Microsoft non voleva la GPL per il codice finito nel kernel Linux

Microsoft

Il rilascio di codice sorgente destinato ad entrare nel kernel Linux sarebbe stato da parte di Microsoft più sofferto di quanto si fosse immaginato in un primo momento. Il principale ostacolo a questa “storica” operazione non è infatti da imputare al contributo offerto da Redmond ad un prodotto concorrente (il kernel Linux per l’appunto), ma la licenza GPL che accompagna le famose 20.000 righe rilasciate.

Pare infatti che Microsoft avesse scelto una licenza differente per il driver Hyper-V destinato al kernel Linux. Secondo quanto rivelato da Stephen Hemminger, un ingegnere della società Vyatta, Microsoft avrebbe incluso nel proprio driver alcuni pezzi di codice GPL destinati al networking e distribuiti proprio dalla Vyatta.

Hemminger avrebbe poi contattato un programmatore Novell sperando che la vicinanza tra Novell e Microsoft, permettesse di ricordare a Redmond le stringenti regole della licenza GPL. Solo in seguito a questa operazione, Microsoft avrebbe considerato la scelta (obbligata) di rilasciare il codice sotto licenza GPL.

Microsoft non ha mai nascosto di avere un particolare astio contro la licenza ufficiale GNU a causa della sua viralità. Per dirla in parole povere, tutto quello che viene in contatto con del sorgente GPL deve obbligatoriamente essere rilasciato sotto licenza GPL, e questa è difatti una delle principali limitazioni fortemente volute da Stallman in persona, per proteggere il codice open source dal codice proprietario.

Microsoft non è la sola a pensare che la GPL sia un “problema” da cui stare al largo. Anche altre aziende amiche dell’open source (e un po’ meno del free software) hanno scelto licenze come la BSD o la Apache per i propri prodotti (basti un esempio: Android di Google). Queste licenze permettono di chiudere del sorgente open source all’interno di codice proprietario.

L’interesse elevato per l’open source da parte delle aziende e il recente calo di consensi della GPL pongono un quesito: la GPL è veramente troppo restrittiva?

Commenti

  1. [1]

    Certo, è restrittiva per le aziende che vorrebbero appropriarsi di codice scritto da altri, fare profitti e non dare nulla in cambio.

  2. [2]

    Il software libero si fonda sul concetto di scambio e sul concetto di comunità. Gli sviluppatori si software libero collaborano all’interno di una comunità, che produce codice per tutti i partecipanti, per tutti quelli che stanno al gioco. Per me è giusto che non sia permesso lo sciacallaggio; chi USA codice OpenDoc deve restituire il favore come in un qualsiasi rapporto tra persone civili

  3. [3]

    Certo che è troppo restrittiva. La libertà della GPL è una falsa libertà, che ti chiude in un recinto più stretto di quanto immagini. La BSD è senza dubbio una licenza di gran lunga migliore.

  4. [4]

    migliore in che cosa di preciso? perché è una falsa libertà? le critiche sono costruttive solo se argomentate! ;-) ritengo che la GPL sia una licenza onesta che rispetta il lavoro di tutti. Se a qualcuno non va bene non gli resta che riscriversi il codice da zero! non vedo dov’è il problema…

  5. [5]

    heheheheh cara microsoft questo è il karma!!!!!!!

  6. [6]

    La BSD non rappresenta un licenza restrittiva per nessuno. Reputo che la GPL tuteli migliormente il codice scritto in ambiente GPL, tuttavia la sua viralità non mi sta bene, in quanto se si dice che la GPL rappresenta una licenza di libertà, non si può poi vincolare chi utilizza codice GPL a riusarla a sua volta. Siccome quando si discute di open non c’è altra scelta se non quella di parlare per assoluti, la libertà assoluta è quella della licenza BSD, mentre la chiusura assoluta è rappresentata dal copyright e dalle licenze proprietarie. La GPL non ha nessun senso, se non viene calata nel contesto di una società schifosa che non rispetta la proprietà intellettuale. Argomenti sufficienti?

  7. [7]

    Se Stallman l’avesse pensata come te ora sarebbe pieno di persone ed aziende che fregano liberamente codice e se lo tengono tutto per loro senza aver fatto un bel nulla.

  8. [8]

    Fregare codice? Cosa intendi per fregare codice? Vuoi intendere che il codice ti viene rubato e tu o la comunita’ ne rimane senza? Mi pare che nella BSD una situazione del genere non sia contemplata anche perche’lo UNIX BSD dovrebbe essere sparito da un bel pezzo….
    Parliamo invece di una cosa seria: la viralita’ della GPL.Per quale motivo io,pur non *toccando* il tuo codice ma aggiungendone dell’altro *separatamente* nel progetto software,sono COSTRETTO a metterlo sotto la licenza che vuoi tu cioe’ la GPL? Si chiama liberta’ questa?? Dovunque la risposta e’ NO.
    Io invece trovo una seria limitazione in tutto cio’: il venir meno di opportunita’ di trasformare in business tutto quello che di buono e’ stato fatto in questi anni.Business vuol dire soprattutto crescita per TUTTI anche per te, perche’ di soli ideali non si vive.
    La GPL chiude e vincola in se stessa legando le mani a chiunque.
    La differenziazione del software e’ gia’ in atto,GPL da una parte e tutto il resto dall’altra.Cosi’ il principio primo della diffusione e quindi dell’adozione viene meno.Non era cosi’ che doveva andare.

  9. [9]

    io intendevo che con la BSD uno può prendere il codice, migliorarlo e renderlo chiuso. il problema è che un’azienda farebbe sicuramente così e non mi sembra giusto, dovrebbe essere tutto libero in modo da poterne usufruirne sempre!

  10. [10]

    Rispondo a _Cirene_

    La viralità della GPL dipende principalmente dal meccanismo di utilizzo delle librerie. Sviluppando codice in C, come avviene per il kernel Linux, per utilizzare una libreria occorre includere nel proprio sorgente i cosiddetti “file header”. Questi file contengono non il codice vero e proprio, ma del codice che definisce soltanto come sono fatte le interfacce (ad esempio, se la funzione A accetta un numero o una stringa). Anche questi file sono rilasciati con licenza GPL e includendoli all’interno del proprio codice si mischia fisicamente del codice GPL con altro codice. Quindi, a meno di utilizzare intercomunicazione fra processi o roba simile (quindi separando il codice in un client e un demone) non vedo come si possano usare librerie GPL tenendo il codice “separato”.

  11. [11]

    Rispondo a simo.

    È proprio per questo che a livello corporate il codice BSD raccoglie più consensi. Microsoft ha utilizzato del codice BSD per realizzare lo stack di rete di Windows 2000 (e successivi). Apple ha preso codice BSD a man bassa per mettere insieme MacOSX.

  12. [12]

    Parliamo di progresso. Come potete pensare che la tecnologia prosegua se si continua a usare la GPL, che impedisce l’interoperabilità tra grandi compagnie?
    Un prodotto migliore può scaturire solo da una completa libertà nei confronti del codice :)

  13. [13]

    Secondo me la licenza GPL va contro le idee capitaliste di molte ditte,è un’idea innovativa, che se adottata da i vari colossi informatici potrebbe far calare i propri profitti, inoltre io credo che le grandi Compagnie hanno paura che il rilascio del proprio codice sotto licenza GPL potrebbe far nascere, come accade con Linux, altre varianti del programma o sistema operativo e queste varianti potrebbero essere migliori.
    Ma questo è il progresso! Io credo che le licenza GPL sono il futuro, un futuro più libero un futuro che non deve tener conto dei diritti d’autore!

