Nuova beta (la seconda) per Skype 2.1 per Linux. Non si tratta ancora del tanto atteso rilascio open source, che comunque riguarderà solo la gui e non le librerie VoIP su cui l’intera rete di Skype fa affidamento.
Skype 2.1 beta 2 (numero di release 2.1.0.81) porta su Linux per la prima volta la condivisione del desktop (o di una parte di esso) avvicinando questo rilascio alla completezza di funzioni presenti nella versione per Mac e per Windows.
Oltre allo “screensharing” Skype ha aggiustato il tiro su alcune altre caratteristiche, come il supporto degli stili (Skype per Linux funziona sulle librerie QT4, le stesse di KDE), la qualità dell’audio e la velocità della chat. Gli utenti Linux gradiranno inoltre la possibilità di citare (fare il “quote”) un messaggio e riportare un abuso.
Ad un primo utilizzo Skype 2.1 beta 2 ci è sembrato più veloce nell’esecuzione e nell’avvio. Peccato che la qualità delle video chiamate sia ancora lontana da quello che si riesce ad ottenere su Mac OS X o su Windows, sempre ammesso di avere sotto mano una macchina abbastanza potente e una connessione a banda larga.
Non ci sono notizie ufficiali sulla futura apertura del codice della GUI. L’annuncio ufficiale parla del nuovo rilascio come di un passo logico verso la versione open source. La cosa fa pensare che, una volta divenuta stabile, siano proprio i sorgenti della 2.1 quelli destinati a finire in pasto alla comunità.
Possiamo scaricare Skype chiuso ma pronto a funzionare sulle più diffuse distribuzioni. Fantasticando nel frattempo a tutto quello che potremmo ottenere quando potremo dare una sbirciatina ai sorgenti. Ai nostri lettori cosa piacerebbe vedere?

Ma non avevano detto che la parte open di Skype sarebbe stata solo la GUI?
di MpMp - 21 gennaio 2010 - 20:47
Le versioni di sw proprietario per linux sono sempre di “serie B”. Comprensibile, del resto : se un’azienda deve fare profitto non ha tanto senso che investa in un mercato dove … c’è poco mercato. E’ la dura legge domanda-offerta.
di Ernesto - 22 gennaio 2010 - 09:11
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E’ vero che ragioni puramente commerciali indurrebbero ad evitare il segmento gnu/linux in ambito consumer.
Ma intanto Microsoft cala complessivamente di uno 0,3% come pure MacOSX e l’unico che cresce di uno 0,2% è proprio gnu/linux.
Senza tenere conto che chi compra un portatile al 99% compra una licenza d’uso Windows, anche se poi dovesse sostituirlo.
Sui dispositivi mobile, Android si prepara ad invadere il mercato e gli unici competitor validi rimarranno Nokia e Apple.
E chi ha tirato su una render farm per avatar, utilizzando server ubuntu, dopo che Canonical aveva stretto accordi con HP avrà avuto le sue buone ragioni.
Se questa tendenza dovesse continuare, probabilmente anche l’ostracismo commerciale attorno a gnu/linux potrebbe cessare nel momento in cui la massa critica viene raggiunta.
di aytin - 22 gennaio 2010 - 22:11