Lennart Poettering, autore di software come Avahi, PulseAudio e più recentemente systemd, non è una persona interessata a evitare polemiche o conflitti: affiancandosi (involontariamente) ai sostenitori del progetto GNOME OS, il vulcanico sviluppatore ha decretato la morte dei sistemi BSD, scatenando le ire dei suoi sostenitori.
Favorevole a una continua evoluzione del software libero, Poettering sostiene infatti che gli sviluppatori dovrebbero concentrarsi esclusivamente su Linux e sfruttarne tutte le sue potenzialità.
Tra i suoi software, systemd è quello che utilizza maggiormente tecnologie disponibili solamente su Linux e la cui adozione potrebbe porre problemi alle distribuzioni libere che non adottano questo kernel: Debian GNU/kFreeBSD, per esempio, sarebbe costretta a divergere dalla sua controparte GNU/Linux.
Per Poettering questo non sarebbe un grosso problema, dato che, ai suoi occhi, progetti come Debian GNU/kFreeBSD non sono altro che “sistemi operativi giocattolo“, di ben poca utilità nel mondo reale.
Visto che anche agli occhi degli utenti più affezionati i sistemi BSD liberi continuano a perdere terreno, pensate sia sensato insistere nel volerli supportare con la stessa attenzione data a Linux? Oppure concordate con la visione di Poettering?

Più che d’accordo con Lennart. Per quanto rispetti BSD come sistema operativo, ritengo giusto concentrarsi su Linux per migliorarlo sempre più.
E anche all’interno di Linux ci sono tanti progetti che potrebbero essere abbandonati per far crescere le controparti che hanno più chance si imporsi. Mi vengono in mente gli innumerevoli (e spesso inutili) Desktop Environment, per esempio…
di wasgood - 20 luglio 2011 - 11:38
Concordo con Poettering, nel senso che sarebbe bello che tutti si concentrassero su linux, ma non condanno chi sta con bsd, perché ognuno è libero di fare quello che vuole.
di yuri - 20 luglio 2011 - 11:42
Alla faccia di de Raadt e di Tanenbaum
di Francesco - 20 luglio 2011 - 11:44
il problema non e` tanto linux o bsd, il problema e` la frammentazione e che ogni sviluppatore si concentra nel suo sotto progetto .
ed e` cosi` non solo per i kernel ma per ogni software open source.
prendi ad esempio iceVM, openbox, fluxbox, blackbox e i 10000 altri light window manager in circolazione, se tutti gli sviluppatori si concentrassero in 1 o 2 progetti la forza lavoro sarebbe enorme ed i miglioramenti procederebbero alla velocita` della luce.
se ci fosse solo un sistema BSD e tutti gli sviluppatori delle varie versioni contribuissero a quello, avrebbe senso portare avanti questo kernel, altrimenti secondo me e` solo fatica, tempo ed energia sprecata.
di asdffdsa - 20 luglio 2011 - 12:16
allora vietiamo i progetti universitari, che proseguono poi per la passione degli studenti che li hanno seguiti.
si studia solo teoria e bon.
di asdo - 20 luglio 2011 - 12:47
Io tra frammentazione e “biodiversita”, e tra concentrazione e monopolio, preferisco la biodiversità. Anche se opensource un monopolio non è mai bene.
di Iuri - 20 luglio 2011 - 13:05
@yuri
@asdffdsa
Quotone a tutti e due!!!!!!!!!!
@asdo
Di progetti liberi ce ne sono a bizzeffe, se uno vuole seguirne uno suo lo faccia. E poi cosa sarebbe la storia dell’uni? Visto che i progetti BSD stanno fallendo tu (tramite passaggi logici noti solo allo spirito santo) concludi che nelle università si studierà d’ora in poi SOLO la parte teorica dell’informatica? XD
Scusa, puoi esporre meglio? Non credo di aver capito (come molti altri)
di abba - 20 luglio 2011 - 13:09
Posso parlare solo per mia esperienza personale, ma all’uni dove studio informatica di BSD non ne ho visto neanche l’ombra. Gli unici due ambienti presi in esame dai vari corsi, o usati per le infrastrutture universitarie sono solo Linux e Win. Condivido l’opinione di Poettering, sarebbe meglio una focalizzazzione degli sviluppatori su un sistema, in modo da farlo progredire a velocità esponenziali, rispetto ad ora.
di david - 20 luglio 2011 - 13:21
La centralizzazione indica generalmente che c’è un’azienda alle spalle. Nel mondo open in genere c’è una community, ecco perchè c’è frammentazionedi progetti.