  14. [14]

    @Sh0oter2

    Allora il singolo sviluppatore che,decide di vendere la sua idea senza rubare nulla a nessuno e’ equivalente ad un colosso informatico che genera profitti da favola? Non mi sembra che la GPL distingua le varie situazioni.Impone con dei margini stringenti alla pari di una licenza commerciale le sue regole.Questa non e’ liberta’!!
    Una domanda:ma te come ti mantieni?

  15. [15]

    @Michele C. Soccio

    “È proprio per questo che a livello corporate il codice BSD raccoglie più consensi. Microsoft ha utilizzato del codice BSD per realizzare lo stack di rete di Windows 2000 (e successivi). Apple ha preso codice BSD a man bassa per mettere insieme MacOSX.”

    Non solo corporate.Ti ricordo che anche lo stack di rete di linux era del BSD,sorgenti recuperati a man bassa…..
    Eppure alla pari di Microsoft ed Apple non e’ stato restituito nulla dei miglioramenti apportati.Sai perche’? Perche’ la GPL e’ solo compatibile con se stessa.Esattamente come una licenza commerciale.Anche Microsoft condivide codice ALLE SUE REGOLE.Quindi evitiamo di parlare di liberta’ e condivisione.
    La liberta’ deve essere tale per tutti e non appartiene a nessuno.

  16. [16]

    Come si può definire “restrittiva” la licenza GPL? Permette a chi scrive del codice di concederlo alla comunità nella certezza che siano rispettati i propri diritti. Questo è il “dettaglio” che tutti i detrattori della licenza GNU dimenticano di considerare.
    L’autore di un programma o di un pezzo di codice ha dei diritti inviolabili proprio in quanto autore. Ha il diritto di essere riconosciuto tale ed ha il diritto di decidere come gli altri possano disporre del proprio lavoro. Una licenza che vuole essere realmente libera non può prescindere dal rispettare la volontà dell’autore. Dunque se la scelta è quella di distribuire il proprio lavoro liberamente, ebbene la possibilità di abusarne o addirittura di rinchiuderlo in un software proprietario è una evidente ed innegabile violazione della libertà e dei diritti del programmatore.
    Ed in nome di che cosa?
    La libertà non è poter fare tutto ciò che si vuole, ma rispettare le regole. Il rispetto delle libertà altrui è un concetto che s’impara a scuola, ma che poi fa comodo dimenticare quando appare utile approfittare dell’altrui generosità.
    La “libertà assoluta” non è libertà, ma sopraffazione. La società libera è quella in cui chi ne fa parte rispetta le regole per la convivenza civile.
    Chi vuole usare del codice libero deve rispettare lo status di tale codice e mantenerlo libero in qualunque modo intenda utilizzarlo. Questa regola garantisce che la libertà venga mantenuta. Ovvio che per coloro che scambiano il furto per un diritto e lo chiamano libertà, tale norma appaia una restrizione.

    Ecco perché la licenza GPL è libera mentre la BSD non lo è.

  17. [17]

    @Aleks

    “L’autore di un programma o di un pezzo di codice ha dei diritti inviolabili proprio in quanto autore”

    Difatti nessuno ha mai messo in discussione i diritti inviolabili dell’autore anzi.Discorso diverso e’ se io,altro autore,ho necessita’ di usufruire e NON MODIFICARE qualcosa sotto GPL.Pur rispettando i diritti del primo autore la SUA licenza OBBLIGA me ad usare di nuovo la SUA (GPL appunto),ledendo di fatto i diritti sul mio operato.Non sono libero di decidere che licenza mettere al MIO lavoro.Se questa e’ liberta’!!
    Chiaro il concetto?

  18. [18]

    Questo alla lunga portera’ alla paralisi dello sviluppo dell’informatica esattamente come succede con microsoft quando blinda tutto quanto compresi i formati.Che il codice sia aperto o chiuso poco importa se poi alla fine le cose non si possono utilizzare in pratica.Cioe’ viene a mancare l’interscambiabilita’ delle idee e del codice.
    Microsoft e’ criticabile ma ha la logica del profitto,voi invece no che pretendete di dare lezioni di liberta’ e reciproco scambio.

  19. [19]

    “Non sono libero di decidere che licenza mettere al MIO lavoro.Se questa e’ liberta’!!”

    Col tuo lavoro puoi fare ciò che preferisci.
    Ma se utilizzi il precedente lavoro di qualcun altro, allora si tratta di “opera derivata”, specificamente prevista dalla legge, sulla quale valgono le disposizioni in proposito dell’autore dell’opera originaria. Tu stai in questo caso usando il lavoro di un’altra persona, quindi il risultato non è un tuo lavoro.

    Io scrivo testi teatrali. Se scrivo un adattamento di una commedia preesistente o di un romanzo, l’opera risultante è sicuramente frutto del mio lavoro, ma evidentemente “derivato” dal lavoro altrui. Posso utilizzarlo secondo le disposizioni dell’autore, e non posso spacciarlo per un testo di mia creazione esclusiva: sarebbe un furto.

    Per questo la GPL è libera. E per questo non solo non provoca alcuna “paralisi”, ma al contrario stimola le idee e la loro circolazione. Ci sono oltre vent’anni di storia a dimostrarlo: il software libero è condivisione e sviluppo continuo.

  20. [20]

    “Col tuo lavoro puoi fare ciò che preferisci.
    Ma se utilizzi il precedente lavoro di qualcun altro, allora si tratta di “opera derivata”, specificamente prevista dalla legge, sulla quale valgono le disposizioni in proposito dell’autore dell’opera originaria. Tu stai in questo caso usando il lavoro di un’altra persona, quindi il risultato non è un tuo lavoro.”

    Utilizzo come?
    Cito:
    Un’opera derivata presuppone una trasformazione, modificazione o adattamento che consiste essa stessa nell’essere una creazione suscettibile delle protezione garantita dal diritto d’autore.”

    Ma se ti ho scritto “NON MODIFICARE” cosa significa?

    Non si tratta di opera derivata eppure devo mettere la tua licenza….la GPL appunto!! E’ piu’ chiaro adesso??

  21. [21]

    A tutti i difensori della GPL: leggetevi i testi integrali della GPL2, la 3, la licenza BSD, poi chiudetevi in una stanza, o mettetevi sotto la doccia a luce spenta, chiudete gli occhi e chiedetevi, dal profondo di voi stessi, perchè Linux è ancora GPL2.

  22. [22]

    ….e perche’ i progetti piu’ importanti multipiattaforma sono “almeno” LGPL.

  23. [23]

    Se usi codice altrui integrandolo nel tuo programma, il risultato è un’opera derivata. In caso contrario, puoi benissimo separare le due parti e distribuire soltanto la tua come meglio ti aggrada. Non mi pare sia così difficile da capire.

    Come non è difficile da capire, leggendole, quale sia la differenza tra LGPL e BSD: la prima è licenza libera, mentre la seconda no.

    PS: l’atteggiamento provocatorio ed aggressivo non aggiunge credibilità né efficacia a ciò che scrivi.

