Lo sviluppo di Ubuntu 13.04 non langue affatto: sono ripresi i lavori sull’interfaccia, e insieme alle dichiarazioni di Canonical sul far diventare la distribuzione rolling release, sono arrivate anche delle modifiche per il gestore degli aggiornamenti. Le patch proposte rendono senza dubbio il gestore degli aggiornamenti di Ubuntu molto più “umano”.
Queste modifiche non stanno incontrando particolari ostacoli, quindi c’è da immaginare che su Ubuntu 13.04 vedremo presto un nuovo gestore degli aggiornamenti: l’estetica più accattivante e senza dubbio più usabile richiama molto l’update manager di Mac OS X, infatti le voci sono più compresse e l’elenco comprende solo una descrizione “verbosa” dei pacchetti coinvolti nella procedura, lasciandone da parte il nome.
Possiamo anche vedere un approccio ibrido, dove alcuni sono pacchetti singoli, altri invece fanno parte di categorie di software. Senza dubbio un gestore degli aggiornamenti fatto in questa maniera renderebbe l’utente “non-smanettone” molto meno “confuso” quando si effettuano operazioni di questo tipo nell’ambito di Ubuntu. Voi che ne pensate?

“Voi che ne pensate?”
Continuerò ad aggiornare via terminale o via synaptic…
di Nevicata - 24 gennaio 2013 - 11:48
Interessante modifica ubuntu sempre più mela.
Meglio un apt-get update
Ciao
di Federico B - 25 gennaio 2013 - 07:45
Che ne penso?
Che sarebbe anche ora di passare agli aggiornamenti basati sul delta, in modo da ridurre la banda occupata dal gestore aggiornamenti e velocizzare la fase di upgrade.
di atomix600 - 24 gennaio 2013 - 12:32
peccato, speravo che prima o poi la vecchia idea (direi dei tempi dei windicator) di fondere il software manager e il gestore aggiornamenti sarebbe stata ripresa in mano… evidentemente ero l’unico a sperare in qualcosa del genere, amen
di Emanuele - 24 gennaio 2013 - 14:52
il servizio del software center occupa 100mb di ram, quello dell’aggioranemnto pochi mb, fonderli non sarebbe molto conveniente, quando gli aggiornaemnti vengono controllati in background quasi non te ne accorgi, se invece partisse il software center in background con quel consumo penso proprio che il pc ne risentirebbe vistosamente
di Mik - 24 gennaio 2013 - 15:46
Come dice Emanuele, i servizi andrebbero integrati, come succede per esempio su Android: i 100 MB del SW Center sono uno scandalo su cui Canonical farebbe bene a lavorare (abbandonando Python?).
di Paolo - 25 gennaio 2013 - 09:46
@Paolo chiesi se avrebbero abbandonato Python anche per la sua lentezza a Andrea Cimitan se non erro (tra l’altro qui du OOS) e disse che non l’avrebbero abbandonato perché la maggior parte delle operazioni sono di I/O…
Quindi dunito lo abbandoneranno… O se lo faranno lo faranno solo perché Ubuntu dovrebbe girare sui tablet…
di wine - 26 gennaio 2013 - 17:09