Può sembrare strano ma il nuovo prodotto presentato da Red Hat, il Red Hat Enterprise Virtualization (RHEV per brevità) ha bisogno di Windows per funzionare. Intendiamoci: il motore di virtualizzazione è sempre a base Linux ma il software di gestione ha Windows tra i requisiti obbligatori.
Il “Virtualization Manager” è stato infatti rilasciato solo per Windows Server, mentre la “Virtualization Manager Console” si “accontenta” di un client con Windows XP o superiore.
Come mai la società che forse ha dato di più al mondo Linux e all’open source ha deciso questo improvviso cambio di rotta? La realtà è un po’ diversa da quello che appare.
Il rilascio del nuovo prodotto è infatti conseguenza di un’acquisizione dell’anno scorso. Nel 2008 Red Hat ha acquistato Qumranet, e con essa il suo prodotto di punta SolidIce, una software di gestione delle macchine virtuali, rigorosamente “for Windows only”.
Red Hat ha quindi aggiunto alcuni “pezzi” mancanti a SolidICE riproponendolo al mercato come il Red Hat Enterprise Virtualization. Non un cambio di rotta (Red Hat include Windows tra i requisiti ma non intende fornirlo o rivenderlo insieme ai suoi prodotti) ma la commercializzazione di un prodotto precedentemente sviluppato da altri.
Al prodotto manca ancora una versione per Linux ritenuta da Red Hat “mandatoria” e che arriverà l’anno prossimo. Ancora un po’ di pazienza e l’onta sarà lavata.

Esattamente come per VMWare ESX/ESXi dove non esiste un client di management per Linux
di rizlo - 13 novembre 2009 - 12:20
Poi si sparla di Novell…
di Riccardo - 13 novembre 2009 - 12:51
certo che da Red Hat mi aspettavo una scelta diversa…
di rizlo - 13 novembre 2009 - 16:07
eh eh… mandatoria non è una parola italiana. Tipico errore da informatici, seppure virgolettato
)))
di mmorselli - 14 novembre 2009 - 13:56
@rizio
Il motivo per cui Red Hat si è ritrovata in questa situazione è bene descritto nell’articolo.
E’ evidente che i responsabili hanno deciso che avere il prodotto sul mercato subito fosse un vantaggio strategico sufficiente a compensare il disagio per gli utenti.
Di sicuro il client Linux sarà rilasciato il prima possibile e, senza dubbio, con una qualche licenza Open Source.
di Gianluca Sforna - 14 novembre 2009 - 14:58
Mi fa piacere che sia così… Invece Vmware non ha intenzione di rilasciare il client per Linux.
di rizlo - 14 novembre 2009 - 15:15
@mmorselli: è virgolettato apposta perché è un errore. Volendo scendere nei dettagli, l’intento originale era quello di avvicinare il significato della parola al soggetto attivo dell’azione in questione, che in questo caso è anglofono, in modo da sottolineare che è proprio Red Hat, e non la comunità o gli utenti di questo blog, a ritenere assolutamente necessario il client per Linux.
Comunque: forza Red Hat.
di Michele C. Soccio - 14 novembre 2009 - 16:00
Ci risiamo….Solo utenti Windows (Per fare85% dei clienti potenziali)….Poi gli altri, se ne avanza.
Peccato che:
1:Dopo una settimana di arrivo sul mercato, ogni pdotto originale sarà accompagnato da due hackerati
2:Nelle aziende italiane (quelle avvedute, le altre non sanno neppure se l’informatica esista)….
a- il 50% (in media) delle copie presenti sarà falso (sopra i 50 dipendenti)
b- -dal 66% alla totalità delle copie presenti sono false (sotto i 50 dipendenti)
Motivo: fregare RedHat, no? Se poi lo usano solo al 20% chissenefrega….Gli altri utenti (non Windows) sono stati umiliati.
Non pensate che quanto detto sia insensato….Non avete idea di cosa si dice in giro, in caso contrario…
di Ratamusa - 16 novembre 2009 - 14:45
@Ratamusa scusa ma secondo me stai parlando a vanvera o volevi postare in un altra notizia, quello che dici non ha senso,
mica sarà a pagamento la versione del client per windows…
Il tuo è un classico sfogo generico sul software proprietario nelle aziende che comprendo ma con questa notizia non c’entra nulla…
di rizlox - 17 novembre 2009 - 10:59
No….Solo ch equel software viene prima per gli utenti Windows e poi gli altri.
Storicamente questa scelta avviene perchè il mercato Windows è il maggiore e, di conseguenza, mi sembrava di avere inteso, il più pagante (in denaro, pubblicità di qualche tipo o altro).
Il mio post è una conseguenza di quanto inteso….
Se ho inteso male, naturalmente, faccio ammenda e mi scuso per l’errore interpretativo….
di Ratamusa - 23 novembre 2009 - 14:55