  24. [24]

    La maggior parte delle licenze OSI contempla la convivibilita’ di licenze differenti nel caso in cui non si mischi il codice (file separati ad esempio) anche all’interno di quello che verra’ ad essere l’eseguibile.Quindi io proteggo il mio,tu proteggi il tuo.Non vedo perche’ solo la GPL imponga a me la tua licenza pur non toccando il tuo codice.

    “Come non è difficile da capire, leggendole, quale sia la differenza tra LGPL e BSD: la prima è licenza libera, mentre la seconda no.”

    Atteggiamento provocatorio? No guarda io mi confronto te sembra che parli con la verita’ in tasca.Vedi te.

  25. [25]

    Ai detrattori di GPL:
    se includete codice GPL nelle vostre applicazioni, dovete rendere il codice GPL.
    In tutti gli altri casi, ovvero se non usate codice GPL, potrete scegliere la licenza che volete.

    Se non volete usare la licenza GPL, non usate codice GPL.

    Non vedo cosa c’è di difficile da capire.

    Ma io penso che adesso il codice GPL è così vasto, funzionale e di qaulità, che rappresenta una vera e propria miniera e che fa gola a tante persone che vorrebbero sfruttare il codice di altra gente senza contriubuire: chi ha rilasciato codice GPL non si aspetta che voi contribuiate al codice per vostra generosità, ma pretende che voi lo facciate, sennò non potete usare quel codice.

    Ma GPL protegge questa miniera, rendendola di tutti e costringendo tutti quelli che la usano ad aumentare la ricchezza di questa miniera.

    Il resto è fuffa: se non vi piace GPL, non usate il codice GPL. Nessuno vi costringe a niente.

  26. [26]

    @HalphaZ

    “Il resto è fuffa…” No il resto sono problemi e belli grossi.Vedrai che in futuro ne avremo sempre di piu’.

    “Ma io penso che adesso il codice GPL è così vasto” => Vero

    “funzionale e di qualità” => Non tutto anzi.Le porcherie sempre in beta ne trovi parecchie.

    “che fa gola a tante persone che vorrebbero sfruttare il codice di altra gente senza contribuire” => Qui invece scatta la malafede a priori.O stanno alle tue regole oppure sono tutti ladri approfittatori.E’ un grave problema questo approccio alle cose.

    “chi ha rilasciato codice GPL non si aspetta che voi contribuiate al codice per vostra generosità, ma pretende che voi lo facciate, sennò non potete usare quel codice.” => Quindi si PRETENDE cioe’ SI OBBLIGA.
    Non sapevo che la liberta’ prevedesse pretese ed obblighi.Complimenti.

  27. [27]

    “Non sapevo che la liberta’ prevedesse pretese ed obblighi”

    Beh, allora informati. Libertà non è anarchia: ci sono regole e leggi da rispettare, obbligatoriamente. Se scegli di essere libero, allora devi accettarne le regole. Se io ti concedo di usare il mio lavoro, lo fai alle mie regole, non alle tue. Prendere o lasciare. Se non ti va bene, trova un’altra soluzione. Nessuno ti obbliga a rubare.

  28. [28]

    @Aleks

    Ok hai detto quanto bastava.Ora chi legge capisce cosa si intende per liberta’ secondo la GPL.Ne vedremo delle belle.Saluti.

  29. [29]

    hehe, intanto abbiamo visto che non sai come rispondere… hai già finito gli argomenti? Perché non spieghi che cosa intendi tu per “libertà”? Ce l’hai una definizione?

  30. [30]

    Ma invece di fare inutili dibattiti, perchè non scrivete software basandolo sulla licenza che vi pare? Ah già non potete.
    Siete vincolati alla GPL.
    E vincolo != libertà.

  31. [31]

    @Aleks

    Caro Aleks,forse non hai capito che io NON devo imporre la mia idea a nessuno.Forse tu si.Quello che dovevo dire l’ho detto,mi sono confrontato e non e’ la prima volta che noto un fervore quasi religioso che non vi permette di fare quel passetto in piu’ per guardarvi intorno e fare due conti.Spero per voi che non vi succeda mai di doverlo fare….sarebbe un brutto risveglio….
    Saluti.

  32. [32]

    E io torno a dire:

    “Se non volete usare la licenza GPL, non usate codice GPL.”

    Siete liberi di non usare GPL.
    Scrivetevi il vostro software e licenziatelo come vi pare.

    Questa è libertà.

    Se andate al supermercato dovete pagare per quello che prendete, è questa forse una limitazione alla libertà? non penso, inoltre se voi non pagaste il supermercato, questi fallirebbe dopo un giorno.
    Ed è così che funziona GPL: se quelli che “prendono qualcosa” non tornano niente in cambio, il codice GPL (su cui si basa linux), sarebbe morto il giorno dopo.

    Ma a parte questo, se non volete usare la licenza GPL, non usate codice GPL. Qualcuno vi sta costringendo ad usare codice GPL? Io no!
    Scrivetevi il vostro codice e licenziatelo come volete.

  33. [33]

    Ma le librerie, sono coperte da licenza LGPL, non GPL.

  34. [34]

    @HalphaZ

    Allora eliminate dal vostro vocabolario il termine “condivisione” perche’ in questi termini non esiste.Ti ricordo che e’ uno dei principi fondanti l’opensource e non solo.

    E’ un ragionamento da software commerciale che IMPONE anziche’ suggerire legandoti mani e piedi.Che ci siano i sorgenti o meno poco importa se i termini sono questi,la sostanza non cambia perche’ la riusabilita’ in concreto ne risente.
    L’opensource quello vero dovrebbe UNIRE e non DIVIDERE.Ma ve lo devo proprio dire io??

  35. [35]

    E comunque il concetto di libertà della GPL non si riferisce al concetto filosoico di ibertà ma alle cosiddette 4 libertà fondamentali:

    * Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo (chiamata “libertà 0″)
    * Libertà di studiare il programma e modificarlo (”libertà 1″)
    * Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo (”libertà 2″)
    * Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (”libertà 3″)

    Se si perde di vista questo si può discuterne per ore. E’ anche la chiave per capire i perchè della GPLv3.

  36. [36]

    Il commento di grick mi sembra forse il più sensato qui.

  37. [37]

    Le licenze libere come la GPL permettono la più ampia e completa condivisione del codice possibile. La prova di ciò sono le ridicole accuse che si leggono in questa discussione: si tratta sempre del vincolo che impone lo stesso tipo di condivisione.
    Certo che lo impone: chi usa il codice condiviso da altri, deve comportarsi allo stesso modo (ovvero rispettare il lavoro altrui). Se è un principio che non piace, si è liberi di farsi tutto il lavoro da soli.
    Dove stanno questi legami per “mani e piedi”? Gli unici a rimetterci in concreto sono coloro che vorrebbero usare codice libero per renderlo proprietario. I ladri di lavoro altrui, insomma. E’ questo che infastidisce? Sono questi i furbetti che accusano la GPL?

    Che piaccia o no, questo tipo di licenza ha creato la più ampia comunità al mondo per condivisione di conoscenze. E’ un fatto concreto ed evidente. E non si vede come la tendenza debba invertirsi senza motivo. Proprio ora che persino Microsoft ha dovuto piegarsi accedendo di fatto alla comunità dei contributori Linux (tutte le altre grandi aziende del mondo l’hanno già fatto da tempo).

