Seppure Linux (sia inteso come kernel, sia come sistema GNU/Linux) sia il progetto nato dal basso per eccellenza, c’è chi pur non conoscendone tutta la genesi si arrischia a inventarne una di sana pianta. Con risultati esilaranti.
Ecco qual è la (falsa) storia di Linux secondo Dennis Byron.
Linux è stato creato da IBM, HP e altri ex-monopolisti dei sistemi IT che avevano capito che Microsoft stava portandogli via il monopolio dei sistemi. IBM, HP, Digital Equipment (ora parte di HP) e altri si unirono a questo proposito agli inizi degli anni 80 mentre Linus Torvalds, il creatore ufficiale di Linux e che ora lavora per uno dei gruppi IBM, HP, ecc. montato ad arte per dare un certo senso di fiducia, portava ancora i calzoncini corti.
Dieci anni dopo, il consorzio scelse un piccolo pezzo di codice software, derivato da Linus da qualche altro codice quando era all’università, per complementare l’ancora in corso sforzo tecnico di IBM, HP, ecc. per tirar fuori uno “Unix unico”. Quello che oggi è chiamato Linux e il risultato di quello sforzo per lo Unix unico.
Giusto per essere precisi ecco come sono andate veramente le cose:
- Negli anni 80 non è nato alcun fantomatico consorzio di aziende. A vedere la luce nel 1983 è stato il progetto GNU, con lo scopo di creare una versione libera (free) del sistema operativo Unix;
- Linus Torvalds creò il kernel Linux nel 1991 e non lo derivò (fork) da un altro software (Byron con molta probabilità si riferisce a Minix) ma creò qualcosa che ne imitasse le funzioni. Ovviamente sulla paternità del kernel Linux non c’è dubbio alcuno;
- Quando Byron si riferisce alla scelta del consorzio di “un piccolo pezzo di codice” probabilmente parla della difficoltà del progetto Gnu nel reperire un kernel per il loro sistema: Linux cadde praticamente a fagiolo e tappò questa lacuna;
- Linus Torvalds non lavora né per IBM, né per HP, né altri giganti dell’”information technology”. Torvalds lavora per la Linux Foundation, che è finanziata anche ma non solo da IBM e HP;
- La cosa che più si avvicina al fantomatico consorzio tra IBM, HP e altri, è proprio la Linux Foundation nata nel 2007 dall’unione del Free Standards Group e dell’OSDL (Open Source Development Lab), entrambi nati nel 2000, parecchio dopo gli anni 80. Inoltre la Linux Foundation si occupa principalmente del kernel, una parte essenziale ma comunque piccola rispetto a tutto quello che compone un sistema Gnu/Linux.
Dennis Byron è un analista di mercato con più di trent’anni di esperienza: a dimostrazione che quello che può sembrare un merito può improvvisamente diventare un aggravante. E chissà quante altre favole ci verranno ancora raccontate.

Davvero carina….se ne inventano davvero di tutte!!
di hackgeek - 23 ottobre 2008 - 10:45
ma è uno scherzo o questo canuto consulente “giacca-e-cravatta” (tanto di moda nell’era della new economy) dice sul serio??
Mi sembra di sentire RAI 1 quando dice che Bill Gates ha inventato i computer… o che è stato arrestato il responsabile dello SPAM (come se fosse uno solo).
Ma a chi dare la colpa della disinformazione? Ai settimanali di gossip, che sono giustificabili se dicono cazzate, essendo il loro mestiere, dire cazzate, oppure alla mancanza di una rivista seria e competente come era MC Microcomputer che informava puntualmente i propri lettori ?
di 0disse0 - 23 ottobre 2008 - 12:19
Sarà un altro prezzolato da M$.
http://www.linuxjournal.com/node/1000097
di Gand - 23 ottobre 2008 - 15:04
Allora la mala-informazione non è un problema solo italiano
di Guido Iodice - 23 ottobre 2008 - 21:16
Eppure questa ricostruzione assurda e inventata, è diffusissima presso chi rosica per il successo che sta avendo Linux. Di solito sono personaggi al soldo di MS oppure, più di frequente, dei malati del verbo di Jobs e della mela, totalmente devitati nell’adorazione del loro Dio Apple. Sono gli stessi clown che poi ti tirano fuori le sacre virtu’ di BSD, che Linux non è un vero Unix, che la gpl è roba per comunisti, etc. Etc. …
Purtroppo di questi personaggi a cui piace sparare a zero verso cose e fenomeni contrari alla loro filosofia fatta di status symbol e totalmente consumistica, ce ne sono parecchi in giro.
La cosa importante è non dargli troppo peso, perché come dice Gandhi, prima ti deridono, poi ti combattono… poi vinci.
di qwerty - 25 ottobre 2008 - 16:24
@qwerty
il guaio maggiore secondo me non è il delirio di cui sono preda queste persone, ma il fatto che vestendo elegantemente una giacca e una cravatta e avendo un bigliettino in tasca che finisce per “..ft” o “..rsen” o con quel nome a tre lettere, pervadono un ente pubblico o una piccola/media azienda e vendono carote lesse per miracolose espansioni di memoria o VinsgoZZCista come “il sistema operativo” per il responsabile it che non deve chiedere mai (parafrasando la famosa pubblicità del profumo).
Queste persone sono un male… purtroppo, perche’ derubano chi è competente e vive SOLO del suo lavoro, intendo spezzare una lancia nei confronti dei consulenti freelance e di quelle software house che fanno Open Source VERO (prendendo codice e restituendo codice… – come è buona norma).
In linea generale, infine, è meglio che la stampa cartacea e anche quella elettronica cominci seriamente a diffondere il concetto che rispetto a dover scegliere soluzioni di potenti lobby del caporalato informatico o di software house d’oltre oceano stramilionarie, è meglio propendere, laddove possibile, per realtà italiane, che pagano le tasse in Italia e che danno lavoro ad italiani che a loro volta pagano le tasse in Italia.
di 0disse0 - 25 ottobre 2008 - 18:53
Conosco in merito una storia ‘trasversale’ che mi fu raccontata quando ero ancora (molto) giovane e mi trovavo all’estero.
Non appartengo né ai laudatores delle grandi multinazionali dell’informatica, né ai ‘tifosi’ ad ogni costo del mondo linux, che nell’insieme vale svariati miliardi di euro(più o meno anch’essa una multi nel suo complesso).
la storia è la seguente: il prof. Tanebaum aveva creato il Minix, una sorta di Unix ridotto all’osso, per venire incontro agli studenti universitari
che avrebbero poi dovuto lavorare su sistemi Unix ma certo non si potevano permettere l’acquisto di tale OS (Unix) per esercitarsi.
Il Minix aveva però un inconveniente: costava poco ma comunque costava.
Tutto ciò non stava bene allo allora studente Linus Torvalds che iniziò una grossa polemica sui forum dell’epoca (prego controllare tali forum prima di sventolare smentite partigiane) e successivamente decise di creare’qualcosa’ che andasse nella stessa direzione ma fosse ‘free’ et cetera.
Il resto è storia nota: sono state sviluppate idee grandi e forse geniali.
di salvatore - 28 ottobre 2008 - 10:36
mi permetto di suggerire la lettura, allora, del libro Just for Fun
di 0disse0 - 3 novembre 2008 - 08:25