Non molto tempo fa Novell aveva annunciato la disponibilità di una nuova versione del suo prodotto openSUSE Build Service, il servizio Web per il packaging e il building di una intera distribuzione Linux.
Le novità presenti nell’ultimo rilascio di casa Novell sono state abbastanza interessanti. Da un lato è possibile creare una distribuzione derivata da una delle più famose, per intenderci si parla di Red Hat, Fedora, Mandriva, Ubuntu e naturalmente Open Suse. Dall’altro l’immagine software da produrre può essere generata non solo nel classico formato iso, ma anche in un formato compatibile con una “USB bootable stick”, o addirittura con un server virtuale Xen o VmWare. Notizia di questi giorni è il pieno supporto alla cross-compilazione per sistemi ARM.
Queste e altre caratteristiche hanno spinto la Linux Foundation a scegliere openSUSE Build Service come piattaforma di riferimento per il mondo Linux. Secondo i piani della Fondazione presto si assisterà una integrazione di questo servizio openSUSE all’interno del portale Linux Developer Network. La notizia è stata data da Amanda McPherson, vicepresidente della sezione marketing e sviluppo della Linux Foundation.
I dettagli tecnici ancora non sono stati svelati, ma molto probabilmente si tratterà da un lato di aggiungere un front end Web per l’interfacciamento con il Build Service, mentre nel contempo si assisterà ad un ampliamento del servizio di building e packaging. La licenza GPL di openSUSE Build Service, infatti, permette l’integrazione di codice Open Source per l’estensione e l’aggiunta di nuovi servizi e funzionalità.
Da quando è nata la Linux Foundation sta focalizzando i propri sforzi per la creazione di un “ambiente Linux” unificato e standardizzato. Le mosse degli ultimi mesi, tra cui quella odierna e anche quelle relative all’acquisto del dominio linux.com e alla partenership con Intel per il progetto Moblin, fanno parte di un piano di marketing, commerciale e di sviluppo per l’affermazione di un “marchio Linux” universalmente accettato.
Dopo anni di sviluppi del Kernel Linux e del software Open Source sembra stia arrivando il momento di trasformare Linux da “movimento” e “progetto” in un prodotto vero e proprio. Credete sia la direzione giusta da seguire per combattere sistemi operativi commerciali quali Windows e MacOS?

In risposta alla tua domanda, io credo di si , almeno se si vuol tentare di affermare linux a livello aziendale. Purtroppo molte persone guardano alla forma piuttosto che alla sostenza e quindi dargli l’idea che dietro a linux ci sia una vera e propria “industria” può solo che incentivarli all’utilizzo.
di Simone - 16 aprile 2009 - 10:45
Di opportunità linux ne ha avute….
L’arma più potente è stato il netbook, ma è stato letteralmente spazzato via… Ha avuto anche l’aiuto indiretto di Microsoft con Vista, ma neanche così è riuscito ad imporsi (anche perchè molti hanno puntato su Apple). La storia del SO preinstallato regge fino ad un certo punto…
Sui server tiene ancora, ma dopo aver provato la versione 2008 di windows devo dire che sarà una bella guerra.
Deve focalizzarsi sulle amministrazioni pubbliche… se ricordo bene il venezuela ha prodotto una distribuzione ad hoc per sè stessa.
di Andrea - 16 aprile 2009 - 20:48
“Notizia di questi giorni è il pieno supporto alla cross-compilazione per sistemi ARM.”
C’è qualcosa che non quadra. Suse aveva recentemente affermato di non essere interessata al supporto ARM e invece con questo tool possimao farci la distro personalizzata che gira su ARM derivata da una qualunque di quelle elencate? (Red Hat, Fedora, Mandriva, Ubuntu e Open Suse) Sembrwerebbe troppo bello per essere vero…
di rizlox - 17 aprile 2009 - 10:23