Non passa settimana senza che la polemica su Mono si riaccenda: c’è chi lo apprezza per la rapidità con cui è possibile sviluppare applicazioni, chi lo avversa per la sua lentezza e infine chi lo osteggia apertamente a causa delle relazioni che lo legano a.NET (e ai suoi brevetti).
A riaccendere le polemiche è stata la decisione degli sviluppatori Fedora di sostituire il Mono-esco Tomboy con il suo clone Gnote, identico nelle funzionalità, compatibile al 100% ma scritto nel più “neutrale” C++. Questa decisione ha ovviamente aperto la strada alla rimozione di Mono dal livecd della futura Fedora 12, soprattutto ora che stanno cominciando a proliferare alternative Mono-free come Gnote o Solang (che mira a sostituire F-Spot).
La cosa curiosa è che mentre gli sviluppatori di Fedora pensano all’eliminazione di Mono (o comunque alla riduzione della applicazioni dipendenti) quelli di Ubuntu ponderano la possibilità di sostituire Rhythmbox con Banshee, media player dalle funzionalità paragonabili, scritto però con Mono.
Tutto è ancora in divenire ma la parola dovrebbe comunque essere lasciata agli utenti: quanto dipendete da Mono? Quanto siete disposti a dipendere dalle applicazioni scritte con questo linguaggio?

Secondo me non dipende nemmeno dagli utenti.
All’utente non interessa che linguaggio sta sotto. Basta che l’applicativo funzioni e sia veloce e senza difetti.
Un utente non sa che cos’è mono, che cos’è Java.
Questi son problemi da sviluppatori. Se usciranno parecchie applicazioni x mono, mono verrà usato.. se usciranno parecchie alternative altrettanto funzionanti ma senza mono, mono non verrà usato. Imho è bello dar spazio a più framework e far contenti un po tutti.
di Aska - 16 giugno 2009 - 09:58
Vero … peccato che le licenze software sono colli di bottiglia che possono rovinare il lavoro di tante persone. E mono/.NET è un rischio. Non bisogna ridurre la scelta degli utenti, che possono sempre installare mono tomboy & CO quando vogliono. Ma è giusto rimuoverle dalle distribuzioni GNU/Linux, anche perchè alternative più performati e non equivoche già ci sono.
di diego - 16 giugno 2009 - 10:21
Concordo in pieno con Diego, e anche io vorrei vedere sparire mono da ubuntu, anche perché se proprio devono sostituire rhythmbox con qualche programma io preferire fosse exaile che è fantastico e di molto superiore a banshee.
di Antonio - 16 giugno 2009 - 11:15
Basta passare a KDE visto ke gran parte dei programmi scritti in Mono sono per Gnome
di Alessandro - 16 giugno 2009 - 13:05
disintossicarsi è una brutta parola.
Mono non è una malattia.
quando lo capirete, sarà troppo tardi.
(avete computer molto potenti, che stanno la maggior parte del tempo ad aspettare che clicchiate per leggere i vogstri blog autoreferenziali e che vediate l’ennesimo video di youtube, credete non possano sopportare il minimo peso di Mono? incambio di tutto quello che vi da…)
usatevi pure le applicazioni in C/C++, sempre, ovunque e comunque, avrete applicazioni che arrancano nello sviluppo ma che per le loro due funzioni sono rapidissime. l’esempio è il player rhythmbox, ha bisogno di parecchio amore per arrivare ai livelli di banshee, che commit dopo commit va alla grande.
di dgtrfhnsf - 16 giugno 2009 - 13:44
@dgtrfhnsf
ho inserito “disintoccarsi” proprio per sottolineare come per alcuni membri della comunità Mono sia a tutti gli effetti una malattia.
Non rispecchia una mia opinione né quella di oneopensource.
di Andrea de Palo - 16 giugno 2009 - 14:31
@AndreaDePalo, allora forse avresti dovuto scriverlo o metterlo tra virgolette.
scritto cosi, sembri un commentatore di felipe.
di dgtrfhnsf - 17 giugno 2009 - 08:02
Chi è questo felipe? Non mi pare compaia tra gli evangelisti, anche se per molti è un peccato.
di skalka - 18 giugno 2009 - 01:43
Qui non si tratta di pro o contro Mono, anche se effettivamente esistono alternativa come C++ QT, python-GTK , java-GTK, ma si tratta di vedere cosa sta succedendo.
