A quanto pare la strada di Linux sui computer Italiani è ancora lunga. Se anche in America e in altri paesi europei Dell ha introdotto i suoi computer targati Ubuntu, la domanda in Italia appare ancora troppo bassa per giustificare la vendita di tali prodotti nel Bel Paese.
È quanto traspare dalle dichiarazioni di Matteo D’Elia, brand manager di Dell Italia, raccolte da PMI. Secondo D’Elia da parte degli utenti italiani ci sono state 30.000 richieste specifiche di notebook con sistema operativo Linux, un numero considerato “degno di nota” ma non abbastanza per poter considerare la situazione più di un “semplice interesse”. In pratica per l’Italia Dell non sta pensando al quando ma è ancora ferma al se. E non è l’unica di questo avviso.
Discorso simile per Lenovo Italia, secondo cui il mercato professionale ignora completamente l’alternativa Linux, soprattutto perché, se da un lato OpenOffice.org sta vivendo un momento d’oro, i software aziendali restano basati su altre piattaforme.
Non sembra, pertanto, molto rosea la prospettiva per il nostro Paese. Ai pinguini Italiani non resta che farsi sentire un po’ di più, magari partendo dal sito DellIdeaStorm e dando voce alle idee e ai suggerimenti per avere Linux sui computer Dell anche in Italia.
Chi comprerebbe un PC Dell con Linux se arrivassero anche da noi? I 30.000 sono soli o c’è qualcun altro che si aggiungerebbe molto volentieri?


io mi aggiungerei molto volentieri. solo una cosa però: qual’è l’aspetto positivo di una macchina in cui c’è solo linux? In generale, non dico solo ubuntu ma ogni qualsivoglia distro linux.
Michele come dici te, le applicazioni aziendali si basano moltissimo su win, e la stessa suite openoffice.org è pure per win. Quindi l’utilità di un pc con solo linux svanisce, dato che acquistando un pc dell o lenovo dovrei montare win anche soltanto come macchina virtuale per far funzionare tante applicazioni.
Se le cose stan così, io faccio prima a scaricare da me la distro linux che mi aggrada dippiù e montarla.
di smal - 24 settembre 2007 - 09:31
@ Smal
Diciamo che il vantaggio sarebbe un sistema compatibile al 100%, ma effettivamente è come dici tu, non sono poche le persone che pur usando Linux come sistema principale hanno poi necessità di una partizione con su windows.
Però c’è un vantaggio per tutti, ovvero se Dell e altri vendono sistemi linux finalmente i produttori hardware si degneranno di produrre driver compatibili, o meglio ancora di collaborare con gli sviluppatori.
di Alez Karbura - 24 settembre 2007 - 10:04
@ smal
non tutti hanno bisogno di windows, dipende da cosa ognuno deve fare col computer, e cmq openoffice è su linux, anzi a essere precisi nasce su linux
se ti serve photoshop c’è wine, se ti serve autocad allora ti serve windows
l’utilità di avere i pc liberi serve a far svegliare i produttori hardware, a rilasciare specifiche e driver. ti sembra poco?
di pi3t - 24 settembre 2007 - 11:29
quello che dite però va a vantaqggio anche del terzo concorrente: il mac.
quindi di nuovo la mia domanda ha un senso, che perderebbe solo se gli accordi fra la microsoft e la novell in futuro portino alla creazione di un os unico con i pregi di entrambi. ma forse sogno tantissimo, anche se la storia recente dimostra che nulla nel mondo dei pc è impossibile da realizzarsi per sempre.
di smal - 24 settembre 2007 - 17:51
non ho capito bene l’ultimo commento, ma secondo me quella della apple è una concorrenza che non è degna di essere chiamata tale. una volta i mac venivano comprati soprattutto da professionisti, e a detta di loro il vantaggio che portava quella piattaforma non sta solo nel sistema operativo, ma anche nell’hardware. oggi invece per la mia esperienza gli apple li comprano solo quelli che hanno abbastanza soldi da sprecare per un computer che pur essendo un normale x86 si fa pagare il doppio.
fine dell’OT
i vantaggi di linux alla collettività nel caso di una maggiore diffusione sono:
-fine del monopolio microsoft
-maggiore consapevolezza degli utenti di computer
-computer più stabili
-computer più sicuri
-non necessità di avere 4GB di ram e un computer costosissimo come abbiamo Visto con altri sistemi operativi
-risparmio di denaro che si butta nelle licenze di windows
-NON SI È SOGGETTI A SOFTWARE CHE CARPISCONO INFORMAZIONI DAL COMPUTER SENZA AVVERTIRE L’UTENTE (v. i casi di windows update)
-usando software liberi si sta sicuri che non si ha nessun programma installato illegalmente sul proprio computer
-possibilità per chi sa farlo o può farlo fare di adattare un programma alle sue esigenze
…e altri che ora non mi vengono
sull’ultimo punto comunque deriva anche nel caso di una diffusione decente di software libero nelle imprese il fatto che si evita di esportare denaro verso le solite internazionali. chi ha necessità di un software per l’azienda può contattare qualche sviluppatore della sua zona e farsi sistemare ad-hoc un qualsiasi programma che può servirgli. Così si avrebbe anche un contatto diretto tra sviluppatore e cliente.
