Arch Linux compie 10 anni: analizziamola insieme

Arch Linux logo

Non molto tempo dopo la nostra intervista (meravigliosa, si) ad Andrea Scarpino, Arch Linux compie 10 anni, ed è un occasione non solo per molti sviluppatori di fare una sorta di punto della situazione, riassumendo la loro storia all’interno del team, ma anche per noi, che vogliamo fare un po’ le pulci. In 10 anni effettivamente il solco che è stato tracciato infatti è piuttosto lungo.

A quanto pare infatti ciò che colpisce l’utenza di Arch Linux (di cui mi fregio di fare parte) è la possibilità di avere un sistema rolling release, indipendente quindi da cicli di sviluppo di toolkit interni, senza dover pagare il pegno di dover imparare la fisionomia di un sistema di pacchettizzazione caratterizzato da una complessità eccessiva; in 10 anni quindi la base di utenza è cresciuta notevolmente, contando diverse migliaia di utenti che cooperano e contribuiscono al progetto anche attraverso il forum, le mailing list, e i social network.

Ad oggi quindi non solo la base di pacchetti installabili è abbastanza grande da permettere l’installazione del sistema operativo, dai servizi di base all’ambiente desktop, senza astruse compilazioni, ma AUR, il repository/database di PKGBUILD mantenuto dagli utenti, conta ad ora 35854 pacchetti; una mole notevole.

Certo, il numero di precompilati binari è ridotto rispetto a distribuzioni come Debian e Ubuntu, ma non ci si potrebbe aspettare un lavoro migliore da una trentina di sviluppatori volontari. Nel frattempo in molti tra i ragazzi del team hanno postato le loro storie personali riguardo Arch Linux sui propri blog.

In conclusione, continua così Arch Linux, perchè sei grande. Tanti auguri.

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Commenti

  1. [1]

    Cosa offre in più Arch rispetto a Debian (Sid)?
    Vorrei una discussione costruttiva…

  2. [2]

    è molto più performante ed ottimizzata
    lineare nella configurazione
    per la vers. a 32-bit i pacchetti sono compilati i686 (come in fedora, ad es) a diff di debian e derivate che per le vers a 32-bit mantengono la retrocompatilibilità con le vecchie architetture (>=i386), di conseguenza meno ottimizzati per le architetture recenti
    giusto per fare qualche esempio

  3. [3]

    Premesso che parteggio per aptosid, archlinux ha un sistema di avvio basato su script in stile bsd più centralizzato e più semplice da capire e modificare al volo e un sistema di pacchetti fornito dagli utenti che è un pò la croce e delizia di arch.

  4. [4]

    inoltre è “pulita”, nella scelta dei suoi vari d.e.
    è rolling, e non è quindi soggetta a dist-upgrade, ma gli aggiornamenti sono costanti
    i pacchettizzatori sono VELOCISSIMI a rilasciare gli aggiornamenti
    il gestore pacchetti mi sembra molto più fluido e meno problematico di apt (in taluni casi e situazioni: nulla da dire di apt che rimane e rimarrà un’ottimo gestore di pacchetti)

  5. [5]

    #3 infatti ho una certa “allergia” per systemd, upstartd etc..preferisco il buon vecchio sysV bsd style

  6. [6]

    I pacchettizzatori sono velocissimi anche in virtù della semplicità di Pacman, ti basta creare un PKGBUILD e sei a bordo, senza cerimonie del the e cose strane.
    Inoltre proprio ABS, l’Arch Build System, permette di personalizzare i pacchetti ufficiali in ogni maniera, dandoti una flessibilità senza paragoni :)

  7. [7]

    verissimo ;)

  8. [8]

    “è molto più performante ed ottimizzata”
    Mi sembra un affermazione un po’ buttata lì…

    “per la vers. a 32-bit”
    hai ragione, dovevo specificare la 64

    “i pacchettizzatori sono VELOCISSIMI a rilasciare gli aggiornamenti”
    non ho argomentazioni per rispondere, però ad esempio adesso su Debian Sid ed ho il kernel 3.2.0-2-amd64 e Gnome 3.2.1 (imho è molto ragionevole)

    “preferisco il buon vecchio sysV bsd style”
    se non sbaglio sysV != bsd style, sono due diversi sistemi per gestire init. Non stai facendo confusione?

