A quanto pare il presagio dell’utenza “pro” di Ubuntu su quanto e come sarebbe convenuto che Ubuntu divenisse una distribuzione rolling release era effettivamente fondato: proprio quest’oggi infatti Leann Ogasawara, manager del Kernel Team in Canonical, ha riferito quelle che per ora sono solo idee ai primi studi, ossia sostanzialmente il compito di eliminare i rilasci intermedi per concentrarsi sulle versioni LTS, ed avere una politica di aggiornamenti liquida nel mezzo.
Come ha riportato WebUpd8:
Il piano era puntare a quello che viene chiamato rolling release per la 14.04, ed iniziare con un modello che va di LTS in LTS eliminando le release intermedie. Questo è stato discusso recentemente, non abbiamo impresso nulla nella pietra ma c’è la possiblità forte che quando arriveremo alla prossima Ubuntu 14.04 andremo dalla 14.04 alla 16.04, e tutto quello che c’è nel mezzo sarà considerato come rolling release, quindi rilasci di pacchetti aggiornati, non solo per il kernel ma per l’intera distribuzione.
Il video intero dell’Hangout on Air è riportato qui sotto: sicuramente quello che abbiamo sentito è qualcosa che si prospetta interessante dal punto di vista degli sviluppatori e soprattutto degli utenti che fortunatamente, se il progetto andrà in porto, si troveranno a dover gestire sempre meno eventuali problemi o comunque il tempo richiesto da un aggiornamento di release in Ubuntu.

Direi che come piano è molto meglio che avere 50mila versioni e 200mila ppa sparsi a casaccio, con un supporto assolutamente sclerotico per chi lo deve fare.
di telperion - 23 gennaio 2013 - 16:58
Francamente spero che non lo facciano, in quanto di Ubuntu faccio solo 2 utilizzi:
- live usb, dopo il tracollo di Knoppix,
- soluzione-ponte su hardware recente in attesa che sistemi piu’ solidi adeguino kernel e compagnia.
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Da cio’ si evince lapalissianamente che l’unica cosa che conta per il sottoscritto e’ la frequenza delle release.
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Non intendo assolutamente lanciarmi in dibattutissime analisi statistiche ma per come la vedo io le distro che subiscono rallentamenti nei cicli di rilascio perdono l’amplificazione dei blog e dei siti di news, le quotazioni di distrowatch calano, le voci di crisi si diffondono e si rischiano collassi stile Gentoo 2007 (sempre stata di nicchia, stava proprio implodendo, poi si e’ ripresa ma i fasti di un tempo sono un lontano ricordo) o Mandrake/iva (anche se certamente hanno contribuito anni di harakiri sistematico della dirigenza), tanto per dire i primi nomi che vengono in mente.
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Dopo mesi e mesi, oggi ho rimesso casualmente piede in un’edicola e ho notato un certo ‘Linux Mint&Ubuntu Magazine’.
Chissa’ che il comparto Linux desktop non venga ridimensionato e gli annunci da ’20 milioni di PC’ si trasformino presto in ’20 milioni di smartphone’…
di OnlyUs - 23 gennaio 2013 - 18:12
Ora faccio una domanda che sembra stupida anche a me: stanno proponendo due canali divisi, stable e testing, alla Debian, giusto? Non una roba del tipo: “ogni 2 anni facciamo una LTS poi il giorno dopo cominciamo a cacciare dentro alla LTS stessa ogni schifezza col numero di versione più alto possibile così diventa tutto rolling”, vero?
di Shiba - 23 gennaio 2013 - 18:36
@Shiba
E la prima ipotesi:
-le versione LTS saranno ‘stable’ non-rolling, assolutamente identiche ad oggi, al massimo verranno consigliate di più agli utenti.
- le versioni intermedie scompaiono per lasciare posto a una versione rolling aggiornata di continuo, consigliata ai più smanettoni.
Comunque ‘rolling’ non vuol dire per forza come arch, ciò numero di versione più alto possibile nel giro di poche ore, probabilmente l’idea è creare qualcosa alla debian, con un bel test dei nuovi pacchetti da mandare in testing.