    Le discussioni sull’effetto della GPL non possono non tener conto di questo indiscutibile successo. Posizioni diverse vanno motivate in modo completo ed esaustivo, altrimenti fanno la figura di prese di posizione dogmatiche ed irrealistiche.

    Cirene, in particolare, non ha ancora definito cosa intende per “libertà”. Dal momento che rifiuta la definizione comune, che comprende il rispetto di regole e leggi. A me pare un rifiuto funzionale al sostegno delle proprie posizioni, che verrebbero così, ancora una volta, destituite di fondamento: l’anarchia non è libertà.

  38. [38]

    @Aleks

    “Le licenze libere come la GPL permettono la più ampia e completa condivisione del codice possibile.”

    Bene,fra quali licenze la GPL condivide,a parte la stranota BSD che invero condivide con tutto?????

  39. [39]

    Quoto Aleks e rimarco il fatto che se GPL non funzionasse, a quest’ora non saremmo qui a parlarne.

    Inoltre i detrattori di GPL non hanno ancora presentato argomentazioni concrete, mentre chi ha capito GPL ha dalla sua sia tutto ciò che GPL ha creato (la più grande comunità al mondo), sia idee ben chiare sul perchè e su come funziona GPL.

    E comunque l’opensource è molto basato su GPL, quindi non capisco cosa dovrebbe significare “Allora eliminate dal vostro vocabolario il termine “condivisione” perche’ in questi termini non esiste.Ti ricordo che e’ uno dei principi fondanti l’opensource e non solo.” caro _Cirene_

    Ma poi non capisco: se non vi piace il codice GPL non usatelo. Perchè state ancora qui?!

  40. [40]

    Perchè sono un essere umano che pensa da essere umano.
    Linux mi piace, fa cioò che mi serve e non me ne frega una beneamata mazza della licenza sotto cui è rilasciato.
    Intanto io ti rimarco il fatto che chi non la pensa come me ha creato mostri come LinuxLibre e gNewSense, che mi sembrano l’apoteosi del lavoro buttato alle ortiche.
    Salud.

  41. [41]

    @HalphaZ

    “Quoto Aleks e rimarco il fatto che se GPL non funzionasse, a quest’ora non saremmo qui a parlarne.”

    Ti ricordo che in questi anni e’ stato usato un approccio morbido nel far valere i diritti della GPL in sede legale da parte della FSF.Credo che si sia preferito CRESCERE prima ancora che COMBATTERE…. .E’ un’ottima strategia….mica scemi i capoccia della FSF!!
    Mi ricorda un po’ la tolleranza di MS nei confronti della pirateria per tutti gli anni ‘80.Guarda che colosso e’ diventata!
    Vedrai che succede se il vento cambia.

    “Inoltre i detrattori di GPL non hanno ancora presentato argomentazioni concrete, mentre chi ha capito GPL ha dalla sua sia tutto ciò che GPL ha creato (la più grande comunità al mondo), sia idee ben chiare sul perchè e su come funziona GPL.”

    Certo,poi uno se non vuole proprio vedere…non basterebbe una vita per spiegare.Comunque libero della tua convinzione non insisto piu’ di quel tanto visto che non devo EVANGELIZZARE nessuno.

    PS. Non ho ancora ricevuto risposta anche se e’ vero,non l’ho chiesto direttamente a te,con quali licenze (esclusa la BSD!) la GPL e’ compatibile e puo’ condividere…..

  42. [42]

    Il successo di GNU/Linux e il (relativo) insuccesso di BSD è la dimostrazione che la GPL e sue derivate sono la vera forza di questo sistema rispetto agli altri.
    Se si vuole una licenza meno restrittiva, ma sempre copyleft, c’è la LGPL, grazie alla quale ad esempio ora è possibile avere Google Chrome che è basato su Webkit, una versione migliorata di khtml che Apple è stata costretta a rilasciare proprio perché glielo imponeva la LGPL. Sennò niente Chrome, niente Epiphany+webkit, niente Konqueror+webkit, ecc.

    Lo stesso discorso vale per Firefox, che è rilasciato sotto GPL e MPL, che è comunque una licenza copyleft.
    Idem per OpenSolaris anch’esso sotto licenza copyleft.

    Il copyleft è l’unico modo che ha lo sviluppatore originario di non vedersi privato del suo lavoro.

  43. [43]

    Ti ricordo che in questi anni e’ stato usato un approccio morbido nel far valere i diritti della GPL in sede legale da parte della FSF.Credo che si sia preferito CRESCERE prima ancora che COMBATTERE…. .E’ un’ottima strategia….mica scemi i capoccia della FSF!!
    Mi ricorda un po’ la tolleranza di MS nei confronti della pirateria per tutti gli anni ‘80.Guarda che colosso e’ diventata!
    Vedrai che succede se il vento cambia.

    Ma quando mai, sei male informato. La FSF ha denunciato quasi tutti i grandi marchi dell’informatica, persino quelli che la sostengono finanziariamente.
    Nella maggior parte dei casi essi hanno aderito alle richieste senza neppure provare ad andare in tribunale dove avrebbero senz’altro perso.

    C’è persino una organizzazione promossa dalla FSF per individuare e denunciare le violazioni della GPL e aiutare gli sviluppatori dal punto di vista legale.

    http://gpl-violations.org/

    Certo che forse prima di parlare bisognerebbe essere un attimo più informati, altrimenti è solo trollaggio.

  44. [44]

    @guidoc

    Come mai ad esempio il firefox e’ rilasciato in doppia licenza??

    Lasciando perdere i vantaggi al momento molto teorici e piu’ da evangelizzazione che altro si riesce ad avere la lista di quali licenze la GPL e’ compatibile quindi puo’ condividere codice?? Alla gente frega poco l’ideale,frega se la cosa e’ buona in PRATICA.

    “Idem per OpenSolaris anch’esso sotto licenza copyleft.”

    Opensolaris e’ sotto CDDL cugina di MPL licenza per fortuna NON virale quindi esente da problemi.

    Si la LGPL.Per fortuna qualcosa di piu’ sensato anche se di poco.Peccato che venga caldamente SCONSIGLIATA….giusto??? :-)

    “sei male informato. La FSF ha denunciato quasi tutti i grandi marchi dell’informatica, persino quelli che la sostengono finanziariamente.”

    Evidentemente lo sono…ma credo lo sia parecchia gente perche’ se ne dovrebbero sentire ogni giorno invece…..

    Vedi dov’e’ l’approccio alla realta’ totalmente distorto?

    “Il copyleft è l’unico modo che ha lo sviluppatore originario di NON VEDERSI PRIVATO DEL SUO LAVORO.”

    Cioe’ prima si parla di liberta’ e condivisione e poi si getta la maschera e si usa un protezionismo totale fomendando la paura a priori di un potenziale furto o privazione.
    Un furto (o privazione) presuppone la sottrazione completa di un bene cioe’ un danno a chi lo subisce.
    Dimmi allora,la BSD che “legalizza il furto” secondo tale ragionamento,priva di qualcosa la comunita’ o lo sviluppatore che ne fa uso? La Risposta e’ NO
    Sai perche’? Perche’ il codice e’ ancora nelle MANI dello sviluppatore e della sua comunita’.Non e’ cambiato nulla.Certo e’ stato copiato ma NON e’ stato sottratto…..casomai e’ stato CONDIVISO.Se poi e’ vero che la comunita’ opensource e’ superiore per capacita’ di che cosa ci si deve preoccupare? Proprio di nulla! Anzi quello che ha copiato il codice,se vorra’ usarlo al meglio,sara’ costretto ad usare cose che normalmente nell’open si usano: Gli Standard.Fantastico!

