FOSS-Inside: Cosa ci riserva Gnome 3.0?

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Cosa è Gnome Zeitgeist? Un nuovo modo di concepire l’organizzazione dei file, non più solo archiviati nelle cartelle, ma catalogati realtime insieme alle operazioni che vengono compiute con essi. Si potranno taggare i file, si potrà tracciare lo storico delle elaborazioni effettuate sul file, i documenti importati dal Web verranno tracciati, sarà possibile relazionare i file (es. tutti i file provenienti da un dato sito Web). Insomma la catalogazione, la ricerca e la correlazione saranno esaltate all’ennesima potenza. Integrando componenti Zeitgeist in tutte le applicazioni più importanti il desktop environment sarà in grado di ricostruire in qualsiasi istante lo storico delle attività e delle elaborazioni.

Ce la faranno Gnome Shell e GNOME Zeitgeist a rivoluzionare la Desktop Experience? Difficile dirlo, ma certamente questi costituiranno i due pilastri principali su cui costruire la cattedrale. Altri componenti come GnomeDo, Gstreamer, GUPnP, Mutter, e altri ancora, faranno la loro parte. Il laboratorio di idee messo su dal team di Gnome si sta riempendo di tante proposte.

E per gli sviluppatori? Di cambiamenti ce ne saranno, basta guardare ad uno dei report circolati negli ultimi mesi per rendersene conto. Per il resto le idee espresse nel manifesto di Gnome 3.0 parlano chiaro:

… Quindi, ha perfettamente senso rilavorare la nostra piattaforma e renderla più chiara ai nuovi arrivati. Ecco alcuni aspetti che bisognerebbe considerare:

  • eliminare tutte le librerie deprecate, in modo che le persone smettano di usarle nel loro codice;
  • creare all’interno della piattaforma una “staging area” per le librerie che potrebbero essere incluse ma che non offrono ancora abbastanza garanzie (vedi GStreamer): questo darà un messaggio chiaro sul cosa bisognerebbe essere utilizzato;
  • includere nuove eccitanti tecnologie in modo da poterle utilizzarle nel nostro desktop. Alcuni ovvi esempi sono gli effetti 3D (Clutter) e la geo-localizzazione (Geoclue);
  • rilavorare la nostra piattaforma in modo da integrare qualche dipendenza esterna: ad esempio, D-Bus e Avahi sono delle dipendenze esterne, e sono quelle che i nostri sviluppatori vogliono utilizzare. Bisogna essere molto più espliciti su questi punti;
  • rendere il binding (ndr con altri linguaggi) più integrato nella piattaforma, renderlo più visibile in modo da attrarre sviluppatori da altri linguaggi.

Il lavoro che è stato fatto con “GObject introspection” cambierà profondamente il modo di sviluppare GNOME,…

GTK+ 3.0? Ovvio non ci sarà Gnome 3.0 senza GTK+ 3.0. Detto in altri termini, la rivoluzione di Gnome è sempre avvenuta dal basso, dal cuore dell’infrastruttura fino su in alto alle parti visibili del Desktop. È e sarà sempre così per Gnome. Concedere un po’ più di enfasi a Gnome Shell rispetto magari a GTK+ 3.0 è solo stata l’eccezione che conferma la regola. No GTK+ 3.0, no party.

C’è una Roadmap per GTK+ 3.0 e c’è una fotografia dello stato dei lavori. Quanto basta per dire che GTK+ 3.0 è in officina.

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Commenti

  1. [1]

    A me sembra molto orientata all’uso del mouse come interfaccia. Chi sa se avrà una buona usabilità da tastiera.

  2. [2]

    non so se è un problema solo mio, ma quando clicco sulle immagini per ingrandirle mi rimanda alla prima pagina dell’articolo

  3. [3]

    succede anche a me

  4. [4]

    Io penso che tutte queste funzionalità e promesse per il futuro siano molto buone, però penso che se si vuole che Linux arrivi dov’è arrivata la Microsoft con i suoi S.O si debba pensare molto alla funzionalità, io non sono un utente molto anziano e mi ricordo che le prime volte che usavo ubuntu mi trovavo molto in difficoltà con i vari comandi ma soprattutto con le installazioni da sorgente quindi, in conclusne, penso che ci si debba basare anche sulla semplicità di windows pur mantenendo la filosofia del Opens Source…

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