Quindi i repo dovrebbero dividersi tipo in:
- stable -> ubuntu LTS
- testing -> abbastanza stabile, ma per ubuntu rolling
- proposed -> instabile, nuovi pacchetti da verificare anche per giorni/settimane prima di finire in testing
di abba - 23 gennaio 2013 - 19:17
Quoto telperion riguardo ai PPA: chi pacchettizza oggi viene tirato scemo da dipendenze assurde e versioni differenti delle librerie necessarie. Con il nuovo approccio (se lo realizzeranno) i dev dovranno lavorare ai nuovi pacchetti solo per la rolling e, se possbile, creare un PPA apposito per le ultime due versioni LTS.
In pratica i ppa diventerebbero il mezzo per avere dei software aggiornati sulle lts.
di abba - 23 gennaio 2013 - 19:27
Sono anni che aspetto che facciano questo passo. Magari pensando ad una versione sullo stile half-rolling per favorire gli utenti.
Chi vuole stabilità (il sottoscritto) usa le lts, chi invece vuole software, kernel ecc aggiornati, usa la rolling, che poi confluisce nella lts. Una sorta di versione user-friendly di debian.
Ne guadagnerebbero i nuovi utenti che invece di installarsi l’ultima “stabile” disponibile e incorrere in probabili bug sparsi (con il rischio di farsi un’idea sbagliata di linux, come un sistema inaffidabile e magari abbandonarlo subito), installerebbe invece l’ultima lts, con un vantaggio nella stabilità. Certo il discorso degli hardware datati sarebbe un problema ma basta organizzare bene la cosa…
Spero portino a compimento questa idea!
di nakki - 23 gennaio 2013 - 19:28
@abba
Ok, il titolo mi aveva fatto venire il dubbio
di Shiba - 23 gennaio 2013 - 19:53
Era ora che lo capissero.
L’unico problema è che gli aggiornamenti non creino problemi come invece succede ora.
Ad esmpio un aggiornamento del gestore di pacchetti su Lubuntu 12.04 faceva si che synaptic all’apertura presentasse un riquadro con un errore e senza quasi darti il tempo di leggerlo si richiudesse in automatico.
di Prof. Massimo Sconvolto - 23 gennaio 2013 - 20:48
Uso la 12.04 sia a casa che per lavoro e condivido al 100% la scelta di Canonical.
di paolo - 24 gennaio 2013 - 11:46
Sarebbe anche ora… Mantenere parallelamente un ramo lts e un ramo rolling eviterebbe agli utenti di reinstallare ogni sei mesi e di utilizzare degli os nati prematuri e contemporaneamente vecchi…
di Nevicata - 24 gennaio 2013 - 11:53
Completamente d’accordo con telperion.
Ottima scelta da parte di Canonical.
di atomix600 - 24 gennaio 2013 - 12:22
+1 per Canonical! Anzi, +2.
di Marco Buratto - 24 gennaio 2013 - 18:14
@Marco Buratto
Quale strano demone buono ti sta possedendo?
di abba - 24 gennaio 2013 - 18:34
Dite addio a valve e ad altre leccornie, allora. Diventare una rolling release significa farsi emblema dell’instabilità delle api e delle continue abi break, costringendo le (già poche) aziende sviluppatrici a rivedere di continuo i propri progetti.
A qualcuno potrà sembrare una cosa buona (dipende dai punti di vista) ma canonical ha bisogno come il pane di costituire una piattaforma linux di riferimento; e invece va dalla parte opposta. Mah, contenti loro…
Il problema di canonical è che vuole infilarsi dappertutto (ma da nessuna parte in particolare con la necessaria decisione) e come dice il proverbio: «chi troppo vuole, nulla stringe.»
di SeaStorm - 24 gennaio 2013 - 22:12
@14
Perchè?
Se uno vuole le “leccornie” si appoggia al ramo lts, se uno vuole novità instabili adopera la rolling.
Ritengo che tra tutti i difetti e limiti di canonical, questo sia il minore…
di Nevicata - 25 gennaio 2013 - 07:38
#14
Credo che tu non abbia capito bene le intenzioni di Canonical.
Ubuntu non sta diventando rolling, come Arch e Gentoo. Ubuntu sta abbandonando le release semestrali intermedie, che DA SEMPRE sono sinonimo di:
1) inutilità. Alla gente a cui Ubuntu si rivolge non interessa formattare ogni sei mesi. Vogliono un sistema che duri. Anche perchè molto spesso si rifugiano su Linux perchè stanchi di formattare per i virus di Windows.