    “Certo che forse prima di parlare bisognerebbe essere un attimo più informati, altrimenti è solo trollaggio.”

    Vedi di lasciare i tuoi commenti molto personali al di fuori dei post.Grazie.

    @guidoc

    Come mai ad esempio il firefox e’ rilasciato in doppia licenza??

    Lasciando perdere i vantaggi al momento molto teorici e piu’ da evangelizzazione che altro si riesce ad avere la lista di quali licenze la GPL e’ compatibile quindi puo’ condividere codice?? Alla gente frega poco l’ideale,frega se la cosa e’ buona in PRATICA.

    “Idem per OpenSolaris anch’esso sotto licenza copyleft.”

    Opensolaris e’ sotto CDDL cugina di MPL licenza per fortuna NON virale quindi esente da problemi.

    Si la LGPL.Per fortuna qualcosa di piu’ sensato anche se di poco.Peccato che venga caldamente SCONSIGLIATA….giusto??? :-)

    “sei male informato. La FSF ha denunciato quasi tutti i grandi marchi dell’informatica, persino quelli che la sostengono finanziariamente.”

    Evidentemente lo sono…ma credo lo sia parecchia gente perche’ se ne dovrebbero sentire ogni giorno invece…..

    Vedi dov’e’ l’approccio alla realta’ totalmente distorto?

    “Il copyleft è l’unico modo che ha lo sviluppatore originario di NON VEDERSI PRIVATO DEL SUO LAVORO.”

    Cioe’ prima si parla di liberta’ e condivisione e poi si getta la maschera e si usa un protezionismo totale fomendando la paura a priori di un potenziale furto o privazione.
    Un furto (o privazione) presuppone la sottrazione completa di un bene cioe’ un danno a chi lo subisce.
    Dimmi allora,la BSD che “legalizza il furto” secondo tale ragionamento,priva di qualcosa la comunita’ o lo sviluppatore che ne fa uso? La Risposta e’ NO
    Sai perche’? Perche’ il codice e’ ancora nelle MANI dello sviluppatore e della sua comunita’.Non e’ cambiato nulla.Certo e’ stato copiato ma NON e’ stato sottratto…..casomai e’ stato CONDIVISO.Se poi e’ vero che la comunita’ opensource e’ superiore per capacita’ di che cosa ci si deve preoccupare? Proprio di nulla! Anzi quello che ha copiato il codice,se vorra’ usarlo al meglio,sara’ costretto ad usare cose che normalmente nell’open si usano: Gli Standard.Fantastico!

    “Certo che forse prima di parlare bisognerebbe essere un attimo più informati, altrimenti è solo trollaggio.”

    I tuoi pareri molto personali li lasci fuori.Grazie.

  45. [45]

    Come mai ad esempio il firefox e’ rilasciato in doppia licenza??

    Perché Netscape voleva riservarsi il diritto di fare una versione semi-proprietaria di Firefox, cosa che ha fatto e che è miseramente fallita.

    Opensolaris e’ sotto CDDL cugina di MPL licenza per fortuna NON virale quindi esente da problemi.

    Lo dici tu che non è virale, è copyleft come la MPL. E’ un copyleft più blando rispetto alla GPL, ma è sempre copyleft.

    Evidentemente lo sono…ma credo lo sia parecchia gente perche’ se ne dovrebbero sentire ogni giorno invece…..

    Invece se ne sentono ogni giorno o quasi, sei tu che non leggi, l’ultima è proprio il tema di questo post.

    Cioe’ prima si parla di liberta’ e condivisione e poi si getta la maschera e si usa un protezionismo totale fomendando la paura a priori di un potenziale furto o privazione.

    Ma quale libertà totale, sei tu che hai un concetto distorto della libertà.
    Che libertà c’è se il primo che passa può rendere il codice proprietario? L’utente se la prenderebbe solo in quel posto, così come è accaduto con Mac OS X che ha “proprietarizzato” FreeBSD, senza che FreeBSD avesse vantaggi.

    A me pare evidente, dagli esempi che ho fatto, che la GPL e le altre licenze copyleft danno molti vantaggi agli sviluppatori e agli utenti, le altre licenze no.
    Tu non hai infatti potuto portare neppure un esempio di vantaggio delle licenze non copyleft, ma solo parole in cui il concetto di libertà viene usato come sinonimo di nessuna regola, cosa che non è.
    Dove non ci sono regole vince il più forte, ovvero chi fa software proprietario e perdono gli utenti e gli sviluppatori indipendenti.

  46. [46]

    “Perché Netscape voleva riservarsi il diritto di fare una versione semi-proprietaria di Firefox, cosa che ha fatto e che è miseramente fallita.”

    No io intendevo….come mai non basta la MPL……

    “Lo dici tu che non è virale, è copyleft come la MPL. E’ un copyleft più blando rispetto alla GPL, ma è sempre copyleft.”

    No non lo dico io lo dice la licenza.Se la conosci.

    “Invece se ne sentono ogni giorno o quasi, sei tu che non leggi, l’ultima è proprio il tema di questo post.”

    Invece l’ho letto ma continuo a venerde (non solo io) assai poche….

    “Ma quale libertà totale, sei tu che hai un concetto distorto della libertà.”

    Credo sia quello corretto ovvero quello che non impone,suggerisce.

    Che libertà c’è se il primo che passa può rendere il codice proprietario? Ma la liberta’ NON presuppone nulla.Vedi che esiste un concetto distorto?!

    “L’utente se la prenderebbe solo in quel posto…..”
    No,l’utente continua ad avere il suo codice come prima.

    “….senza che FreeBSD avesse vantaggi.” FreeBSD e’ stato,e’,e sara’ quello che e’ sempre,un sistema totalmente libero e avanzato dal punto di vista tecnico.

    Vantaggi di che tipo? Spiega.

    “A me pare evidente, dagli esempi che ho fatto, che la GPL e le altre licenze copyleft danno molti vantaggi agli sviluppatori e agli utenti, le altre licenze no.”

    A me pare evidente che,a conti fatti,non vivendo di sola aria devo produrre roba commerciale perche’ se mi metto con la GPL muoio di fame.Non ne traggo nessun vantaggio.

    “Tu non hai infatti potuto portare neppure un esempio di vantaggio delle licenze non copyleft, ma solo parole in cui il concetto di libertà viene usato come sinonimo di nessuna regola, cosa che non è.”

    Tirare a campa’ te pare poco?? Piu’ vantaggio di cosi’.

    “Dove non ci sono regole vince il più forte, ovvero chi fa software proprietario e perdono gli utenti e gli sviluppatori indipendenti.”

    Quindi parliamo di liberta’ mettendo divieti ed obblighi per mantenerla.No,non si perdono gli utenti e gli sviluppatori indipendenti perche’ non ci sono regole e vince il piu’ forte ma bensi’ perche’ la tua idea NON e’ abbastanza VANTAGGIOSA per loro.
    La GPL NON e’ abbastanza vantaggiosa.Se fosse tale non ci sarebbe bisogno di tale protezionismo per mantenerla.

