Mentre la tanto attesa nuova versione di Gimp 2.8 è prossima all’arrivo, dal CES di Las Vegas la Corel annuncia la nascita di AfterShot Pro, un set di strumenti dedicato alla gestione e l’editing fotografico simile al più noto LightRoom di Adobe. La buona notizia è che il nuovo software di Corel sarà disponibile anche per Linux ed eseguibile in maniera nativa.
Il comunicato stampa che accompagna l’arrivo di AfterShot descrive in breve quelle che sono le funzionalità del nuovo pacchetto, rivolto sia ai professionisti che ai semplici amanti della fotografia: l’editing selettivo e la gestione migliorata delle immagini raw sono solo alcune delle potenzialità offerte da questo software.
Per chi desidera provarlo, sul sito ufficiale è disponibile una versione di prova liberamente scaricabile, in formato RPM (RedHat, OpenSUSE, Fedora) e DEB (Ubuntu, Debian, Linux Mint) – quest’ultima anche in versione 64bit.

Purtroppo c’è molto poco (anzi, proprio niente) di opensource. Basta questa enorme pecca per sconsigliarlo a tutti fin dalla partenza.
No free-software, no party.
di risca - 13 gennaio 2012 - 11:54
Ottimo. Peccato che durerà poco perchè risca lo sconsiglierà a tutti.
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ASD
di sphinx - 13 gennaio 2012 - 13:12
più che altro, vista la tirchieria degli utenti linux, vediamo quanto dura la versione apposita.
Vediamo anche se arrivano i crack e relativi malware.
Comunque più che GIMP (molto diverso) il termine di paragone è Digikam.
di telperion - 13 gennaio 2012 - 13:51
In effetti in un panorama di assoluto vuoto pneumatico, mi chiedo con quale coraggio si possa criticare l’arrivo di questi software su Linux… no davvero ce ne vuole eh
Per la serie: “preferisco mangiarmi il fegato piuttosto che darvi soddisfazione”
di Emanuele - 13 gennaio 2012 - 14:14
Da utente linux mi sento offeso da quanto dici, caro telperion. Tirchieria? Tu le vedi le statistiche di Humble Bundle? Costantemente gli utenti linux sono quelli che pagano di più.
Da dove ricavi che sono tirchi?
Io i software li pago, pago pure per la musica che scarico. Son cogl1? Sì, lo so già, ma non tirchio.
È bello vedere che ogni volta ci rimani male se succede qualcosa nel mondo linux, grazie, mi riempi le giornate di gioia. (… stavolta malware e crack… crack de che?)
di nittalope - 13 gennaio 2012 - 14:15
@telperion : tirchieria degli utenti linux ? Eh già:
http://www.humblebundle.com/
Average purchase: $5.45
Average Windows: $4.87
Average Mac: $7.61
Average Linux: $10.45
di Ernesto - 13 gennaio 2012 - 14:16
Minc*iate risca e telperion a parte, sto provando quest’applicazione, e devo dire che è davvero potente e possiede un’interfaccia grafica ben congegnata anche per uno come me
Ben vengano le nuove applicazioni!
di Andrea900 - 13 gennaio 2012 - 14:43
Caro telperion la questione non è di tirchieria: Una volta per tutte, nel mondo foss si preferisce software “aperto” che se dice di fare A faccia DAVVERO A.
E non che da A ti ci ritrovi la dll o il .so che faccia B.
Se qualcuno non e un grado di leggersi il sorgente ci sono i binari di win o equivalenti di OsX. Li installi e ti fotti.
Le tecnologie delle multifunzioni, CIQ, e tante belle altre cosine NON INSEGNANO ancora niente?
Continuiamo tutti a dormire tranquilli che tra non molto ANCHE LINUX verrà appestato poi non piangiamo.
