Gnu/Linux o FreeBSD?

Linux vs BSD

Nella tumultuosa e variegata storia dei sistemi Unix, i più insigni rappresentanti dei kernel liberi Unix-derivati dei nostri giorni sono certamente FreeBSD e Linux, il primo derivato direttamente dal codice del ramo BSD (Berkeley Software Distribution), il secondo scritto da zero.

Certamente esiste una letteratura ben più corposa riguardante Linux, che gode anche di un maggior seguito e di maggiori favori in ambito desktop, dove risulta lo Unix-derivato libero più utilizzato, sebbene in quote globalmente marginali. E non a caso, essendo la compatibilità con l’hardware esistente di gran lunga superiore a quella del suo stimato antagonista (seppur non sempre brillante, come purtroppo sappiamo).

Lasciando da parte il mobile (che obbedisce a leggi sue), il terreno di battaglia adeguato per lo scontro è quindi l’ambito server (proprio quello in cui Linux riesce meglio, assieme all’universo super-computer).

E qui FreeBSD risulta assai apprezzato: ma quali sono le differenze? Perché si potrebbe scegliere FreeBSD in luogo di Linux?

Premettendo subito che, dai benchmark effettuati dal celebre Phoronix, Linux risulta sempre vincente (idem vale per Debian GNU/kFreeBSD, che usa il kernel FreeBSD su suo userland), elencherò qui di seguito alcune ragioni degli estimatori di FreeBSD, non necessariamente nell’ordine di importanza.

  • FreeBSD ha una licenza “più libera” che quella di Linux e permette agli sviluppatori di includere codice con licenza BSD senza vincoli;
  • FreeBSD utilizza l’avanzatissimo filesystem ZFS e possiede Dtrace, mentre Linux possiede “solamente” EXT e Btrfs;
  • FreeBSD è coerente e non frammentato come Linux: il team di FreeBSD infatti costruisce tutto il sistema operativo e non fornisce solamente il kernel (“vestito” poi dalle varie distribuzioni).

Ma arriviamo ora al piatto forte:

E voi, da che parte state?

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Commenti

  1. [1]

    Personalmente ho utilizzato solo Linux (Ubuntu per essere più specifici) ma credo che la varietà di sistemi Open possa solo fare del bene al progresso del OpenSource.

  2. [2]

    Dalla parte di quello che mi sia avvia sul computer: è dal 2007 che provo le varie release stabili di pc-bsd et similia e finora non ne è mai partita una. Sarà bello l’OS, ma manca si avvia è un pò difficile provarne le features :|

  3. [3]

    Da nessuna…
    Come dice Woody Allen: “basta che funzioni”.
    E senza farmi sputar sangue, aggiungo io…

  4. [4]

    ma supporto hardware? e c’è software per freebsd? ovvero oltre farci partire il SO posso anche lavorare con decine di programmi, anzi ne basterebbero pochi ma decenti es: un buon office, editor multimediali (che funzionino a dovere), sistemi di interrogazione basi di dati ecc…
    Finché manca il software di “contorno” per me è solo un puro esercizio di stile.
    Android è nato per per esercizio di stile, ma poi è cresciuto a dismisura, infatti ora devono mettere ordine. Freebsd è nato prima, ma non cresce… mistero

  5. [5]

    @ MIK C’è un discreto supporto hardware, o almeno il mio acer aspire 5942, anche il portatile di mio fratello ma non ricordo il modello, e il mio vecchio pc “fisso” funzionano anche con pc-bsd 8.0. Poi il software c’è. Sul mistero del perché non sia crescituo non ricordi la causa fatto contro freeBSD? proprio nel periodo in cui nasceva linux….. poi non ci vuole molto. Scaricate la ISO 9.0 della beta di PCBSD e provatela ;) che vi costa??