  47. [47]

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    those rights set forth herein.

    Ciao

  48. [48]

    Insisto:
    Come mai non bastava la MPL? Mi sembra che anche MPL sia copyleft abbastanza libera da poter esser combinata con altre licenze anche proprietarie……

  49. [49]

    Cirene, guarda, si capisce da kilometri che stai trollando, non sai di cosa parli e spari verità assolute che in realtà non hanno alcun riscontro nei fatti, come ad esempio il fatto che la FSF sia “morbida” nell’applicazione della GPL, cosa che anche i muri sanno non essere vero, anzi.
    Quindi inutile discutere in questi termini, tu non porti neppure una sola prova a confutare quel che dico.

  50. [50]

    Se fare delle domande e confrontarsi vuol dire trollare allora lo sto facendo.
    Peccato che le domande piu’ che ripetute NON hanno avuto alcuna risposta.Credo proprio che chi non si smuove da un certo tipo di ragionamento sia proprio te.
    Comunque io non devo convincere nessuno a differenza tua.Saluti.

  51. [51]

    Ma di cosa stiamo parlando? Guardate che non dovremmo parlare di Licenza, dovremmo parlare di persone, sono le persone che applicano le licenze ai propri software.

    La GPL Dice che se basi qualcosa su un software opensource coperto da GPL quel software deve essere distribuito sotto GPL, anche a pagamento.

    La LGPL Dice che se scrivi un qualcosa partendo da quella libreria, puoi tenere closed ciò che hai scritto.

    Passiamo alla pratica, se io prendo KDE, ne faccio un sistema DE basato su KDE, e dopo chiudo il codice della mia distribuzione del DE, è giusto?

    Se invece io prendessi una libreria, sotto licenza LGPL, e da quella libreria, scrivo un nuovo Software, posso renderlo GPL o altro, anche closed, questo è giusto, manco tanto, però è fattibile, nel senso che ho scritto io tutto da 0 per il software in sè, aiutandomi con delle librerie già fatte.

    Ecco in pratica, la GPL, è fatta bene, e un programmatore sceglie come tutelarsi, se sceglie la GPL è perchè crede che quella licenza può tutelarlo come desidera.

  52. [52]

    @Francesco

    “La GPL Dice che se basi qualcosa su un software opensource coperto da GPL quel software deve essere distribuito sotto GPL, anche a pagamento.”

    Non solo il codice gia’ coperto da GPL e le eventuali modifiche allo stesso (questo credo sia sacrosanto!) ma anche a quel codice aggiunto,ma SEPARATO in file diversi.E’ il principio della viralita’.
    Tutto cio’ che si avvicina a codice GPL si impone diventi GPL.

    Per la LGPL il discorso e’ differente infatti hai scritto bene.
    Se noti in progetti molto importanti e multipiattaforma come Gnome la licenza e’ LGPL…..e non e’ stata scelta a caso nonstante la LGPL sia quasi osteggiata in maniera pubblica dalla stessa FSF.Sai che casino se fosse solo GPL?

    Da qui nascono i problemi di compatibilita’ con il resto del mondo (tutto!) ed ecco perche’ la liberta’ descritta secondo il mio punto di vista e’ una falsa liberta’.

  53. [53]

    Abbiamo capito che il tuo concetto di libertà è che il primo che passa può fregare il tuo lavoro.
    Contento tu.
    Io non sono così fesso.

  54. [54]

    @guiodic

    Per quale ragione parli sempre di furto? Perche’ parti dal presupposto che qualcuno deve per forza rubarti?

    Non siete voi che parlate di liberta’ e condivisione??

    Mi sembra tutto alquanto anomalo.

    Qual’e’ il codice che viene sosttratto? Nella comunita’ BSD ne sono rimasti senza??

  55. [55]

    Uno che prende il mio lavoro e ci fa un software che io stesso, auotre originario, non posso vedere, secondo me di fatto ruba.
    Che poi l’autore originario acconsente a tale “furto” è nei suoi diritti, ma io non penso che così si inneschi un circolo virtuoso di miglioramenti, tant’è che non è un caso che i sistemi BSD sono usati pochissimo, mentre GNU/Linux è diffusissimo.
    Non è un caso che GNOME, KDE e quasi tutto il software che si usa anche su *BSD sono nati in ambito GNU/Linux e poi portati anche su *BSD.
    Nei fatti in un sistema BSD metà e forse più del software che lo compone è sotto GPL, dal compilatore ai DE.
    Questo perché la GPL stimola molto di più lo sviluppo, costringendo le aziende a rilasciare le migliorie.

    E d’altra parte per le aziende che lavorano primariamente sul software libero è a sua volta una garanzia che il loro lavoro non venga utilizzato dalla concorrenza senza uno scambio equo. Difatti non è un caso che Intel usa la GPL, RH usa la GPL, Sun usa la GPL per Java e altre licenze sempre copyleft per altri software, ecc.
    Solo le aziende che non hanno il software libero nel loro core business allora preferiscono licenze non-copyleft perché in realtà non hanno interesse a tutelare un ramo secondario del loro business, hanno piuttosto interesse a che la loro tecnologia e i loro standard si diffondano anche nel mondo proprietario.

    Comunque ognuno è libero di rilasciare il sw con la licenza che gli pare, non condanno mica la BSD, semplicemente la ritengo controproducente per lo sviluppatore e per l’utente.

  56. [56]

    “Uno che prende il mio lavoro e ci fa un software che io stesso, auotre originario, non posso vedere, secondo me di fatto ruba.”

    Ancora…..perche’ il software sotto licenza diversa da GPL necessariamente non lo puoi vedere? E’ questo il principio di liberta’ e ed il principio di condivisione che mi muove? Siam messi bene!

  57. [57]

    Ancora…..perche’ il software sotto licenza diversa da GPL necessariamente non lo puoi vedere?

    Non necessariamente, ma c’è questa possibilità.

    E’ questo il principio di liberta’ e ed il principio di condivisione che mi muove? Siam messi bene!

    Certo, mi pare ovvio.
    Tu condivideresti la tua automobile con un amico sapendo che quello non ti presterà mai la sua e che ti consumerà il carburante senza avere la cortesia di farti il pieno prima di restituirti la macchina? questa non è è condivisione, è un regalo.
    Se voglio lo faccio, ma non è certo una cosa molto intelligente.

    Poi ripeto: i fatti dicono che la GPL ha innescato un grandissimo sviluppo che i sistemi BSD non hanno mai avuto.

  58. [58]

    Quindi siccome vivo in un mondo di ladri mi devo cautelare.Questo in sintesi il concetto di liberta’ che proponete voi.

  59. [59]

    Proprio ieri Stallman ha detto che sarebbe disposto ad abbandonare GPL e copyleft se, in cambio, il software proprietario entrasse obbligatoriamente nel pubblico dominio dopo 5 anni.

    Si chiama reciprocità.
    Questo sistema ha funzionato benissimo, se oggi ci fosse solo la licenza BSD o la MIT avremmo tante versioni proprietarie di BSD come Mac Os X ma la versione libera sarebbe troppo indietro per essere competitiva.
    Invece oggi grazie al software sotto GPL i sistemi GNU/Linux hanno letteralmente spazzato via le versioni proprietarie di Unix ed anche nei fatti BSD.
    E’ il più grosso successo di un lavoro collaborativo insieme a Wikipedia, che guarda caso è anch’essa sotto una licenza copyleft.