Anzi fate quel cavolo che volete tanto…
di @rchie - 13 gennaio 2012 - 15:36
“software “aperto” che se dice di fare A faccia DAVVERO A”
ALT! Non è sempre vero…anche perchè io (e come me tanti altri) devo andare in fiducia comunque perchè per me anche il sorgente è arabo..
Tant’è vero che qui
http://punto-informatico.it/1394004/PI/News/valzer-polemiche-falla-codice-aperto.aspx
c’è il claSSICO esempio di backdoor scovata grazie al traffico irregolare più che grazie al sorgente..
Ma tanto siete convinti così…tranquilli, vivete sicuramente più felici.
di sphinx - 13 gennaio 2012 - 15:47
sphinx, ma ci sei o ci fai?
il fatto di essere open source non è che rende immuni da tranelli del genere, ma consente di accertarsene e, in ogni caso, è un buon deterrente al loro utilizzo.
di botox- - 13 gennaio 2012 - 16:00
@[9] e pure per i prossimi.
Si Ciao!
di @rchie - 13 gennaio 2012 - 16:02
@sphinx: l’articolo che tu stesso citi termina con: “Questo dovrebbe far capire a chi usa applicazioni a sorgente chiusa, cioè quelle più diffuse, come non possano essere sicuri delle funzionalità di cui dispongono se nemmeno la licenza GPL, che distribuisce il codice sorgente alla luce del sole, riesce a dare garanzie.
Infatti teoricamente la licenza GPL garantisce l’utente dall’assenza di queste backdoor, ma come abbiamo visto non è sempre vero. Allora mi viene da pensare che un caso come questo costituisca solo la punta di un iceberg, la cui base è fatta dai programmi per Windows che vengono distribuiti in codice binario già pronto per essere utilizzato e la cui correttezza purtroppo non è verificabile come per i programmi distribuiti con licenza GPL.”
Per il resto il fatto che critico è solo ed esclusivamente la licenza che non è libera. Questo è IMHO un fatto più che sufficiente per sconsigliarlo.
Per lo meno nella mia scala di valori la modalità di rilascio del software è altrettanto importate quanto il software stesso. Infatti il motivo principale per il quale uso software libero è proprio la licenza che mi tutela e mi permette la condivisione.
Tutto ciò che è contrario a questo è contrario ai miei valori ed al mio modo di vivere l’informatica.
di risca - 13 gennaio 2012 - 16:04
DAL LINK DI SPHINX
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allora sono andato a controllare il codice sorgente dell’applicazione e ho trovato che era stato inserito un codice codificato con algoritmo base 64 in un file php.
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Questo dimostra che ho ragione da vendere sui tipini vero sphinx?
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Anzi prima di precipitarvi per poter dare adosso a chi non la pensa come te. leggi prima.
DOPPIO LOL.
di @rchie - 13 gennaio 2012 - 16:09
Anzi questo post lo incornicio con scritto sotto: questi sono le persone che ingrassano la massa.
Così non me ne dimentico e mi risparmio pure di commentare.
di @rchie - 13 gennaio 2012 - 16:14
E adesso sono pure pronto al martirio!
Date di tastiere.
asd
di @rchie - 13 gennaio 2012 - 16:16
@telperion
Più che tirchieria magari non serve a tutto l’1%…
di Shiba - 13 gennaio 2012 - 16:18
@archie
Ma veramente…più che leggere che il codice sorgente lo ha letto SOLO DOPO essersi accorto di traffico anomalo..e si che è italiano!
Dalla serie…ho visto la pianta solo dopo esserci andato addosso. Eheehehe..però poi l’ho vista la pianta!!!
LOL
@risca
Non ho mai detto che il non avere il sorgente sia meglio..ho solo fatto notare che non è vero che codice sorgente=certezza, tutto li.
“Infatti teoricamente la licenza GPL garantisce l’utente dall’assenza di queste backdoor, ma come abbiamo visto non è sempre vero”
Ed infatti su questo concordo al 100%
di sphinx - 13 gennaio 2012 - 16:39
@archie
“allora sono andato a controllare il codice sorgente dell’applicazione e ho trovato che era stato inserito un codice codificato con algoritmo base 64 in un file php.”
