In queste giornate calde probabilmente molti di noi cercheranno maniere per alleviare la sofferenza con dell’ottima musica: ci sono parecchi servizi che possono fare al caso nostro, in particolare Spotify. Questo provider fornisce infatti le tracce che vogliamo ascoltare in streaming, con brevissime interruzioni pubblicitarie, sempre che non si diventi utente abbonato; in questo caso sono completamente assenti le interruzioni tra un brano e l’altro.
Recentemente Spotify ha iniziato a lavorare sul client per Linux, al momento solo per gli abbonati anche se in futuro è previsto il rilascio anche per gli utenti free: il programma è scritto in QT, tuttavia gode di un buon livello di integrazione con GNOME, e supporta quasi tutte le feature del client Windows. Di seguito vedremo come installarlo sulla nostra Ubuntu.
Prima di tutto, apriamo con Gedit la lista dei nostri repository:
sudo gedit /etc/apt/sources.list
Nel file che si aprirà, aggiungiamo questa riga:
deb http://repository.spotify.com stable non-free
Dopodiché salviamo, chiudiamo l’editor e da terminale autentichiamo il repository cosicché i pacchetti provenienti da questo vengano considerati sicuri:
gpg --keyserver wwwkeys.de.pgp.net --recv-keys 4E9CFF4E && gpg --export 4E9CFF4E |sudo apt-key add -
Fatto questo, aggiorniamo la lista dei pacchetti e installiamo il software. Può essere agilmente fatto dal terminale che abbiamo aperto:
sudo apt-get update && sudo apt-get install spotify-client-qt spotify-client-gnome-support
Altrimenti, se preferiamo, il Software Center o il gestore di pacchetti Synaptic possono essere delle alternative valide. Purtroppo il servizio offerto da Spotify è fruibile solo in alcune specifiche nazioni, quindi se ci troviamo in vacanza, ad esempio, nel Regno Unito, può essere l’occasione per provare un provider musicale veramente valido. Dal canto mio, non posso che sperare che Spotify arrivi in Italia il più presto possibile, soprattutto dopo il colpo gobbo di Last.FM.

Sbaglio o Spotify in Italia è solo utilizzabile tramite proxy?
di Antonio - 17 agosto 2010 - 11:54
quale colpo gobbo di lastfm?? le radio a pagamento?
di quasimodo (di Notre Dame) - 17 agosto 2010 - 12:51
provate Grooveshark, senza interruzzioni, raccolta molto vasta, non bisogna scaricare il player, caratteristiche simile a spotify e disponibile in italiano.
di Marco - 17 agosto 2010 - 15:13
Giornate calde? Non so dove abiti l’autore di questo articolo ma mi sembra che tutto si possa dire di questa estate, tranne dell’alta temperatura.
Per quanto riguarda il servizio, non so a quante persone possa interessare qualcosa a pagamento e non fruibile in Italia.
di Riccardo^ - 17 agosto 2010 - 17:54
Non so se hai capito bene, ma questo è un servizio stupendo, quando sono andato in spagna lo ho provato ed è fantastico.
Se vuoi puoi fare a meno di abbonarti, ascolti una pausa pubblicitaria ogni tanto, tra una canzone e l’ altra, non dura molto e di sicuro non ti da fastidio!!!
di Renato - 18 agosto 2010 - 10:02
@Riccardo sono daccordo sul fatto che i servizi non fruibili dalla nostra Italia possano non interessare nessuno.
Per quanto riguarda le giornate calde? Se dalle tue parti cè troppa pioggia, prova a passare dalla Puglia in questo momento. Ti garantisco che potresti prenderti una brutta insolazione.
di @rchie - 18 agosto 2010 - 11:32
è a pagamento…. e già questo mi pare cozzi un po’ con la logica di opensource.. e poi a che pro se nn lo si può usare in italia?
un colpo di sterzo…di timone ad opensource.it ci vorrebbe…. è scollato dalla realtà
di sinapsi - 20 agosto 2010 - 10:45
questo è il messaggio di spotify:
“Spotify in Italy
It looks like you’re accessing Spotify from outside our launch territiories. In order to buy Spotify premium, you will need a payment card that has been issued in one of our launch territories (i.e. Finland, France, Netherlands, Norway, Spain, Sweden or United Kingdom). As a Spotify Premium user you will have be able to use Spotify when you travel for an unlimited time period.”
Quindi non è vero che non è utilizzabile in Italia, non sono utilizzabili metodi di pagamento italiani al momento. Penso che con paypal si aggiri il problema.
di Giacomo - 21 agosto 2010 - 09:38