    Grazie alla GPL persino Microsoft è nei fatti obbligata a contribuire alla comunità.
    Obbligata ovviamente nel senso che nel momento in cui decide di farlo, per suo stesso tornaconto, allora lo deve fare a certe regole, altrimenti se ne avvantaggia solo lei e non la comunità.
    Questo è il concetto del copyleft: puoi fare col mio software quasi tutto, persino lucrarci, ma se lo migliori devi darlo alle mie stesse regole, non alle tue, altrimenti gli utenti e io come sviluppatore ci rimettiamo senza avere vantaggi.
    E’ molto semplice.

  60. [60]

    Non e’ in definitiva la GPL un problema ma lo e’ la sua viralita’.

  61. [61]

    Proprio ieri Stallman ha detto che sarebbe disposto ad abbandonare GPL e copyleft se, in cambio, il software proprietario entrasse obbligatoriamente nel pubblico dominio dopo 5 anni.

    Si chiama reciprocità.

    No non lo e’.Lui non vuole la liberta’ ma la sua idea di liberta’.Ripeto,non e’ la GPL il problema ma la sua viralita’ quando costringe all’uso esclusivo della licenza.Questa e’ imposizione.Dimostra oltretutto zero rispetto per le altre diverse realta’ dell’opesource che pur condividendo nei fatti non sono d’accordo con lui.Di nuovo,ti pare liberta’?

    Siamo solo all’inizio,l’insofferenza a causa delle mancanza di opportunita’ portera’ ad un progressivo disinteresse….

  62. [62]

    ma scherzi? il principio di libertà è semplice: ma tua libertà finisce dove inizia la mia. Non vedo perché io non debba imporre una regola per evitare di essere fregato ed evitare fregature agli utenti.
    Ma dove vivi?
    Quanto al rispetto, Stallman non ha mai proniciato una sola parola contro la comunità BSD, mentre la comunità BSD quando parla di GNU/Linux e di Stallman usa solo e soltanto insulti.

    Non sai di che parli.

  63. [63]

    “Ma dove vivi?”

    Vivo nel mondo reale dove per campare serve lavorare,guadagnare e non fare i discepoli di Stallman che per conto suo ha gia’ il didietro ben coperto ma non certo grazie alla GPL…..

    Ancora non capite??

  64. [64]

    per ora il disinsteresse quasi totale è, guarda caso, verso BSD.

  65. [65]

    “Ma dove vivi?”

    Vivo nel mondo reale dove per campare serve lavorare,guadagnare e non fare i discepoli di Stallman che per conto suo ha gia’ il didietro ben coperto ma non certo grazie alla GPL…..

    Ancora non capite??

    Guarda caso, proprio grazie alla GPL ci sono molte aziende che campano, alcune, come Red Hat, campano molto molto molto bene.
    Hai esempi analoghi per BSD? No.

    Non è un caso se i produttori di PC-BSD, inizialmente, rilasciarono la loro versione sotto GPL, poi dovettero ritrattare perché quelli di FreeBSD gli facevano cattiva pubblicità dicendo che erano degli str***

    Tanto per parlare di tolleranza, rispetto e apertura mentale.
    Come dire: puoi rendere il mio software proprietario, ma non GPL, perché odio la GPL a priori in quanto sono invidioso del successo di GNU/Linux. Questa è la libertà di BSD? ma per favore!

  66. [66]

    L’ho citata ad esempio ma non esiste solo quella.
    A mio avviso le migliori licenze che la spunteranno saranno quelle che pur proteggendo il lavoro gia’ scritto e le eventuali modifiche non creeranno problemi ad eventuali altre licenze che copriranno codice affiancato.

    Nel settore embedded e mobile ne sono un esempio.I ports dei sistemi verso certi tipi di processori sono un chiaro segnale.

  67. [67]

    Mah, opinioni.
    Vedremo con l’avvento di Moblin cosa succederà. Guarda caso Intel ha scelto GPL e LGPL.

  68. [68]

    “Guarda caso, proprio grazie alla GPL ci sono molte aziende che campano, alcune, come Red Hat, campano molto molto molto bene.”

    Gia’ proprietarie del marchio e nulla di piu’.Ti ricordi un paio di annetti fa’ Oracle che razza di scherzettino ha fatto a Redhat? Te lo dico io: a momenti la faceva saltare.E’ vero,con il senno di poi non e’riuscita nel suo intento per svariati motivi _ma_ non e’ escluso che qualcuno ci ritenti ed abbia piu’ fortuna.Siccome poi RH copre quasi la totalita’ del business di linux compreso un forte supporto alla comunita’ stessa hai idea di quello che puo’ succedere?
    E’ un sistema che non si regge su basi solide per questo nessuno ci scommette.
    L’interesse che vedi in giro si limita a casi ben circoscritti,non certo a manovre ampie con pesanti investimenti a lungo termine.Perche’,ancora una volta,e’ la GPL che non porta grossi vantaggi e quindi rimane di scarso interesse.Non mi garantisce introiti QUINDI non la uso,semplice.
    La teoria del complotto lascia il tempo che trova.

  69. [69]

    @guiodic

    Facciamo che stoppiamo e ci promettiamo battaglia alle prossime scottatti news? :-)

  70. [70]

    @Cirene:

    Red Hat, Novell, IBM, SUN, Oracle, ASUS, Intel, AMD/ATI, Nokia, SUSE, Canonical, Red Flag, Apache, eccetera, eccetera: proprio un “interesse limitato” e “casi circoscritti”.

    O ti stai sbagliando di grosso, oppure tutte le maggiori aziende informatiche al mondo ne sanno meno di te. Cosa è più probabile?

  71. [71]

    E’ un sistema che non si regge su basi solide per questo nessuno ci scommette.

    Ma tu sei matto, il mondo gira grazie a GNU/Linux! Internet gira grazie a GNU/Linux! Sveglia!!!
    Tu vivi in un altro pianeta!

    Ti ricordi un paio di annetti fa’ Oracle che razza di scherzettino ha fatto a Redhat? Te lo dico io: a momenti la faceva saltare.

    Ti ricordi proprio male, molto molto male.
    L’entusiasmo per Unbreakable Linux durò il tempo di un po’ di articoli sui blog, poi non se la cagò nessuno!

    L’interesse che vedi in giro si limita a casi ben circoscritti,non certo a manovre ampie con pesanti investimenti a lungo termine.Perche’,ancora una volta,e’ la GPL che non porta grossi vantaggi e quindi rimane di scarso interesse.Non mi garantisce introiti QUINDI non la uso,semplice.

    E’ acclarato, tu vivi su un altro pianeta.

  72. [72]

    Red Hat, Novell, IBM, SUN, Oracle, ASUS, Intel, AMD/ATI, Nokia, SUSE, Canonical, Red Flag, Apache, eccetera, eccetera: proprio un “interesse limitato” e “casi circoscritti”.

    aggiungo: Google, Facebook, Nvidia, Acer e, buon’ultima, persino Microsoft.
    Meno male che c’è poco interesse, perché sennò…
    (ah… chissà com’è che MS ha deciso di rilasciare i driver per Linux e non per il kernel di BSD, dove non aveva il problema della licenza… ma guarda un po’….)