    “e sei a bordo, senza cerimonie del the e cose strane”
    la vedo come un arma a doppio taglio, ma giustamente Arch non condivide la stessa idea di stabilità di Debian… anche se qui sto mischiando le idee visto che parlavo della Unstable.

    Spero di non aver “offeso” nessuno e ribadisco che sto facendo queste domande solo per imparare.
    Ho usato Arch ed ho apprezzato l’alto livello di configurazione. Però mi è sembra che potevo ottenere gli stessi risultati anche da mamma Debian.

  9. [9]

    @Six110: L’affermazione non è “buttata lì”. Leggendo il suo post appare chiaro che si riferisce alla sola versione 32 bit.
    Quella a 64 non dovrebbe avere differenze prestazionali (se non, appunto, la differente gestione del sistema).
    I pacchetti più “importanti” (i de, i browser più famosi ecc.) vengono messi in testing praticamente il giorno stesso in cui sono rilasciati.
    Se poi non vengono trovati bug entro 2-3 giorni vengono promossi a stable.
    Il wiki di arch è il più completo che trovi in tutto il panorama di GNU/Linux, non di rado ho consultato quello anche per cose inerenti distro debian-based (facendo attenzione ad eventuali compilazioni, modifiche al sistema di init ecc.).

    Devo ammettere che proprio grazie ad arch ho imparato ad usare abbastanza decetemente il terminale, oramai se devo gestire ubuntu per le cose più futili lo sfrutto e non è un programma messo lì alla bisogna.

  10. [10]

    Auguri Arch, ti mando un gran KISS ;)

  11. [11]

    auguri ad una distro fantastica!

    è una di quelle che non ti lascia andar via facilmente

  12. [12]

    Bhè tutti a favore di archlinux… ma qualcuno conosce veramente Debian?
    alcune affermazioni mi sembrano assurde (ah io sono utente Archlinux oltre che Debian)…
    - più performante ed ottimizzata – vi siete domandati perchè Debian mantiene la compatibilità con i386? perchè debian punta a supportare la più vasta quantità di architetture e non vedo poi così tanti svantaggi (per il kernel c’è quello apposito se hai un processore multi-core)
    - sono i più veloci a pacchettizzare – come detto se si supportano 3 architetture (se ARM è ufficialmente supportata) mi sembra anche normale, ma di certo non c’è il lavoro che c’è dietro Debian (senza nulla togliere all’unica distribuzione che mi ha fatto togliere Debian per oltre due anni)
    - a che discapito sono i più veloci? anche SID pur essendo unstable ha dei prerequisiti per far entrare un pacchetto, c’è prima deve passare da experimental (da cui attinge ubuntu), contando anche il numero di architetture e di software supportati penso siano accettabili i ritardi di Debian
    - sysV BSD – questa è un’inesattezza, basta anche leggere il wiki di arch per sapere che non utilizza sysV
    - più leggero, bhè qui c’è tutta da discutere…. è ovvio che se non hai demoni attivi il sistema è più leggero, ma se vai a configurare un ambiente desktop completo con gli stessi servizi su Arch e Debian la situazione è circa la medesima.

    Vorrei aggiungere degli svantaggi di Achlinux rispetto a distribuzioni più vecchie.
    Arch utilizza l’ottimo pacman, che però molte cose non le fà, e trovo che sia uno svantaggio.
    Vogliamo ad esempio confrontare i trigger a fine installazione di apt con gli avvisi buttati li di cosa fare utilizzati da pacman?
    Vuoi mettere la semplicità e velocità con cui si ottiene un completo sistema Debian con la lunga procedura che si è costretti a fare su Arch per mancanza di tool appositi (sicuramente voluto, ma che porta via una grandissima fetta di utenti, anche Gentoo con la live ha cercato di semplificare le cose)

    Ripeto io non sono contro Archlinux, anzi ne sono un felice utilizzatore, ma Debian non è paragonabile a mio parere, poi ovviamente dipende tutto dai gusti

  13. [13]

    Personalmente Arch esprime un concetto di informatica di consumo che non condivido affatto.

    Tuttavia lunga vita. :D Il mondo è bello perché è vario. :D

  14. [14]

    @Davide Aversa

    informatica di consumo? Interessante, ma in che senso?