2) Instabilità. Quante volte si è accusata Canonical di focalizzarsi troppo sul rispetto delle date dei rilasci, piuttosto che sul software?
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Ora Ubuntu avrà finalmente UNA e UNA SOLA versione stabile: quella che oggi chiamiamo LTS, che avrà un supporto DECENTE e non un supporto ridicolo di 18 mesi.
Poi ci sarà il ramo testing che sostituirà le versioni intermedie.
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Per farla breve, sta seguendo il modello di Debian.
Ed è proprio questo modello ad essere NECESSARIO se si vogliono software di un certo tipo su Linux.
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PS: Sarebbe anche meglio se Canonical alzasse il limite di supporto di Ubuntu a 5 anni sul desktop, anzichè gli attuali 3.
Magari sul desktop di casa non avrà senso, ma in un contesto più enterprise sarebbe un netto miglioramento.
di atomix600 - 25 gennaio 2013 - 08:38
Fatemi capire, è un po’ come la versione Tumbleweed di openSUSE? Ho capito bene?
di SilverHawk - 25 gennaio 2013 - 09:02
@atomix600
È di 5 anni, dalla 12.04 in poi (ovviamente parlando di LTS)
di Shiba - 25 gennaio 2013 - 10:06
dalla 12.04 lts il supporto per desktop è passato a 5 anni, come quello per il server, o sbaglio?
A new LTS version is released every 2 years. In previous releases, a Long Term Support (LTS) version had 3 years support on Ubuntu (Desktop) and 5 years on Ubuntu Server. Starting with Ubuntu 12.04 LTS, both versions will receive 5 years support.
https://wiki.ubuntu.com/LTS
di Nevicata - 25 gennaio 2013 - 10:09
@Shiba e Nevicata
Grazie. Me l’ero persa. Meglio così.
di atomix600 - 25 gennaio 2013 - 12:08
“Dite addio a valve e ad altre leccornie, allora.”
No no, proprio loro saranno contenti, visto che già consigliano agli utenti di usare la LTS.
“Diventare una rolling release significa farsi emblema dell’instabilità delle api e delle continue abi break, costringendo le (già poche) aziende sviluppatrici a rivedere di continuo i propri progetti.”
Sono le non-lts spariranno per diventare rolling e sarebbe folle per una aziende sviluppare software per un OS ‘instabile’, che invece penseranno al ramo LTS e basta.
“canonical ha bisogno come il pane di costituire una piattaforma linux di riferimento”
Esatto, e con questo cambiamento rafforza il valore delle LTS, facendole diventare piattaforme predilette di riferimento sia per crearci software sia per usarle con sull’hardware (es. una futura steambox). E’ in questa direzione che sta andando
di abba - 25 gennaio 2013 - 13:25
solo una cosa non mi è chiara. se la rolling diviene come debian testing, la lts diventerà qualcosa come la debian stable ma indirizzata al grande pubblico (e con durata anche magiore di una debian stable)? Però se oggi ho windows XP i programmi che uso (sono parte del “grande pubblico”, quindi che so, firefox vlc,skype, etc.) sono quelli di oggi e non quelli di 5 o 10 anni fa. in ubuntu 12.04 nel 2017 ci sarà ancora firefox 11?
di andrea - 25 gennaio 2013 - 13:53
@andrea
Ubuntu 12.04 ha già Firefox 18, arriva con gli updates: https://launchpad.net/ubuntu/precise/+source/firefox/18.0.1+build1-0ubuntu0.12.04.1
di abba - 25 gennaio 2013 - 14:59
@andrea
Non è il caso di Firefox, come dice abba, ma è un problema di come sono concepite le distro in generale: per avere applicazioni aggiornate servono spesso librerie aggiornate, ma spesso questo non è possibile perché una distro stabile si basa su librerie vecchie e testate.
di Shiba - 25 gennaio 2013 - 15:09
@shiba, @abba
grazie. se capisco bene alcuni programmi aggiornati e altri no (che so, rhytmbox). non so se mi convince, comunque in bocca al lupo a ubuntu
di andrea - 25 gennaio 2013 - 15:18
#24
Probabilmente usciranno dei PPA con dei backport per gli utenti di Ubuntu stable.
Alla fine il problema delle dipendenze IMHO è relativo. Un’ applicazione nella maggiorparte dei casi compila più o meno senza problemi anche su di una LTS.
