KSplice: aggiornamento del kernel senza riavvio anche su Ubuntu 10.10

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Una delle frasi fatte più celebri riguardo Linux, dai suoi primi anni di vita, è stata un’affermazione anche abbastanza veritiera: “Con Linux non hai mai bisogno di riavviare”. In realtà come parecchi poi hanno avuto modo di notare, comunque un sistema Linux ha bisogno ogni tanto di un reboot, prima di tutto per aggiornare il kernel, in secondo luogo per far sì che vengano rieseguiti determinati processi. Da tempo però esiste un’applicazione chiamata Ksplice che permette di aggiornare Linux senza riavviare.

Con il rilascio di Ubuntu 10.10 è stato confermato che Ksplice Uptrack sarà disponibile gratuitamente per gli utenti della nuova versione di Ubuntu; tramite questa applicazione, provvista anche di una pratica GUI, si può facilmente eseguire un aggiornamento del kernel senza dover necessariamente riavviare la macchina.

Una tecnologia allo stato dell’arte, dunque, che si propone come un ulteriore passo in avanti verso il prolungamento dei tempi di uptime e la garanzia di downtime minimi per chiunque voglia avviare una server farm, ma anche per chi voglia sfoggiare con i propri amici un uptime che faccia strabuzzare gli occhi.

Per gli utenti Ubuntu e Fedora, riguardo le versioni desktop, il programma viene offerto gratuitamente; per i server o per altre distro, invece, l’utilizzo richiede un pagamento. Come si può osservare dalla home page in ogni caso molti celebri servizi di hosting utilizzano KSplice sulle loro macchine. Il software è facilmente installabile su Ubuntu facendo riferimento alle istruzioni riportate nella pagina di download ufficiale.

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Commenti

  1. [1]

    Che vuol dire “sarà disponibile gratuitamente”?

    Nella mia profonda ignoranza credo che ksplice sia open source no?

  2. [2]

    OpenSource non implica roba aggratis, ma sorgente disponibile a chi ha occhi per voler guardare. Poi ovviamente dipende tutto dai vincoli della licenza. Parlo in generale non in questo particolare caso che non ho seguito.

  3. [3]

    @Rog [2]

    -.-

    rileggi il post dice che sarà disponibile gratuitamente, se è open source è ovvio che è disponibile gratuitamente.

  4. [4]

    @M
    ASSOLUTAMENTE NO!
    Anche Red hat è opensource, ma è commerciale (si paga). Come dice Rog, opensource non vuol dire gratis

  5. [5]

    Ksplice è free ed open.
    Ksplice Uptrack (programma più, e soprattutto, servizio) no.

  6. [6]

    rileggi il post dice che sarà disponibile gratuitamente, se è open source è ovvio che è disponibile gratuitamente.

    Dove sta scritto?

  7. [7]

    Mi esprimo meglio:

    Ksplice è free ed open, sempre.

    Ksplice Uptrack (programma più servizio) generalmente è a pagamento, tranne che per alcuni OS, tra i quali appunto Ubu 10.10.

  8. [8]

    Ksplice è attualemnte VENDUTO COME SERVIZIO cosa che pur essendo open è permesso fare…

  9. [9]

    @PatrisX, fubry
    Se un programma è open source (ksplice è rilasciato sotto gpl) significa che i sorgenti sono disponibili, chi mi vieta di scaricarmeli e compilarli, è una semplice estensione del kernel.

    e che diamine

    @Marco Burrato

    questa era una risposta, grazie, non avevo notato l’ “uptrack” che in effetti è un servizio mentre ksplice è l’estensione, grazie mille-

    @rizlox

    non ho letto la differenza tra uptrack e ksplice, penso di non aver preteso di conoscere il servizio no?

  10. [10]

    Si, ma è tutto un discorso di licenze. Un applicativo può essere opensource ma se tu utilizzi la versione pre-compilata puoi anche pagarla in base hai vincoli contrattuali. Se utilizzi una versione compilata da te no, ma rimane confinata nella tua sfera gestionale e non ad ex aziendale. Vedi RedHat Enterprise e CentOS, stesso OS solo che il primo ha una licenza commerciale il secondo no. OpenSource non implica gratuito quando si parla di licenze. Mettiti il cuore in pace, leggi i wiki.

  11. [11]

    Ce l’ho il cuore in pace ho solo frainteso quel “gratuitamente” che era riferito al servizio uptrack e non alla kext.

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