  6. [6]

    simpaticamente mi viene da pensare che molti usano Ubuntu perchè lo ritengono “meglio”, come se ci sia un meglio che vada bene per tutto. Il problema è che BSD rimane un oggetto misterioso ai più. Bsd per ambiti specifici (networking, filesystem zfs, licenza e sicurezza) penso sia avanti, mentre per altro è forse sconsigliabile ma – mi ripeto – dipende dal fatto che non esiste un s.o. migliore visto che ognuno ha caratteristiche proprie…

  7. [7]

    BSD ha TUTTI, ma proprio tutti, i programmi “di contorno” come qualcuno li ha chiamati, e qualora non esistessero può essere sempre e facilmente fatto un porting da Linus. Le differenze sono essenzialmente nelle diverse licenze ma questo interessa esclusivamente gli sviluppatori mentre lato server le prestazioni sono decisamente simili. Come qualcuno ha scritto già, inoltre, l’installazione presuppone una conoscenza quantomeno medio-alta del sistema operativo cosa difficilmente riscontrabile (non voglio assolutamente fare polemiche) con gli utilizzatori di distro linux (tipo Ubuntu) sempre più chiuse e che impediscono (seppur per facilitare) all’utente di conoscere i vari processi. Si può affermare paradossalmente che Ubuntu non è Linux! In ogni caso quello che interessa alla maggior parte degli utilizzatori è un sistema stabile, sicuro, ricco e facilmente installabile e Ubuntu ha il grande merito di aver avvicinato moltissima gente. Da qui a voler disquisire, senza avere le necessarie basi teoriche e pratiche, su chi sia migliore tra Linux e BSD mi sembra un passo più lungo della gamba! Non vi pare?

  8. [8]

    Le comparative di Phoronix da questo punto di vista non vanno prese come la verità assoluta. Per esperienza personale Ho notato più volte che un server BSD ha una migliore gestione delle risorse durante i picchi di carico. Vero anche che spesso un’installazione di default di FreeBSD ha parametri a livello kernel molto conservativi e non tutti hanno le competenze necessarie per modificare con successo l’installazione. Personalmente ho sempre preferito i BSD per la citata “coerenza” dell’ambiente e l’aderenza agli standard.

  9. [9]

    Certamente esiste una letteratura ben più corposa riguardante Linux, che gode anche di un maggior seguito e di maggiori favori in ambito desktop, dove risulta lo Unix-derivato libero più utilizzato

    Beh, tecnicamente OS X è Unix-derivato, e credo sia più diffuso di qualsiasi Linux :D

  10. [10]

    davide,
    Unix-derivato libero.

  11. [11]

    La liberta` che fa si` che Microsoft venga a farsi lo stack tcp/ip e Apple il sistema senza rendere conto a nessuno… cioe` il sistema per fare la spesa

    Poi FreeBSD e` un kernel + userland, specifico
    GNU/Linux e` il concetto di kernel + userland, con quale distribuzione vuoi compararlo? Pure ubuntu ha il login root disabilitato, cioe` boh, alla fine io quando leggo bugatto c’e` sempre da pensare

    gnu/linux e` frammentato? ma piu` o meno che ve ne frega? ma proprio non volendo tirare in ballo il concetto che per l’utente finale e` una cosa ottima per le vaste possibilita` di scelta, proprio a capire, che ve ne frega? Cioe` migliaia di progetti continueranno ad andare avanti, gente smanettera` e fara` qualcosa (invece di scrivere articoli niubbi) anche senza il vostro aiuto, tralatro in che modo vi da fastidio a pensare che ci siano tanti progetti? Cioe` non credo nemmeno che sia a causa del mononeurone che non ce la fa a memorizzarli tutti, perche` non dovrebbe essere proprio un vostro problema se ci sono altri progetti o meno

  12. [12]