  73. [73]

    “O ti stai sbagliando di grosso, oppure tutte le maggiori aziende informatiche al mondo ne sanno meno di te. Cosa è più probabile?”

    Che i commenti di un certo tipo te li tieni per te se non vuoi passare su un altro piano…..

    Il fatto che ci siamo grossi nomi (aggiungo anche HP e Dell…) non significa che l’interesse non sia limitato a casi circoscritti.Non mi pare che esista il preinstallato e pure garantito per esempio.Ma e’ la prima cosa che mi viene in mente….

  74. [74]

    “Ma tu sei matto, il mondo gira grazie a GNU/Linux! Internet gira grazie a GNU/Linux! Sveglia!!!
    Tu vivi in un altro pianeta!”

    Quanto ha di mercato scusa?

  75. [75]

    Il fatto che ci siamo grossi nomi (aggiungo anche HP e Dell…) non significa che l’interesse non sia limitato a casi circoscritti.Non mi pare che esista il preinstallato e pure garantito per esempio.Ma e’ la prima cosa che mi viene in mente….

    Guarda caso proprio Dell e Hp offrono da molto tempo preinstallati con GNU/Linux (Ubuntu).
    Potevi fare un altro esempio, che figuraccia!

    Quanto ha di mercato scusa?

    Sul mercato server è di gran lunga maggioritario, così come anche in altri campi collegati (hpc ad esempio, ma anche telefonia voip, banche, database in genere).
    Ha una forte quota anche nell’embedded: tanto per dire tutti i router, da quello che hai a casa a quelli presenti nei grandi hub mondiali hanno un sistema basato su Linux, per non parlare di apparecchiature mediche, sistemi di geolocalizzazione, eccetera eccetera eccetera.

  76. [76]

    Nessuna figuraccia.Ho cercato a casaccio su 5 macchine.Possibile sia stato cosi’ sfortunato?

  77. [77]

    Quale altro piano? Quali commenti di un certo tipo?
    Le tue affermazioni sono in palese contrasto con la realtà. Dici che adottare la licenza GPL non porta vantaggi, eppure è adottata da tutte (sottolineo tutte) le maggiori aziende informatiche del mondo. Se tu hai ragione, allora tutti si sbagliano. Oppure ti sbagli tu. Cosa è più probabile?
    Allora ti chiedo: credi di saperla più lunga di tutte (sottolineo tutte) le maggiori aziende informatiche del mondo? E’ una domanda molto semplice.

    Il dubbio è lecito, ma se non vuoi rispondere puoi fare a meno. Del resto non hai risposto nemmeno quando ti ho chiesto quale fosse la tua idea di libertà.
    Chiedere (e dare) chiarimenti sulle affermazioni fatte in una discussione è una pratica di buon senso.

  78. [78]

    Già. Ma faceva lo stesso anche se dicevi Acer, Lenovo, Toshiba, Fujitsu Siemens, msi, … (aggiungi qui una qualsiasi altra marca).

  79. [79]

    Evidentente allora tutto va bene e non esiste nessun problema.

  80. [80]

    Evidentente allora tutto va bene e non esiste nessun problema.

    difatti, che problema può esserci quando costringi persino la MS, cioè il tuo nemico storico, a venire a patti e rispettare le tue regole, quando solo pochi anni fa definiva la GPL un “cancro”?
    E’ una delle più evidenti vittorie del modello GPL.

  81. [81]

    Bene vi auguro un futuro radioso.

  82. [82]

    Grazie, il presente è già radioso di suo.

  83. [83]

    Ci vedremo….

  84. [84]

    Microsoft smentisce di aver adottato la licenza GPL2 per “costrizione”: la scelta è stata compiuta per il reciproco beneficio dei clienti, dei partner, della comunità e di Microsoft (”for the mutual benefit of our customers, partners, the community, and Microsoft”).

    Viene così autorevolmente demolita ogni illazione di chi ritiene la GPL una licenza senza vantaggi.

    La fonte è Sam Ramji, responsabile settore open source di Microsoft (http://port25.technet.com/archive/2009/07/23/the-linux-integration-component-drivers.aspx). Nel suo intervento spiega che nel rilasciare componenti open source la licenza GPL è la migliore scelta possibile.

    E non si può certo accusare Microsoft di essere vicina alle posizioni di Stallman…

  85. [85]

    Vabe’, non direi che sono molto attendibili come fonte.
    La cosa più probabile è che ci abbiano provato… ma non ci sono riusciti.

  86. [86]

    E’ sempre uno spasso leggere commenti come quelli fin qui letti. La mia opinione e’ che che la vera rivoluzione in ambito informatico sia stata la nascita di linux, cresciuta nell’utero della GPL. Senza l’una non sarebbe esistita l’altra.
    Io faccio il programmatore ma non sono un ingegnere (laureato), e sinceramente ne ho sentiti parecchi di ing. che preannunciavano la morte di qualsiasi cosa fosse opensource e peggio ancora, GPL, come fosse roba per nerd sfigati che non sarebbero arrivati mai a una beta. Io se voglio interessarmi a qualcosa riguardo la programmazione guardo come prima cosa se e’ GPL (vabbe’ eclipse e’ un caso a parte). Non voglio che nessuno lucri su nemmeno una riga di codice proveniente dal mio hobby.
    Per il resto beh, la mia opinione e’ esattamente riassunta dai post di Aleks

  87. [87]

    La licenza GPL non e’ restrittiva. La propria rigidita’ garantisce la tutela della liberta’ e dei diritti dei vari attori che decidono di adottarla e di condividerla (anche e soprattutto di coloro che l’adottano senza nemmeno averne coscenza). Noto molte analogie tra i tentativi di ridimensionare la licenza GPL (di cui la versione 3 essendo piu’ restrittiva, e’ di fatto la piu’ libera tra le precedenti) e la Costituzione Italiana. Anche la Costituzione Italiana fino a qualche anno fa era rigida. Ma proprio la sua rigidita’ tutelava tutte e tutti a prescindere dalla propria condizione ed il proprio status (altra cosa e’ la sua non osservanza e violazione). Coloro che hanno messo e continuano a mettere mano alla Costituzione, che vengono da parti politiche diverse, condividono la necessita’ di cambiarla perche’ ritengono piu’ importanti i profitti ed il predominio di qualcuno alla tutela delle liberta’ e dei diritti fondamentali di tutti (servizi, beni comuni, ambiente, etc). Il mercato e le imprese sono piu’ importanti dei cittadini anzi dei “consumatori”.
    Parallelamente coloro che vogliono ridimensionare la licenza GPL (non sto mettendo tra questi coloro che hanno semplicemente opinioni diverse dalle mie) hanno l’unico scopo di predominare su tutto e tutti. I cittadini-consumatori meno hanno coscenza di quello che usano meglio e’. La ricerca di queste societa’ di preparare pappe pronte e digerite ha lo scopo anche di decidere di cosa gli utenti finali abbiano bisogno. Pultroppo molte societa’ dedite all’open source la pensano similmente a societa’ di software proprietario e molto spesso si alleano a quelle proprio con l’obiettivo finale di spartirsi quel patrimonio (il software libero) che l’Unesco non a caso ha definito patrimonio dell’Umanita’.

  88. [88]

    La GPL non si tocca! è il kernel della filosofia opensource e del free software. Sono i fottuti capitalisti che la vedono “restrittiva” per i loro affari ma sinceramente non me ne può fregar di meno.

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