  15. [15]

    Premetto che ho usato per anni debian (sid) che tuttora reputo un’ottima distribuzione. Detto questo posso dire di essere passato ad Arch circa 3 anni fa ed è la scelta migliore che potessi fare io come utente desktop per una semplice ragione: i pacchetti sono aggiornati in tempi incredibilmente rapidi e al contrario di Debian, non mi hanno quasi mai generato errori o conflitti di installazione. Inoltre, il sistema AUR, grazie ad una comunità basata su valutazioni e commenti, offre dei pacchetti di buona qualità. Infine per me è interessante anche il fatto che nessun software viene modificato con icone o particolari “customizzazioni”.
    Gli altri discorsi lasciano il tempo che trovano. Non credo che possa essere considerata “più” veloce, ci sono troppe variabili da considerare.

  16. [16]

    @valantin
    Arch infatti è un’ottima distro da test, offrendoti la possibilità di avere software nuovo e personalizzabile in pochi e semplici passaggi. Chiunque voglia vederci dell’altro è un povero illuso.

  17. [17]

    Shiba: magari l’illuso sei tu che non riesci ad ottenere null’altro che semplici test della nuova pacchettizazione… io riesco ad ottenere una distro stabile, con quello che voglio, decisamente veloce e con l’ultima pacchettizazione disponibile. Ma questo è un discorso che noi due abbiamo affrontato anche l’altra volta … è evidente che fai della tua opinione una legge per tutti, non ti offendere se è una questione ridicola.

  18. [18]

    Tanti test,litigi debian qui arch la…E Linux resta un giocattolo improduttivo per voi bambini :)

    Svegliucciatevi è ora di crescere!..Usate Mac

  19. [19]

    @vodka
    Se tenendo Arch aggiornata riesci ad avere una distro stabile i casi sono due: o sei uno che conta delle gran palle, o aggiorni i pacchetti quando arrivano minimo alla release -2 e in più hai anche un gran fondoschiena. Btw per stabile non intendo che non va in kernel panic, intendo che Sane non comincia a fare quello che vuole, i driver Nvidia non fanno crashare GNOME Shell, ecc ecc.

  20. [20]

    Aehm, ciao Shiba, ti sto contando delle gran palle.

  21. [21]
  22. [22]

    E Debian che ruppe le chiavi GPG di mezzo mondo una volta?
    Tutti commettono degli errori.

  23. [23]

    Vacca boia, hai proprio ragione! Quelli di Debian dovrebbero mollare stable e testing e lanciarsi solo su sid, che più o meno è rolling come Arch. Tanto poi se tra un aggiornamento e l’altro non sta in piedi non vuol dire che non sia stabile, tutti commettono degli errori!
    Propongo umilmente di porre fine a questo inutile e ridicolo delirio.
    Y/N?

  24. [24]

    Non ho detto questo. Ho detto solo che tutti fanno degli errori, e questi errori certe volte finiscono pure nei rami stable.
    I pacchetti di Arch attraversano un processo di QA che dura meno di altre distro, questo non significa che non ci tirerei su un server con necessità di software bleeding edge; mi dispiace che tu abbia frainteso il tono della mia osservazione anche perchè sinceramente non ti facevo così avverso alla filosofia di Arch, che per me è semplicemente diversa, non giusta, non sbagliata.

    Ciò non toglie che io *lavoro* da anni con Arch Linux (mantengo anche dei package su AUR) e non ho mai avuto la minima sofferenza.

  25. [25]

    Bl@aster, anch’io uso Arch da parecchi anni e capita anche che ci *lavori*. Ma come ben sai, il nostro mestiere è particolare, e noi nei problemi di questo tipo ci sguazziamo (più problemi ha un software, più lavoro c’è per noi).
    Sono tutt’altro che avverso alla filosofia di Arch, se no non la userei. Ciò che mi fa girare gli ingranaggi è sentire spacciare di continuo il modello rolling come la soluzione ai problemi di Linux: se come hai detto tu fanno errori su Debian, che testano e ritestano una versione di un software fino allo sfinimento, ti da l’idea di affidabilità testare una nuova versione (finale) meno di una settimana?
    Io ho sul PC fisso una Arch che avevo aggiornato l’ultima volta non mi ricordo quando (3.0-ARCH), un bel -Syu e ovviamente ora non parte più. Lo so, c’è stato in mezzo il passaggio a kmod e tante belle cosine, e sì, c’è un po’ di malizia da parte mia in quanto so benissimo che una Arch non toccata da qualche mese difficilmente si aggiornerà senza almeno un piccolo problema, ma questo la dice lunga sull’affidabilità della distro.
    Per questo mi da fastidio che venga spacciata come distro pronta a essere usata e aggiornata senza il minimo problema, non voglio gente che dica che Arch fa schifo perché fraintende il suo posto nell’ecosistema.