    La mancanza di coerenza non è tanto un problema di scegliere tra un’applicazione o un’altra, ma pensate al casino per gli sviluppatori dove non c’è uno standard, quando non c’è un unico sistema di configurazione, librerire, widget, ecc e la complicazione per il testing di conseguenza le difficoltà per gli utenti. Non per nulla si è lavorato sulla LSB (Linux Standard Base), per ridurre le difficoltà di porting delle applicazioni tra una distro e l’altra e semplificare il supporto after market. Ma ancora oggi restano diversi problemi. A parte che fuori dai repo (che non sono sempre aggiornati e viceversa avere tutta la distro rolling è troppo inaffidabile per te e scaricare da un repo personale di uno sconosciuto, come certe PPA non ti ispira troppa fiducia) c’è praticamente un pacchetto diverso per ogni distro, posto che lo sviluppatore si sia preso la briga di farlo anche per la tua, e in tutte le combinazioni di 32 e 64 bit, gtk e qt… e magari tutto questo sbattimento per l’1% della sua utenza multipiattaforma… A parte questo ci sono librerie diverse, dipendenze.. c’è il soundsystem che è sempre stato problematico anche se ora è messo meglio, ecc. Su Ubuntu per esempio dovevo dire ad Audacious di usare ALSA, che con Pulseaudio non andava. Per lo streaming di Second Life c’è da smanettare con uno script, e così via… tutte cose che su altri SO non si vedono e che non sono certo il massimo per l’utente medio o una distro che dice di essere “fatta per esseri umani” come slogan. Il closed poi… Opera ha dovuto fare miracoli, creando una gui autoadattabile per GTK, QT o solo X e puoi scaricare dal loro sito il pacchetto aggiornato, compresi gli snapshot per ogni distro possibile, ma sono un caso più unico che raro e comunque hanno avuto problemi anche con la configurazione dei caratteri. Skype ha praticamente gettato la spugna dopo la versione 2 e anche lì sbattimento per l’utente medio nel configurare il suono. L’utente che odia i caratteri con antialiasing, e li toglie da Gnome, si ritrova software QT ancora coi caratteri in antialiasing, a meno che non smanetti… Non so se l’hanno sistemato ora. Su Kubuntu almeno si riesce a configurare tutto in una volta. E così via.

    A me GNU/Linux piace e la libertà di scelta ed adattare è proprio uno dei motivi che me lo fanno piacere. In generale funziona tutto abbastanza bene, però è innegabile che questo tipo di mancanza di standard crea dei problemi e parecchio sbattimento extra, per gli sviluppatori, per chi pacchettizza, e un poco anche per gli utenti.
    Quindi preferirei alcune cose di base più unificate.

  13. [13]

    Io preferirei la mancanza di uno standard, se avessi voluto uno standard sarei rimasto a Windows e avrei lasciato OSX sul Mac.

    A me vengono solo risposte stupide da darti sniper ma non ne posso fare a meno, e` una cosa Darwininiana, io non ho problemi con la frammentazione di Linux e insieme a me milioni di persone, per il resto dei niubbi, basta che leggano qualche manuale e non avranno problemi, se hanno problemi e se le cose non gli funzionano come dovrebbero che si estinguano pure usando Windows o quel che sia.

  14. [14]

    A parte la qualità dei kernel, io programmatore non avrei molta voglia di licenzare un mio pezzo di codice con la BSD. Se scrivo qualcosa open source voglio che rimanga tale e che certe aziende non ci lucrino sopra chiudendo il mio codice. Quindi dal mio punto di vista il punto riguardante la licenza più “libera” è invece un handicap.

  15. [15]

    Concordo con Sniper.

  16. [16]

    Lo sviluppo di linux sta correndo (fin troppo velocemente) i *BSD sono un po’ fermi penso che il metodo di Linus Torvalds faccia la differenza vedi google e red hat

  17. [17]

    Io ho installato or ora PCBSD 9 beta.
    Gli unici difetti riscontrabili sono un tempo di installazione elevato e un tempo di boot piuttosto lungo per il resto… credo rimarrò a PCBSD dopo 9 anni di Linux.
    Sistema funzionante out of the box (compresi codec vari) programmi installabili con un click grazie ad appcafe ancora più sicurezza di GNU/Linux (a chi frega di scrivere malware per un sistema con lo 0,000001% di utenti?).
    Cosa volete meglio di così??

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