Ovviamente parlo della durata media di una installazione desktop casalinga (~2 anni).
Andando più in la no…ma solitamente chi tiene una LTS per più di due anni, vuol dire che la usa in un ambiente di produzione.
E in quel caso il mancato aggiornamento alle versioni più recenti è un non-problema.
di atomix600 - 25 gennaio 2013 - 16:27
@andrea
Proprio parlando di Rhythmbox: io sto da dio con la 0.96 patchata per evitare fastidiosi memory leak. Dalla 0.97 in poi, ad esempio, si pianta nella riproduzione da Last.fm e dalla 0.98 ho un fastidioso bug che mi “muta” le canzoni per alcuni secondi.
Diffida delle rolling.
di Shiba - 25 gennaio 2013 - 18:44
@atomix600
Sul primo punto mi trovi totalmente daccordo. Ma sul secondo, beh, non capisco come una rolling possa migliorare il software. Secondo me sulle app ha ragione Shiba.
di SeaStorm - 26 gennaio 2013 - 15:12
#28
ehm….a quale post ti riferisci? xD
Al #16? Se sì, ti rispondo subito:
Il passaggio al puro rolling nel ramo di sviluppo (meglio sottolineare questa cosa. Ubuntu diventa rolling solo nel ramo di sviluppo…non nelle release. Ha preso lo stesso modello di Debian), con cadenzia biennale, significa sostanzialmente che gli sviluppatori non dovranno più focalizzarsi nell’upgrade alla rinfusa rincorrendo una vicinissima data di rilascio (sei mesi è una tempistica alquanto ridicola se si devono fare cambiamenti radicali, come nelle major release), ma avranno molto più tempo per fare i commit e fixare il tutto.
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Rendo le cose più chiare, con un piccolo esempio. Ovviamente le tempistiche prendile con le pinze. È solo un modo per farti capire i benefici di questa scelta:
Nuovo modello di sviluppo di Ubuntu:
1) Fase experimental (~1 anno e mezzo di puro commit e bug fix critici). Niente feature freeze semestrali. Solo upgrade di componenti e integrazione delle nuove funzionalità.
2)Fase prerelease (~6 mesi di puro bugfixing). Tra fasi di Beta ed RC, in sei mesi si può arrivare una release rock-solid in maniera tranquilla.
Stato attuale:
1)Fase experimental: (~4 mesi).
2)Fase prerelease: (~2 mesi se ti va bene. A volte anche meno).
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Da quì si capisce come il nuovo modello di sviluppo porta benefici ad Ubuntu…se applicato correttamente.
Basta sacrificare l’ultimissimissima versione del software (che non necessariamente è migliore della precedente. Vedasi Linux 3.7), per avere un qualcosa di meglio testato e sicuramente funzionale.
di atomix600 - 26 gennaio 2013 - 15:45
BTW: hanno già detto no (per ora?) a questo modello di rilasci
Mannaggia!
di Shiba - 26 gennaio 2013 - 19:41
@Shiba
Jono Bacon in realtà ha definito il passaggio al modello rolling come <>, solo a smentito che la certezza che arrivi dopo la 14.04.
Insomma si farà, solo che devono ancora decidere per bene tutti i tempi e i modi, magari aspettando oltre la 14.10
di abba - 26 gennaio 2013 - 20:57
Azz, è stato preso una tag e lo ha segato: lo ha definito il “giusto passo che in futuro ci sarà da fare”
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*ha smentito con
di abba - 26 gennaio 2013 - 20:59
le uscite intermedie alle LTS sono zeppe di piccoli problemi.
oggi la maggior parte degli utenti scaricano ubuntu 12.10, trovando un s.o. discretamente confezionato, ma imperfetto.
se canonical ha come medello l’uitilizzo di mac os, allora deve per forza valorizzare le LTS.
quoto il modello rolling release proposto!
ps: ho appena reinstallato ubuntu 12.04 LTS. stanco dello schermo che si spegneva dopo 10 min di inutilizzo anche quando non c’era l’opzione marcata, dei piccoli difetti dei driver nvidia (splashscreen in chiusura) e dei continui crash all’avvio (noti, ma irrisoliti)
di Bresca - 2 marzo 2013 - 19:28
@[16]
Non l’ha già portato a 5 anni sul desktop e 7 sul server a partire dalla 12.04?
di thetall82 - 5 marzo 2013 - 12:49