Poettering ha una visione condivisibile ma non raggiungibile nel modello a bazar che si è scelto.
L’unico appunto che si può fare è che si fanno fork con gran facilità ma pochi progetti di accorpamento, ma si sa gli sviluppatori mancano di umiltà…
di Paul - 20 luglio 2011 - 13:27
linux e’ un giocattolo fatto da nu brufoloso studente pipparolo senza uno straccio di vita sociale, che passa le sue giornate nella penombra della sua stanzetta a scrivere codice… opss non siamo piu’ nel 1992 ma nel 2011 e linux e’ un kernel supportato da decine di multinazionali e migliaia di programmatori in tutto il mondo, un kernel che fa andare milioni di sistemi, dai tablet ai supercomputer.
Se e’ ok per linux, perkhe non dovrebbe essere ok per altri kernel? il signor comesichiama ama fare sparate, ma sono le sue opinioni personali che dovrebbero passare nel silenzio generale.
di ioomiricordo - 20 luglio 2011 - 14:10
Il problema più grosso è la differenza di API e syscall, oltre che di librerie disponibili, che costringe a usare sistemi assurdi come autoconf per cercare di capire se il software si compilerà sul tal sistema, ma soprattutto costringe gli sviluppatori a testare lo stesso software non solo su diverse distribuzioni di Linux (che ormai, a parte Slackware, sono abbastanza allineate, quindi non sono un problema), ma anche su diversi BSD, che invece sono molto diversi tra loro.
Più si scende di livello e più si incrociano syscall o facilitazioni (vedi /sys) che solo Linux mette a disposizione, pertanto risulta difficile o impossibile fare il porting a *BSD.
Questo penso sia il punto espresso da Poettering: non perdete tempo a cercare di far funzionare il vostro software su piattaforme usate da meno dello 0,001% delle persone. Piuttosto investitelo per migliorare il software su una sola.
Ha pro e contro, naturalmente, ma visto che si tratta di open source e che si può forkare in qualsiasi momento, sono abbastanza d’accordo con lui.
Bye.
di Alex - 20 luglio 2011 - 14:19
Ho sempre pensato che il complesso mondo del free software obbedisca a delle semplice logiche darwiniane.
Se un progetto è destinato a sopperire perché l’evoluzione porta altrove, semplicemente succederà.
di aytin - 20 luglio 2011 - 14:38
Cosa è questa sorta di terrorismo psicologico ciclico?
di Danielsan - 20 luglio 2011 - 15:03
Scusa ma credo tu abbia poca comprensione della lingua inglese.
Il sistema BSD a cui fa riferimento il bimbo biondo è “kFreeBSD” che sarebbe la versione di Debian con il kernel di FreeBSD, che è principalmente un accrocco/esperimento.
Dire che i sistemi BSD stiano morendo mi pare un po’ un azzardo considerato il numero di macchine freebsd, openbsd, netbsd, aix, solaris, mac os x, iphone, ipad, ipod, irix, hp unix, in giro nel mondo.
Per di più lui stesso dice che è un discorso di TARGET: BSD è per sistemi server e ai sistemi server non serve un substrato che gestisca l’audio in maniera avanzata.
Premesso che mi pare comunque una visione piuttosto limitata, visto che su Mac OS X c’è CoreAudio che mi pare rompa ampiamente il culo a quella schifezza di PulseAudio, è comunque una rappresntazione piuttosto diversa da quella che fai tu dell’articolo delle stesse parole del tizio.
Insomma chestaiaddì?
di sk - 20 luglio 2011 - 15:07
@Danielsan
mi sembra di rivedere il FUD di scuola microsoft…
di sk - 20 luglio 2011 - 15:09
Si certo. Lasciamo Harry Poettering alle sue stupidaggini..
Vi ricordo che sia Linux che BSD è nato da gente insoddisfatta…e poi perchè tutti dovrebbero sviluppare linux? Sono d’accordo con aytin, lasciate che sia…chi sopravvive e chi no.
di Luca - 20 luglio 2011 - 15:36
@aytin
sopperire = provvedere, trovare un rimedio a una necessità, a una mancanza.