E’ quell’ “allora” iniziale che ti sfugge..su che ce la fai XD
di sphinx - 13 gennaio 2012 - 16:40
wow
Humble Bundle come esempio di spesa?
Quanto pesa nell’economia dei videogames?
Lo 0,00001%?
Pechè un utente win (unica piattaforma decente oltre alle console per il gaming) deve comprare game da Humble Bundle con tutta l’offerta che ha su pc?
E quelli su pc che spendono 50€ (e più) a gioco (e sono milioni)?
E quelli su console che spendono 80€ (e più) a gioco (e sono milioni)?
Humble Bundle? WTF!
Poi tra le altre cose, ben diversa è l’utenza “game” da quella software produttivi home o soho.
Comunque tornando in tema 90€ per AfterShot Pro, probabilmente sono un buon prezzo (non l’ho povato e neppure Digikam) per chi ha una buona macchina digitale (che costa assai di più) e vuole archiviare e elaborare le sue foto, ma visto che non mi troppe faccio illusioni, quante copie venderanno per “linux”?
Io spero molte, ma ci credo poco.
di telperion - 13 gennaio 2012 - 16:53
@telperion
E su cosa dovrebbero farle le statistiche? Su Skyrim che è solo per Windows? Suvvia, se il software serve la gente lo compra, se no vuol dire che si sta bene lo stesso…
di Shiba - 13 gennaio 2012 - 17:28
Io sono uno di quelli che non comprerà mai questo software, ma solo perché è sovradimensionato per le mie esigenze (taglia-ridimensiona-schiarisci-scurisci-occhi rossi lo fa bene anche GIMP) e non lo comprerei neppure se usassi Win o MacOs.
Però sono molto contento che una software house come Corel investa su linux, anche se propone software closed source. Un’alternativa in più da poter prendere in esame, l’importante è poter scegliere, non mi piace che altri lo facciano per me.
di Fabio - 13 gennaio 2012 - 18:08
“In effetti in un panorama di assoluto vuoto pneumatico, mi chiedo con quale coraggio si possa criticare l’arrivo di questi software su Linux”
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“ALT! Non è sempre vero…anche perchè io (e come me tanti altri) devo andare in fiducia comunque perchè per me anche il sorgente è arabo..”
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Risca, pure tu che mi cadi sui fondamentali.
Trovami il punto della licenza GPL in cui si asserisce (o se ne deriva) una cosa del genere: “Infatti teoricamente la licenza GPL garantisce l’utente dall’assenza di queste backdoor, ma come abbiamo visto non è sempre vero”. Ma quando mai???
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Linari da un tanto al chilo!
Puah!
di stufo - 13 gennaio 2012 - 20:22
@Telperion
Nel campo del software libero, oltre a DigiKam penso siano di buona fattura anche RawTherapee e DarkTable
di abba - 13 gennaio 2012 - 21:11
Nel mio modo di vedere usare un sistema free-open (gnu/linux/bsd/quellochevuoi) e usare programmi chiusi è assolutamente in contraddizione. Si potrebbe ribattere che usiamo di continuo programmi o files provenienti da codice chiuso nei nostri sistemi operativi, come codecs, drivers, flash, pdf, ecc. Ma rimane il fatto che non sono mai contento di questo, che preferirei che così non fosse perché, a parer mio, più si usano questi formati e questi programmi chiusi più la libertà degli utenti viene limitata. Se devo usare un programma di photoediting chiuso vado su win o su mac e uso photoshop.
