Secondo Jerry Panagrossi, vice-presidente di Symbian in Nord America, Linux non è adatto ai telefonini. Sia ben chiaro: il pezzo grosso di Symbian è convinto che il pinguino sia riuscito a fare cose mirabolanti sui desktop e le workstation, ma quando viene a contatto con cellulari e dispositivi mobili è un gioco diverso.
Panagrossi individua la causa di tutto ciò nell’eccessiva frammentazione, e una dimostrazione della sua tesi sarebbe la necessità che ha Linux di utilizzare dei driver proprietari per interfacciarsi a dovere con l’hardware a bordo degli smartphone. Senza contare che, nonostante si parli di Linux su vari terminali, molti di questi sono incompatibili fra loro rendendo difficile la migrazione delle applicazioni da una piattaforma Linux ad un’altra.
A rispondere al “chairman” di Symbian è Morgan Gillis, direttore esecutivo della fondazione LiMo, l’associazione che della lotta alla frammentazione ha fatto la sua ragion d’essere. Gillis risponde banalmente che in poco più di un anno di lavoro sono stati lanciati ben 23 terminali equipaggiati con il sistema Linux prodotto e unificato dalla fondazione.
E, aggiungiamo noi, non dimentichiamoci di Android che sempre su Linux funziona e che promette un gran bene. Che Symbian abbia paura di tutti questi pinguini?

symbian se la sta facendo sotto ecco la news
di titti - 24 settembre 2008 - 16:44
E’ anche vero però che symbian diventerà open source nel corso dell’anno, proprio per rispondere meglio alla concorrenza di linux
di Guiodic - 25 settembre 2008 - 03:07
Io gli do ragione: la frammentazione nel mondo linux è un problema da non sottovalutare ed è anche causa del fatto che in linux esistono tante applicazioni appena discrete e pochissime veramente buone. Se invece le forze si concetrassero in pochi progetti, allora si potrebbe fare molto di più…
di Stefano - 28 settembre 2008 - 12:52