di giomini - 25 settembre 2007 - 00:54
Questa storia che la apple si fa pagare il doppio e che fa una concorrenza non ‘degna’ è una stupidaggine. Io uso un macbook, non sono uno che ha ‘abbastanza soldi da sprecare’, voglio solamente produrre con il computer, non fargli la manutenzione. E’ questo che spinge una persona ad acquistare un mac. Inoltre, trova un portatile con tutte, e dico tutte, le caratteristiche del macbook, poi vediamo se costa la metà di quest’ultimo. Linux avrà la sua diffusione, ma non su macchine destinate ad un utilizzo videoludico e nemmeno su quelle in mano a persone completamente incompetenti. Windows ha raggiunto livelli di penetrazione nel mercato dei pc che non si farà da parte così facilmente…
di Claudio - 25 settembre 2007 - 11:40
A completamento della discussione voglio citare una notizia (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2072371) che riassumo: in Francia il giudice si è espresso contro l’impossibilità di ottenere un computer anche privo di software. Questo sarebbe il sogno di ogni pinguino.
Ma senza voler essere troppo pretenziosi, basterebbe anche che i costruttori rilasciassero le specifiche: i driver ce li scriviamo noi, basta che ci dicano come sono fatti i componenti.
È quello che ha fatto Intel (lo stesso Torvalds consiglia a tutti di usare Intel proprio perché ben supportato) e similmente si comporta Dell che ha anche rilasciato una versione di Ubuntu contenente i driver per i propri computer.
Il discorso di Apple non va altrettanto bene. I computer Apple sono bellissimi e quando il mio Duron 700 MHz diventerà vecchiotto (prevedo fra cinque anni) mi piacerebbe prendere un Mac. A patto che Apple voglia aprire i suoi computer o supportare Linux. E non venitemi a dire che Apple supporta solo MacOSX. Mi sembra che si diano un gran bel dafare con BootCamp a preparare i driver per far girare Windows sul Mac. Caro Steve, perché non fare altrettanto per Linux? Hai forse paura?
NB: Ad aprire le specifiche ognuno si può adattare come meglio crede e usare il sistema che preferisce: FreeBSD, Linux, ReactOS…
di Michele C. Soccio - 25 settembre 2007 - 14:53
Ragazzi, c’è un altro fatto da considerare, cioè, i 30.000 che hanno richiesto linux a dell, magari sono le stesse persone che lo chiederebbero anche alle altre grandi aziende, solo che io non credo che sarebbero disposti a comprare più di un computer, e mi ci metto anche io tra di loro, vorrei avere più scelta, ma se anche tutti si mettessero a vendere pc con linux, alla fine si dovrebbero spartire questi 30.000 utenti, quindi con un guadagno ancora minore per questa aziende…. se non aumentiamo un pò come numero la vedo dura….
di Giancarlo - 25 settembre 2007 - 20:18
…si potrebbe (tanto per dire) mandare qualche raffica (ognuno manda la sua, no spam, ovvio) di mail ai grossi rivenditori di pc,tipo pccity e pure nei G.D.O. (grande distribuzione organizzata ndr) c’ è l’ area pc… auchan, carrefour, etc., chiedendo dei pc con sistema operativo Linux. Loro hanno un grande bacino d’ utenza che settimanalmente và a fare il “pieno” per i “bisogni di casa” e da anche un’ occhiatina ai pc. Per esempio dalle mie parti la auchan si è messa a vendere la Kia Picanto. Al carrefour vicino hanno la stazione di rifornimento….
Se sono loro a chiedere ai vari produttori di pc di mandargli qualcosa anche con s.o. Linux i produttori lo faranno, …anche se non è previsto per l’ Europa. Il produttore sa che se dice di no lui, lascia la fetta di mercato alla concorrenza…. ed a questi piace far soldi e quindi non perdere quote di mercato. In realtà ci vengono dietro: se un prodotto tira > lo producono, se un prodotto non tira > non lo producono. A loro in realtà fa lo stesso mandartelo con un sistema o con l’ altro, basta che gli compri il suo pc.
Quoto @giomini
di dorylinux - 8 ottobre 2007 - 22:31