Si è fatto attendere, ma alla fine ce l’ha fatta a venir fuori: sto parlando ovviamente del negozio online di casa Canonical dove acquistare la propria musica, nato sulla falsa riga dell’iTunes Store di Apple, e denominato appunto Ubuntu One Music Store. Tramite lo Store è possibile acquistare in tutta legalità la musica che si vuole, a prezzi assolutamente ragionevoli, per non parlare della disponibilità di materiale, tutt’altro che limitata.
Tutto ciò è direttamente integrato con il riproduttore audio ufficiale Rhythmbox, e non solo l’acquisto è possibile in maniera agevole e senza troppi intralci, ma è anche possibile ascoltare, una volta premuto il tasto play relativo ad una traccia, una breve anteprima del brano, senza doverlo necessariamente scaricare per intero (e quindi acquistarlo).
La cosa interessante del prodotto è la sua integrazione con Ubuntu One, il servizio di storage online della “distribuzione per umani”; una volta comprate le tracce, o l’intero album , il tutto viene salvato su una directory specifica nel nostro account Ubuntu One, il quale viene successivamente sincronizzato con le macchine collegate, salvando i contenuti appena acquistati su tutti i propri sistemi che usufruiscono dei servizi di Canonical.
L’unica criticità di questo aspetto è che l’azienda impone dei limiti sul replicare delle tracce, e la sincronizzazione è possibile fino a cinque dispositivi, dopodiché si sarà costretti a pagare di nuovo, pena l’impossibilità di scaricare ulteriormente i contenuti legalmente acquistati. Una volta effettuato il download, le tracce saranno aggiunte automaticamente nella libreria di Rhythmbox, sotto la speciale voce “Purchased from UbuntuOne”.

Scusate non ho ben capito l’ultima parte. In che senso le traccie possono essere sincronizzate solo su 5 dispositivi? Si tratta di canzoni protette da drm? E poi in caso di perdita della canzone si potrà riacquistare gratuitamente come su itunes store?
di page92 - 23 marzo 2010 - 09:24
No, il limite è riferito ai download dal provider di musica: una volta arrivati sul tuo PC i file possono essere copiati senza alcune limitazione.
di Andrea de Palo - 23 marzo 2010 - 09:42
Dall’articolo non si capisce in che formato vendono la musica. Perché sarebbe a dir poco comico se fornissero mp3 quando la distribuzione stessa non supporta tale formato!
di lucapas - 23 marzo 2010 - 12:33
I brani sono in MP3 (320 CBR) e Rhythmbox li supporta tramite l’apposito plugin GStreamer
di Andrea de Palo - 23 marzo 2010 - 13:25
@lucapas: Beh la cosa è si, quasi comica. Però hanno “risolto” se così si può dire in maniera quasi elegante: al primo accesso allo store Rhythmbox avvisa che non sono installati i codec, e ti chiede di installarli, in cinque minuti hai tutto
di Alessio Biancalana - 23 marzo 2010 - 13:35
casomai sarebbe stato comico distribuire le traccie solo in ogg quando quasi tutti i dispositivi di sto mondo non li supportano..
di Cla - 23 marzo 2010 - 20:05
Scusate ma io sono ignorante… Why the heck non supporta il formato mp3 di default? Che è un formato proprietario tipo il windows media audio?
Non capisco perché queste complicazioni.
di Daniele - 23 marzo 2010 - 21:14
Perchè la comunità europea prevede delle sanzioni per questi codec preinstallati, almeno io la sapevo così :/
di Alessio Biancalana - 23 marzo 2010 - 21:22
Un formato è proprietario quando viene implementato da una società che non ne rivela le caratteristiche e che, per consentirne l’uso commerciale, richiede il pagamento di royalty.
Nello specifico Mp3 appartiene alla MpegLA (titolare anche del formato Mpeg4)mentre WMA è della Microsoft.
di lucapas - 23 marzo 2010 - 21:30
Grazie @lucapas per la tua delucidazione, hai chiarito come stanno le cose anche a me
di Alessio Biancalana - 24 marzo 2010 - 23:14