Stallman contro gli applicativi online: the JavaScript Trap

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Un po’ come il Don Quijote di Cervantes, anche Richard Stallman è perennemente alla ricerca di battaglie in favore della libertà degli utenti: dopo aver annunciato il disinnesco della trappola di Java, RMS ha infatti iniziato la sua campagna contro il codice JavaScript proprietario o, per meglio dire, offuscato.

Moltissime applicazioni Web offrono un’esperienza utente simile a quella degli applicativi tradizionali e, per fare ciò, caricano sul PC degli utenti il codice JavaScript contenente le funzionalità da eseguire nel browser; il problema è che nella maggior parte dei casi si tratta di codice illeggibile, compresso e “riorganizzato” per ridurre le dimensioni (e renderne difficoltosa la modifica).

La battaglia di Stallman è diretta proprio contro questo tipo di pratica e prevede lo sviluppo di tecnologie da integrare nei browser liberi che permettano all’utente di scegliere il codice da eseguire, consentendogli eventualmente di sostituire quello del “fornitore di servizi” con uno di suo gradimento.

Per Stallman la soluzione consisterebbe essenzialmente nella creazione di due “estensioni”: la prima per limitare l’esecuzione di codice JavaScript (a-la NoScript, come suggerito da lui stesso) e la seconda per effettuare la sostituzione di codice JS.

Resta solo da comprendere come verrebbe gestito l’aggiornamento di codice, sia dal lato del fornitore “originale” sia da quello “libero”. Quanti utenti, inoltre, sono realmente interessati ad avere del codice JS libero? E quanti gli sviluppatori disposti a renderlo disponibile?

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Commenti

  1. [1]

    Un utente preferirebbe scaricare del JavaScript compresso e quindi più velocemente o del JavaScript leggibile ma molto più lentamente?
    Qui Stallman ha esagerato!

  2. [2]

    Praticamente vuole ridurre la semplicità di utilizzo del codice/applicazioni web based all’incasinato mondo del software Linux…. lo dico da accanito utente Linux…
    Quoto Mattia, ma con una precisazione, forse Stallman si riferisce al codice che viene distribuito solo compresso, vedi il framework javascript jQuery (e anche altri), viene fornito sia con codice compresso che no, magari quello a Stallman va bene… O forse no? ^_^

  3. [3]

    @MpMp
    RMS si riferisce ad applicazioni come GoogleDocs e simili; i framework (soprattutto quelli liberi come jQuery) non centrano, tanto che Resig (lo sviluppatore di jQuery) ha pure contribuito al stesura dell’articolo di Stallman.

  4. [4]

    Beh abbiamo un utente Linux che ritiene inaccettabile eseguire sulla sua macchina codice sconosciuto.. non ci vedo nulla di strano, anzi… secondo me era ora che qualcuno riflettesse pubblicamente sulla questione

  5. [5]

    io credo che stallman abbia ragione nel dire che applicazioni sconosciute siano potenzialmente pericolose, ma il controllo su questo diventa difficile e forse non è il sistema giusto quello di scaricare l’applicazione non compressa… ma il problema non è quello ma che queste applicazioni non dovrebbero esserci.
    purtroppo si tende ad aggiungere servizi ad internet che prima si eseguivano direttamente, (e quindi piu controllabili) per renderci meno “padroni” del nostro pc e di quello che ne facciamo…
    forse bisognerebbe tornare un po indietro… e che siano gli utenti a dettare le leggi le leggi…

  6. [6]

    Stallman secondo me stavolta ha esagerato, mi sembra una specie di “accanimento terapeutico” applicato al concetto di open source.

  7. [7]

    Senza offesa ma Stallman dovrebbe comprarsi un rasoio e farsi meno seghe mentali.. Non è la prima volta che salta fuori con delle boiate.. Ok open source e tutto quanto, però areo, sei fissato.. Fatti una vita.. E prima di venir accusato di cose strane, io adoro l’open source, ora come ora sono su ubuntu, lavoro con PHP e se possibile cerco sempre di utilizzare un qualcosa sotto licenza GPL (o MIT, Creative Commons, o quella che è), però gente, sto tipo è troppo fissato..

  8. [8]

    Allora ragazzi, gli articoli di RMS vanno letti col giusto spirito… Lui è un fondamentalista e propone idee fondamentaliste, perchè sa che tutti puntanto il dito diranno “esagerato!”. Però così facendo smuove l’”opinione pubblica” e fa interessare molte persone alle problematiche che ritiene importanti… persone che prenderanno le sue idee fondamentaliste, le filtreranno e le trasformeranno in qualcosa di adatto al “mondo vero” e quindi realizzabile… facendo sì che tutto vada come deve andare…

    Grazie RMS, grazie di cuore per quello che fai!

  9. [9]

    @ UM
    quoto in pieno… RMS è un “supervisore ” dei diritti degli utenti, non bisogna per forza condividere le sue opinioni, ma semplicemente prenderne atto e riflettere.

  10. [10]

    sono perplesso solo su un punto, se un applicazione web 2.0 anche ammettendo che lato client possa presentare del javascript libero anche gpl e leggibile ma poi si appoggia tramite ajax o json o simili a tecnologie lato server non opensource che guadagno c’è ad averne la parte client libera?
    Potrebbe anche essere un js libero al 100% ma che carica tramite ajax altro codice js da un application server che poi magari esegue tramite un eval-like… quindi…
    inoltre la parte più importante sono i dati dell’utente che risiedono su server remoti su sistemi potenzialmente proprietari.
    Poi non c’è solo js ma anche flash a dirla tutta….
    conclusione?
    rms magari potrebbe avere anche ragione ma il tono è, come sempre, troppo critico (leggere l’originale in inglese please)

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