Ma alla base del free-software c’è la libertà di utilizzare quello che si vuole: che dei programmatori abbiano un minimo di mente aperta e rendano disponibile il loro programma per linux è un fatto positivo. L’offerta aumenta, e gli utenti sono liberi di scegliere o (più verosimilmente) non scegliere quel programma. Questo è il bello del FOSS, su un dispositivo apple mi è impossibile installare quello che voglio. Certo, se i suddetti programmatori avessero un po’ di apertura mentale in più e rendessero il programma open sarebbe meglio. Resta il fatto che personalmente su linux non lo userò mai.
di LolAsdOmgWtfAfk - 14 gennaio 2012 - 05:18
C’è un altro programma simile a pagamento che si chiama Bibble…
L’idea di fare i soldi con il software al dettaglio è veramente bislacca e lo si può fare solo se il costo non supera la soglia psicologica dei 9,99 euro…
di Danielsan - 14 gennaio 2012 - 12:58
Io onestamente preferisco dare soldi per Gimp se come promettono la versione 2.8 sarà veramente usabile non a dei bastardi che sfruttano solo la “popolarità” che sta acquisendo GNU/Linux solo per fare cassa mentre prima se ne sono sempre fregati.
Gimp ha una curva d’apprendimento moooolto inclinata??
Nella vita senza sudare non si ottiene niente in qualunque campo.
di Prof. Massimo Sconvolto - 14 gennaio 2012 - 14:07
“Prima se ne sono sempre fregati”
La Corel aveva anche una propria distro eh.
di Alessio Biancalana - 14 gennaio 2012 - 14:32
“Nella vita senza sudare non si ottiene niente in qualunque campo.”
Sì, però c’è differenza tra doversi sbattere per imparare ad usare un software professionale (Photoshop, Illustrator, Cinema 4D, AutoCAD, Blender, ….) e ritrovarsi delle UI disegnate da programmatori e non da visual designer, dove quello che fai su altri programmi con un click, qui devi impiegarne tre e dopo aver fatto girare vari menu.
Il fatto che utilizzare appieno un dato strumento sia complesso, non assolve chi costruisce quello strumento dall’impegnarsi per renderne il più semplice possibile l’utilizzo
di abba - 14 gennaio 2012 - 14:53
Questo è un programma essenzialmente per trattare formati raw, catalogarli e fare editing non distruttivi.
Paragonarlo a Gimp è come paragonare mele e castagne.
di telperion - 14 gennaio 2012 - 16:14
iniziano le censure ?
di @rchie - 14 gennaio 2012 - 19:26
Se questo schifo di wp si degnasse di funzionare come dovrebbe ci sarebbero le risposte [16] e [17] per quanto riguarda sphinx che continua a fare finta di non capire(o forse non ci arriva per davvero)che senza sorgente, che lo si legge prima o dopo il sorgente lo ha letto. E tanto basta.
A e vero, avrebbe potuto fare reversing che è una cosa per tutti.
Non farmi ridere.
di @rchie - 14 gennaio 2012 - 19:38
@rchie
Ci riprovo…come ho detto anche in risposta a risca non sto a sindacare se è meglio o peggio avere il sorgente.
Faccio solo notare che l’assioma sorgente=certezza non è sempre vero
Che poi, una volta rilevato un traffico anomalo, si sia potuto sistemare il problema è un altro discorso.
Fino a quando qualcuno si è accorto che c’era qualcosa di strano (tramite i log) nessuno evidentemente ha letto il sorgente (alla faccia della teoria “many eye balls”)e quindi affermare che con il sorgente disponibile sono sicuro di quello che fa è quantomeno errato.
Non sono contro l’opensource ma mi da fastidio che qui (come da altre parti) si tenda sempre a generalizzare dando per certe affermazioni che in realtà sono solo “quasi certe”.
di sphinx - 14 gennaio 2012 - 20:20
Questo articolo e i relativi commenti sarebbero da portare come esempio a tutti quelli che si lamentano che su linux non ci sono software professionali e che, tranne rari casi di utilizzo, rappresenta poco più che un giocattolo in ambito lavorativo. Finché la gente continua a ragionare come voi uno poi è COSTRETTO a usare Windows per lavorare.
