Salt per i server: alla ribalta del mercato dell’automation

saltstack

Risale ormai al 19 Marzo 2011 la release iniziale di Salt e solamente da pochissimi mesi la sua versione stabile ma alcune tra le più grandi aziende del mondo ne stanno già perfezionando la migrazione.

Salt permette l’automatizzazione, la configurazione e la gestione di numerosissimi aspetti infrastrutturali sia relativi al sistema operativo stesso che agli applicativi in esso installati. Installare e configurare un singolo server richiede molto tempo e dedizione ed in campo Enterprise il numero delle macchine in gestione può arrivare a decina di migliaia di unità. Salt permette di ricreare con un singolo comando un intero ambiente (dato che è sia un server Web, che Mysql, Proxy, Git) in ogni suo singolo aspetto grazie alla presenza di numerosissimi moduli e variabili che permettono la massima personalizzazione del server di riferimento.

Molti si chiederanno ma perchè creare un software che ha le stesse e medesime funzionalità dei suoi avversari Puppet e Chef? E soprattutto perchè aziende quali HP e Twitter hanno intrapreso la scelta di migrare a Salt abbandonando Puppet?

Il tutto nasce nel 2011 quando Thomas Hatch insoddisfatto dell’uso di Puppet e di Func decise di lavorare ad una alternativa. Grazie ad un importante investimento venne fondata Saltstack, compagnia che utilizza il modello business di Red Hat: i prodotti offerti sono open source al 100%, i clienti pagano solamente il supporto e l’assistenza.

Agli albori Salt venne ideato anche come alternativa a Func, software che permette l’esecuzione di uno o più comandi in un numero indefinito di macchine. Tramite l’utilizzo della libreria ZeroMQ, Salt permette l’esecuzione di un medesimo comando in più di 5000 macchine, ricevendone l’output in meno di 5-6 secondi. Una delle problematiche che Hatch volle, inoltre, affrontare fu l’estrema lentezza di Puppet ad eseguire la sincronizzazione con il proprio puppetmaster (server centrale in cui sono contenuti tutti i file di configurazione di riferimento) in presenza di un numero di clients elevato. Nacque, così, la seconda funzione di Salt, ovvero quella di strumento per la configurazione centralizzata di infrastrutture IT.

Personalmente vedo Salt come un software in cui sono unite le funzionalità di Puppet e Func, il tutto condito da una sintassi dei file di configurazione veramente semplificata ed una velocità di esecuzione e di sincronizzazione elevatissima rispetto ai concorrenti ma non solo: le statistiche parlano chiaro a riguardo, come potete osservare da questa tabella comparativa, Salt è in continua evoluzione e trae gran parte della sua forza dalla comunità open source. Se ad oggi il presente è Puppet, il futuro sarà sicuramente quello del cubetto blu.

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Commenti

  1. [1]

    Scusate ma in questo articolo si danno per scontate tantissime cose. Si cerca di far una panoramica sul prodotto ma senza spiegare cosa serve. Dato che gli articoli (sfortunatamente) qui spesso sono sul cambiamento di una piccolezza di ubuntu, o su riportare le notizie di phoronix, perché in questo (che non ha fonti!) non si cerca di esprimere bene di cosa si tratta?
    O articoli sul nulla, o articoli di cui non si capisce nulla se non si è già ‘sul pezzo’.

    Cosa è puppet? E chef? Perché oggi quest’articolo, è uscita una nuova versione/c’è un fork/viene inserito nei repository ufficiali di qualche distribuzione/ecc…?
    Quali possono esser prodotti concorrenti su altre piattaforme?
    E quindi a chi potrebbe interessare, oltre alle aziende con grandissime infrastrutture?

    Scusate lo sfogo

    P.S. cosa sono gli arbori? i risi arbori(o)?
    o forse si voleva scriver aLbori, da aLbore -> alba

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