Qua si sta estinguendo l’italiano, per via dell’evoluzione delle scimmie.
lol
di telperion - 20 luglio 2011 - 15:41
@david e Paul: tenete conto che BSD è nato come progetto universitario (la B corrisponde a berkeley)
di winebar - 20 luglio 2011 - 15:48
@asdffdsa e compagnia
E che cosa vorreste dire agli utenti che usano questi software? Io uso openbox da anni e non ci sono window manager che soddisfino meglio le mie esigenze. E ne ho provato di window manager, da xmonad a compiz, standalone o non. Più persone che lavorano ad un progetto non vuol per forza dire progetto migliore. La libertà di scelta è sempre stata caratteristica dei sistemi liberi. Posso solo essere felice che ci siano sviluppatori che contribuiscono a progetti come openbox e affini. In quanto a quelli che vorrebbero che questi progetti svanissero vi chiedo che cosa ve ne importa se:
1) Non è il vostro tempo che viene “sprecato”
2) Non sono software che usate e che vi servono
di void - 20 luglio 2011 - 15:52
@telperion

Sei peggio di un correttore grammaticale
Quando stavo scrivendo il commento, avevo in mente questi verbi: “sopprimere”, “soffrire”, e “estinguere” e non so perché sia venuto fuori questo strano ibrido
Quando ho postato, sentivo che c’era qualcosa fuori posto ma i 30 secondi a disposizione per la scrittura di un commento veloce erano già esauriti.
di aytin - 20 luglio 2011 - 16:48
@void
!
hai ragione.
Io uso fluxbox e non riuscirei a usare icewm ne openbox ne un eventuale merge degli stessi, concentrarsi in molti su un progetto che non richiede molte risorse non è detto che porti qualcosa di buono.
e prima di abbandonare fluxbox me lo forkerei
Inoltre mi pare che pure di software commerciali ce ne siano a centinaia simili e che fanno più o meno le stesse cose.
L’opensource permette a chi ha un idea vincente di portarla velocemente alla luce (vedi crux e poi arch) anche senza una realtà commerciale alle spalle, l’appoggio di una comunità di affezionati è più forte di qualsiasi rapporto un software commerciale possa ottenere con un utente. (apple user a parte.)
di erik_ilrosso - 20 luglio 2011 - 17:36
@erik_il_rosso: è proprio questo il punto, software commerciale vs open source mantenuto dalla comunità. Nel software commerciale il tempo e i soldi spesi per un progetto simile, sono investiti per un introito dell’azienda. Nei progetti comunitari invece, si tende a forkare inutilmente un software solo per apportare modifiche talmente minime che non ne varrebbe la pena e una semplice patch data agli sviluppatori farebbe la stessa cosa, senza contare che lentamente si aggiungonoaltre persone a contribuire, facendo perdere al progetto originale molte possibili risorse.
di winebar - 20 luglio 2011 - 22:22
quoto void e erik_ilrosso
. (Cavolo sta frammentazione di OS…perche’ non si concentrano tutti su windows?).
Quanto e’ fastidioso continuare a leggere le solite frasi di routine:”ma perche’ non lavorano tutti i millemila sviluppatori a…”. Qui tanto si combatte con i mulini a vento. Non capisco perche’ l’utenza che sente tanto questo bisogno non passa a win/mac…
Comunque, Mint fra i tanti e’ la prova, che progetti etichettati come ‘ubuntu verde’ possano invece costituire un’alternativa nonche’ cercare di portare anche delle idee.
Chi continua a criticare questo modello, ripeto, ha liberta’ di scelta:
per cui mac/win sono alla porta
di rents - 20 luglio 2011 - 22:23
@rents
perchè fanno come …
http://www.youtube.com/watch?v=u-NRmT0R5eg
asd
di telperion - 21 luglio 2011 - 00:59
@void rents
A me puo` fare solo piacere se c’e` gente che fa il fork di progetti e si mette in prima linea nello sviluppo. Il problema e` che piu` un progetto e` frammentato, meno uniformita` c’e` e purtroppo senza standardizzazioni non si raggiunge la grande utenza e senza la grande utenza le software house non sono incentivate a sviluppare per linux.
A me personalmente non da fastidio che ognuno spenda il suo tempo come desidera, a me dispiace che il risultato di un grande lavoro venga utilizzato da poche decine di utenti. Ora non focalizzatevi sui WM che e` solo un esempio, questo vale anche per le distribuzioni e tutto il panorama OS.
Personalmente credo che con meno fork e piu` forza lavoro sui progetti principali l’intera comunita` ne beneficierebbe.
di asdffdsa - 25 luglio 2011 - 12:55
“l’intera comunità” è un concetto che non esiste.
Esiste un enorme arcipelago di comunità, spesso in fortissimo contrasto tra loro, sarebbe ora di smetterla con questa “comunità”, è una falso totale.
di telperion - 25 luglio 2011 - 15:19