Complimenti.
di Cla - 15 gennaio 2012 - 02:03
@sphinx Lascia perdere racchio non capisce..
Mi aggrego al wtf di telpeiron! Quel gioco schifoso su windows non lo installerei manco se mi pagassero. Evidentemente su linux non c’è di meglio.
@Prof scas Corel fregata di linux?..Boh,l’ignoranza regna sovrana.
di IlDittatore - 15 gennaio 2012 - 10:58
per quanto riguarda aftershot-pro sono felice che ne sia uscita una versione nativa anche per linux per due ragioni:
1) è a mio avviso la dimostrazione che ci può essere un mercato anche in ambito linux tale da giustificare lo sviluppo di una versione nativa di un software professionale (immagino avranno fatto degli studi di mercato prima di realizzarlo).
2) ci sarà maggiore scelta per gli utenti linux e maggiore concorrenza tra vari progetti, open e non, che già in questo ambito sono presenti su questa piattaforma.quindi un generale miglioramento.
detto questo non penso personalmente userò mai questo programma… non ne ho la necessità e comunque per quello che ne potrei fare penso potrebbe bastarmi darktable (che tra parentesi ha praticamente tutte le funzionalità di lightroom ed è opensource).
un software a mio avviso si dovrebbe scegliere in base a quello che ti serve e solo in un secondo momento fare una valutazione sulla natura del codice o il costo (che purtroppo per molti è un limite non per problemi di taccagneria ma di effettive disponibilità economiche). è chiaro che tra due software che mi permettono di fare le stesse identiche cose è stupido tra uno closed a pagamento ed uno open e magari gratuito scegliersi il closed.anche nel caso tra uno chiuso a pagamento ed uno aperto allo stesso costo comprerei comunque il secondo (IMHO)e tra uno closed a gratuito ed uno aperto a pagamento non mi fiderei comunque del closed (perchè tenerlo chiuso se non ci guadagni dalla vendita del programma?) e quindi comprerei comunque quello aperto(IMHOx2)
per quanto riguarda la storia che gpl non significhi certezza di sicurezza è un ovvietà. il codice aperto è solo una sicurezza in più rispetto al codice chiuso , ma comunque non una sicurezza totale (che non esiste) il gpl comunque porta a dei vantaggi non solo sulla prevenzione, ma anche su lato della correzione una volta scoperta la falla (come sembra dimostrare il link postato in uno dei commenti precedenti).
parlare in termini assoluti non denota solitamente alcuna intelligenza…come quando certuni affermano che i “linuxari” sono taccagni perchè solitamente non comprano software…a cui tra l’altro si potrebbe rispondere altrettanto intelligentemente che i “windowsiani” non solo sono taccagni ma persino ladri visto che almeno l’ottanta per cento di loro (statistiche microsoft sulla diffusione di windows) usa copie dei programmi, e spesso anche del sistema operativo, scaricate illegalmente (e gratuitamente)da internet.
di Aury88 - 15 gennaio 2012 - 11:07
@Aury88
AfterShot Pro ti serve se sei un fotgrafo hobbista avanzato, usi il formato raw ed hai speso quandi “parecchie” centinaia di euro di macchina e obbiettivi, 90€ nell’ottica del tuo hobby sono una fesseria.
Altrimenti shootwell (o simili) ti basta e avanza senza farsi troppe seghe mentali.
Se chi usa windows è “ladro”, non si spiegano i fatturati di Microsoft, Adobe, e tantissime altre aziende che vivono sul software.
Che poi il “ragazzino” cracchi photoshop per togliere gli occhi rossi e fare crop&scale, non è un grave problema, visto che comunque non comprerebbe mai il prodotto, crack=!mancato acquisto.
Il discorso si ribalta in ambito game, infatti le aziende stanno sempre più privilegiando consolle e game on line con abbonamento.
