Qualche giorno fa i rumor sulla possibile acquisizione di Mandriva da parte di Linagora o LightApp hanno fatto discutere tanto che non si è fatto attendere a lungo un commento ufficiale che portasse chiarezza tra gli interessati.
Il CEO di Mandriva, Arnaud Laprévote, ha infatti precisato attraverso un intervento sul blog ufficiale della distribuzione che Mandriva non è stata comprata da nessuno, pur ammettendo di subire l’impatto che la crisi economica globale porta anche nel settore IT.
In effetti il dirigente francese non smentisce il fatto che Mandriva possa essere assorbita in futuro, ma precisa che il discorso non è nuovo, e le discussioni su possibili nuovi investimenti che riguardino la distribuzione sono sempre stati presenti.
In conclusione si rimarcano gli sforzi concentrati ultimamente nella partecipazione a nuovi progetti e soluzioni, e proprio il progresso su questi fronti giustifica l’interesse che gira intorno alla distribuzione.
Insomma, una smentita, ma solo a metà.

Io sono a favore della chiusura delle distribuzioni minori.
Basta con questa inutilissima frammentazione!
di emmebì - 14 maggio 2010 - 11:17
Senti emmebì, tu con questa storia delle mille distribuzioni hai stancato. Ma ti chiedono percaso di pagarle e mantenerle? Che ognuno faccia quel che vuole. Forse non hai capito che la filosofia Linux non è il monopolio di un solo prodotto fatto per tutti, altrimenti il risultato sarebbe Mac OSX o Windows. E stai anche sputando su una distribuzione che senz’altro è stata di vitale importanza e io spero vivamente che continuerà ad esserci.
di dedo - 14 maggio 2010 - 11:24
@emmebì: tu sì che hai capito tutto di cosa significa software _libero_ … ah ah ah
di abbello! - 14 maggio 2010 - 12:07
Giusto, concordo sulla chiusura delle distribuzioni minori…anche perché l’impegno degli sviluppatori sulle delle distro maggiori potrebbe far tanto nella concorrenza contro microsoft!
Ma mandriva è una delle distribuzioni Maggiori, e una delle distribuzioni Migliori!
Stracompleta a 360°
Facile da configurare e installare.
Ricco il team di supporto privato anche italiano (vedi: http://mib.pianetalinux.org/mib/).
etc, etc…
L’unico grande guaio è che a differenza di un ubuntu(che tra l’altro corrisponde per essere più precisi, a una semplice live di Mandriva),
non ha i soldi di Canonical per essere pubblicizzata e sponsorizzata.
di Fabio75 - 14 maggio 2010 - 13:55
distribuzioni minori??? ma guardi mai distrowatch? mandriva è al quinto posto! prima di arrivare alla centesima ce ne vuole!
di Claudio1453 - 14 maggio 2010 - 14:55
@emmebi
ti ho già risposto in un altro post come vedi anche qualcun altro ti ha cercato di far capire che eliminare le “minoranze” non è, e non sarà alla base della filosofia opensource, che anzi è una comunità tanto più robusta quanti sono i gruppi di lavoro che si concentrano sui vari problemi; in questo modo le soluzioni ottenute diventano disponibili subito anche per tutti gli altri.Anche tu, se utilizzi ubuntu, debian, red hat, suse o un’altra distro più blasonata, utilizzi sempre una percentuale di software sviluppata dal team di un’altra distribuzione.
Visto che citavi l’impero romano (nato oltre 2000 anni fa e defunto qualche secolo dopo):
“Infatti quando l’Impero Romano si è diviso ne ha guadagnato in potenza. Ma va va.”
vorrei farti notare che l’impero romano si è diviso proprio a causa delle troppe culture e correnti religiose tenute unite a forza sotto un unico impero in nome di Roma (del potere dell’imperatore). Ogni distribuzione è libera, porta avanti i suoi lavori e non deve essere dipendente da un’altra. se Ubuntu (preciso che sono un utente Ubuntu molto soddisfatto) decidesse domani di non essere più disponibile alle stesse condizioni, cosa potresti scegliere come alternativa se non ci fossero le altre distribuzioni?
A chi invece dice che Mandriva è una distribuzione minore ricordo che Mandrake è stata una delle distribuzioni in assoluto più utilizzata, sopratutto dagli utenti non esperti, in un tempo quando ubuntu non era altro che un progetto embrione.
di loudgefly - 14 maggio 2010 - 15:08
1. Linux sarà free software anche senza le disto minori.
2. Free software non ha nulla a che fare con frammentazione.
3. Frammentazione = addio agli standard.
[IRONIC]
Ma del resto si sa, avere uno standard è bello perchè ce ne sono molti tra cui scegliere.
[/IRONIC]
di emmebì - 14 maggio 2010 - 15:16
.. e da quando la frammentazione ha causato l’abbandono degli standard? E poi, Linux è uno standard a se, di cosa? Il tuo ragionamento non ha senso, è ridicolo. Semmai la frammentazione favorisce la scelta. Se un Team ha bisogno di personale, lo cerca e lo assume ad ogni costo; non trova collaborazione al trove per grazia divina sperando che sia libero da vincoli altrui. Il problema non è la frammentazione sulla gestione delle distro, ma le singolari pacchettizzazioni che formano l’OS (driver di terze parti, framework audio/video, librerie generiche o specifiche), gestione svolta da terzi che non hanno nulla a che fare con progetti mirati all’OS. Le distro differiscono per alcune scelte (io utilizzo pidgin e tu? blabla) e per l’implementazioni di particolari tools (Fedora ad esempio con pulseaudio, backend, Canonical con upstart ecc), chi li vuole può utilizzarli. Quindi il problema non si pone. Il problema di frammentazione e pura leggenda. Poi come è noto, il team Debian e RedHat/Fedora, rilasciano la stra-grande maggioranza di patch e documentazione, i leader ci sono e non sono affatto male.
di Lionheart89 - 14 maggio 2010 - 18:11
Forse qualcuno non ricorda cosa sia stata Mandrake7.1 per le distro Linux.
O conosce solo Ubuntu!
di @rchie - 15 maggio 2010 - 01:22
Hahaha… ma chi dice che eliminare Mandriva fa bene alla dispersione delle risorse lo sa che Mandriva paga programmatori professionisti per lavorare full-time su linux e su tutto l’ecosistema open??? Mha…
di HalphaZ - 15 maggio 2010 - 11:52
Ho capito, allora cambiamo il detto in: “La dispersione fa la forza”.
di emmebì - 15 maggio 2010 - 14:50