Da Ubuntu Software Store ad Ubuntu Software Center
di - Martedì 29 Settembre 2009 alle 14:55
In principio si chiamava AppCenter, poi è stato chiamato Ubuntu Software Store, ora ha cambiato di nuovo nome e si chiamerà Ubuntu Software Center.
La decisione di Canonical di chiamare con Ubuntu Software Store il nuovo package manager universale non era piaciuta a tutta la comunità. In più di una occasione si era puntato il dito sulla parola “Store” che nella lingua americana richiama l’intenzione di voler costituire una sorta di “negozio del software”.
Non era certamente intenzione di Canonical creare una simile difficoltà linguistica, e ambiguità sullo scopo. Il manifesto di Ubuntu parla chiaro:
Ubuntu sarà sempre gratuito (non a pagamento), inclusi i rilasci per le aziende e gli update di sicurezza.
Bene, dopo circa un mese di discussione il 25 settembre 2009 si è deciso di rinominare Ubuntu Software Store in Ubuntu Software Center. Via la parola “Store”, dentro la parola “Center”. Il nuovo nome serve a chiarire meglio l’idea di centralità che Ubuntu Software Center intende assumere nella gestione dei pacchetti software, degli update, degli upgrade, dei temi grafici, dei codec, dei font, insomma dell’installazione di tutti i componenti del sistema.
Concludiamo il post segnalando che su Wikipedia è comparsa anche una roadmap di Ubuntu Software Center che prevede almeno quattro fasi. Lancio di Ubuntu Software Center con Ubuntu 9.10. Ubuntu Software Center sostituirà Synaptic, Software Sources, Gdebi, e forse Update Manager in Ubuntu 10.04. Integrazione con Launchpad Software Store in Ubuntu 10.10. Infine, miglioramento della condivisione di informazioni tra gli utenti (pacchetti preferiti, lista dei propri tool installati,…) in Ubuntu 11.04.
E voi, alla fine della storia cosa preferite? Ubuntu Software Store oppure Ubuntu Software Center?

ma qualcuno mi saprebbe dire se è un progetto solo per ubuntu o se lo passeranno a tutte le sorelle minori. in particolare mi interessava per kubuntu questa cosa.
la vedo veramente ben fatta
di raf - 29 Settembre 2009 - 16:01
buona la seconda… ;-) …in effetti la parola Store di primo acchito mi aveva fatto pensare proprio ad un negozio virtuale dove comprare software a pagamento…
di druido77 - 29 Settembre 2009 - 17:28
I piani di sviluppo sono molto azzeccati. Dopo tutto il resto, anche l’installazione dei programmi diventa “social” e sarà molto più semplice consigliare i programmi necessari per svolgere determinate attività.
di Stefano - 29 Settembre 2009 - 17:33
Uhm… non mi piacciono ne l’uno né l’altro modo di nominarli. Software Store da davvero l’idea di un “negozio” di programmi, ma non si tratta necessariamente di un errore (non vedrei particolari problemi se un giorno o l’altro Canonical iniziasse anche a vendere programmi a pagamento. Free Software non significa necessariamente gratis, e anzi, questo mezzo potrebbe favorire la nascita di un ecosistema favorevole al mondo ubuntu, magari con la creazione di qualche software professionale anche per il pinguino, senza magari la necessità di venderlo nei negozi veri). La nomenclatura Software Store è quindi inappropriata in un primo momento, ma non è detto che lo rimanga anche in futuro. Un altro vantaggio del nome “Software Store” è l’associazione con l’App Store per le applicazioni di iPhone. All’utente novello chiarisce una volta per tutte qual’è il concetto di base su cui si basa il modello di distribuzione software nel mondo di ubuntu.
App Center o Software Center mettono maggiormente l’accento sul fatto che si tratta di un’applicazione unica, che raggruppa tutte le funzionalità un tempo distribuite tra synaptic, Add/Remove software e GDebi. Si tratta di una nomenclatura piu tecnica, rivolta a quegli utenti che sanno di questa frammentazione e che quindi hanno già usato ubuntu in passato. Per me è un nome meno efficace perchè non aiuta l’utente nuovo ad ambientarsi, ma spiega all’utente che già si trova a suo agio, che ora ha a disposizione un’unica applicazione per fare tutto.
A questo punto io avrei coniato un nuovo nome, qualcosa di più ubuntesco, che non descrivesse per filo e per segno cosa fa il programma (in modo da poterne espandere le funzionalità in futuro senza dover cambiare nome).
di Neff - 30 Settembre 2009 - 14:26
Chi sa perché, nessuno, negli articoli o interventi che ho letto finora, menziona il fatto che, in effetti, c’è, per ogni programma, la voce “prezzo”, che al momento è settata su gratis, visto che tutto il contenuto distribuito è free software. Quindi la scelta di chiamarlo “store” era piuttosto appropriata. Vorrei, piuttosto, capire i piani di Canonical a proposito, visto che hanno cambiato il nome dell’applicazione, ma la vocina “prezzo” è ancora lì…
di Pepello - 04 Ottobre 2009 - 15:11
Sono perfettamente d’accordo con il commento di Pepello. E comunque la cosa non mi scandalizza.
Tutto fa brodo, se serve ad attirare software house, incrementare il parco software e accrescere la diffusione di Ubuntu.
di Antonio Lo Nardo - 24 Novembre 2009 - 20:29