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Per le purghe varie sulla sicurezza blabla, leggere un sorgente (e capirlo) porterebbe via mesi di impegno, molto meglio monitorare le varie porte e analizzare il traffico “anomalo” per scovare problemi, ed infatti così si fa di solito.
di telperion - 15 gennaio 2012 - 14:34
@telperion: chi usa windows NON è ladro, lo è SE si scarica la ISO e la installa creando un danno al produttore (perchè, ad esempio, usi Win update senza avere pagato la licenza).
Nel caso di photoshop (come per Windows e MS Office) è vero, la crack non è un segno negativo. Ma basta vedere il panorama Android per rendersi conto che, al contrario, si tratta eccome di fatturato perso, perchè moltissima gente dice: “se posso scaricarlo aggratis perchè comprarlo?”.
E ciò avviene anche con programmi per PC dal costo IRRISORIO, semplicemente perchè generalmente pensano “perchè spendere 4€ per il programma X se poi posso prendermi 4 caffè o una pacchetto di sigarette?” Il vero problema è che qui si parla di qualcosa e si CONSIGLIA di scaricarla ILLEGALMENTE, nei paesi scandinavi e negli USA se uno ammette di aver scaricato viene quasi linciato.
Addirittura mi è capitato di recente di aver fato riparare un notebook fuori garanzia in un negozio, e loro mi hanno installato Windows 7 (aveva vista in origine) CRACKATO!
di winebar - 15 gennaio 2012 - 14:53
@telperion
‘Per le purghe varie sulla sicurezza blabla, leggere un sorgente (e capirlo) porterebbe via mesi di impegno, molto meglio monitorare le varie porte e analizzare il traffico “anomalo” per scovare problemi, ed infatti così si fa di solito.’
Appunto…
di sphinx - 15 gennaio 2012 - 15:01
Caro dittatore [33]
Se Corel avesse realmente creduto in GNU/Linux non avrebbe cedutto tutto a Xandros nel 2001 e comunque pur essendo entrata come azionista in Xandros anche Xandros del resto non pare avere molto fortuna.
Quando puoi trovare un mare di distro, e un mare di programmi, senza spendere un euro perchè dovresti rivolgerti a qualcosa a pagamento??
Il software a pagamento finchè chi userà GNU/Linux sarà chi ne sa sarà sempre un buco nell’acqua.
GNU/Linux ha attechito perchè “Gratis” e questa è ormai la mentalità diffusa, software closed e per di più a pagamento nel mondo GNU/Linux a me suona come una bestemmia.
di Prof. Massimo Sconvolto - 15 gennaio 2012 - 15:08
@Prof. Massimo sconvolto
Più che una bestemmia è una cosa che difficilmente prenderà piede proprio per la mentalità che hai evidenziato.
Oltretutto Corel propone questo software solo perchè dopo l’acquisto di bibble labs ne ha sfruttato la tecnologia già esistente.
Fosse solo frutto di Corel dubito che ci sarebbe stata una versione per linux ma visto che il “grosso” c’era già perchè non provarci?
Non sono d’accordo invece quando affermi
‘Quando puoi trovare un mare di distro, e un mare di programmi, senza spendere un euro perchè dovresti rivolgerti a qualcosa a pagamento??’
Un motivo c’è, quando il software a pagamento funziona meglio di quello disponibile a pagamento ma li giustamente entriamo nelle opinioni soggettive che ognuno è libero di avere.
di sphinx - 15 gennaio 2012 - 17:32
Volevo dire “quando il software a pagamento è migliore di quello disponibile gratis”
di sphinx - 15 gennaio 2012 - 17:34
@telperion
il fatto è che si fa il confronto tra una cosa ipotizzata (da te) ed una ben più grave documentata dalle aziende vittime e che coinvolge 80% dell’utilizzatore dei loro software…e tu persisti sul tuo ragionamento della taccagneria sminuendo il discorso dei ladri?