M$ sta dietro La causa SCO – IBM Novell Linux, ha fatto accordi cross licencing e di accreditamento dei brevetti con Novell, ma limitati nel tempo prendendo soldi da Novell; ha annunciato moltissive volte che Linux viola più di 200 dei suoi brevetti software, ha fatto fare marcia indietro a Lindows, ha denunciato Tom Tom che usa Linux per i brevetti sul fs FAT. Non si tratta di fantasionse guerre di religiose ma di deprecabile realtà.
RedHat da Fedora toglie tutti i codec per evitare lo stesso rischio, mette java-OpenJDK al posto di Sun-java per evitare il marchio java, non distribuisce Flash gia installato per la stessa ragione: perchè visto il rischio tuttaltro che ipotetico non dovrebbe usare la stessa politica di prudenza anche con Mono?
di redshift72 - 19 giugno 2009 - 16:18
@redshift72 sante, sante parole.
di @rchie - 20 giugno 2009 - 16:17
@redshift72
le tue affermazioni sono più circostanziate di quanto non faccia stallman e l’articolo stesso, non sono un legale e non conosco i casi che citi, ma mi auguro e mi aspetto che quanto dici venga valutato da persone competenti e la decisione sia consapevole.
per quanto riguarda il linguaggio c# e il framework .net sono più informato, se liberato dalle parti brevettate(anche se fossero 200 brevetti validi, rappresenterebbero soltanto una minima parte delle funzionalità e sarebbero sostituibili),
molti programmatori lo vogliono usare ed è in grado di portare buon software in linux.
inoltre la varietà porta indipendenza e non il contrario
di devsmt - 3 luglio 2009 - 16:43
Ti ringrazio del velato apprezzamento.
Il problema e’ che oggi, l’implementazione di Mono è ha rischio brevetti.
Tantissime parti non aggirano i brevetti anzi ci “squazzano”.
Ricordiamo che il progetto è seguito da Novell azienda che ha le licenze per usare tali brevetti. Quindi se M$ ha dato tali licenze e Novell le ha pagate in qualche modo, dubito che si siano sprecati a scrivere codice che li aggiri; anzi forse volontariamente ci hanno messo tutti e 2 i piedi dentro, proprio per avvalersi del vantaggio ti tale accordo esclusivo con M$, accordo che altri non posso vantare di avere difronte al mercato ed ad un giudice.
Inoltre se M$ ha concesso tali licenze non l’ha fatto per i miseri soldi in ballo, ma proprio per le ragioni strategiche.
Il guaio di usare tale software mette a rischio il desktop linux proprio xke lo strumento Mono è abbastanza valido. Ma trovarsi da un giorno ad un altro a dover sostituire le applicazioni di Mono che via via dovessero essere sempre più presenti nelle distro, rappresenterebbe un grosso danno per la comunità, che si troverebbe a dover fare a meno di software utile e sul quale ci ha sprecato tempo e risorse.
Invece per le aziende che ci fanno su buissnes sarebbe un rischio legale enorme, via via che mono diventa sempre più .net compliant.
In questo modo, tutte le distro dovrebbero togliere le applicazioni mono, e solo Novell invece ne potra’ disporre nella sua distro.
Novell avra’ usato per bene il lavoro della comunità, e allo stesso tempo tale lavoro potra’ essere usato come arma legale traendo un vantaggio competitivo sulle altre distro.
Questo è uno scenario plausubile, e viste le pedine non ne vedo molti altri possibili.
Io concordo sulla linea di prudenza, e sul fatto che cmq esistono molte alternative valide. Se la comunità al posto di sprecare il suo tempo su Mono dedicasse un po di tempo in più al binding gtk -java e/o qt java, vista la mauturità di java e la sua estrema portabilità, riscuoterebbe sul desktop un successo paragonabile a quello che ha a livello server, colmando ampiamente lo spazio lasciato la mono.
di redshift72 - 6 luglio 2009 - 14:54