Online banking? Per il Washington Post meglio se con Linux

Vuoi per il ridottissimo numero di malware, vuoi per l’architettura più solida, un PC con Linux è teoricamente più sicuro di uno con Windows: combattere virus e malware assortito è quasi una battaglia quotidiana in alcune reti aziendali nelle quali si utilizza il sistema operativo made-in-Redmond.

A confermare la maggiore sicurezza del pinguino, però, ci pensano ora sia l’edizione online del Washington Post sia la polizia Australiana (in particolare quella di Sydney); vi starete chiedendo: suggeriscono di passare a Linux? La risposta è “nì”: entrambi consigliano infatti di utilizzare Linux quando le informazioni da gestire sono “troppo delicate” per rischiare che finiscano in mano a criminali.

E cosa, più delle proprie informazioni finanziarie, si rivela importante quando si naviga sul Web? Probabilmente nulla. Entrambi i suggerimenti si basano sulla considerazione che ormai troppe persone hanno perso denaro a causa di malware e che sarebbe sufficiente utilizzare un livecd Linux per eseguire in sicurezza le operazioni di online banking.

Ovviamente anche un Mac andrebbe bene ma la soluzione basata su Linux risulta essere più economica e, soprattutto, flessibile, visto che può essere applicata ovunque, anche su PC “condivisi”.

È un consiglio che seguite/suggerite anche voi? Oppure preferite l’approccio che prevede l’utilizzo di macchine virtuali separate per ciascun compito (critico) da svolgere?

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Commenti

  1. [1]

    Sicuramente 2 macchine virtuali aiuterebbero a velocizzare il lavoro,
    ma se uno deve controllare 4 cose 2 volte la settimana, conviene usare un vecchio pc con Ubuntu sopra e tenere il nuovo con AdunanazA installato.

  2. [2]

    La persona così attenta da avviare una live o una vm prima di una operazione delicata probabilmente non avrà mai problemi nemmeno usando windows (e Firefox, se non proprio IE ). Il problema sono le persone poco pratiche e frettolose, per le quali è troppo anche cambiare browser da quello di default e che non sanno neppure se l’antivirus si sta aggiornando o meno. Ma è un errore pensare che se la totalità degli utenti si spostasse su piattaforme linux per le operazioni bancarie il problema verrebbe risolto. Da che mondo è mondo i criminali non rinunciano mai, semplicemente vanno dove è più facile, ma saprebbero inventarsi qualcosa anche per superare il difficile, se fosse l’unica alternativa. Per eliminare i furti on-line (comunque minori, e più complessi, di quelli off-line) bisognerebbe cambiare l’intera concezione del denaro, evitando quei misti elettronico / contante che permettono il riciclaggio e la perdita di tracciabilità. Il denaro dovrebbe avere un nome ed un cognome dalla nascita alla morte. O si sceglie di perdere un po’ di privacy, o si sceglie di perdere un po’ di denaro. Nessuna delle due cose è ottima ;-)

  3. [3]

    Quello che tu dici ha un fondo di verità… ricorda un pò la proposta Di Eugene Kaspersky intorno il passaporto digitale… Personalmente però credo che il problema sia un pò più complesso: per quanto riguarda la tracciabilità del denaro, al momento il fisco di buona parte dei paesi occidentali ha il pieno potere di tracciare gli spostamenti di qualsiasi somma di denaro risulti sospetta. Il problema al riguardo concerne la non “estradizione” o meglio l’esistenza di oasi fiscali votate al riciclaggio ed all’occultazione di capitali esteri, dove qualsiasi traccia viene eliminata e dove le stesse banche si appellano al “segreto bancario”. Anche qualora si volesse inserire delle specifiche traccie all’interno dei capitali circolanti a livello nominale, in ogni si arriverebbe come al solito a doversi fermare davanti a queste “tane libera tutti” per criminali di ogni livello e grado, dal piccolo truffatore che stilla un dollaro da mille conti corrente fino ad arrivare ai capitali mafiosi o peggio ancora a quelli della stessa classe dirigente, volontariamente nascosti all’estero.

    Forse l’unica vera possibilità sarebbe, alla Kaspersky, imporre un web completamente cristallino, dove ognuno è direttamente responsabile delle proprie azioni virtuali e da cui vengano estromesse a livello hardware tutte quelle aree ombra non sottostanti ai vincoli di trasparenza… Ma imporre un modello del genere al mondo bancario sembra fin da subito un ipotesi non solo poco fattibile ma persino leggermente delirante.
    D’altra parte voi che ne pensate

  4. [4]

    Mac?ma stiamo scherzando è il sistema più insicuro al mondo più di Windows.
    Linux è l’unico veramente sicuro

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