  26. [26]

    Aspetta. Secondo me il tuo discorso è giustissimo ma merita un paio di chiarimenti: Arch è stabile quanto lo è l’upstream per colpa/merito della sua filosofia. Se qualcuno rilascia una 1.0 buggata, il problema è suo, relativamente degli sviluppatori di Arch che si limitano a consegnarti il package passandolo in una fase di testing. Se ci sono bug fuori dal core del programma (e se hai studiato Ingegneria del Sofware lo sai) è probabile che certi pacchetti (con bug *reali*) possano finire in Core e Extra.

    Diverso è secondo me il tuo caso: Arch Linux è una distribuzione da power user, e voglio almeno quanto te se non meno che arrivi gente a dire che fa cagare solo perchè, banalmente, non l’ha “capita”. Gli aggiornamenti delle volte richiedono delle operazioni manuali, e Arch *non è* ASSOLUTAMENTE una distro che possa venire aggiornata minimamente potendo stare tranquilli. Magari c’è sempre da spostare un file o eseguire un comando. Quello che intendevo prima è che nonostante le operazioni manuali, lasciandole da parte, comunque non ho riscontrato negli ultimi mesi bug che pregiudichino la stabilità del sistema, non ho avuto crash, niente di tutto questo.
    Tutto qua :)

  27. [27]

    @Blaster. Ciao, non voglio certo riprendere il piccolo trolling dell’altra sera su Twitter (avrai capito che scherzavo, suppongo, ti stimo troppo).
    Vorrei piuttosto solo chiederti un parere. Avendo capito come il team di kde giudica “stabili” le proprie release, ti sembra giusto che Andrea & co. passino immediatamente kde in extra anche per le release 4.X.0 e 4.X.1?
    Onestamente costringere l’utente a bloccare l’intero desktop-environment non mi sembra il massimo di approccio… Per me questo è stato il motivo che mi ha portato a lasciare Arch per Gentoo quasi due anni fa.

  28. [28]

    “Non molto tempo dopo la nostra intervista (meravigliosa, si)”
    Sì si scrive sì e non si.

  29. [29]

    @valantin
    Concordo in tutto quello che dici e concordo con chi ha, giustamente, specificato che non esiste l’INIT SysV BSD-like, ma esiste l’uno e l’altro.
    .
    Scrivo solo per precisare (a chi, magari, non lo sa) che ArchLinux, come anche Slackware, NON usano un INIT BSD, ma uno simile a BSD (sembra sottile la differenza, ma non lo è).
    Nonostante tutte queste distro si fregino di avere un init BSD esse continuano a basare il loro OS su di un INIT System V, che è stato modificato ad hoc per sembrare essere simil-BSD (niente /etc/init.d, ma etc/rc.d e script per ogni runlevel al posto di directory per ogni runlevel). Nonostante questo NON è un INIT BSD.
    Faccio qualche esempio, così per chiarire la differenza:
    Per gestire i runlevel, esse si basano su /etc/inittab (che è un residuo System V, non presente in un vero INIT BSD) e al concetto insensato di runlevel multipli (avere tre runlevel per la multiutenza è un qualcosa di allucinante, oltre che idiota…anche questo, residuo System V).
    Su BSD, la situazione è nettamente diversa (e di gran lunga migliore, IMHO): niente /etc/inittab e soprattutto UN solo runlevel per la multiutenza (gestito da /etc/rc e configurato da /etc/rc.conf).
    La situazione, quindi, dei runlevel su BSD è la seguente:
    -> Single User
    -> Multiuser
    Nient’altro.
    .
    Scusate l’offtopic, ma era giusto per precisare.
    .
    #18
    Trollata scarsa.
    Se sei felice col tuo Mac, cosa ci fai qui? Perchè perdi tempo su OneOpenSource? Visto che il tuo mac è così produttivo, non sarebbe meglio usarlo per produttività, piuttosto che rosicare qui?
    Che ti prende? Attacchi di invidia per la possibilità che abbiamo noi di scegliere? :)

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