore per entrambe le parti, oltre che per l’intero mondo Open Source, sia quella di una collaborazione tra Google e il team guidato da Torvalds, sembra che ne passerà di tempo prima di poter vedere ciò diventare realtà.

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Commenti

  1. [1]

    io penso che se si mettessero davanti a un paio di birre e qualche pizza risolverebbero tutto.

  2. [2]

    Mah…..a mio parere e termini imposti da Linus per il rientro del kernel Android in quello Linux sono troppo rigidi ed è Linus che dovrebbe essere un pochino più flessibile e guardare solo i benefici che l’operazione dovrebbe portare. Si lamentava tanto della mancanza di talenti giovani che contribuiscono al kernel e poi, non appena trova una grande realtà come Google piena di giovani talenti, va ad impantanarsi così! In Linux deve accelerare lo sviluppo….e senza il prezioso contributo che Google potrebbe dare la vedo molto ma molto dura.

  3. [3]

    @ iopen
    Magari facendosi anche qualche joint…..venture! :-)

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