Wikipedia abbandona Red Hat e sceglie Ubuntu

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La fondazione Wikimedia ha annunciato che entro pochi mesi tutti i suoi server utilizzeranno Ubuntu 8.04. La scelta è motivata principalmente dalla necessità di semplificare l’infrastruttura. Finora i server, che tra l’altro ospitano Wikipedia, girano su distribuzioni “di stampo Red Hat” abbastanza disomogenee.

Infatti man mano che occorreva installare nuovi server, questi venivano equipaggiati con le versioni più recenti dei sistemi prodotti e/o sponsorizzati da Red Hat. Basti pensare che tra i 400 server utilizzati ci sono installazioni di Red Hat 9 (targata 2003) fianco a fianco alle più recenti release di Fedora.

L’idea di utilizzare su tutte le macchine la stessa distribuzione Gnu/Linux permetterà quindi una notevole semplificazione della manutenzione. Wikimedia avrebbe comunque potuto scegliere di continuare ad utilizzare prodotti Red Hat, ma ha probabilmente preferito Ubuntu per la parità di trattamento che Canonical riserva al mercato Enterprise e alla comunità (difatti di Ubuntu non c’è una versione “pro” e una versione “home”).

In precedenza anche Red Hat applicava questa politica: un’unica versione su cui potevano essere acquistati dei servizi a pagamento. Ora, invece, da un lato c’è Red Hat Enterprise Linux (che si paga), dall’altro Fedora, gratuita e senza possibilità di assistenza professionale.

Con la scelta di Ubuntu Hardy Heron, inoltre, Wikimedia si mette al sicuro per gli aggiornamenti futuri: da un lato Canonical promette di fornire patch di sicurezza per almeno cinque anni, dall’altro il passaggio ad una versione successiva non comporta il pagamento di licenze o altri dazi.

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Commenti

  1. [1]

    Una scelta singolare. Mi piacerebbe conoscere più in dettaglio le motivazioni che hanno portata a preferire Ubuntu alla versione gratuita (di fatto) di Red Hat Enterprise Linux, vale a dire CentOS.

  2. [2]

    sembra strano pure a me! Di red hat si paga l’assistenza. se uno si scarica red hat (leggendo la licenza) non dovrebbe infrangere alcuna licenza di utilizzo! E poi centos non è ufficialmente sostenuta da RH ma in sostanza (mi pare) al 98% è Red Hat Enterprise Linux!
    Mi viene da pensare ad una news di qualche tempo fa…in cui si parlava della decisione di Canonical di entrare prepotentemente nel mondo dei server con un pacchetto simile a quello RH. E mi sa che Canonical abbia deciso di aprire il portafoglio per questa mega sponsorizzazione!
    Bè…auguri canonical…tanto io ubuntu non lo scarico :P

  3. [3]

    Io uso da parecchio tempo Ubuntu versione Desktop e mi trovo da Dio, quindi se la server funziona come la versione sopraelencata,allora è stata fatta un’ottima scelta;)

  4. [4]

    Kuntz e cico,
    il problema riguarda il trattamento “Enterprise”.

    La versione “potente” di Red Hat è chiamata Red Hat Enterprise Linux ed è a pagamento sia per l’utilizzo che per l’assistenza. Include qualcosa di più di Fedora, che è spesso usata come banco di prova per le ultimisse tecnologie.

    Ubuntu invece non ha una versione “Enterprise” e il pagamento riguarda solo l’assistenza: l’utilizzo è gratuito. Per Fedora non ci sono possibilità di avere un’assistenza “ufficiale” da parte di Red Hat, né sono previsti lunghi piani di aggiornamento (mi pare che ogni Fedora scada dopo diciotto mesi, controllate per sicurezza). Le versioni LTS di Ubuntu, invece, scadono dopo tre anni sul desktop e dopo cinque sui server (caso di Wikipedia).

    Va da sé che aggiornare un server ogni sei mesi non è cosa buona: nuove versioni di linguaggi (PHP, Perl) e server (Apache, Squid) possono introdurre incompatibilità col software utilizzato. È proprio quello che Wikimedia cerca di evitare.

    Per qualche dettaglio in più:
    http://www.webnews.it/news/leggi/9320/wikipedia-si-tinge-di-ubuntu/

  5. [5]

    Grande mossa di Canonical!
    E’ la dimostrazione della bontà del loro progetto, anche in ambito server. E la community cresce.
    Poi ovvio, ognuno è libero di usare la distribuzione che preferisce.
    L’importante appunto è poter scegliere!

  6. [6]

    Io infatti ho parlato di un clone di Red Hat Enterprise Linux che si chiama CentOS, gratuita con eventuale assistenza a pagamento.

  7. [7]

    kuntz,
    CentOS non offre assistenza professionale, almeno non per ora e non nell’immediato futuro.
    Detto questo resta un’ottima distribuzione.

  8. [8]

    Mi sono spiegato male.
    CentOS non è una vera e propria distribuzione, ma è il risultato della ricompilazione dei sorgenti rpm di Red Hat Enterprise Linux. Quindi, di fatto, il supporto commerciale per CentOS lo dà Red Hat stessa, chiaramente al prezzo (comunque contenuto) di una o più licenze della versione originale.

    Forse non sarebbe stata la soluzione più elegante, ma nemmeno il guazzabuglio di Red Hat 9 e Fedora * mi sembra molto elegante. Eppure, almeno sino ad oggi, sono andati avanti così.

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