la storia dei ladri è un assurdità proprio per farti notare come la tua frase “più che altro, vista la tirchieria degli utenti linux, vediamo…” fosse una cosa senza senso.
il problema sul linux, fino ad adesso e a mio modesto parere, è stata l’assenza di un offerta closed, non della mancata disponibilità degli utenti a pagare. dati alla mano a parte i giochi di HIB non sono molti i casi in cui è possibile comprare un prodotto sia per linux sia per mac sia per windows e fare quindi un confronto. quindi la tua frase non riesco a capire da cosa sia giustificata.
per quanto riguarda il fatto che aziende come microsoft si siano arricchite con la vendita del software non smentisce minimamente quello che dico sui ladri (che ripeto è un affermazione pressapochista e quindi stupida solo per ribattere a tono, ma con in più dati ufficiali alla mano, sulla tua affermazione riferita la tirchieria degli utenti linux). sono loro stesse ad affermare che circa l’ottanta percento delle copie del proprio software circolante e craccato quindi il vero ragionamento che puoi fare al massimo è: pensa a quanto sarebbero molto più ricche se gli utenti windows non fossero ladri taccagni
per quanto riguarda il costo di un programma come after-pro ti posso dare ragione, ma non in termini assoluti…se un appassionato di fotografia volesse spendere quei 90€ di licenza per comprarsi un obiettivo migliore? certo, vedendo il tutto sono un investimento minore, ma per esempio mentre la macchina, gli obiettivi, il trepiedi… li puoi rivendere in un secondo momento per coprire parte della spesa di un nuova strumentazione più avanzata con un qualsiasi programma closed non puoi fare questo ragionamento. sono due investimenti quindi di natura un po’ diversa.
comunque sia sto divagando, quello che volevo dire è che non sono contrario all’acquisto di software closed anche su linux, ma che personalmente se ho possibilità di scegliere tra uno closed ed uno open che mi danno gli stessi risultati opto, per motivi puramente personali, per la seconda; ma comunque mille volte benvenuto after-pro.
il bambino che usa photoshop craccato anche se in realtà non ne avrebbe bisogno è vero che alla fine dei conti non avrebbe comprato quel software ma è pur vero che ha fatto una cosa illegale e che per ottenerlo si è affidato a qualcuno che commetteva un reato nel dare una cosa non sua. quel ragazzino del tuo esempio in più denota una stupidità atroce (in termini informatici credo ormai questo comportamento sia riconosciuto tra i sintomi dell’utonto) visto che quello che fa spesso è più che possibile ottenerlo con software gratuito senza fare nulla di illegale.
il tuo ragionamento è applicabile ai milioni di brani che si scaricano ogni giorno…. probabilmente solo una minima parte di quelli che fanno ciò sarebbero disposti a comprarsi gli album…ma vaglielo a dire te alle case discografiche che comunque per loro non sarebbe stato un guadagno.
di aury88 - 15 gennaio 2012 - 18:35
PS: sai cos’è il fatto assurdo telperion? è che per i giochi della Humble Bundle, nonostante vengano venduti con la formula pay what you want, c’è qualcuno che ha messo in torrent per windows dei vari HIB …cosa sarebbe disposta a fare certa gente pur di non pagare 0.1€ X°D
di aury88 - 15 gennaio 2012 - 18:42
una recensione un po più aprofondita
http://goo.gl/uwE3J
di telperion - 15 gennaio 2012 - 18:42
ben vengano i software a pagamento se portano qualità che prima non c’era. Rimane sempre la possibilità di scegliere tra applicazioni a pagamento o gratis a seconda delle esigenze personali.
Comunque 89 euro per un software di questo tipo mi sembrano troppe. Un PS a pagamento per linux lo vedrei a 89e. Non certo
un programma che rispetto ad altri simili free non porta poi così
tanta differenza.
ciao
di garuax - 16 gennaio 2012 - 11:40